
Anche quest’anno Slow Food Italia torna al Vinitaly con un ricco programma di appuntamenti. Riflettori puntati sulla presentazione della Guida al Vino Quotidiano, in programma domenica 7 aprile alle ore 15 in Sala Vivaldi.
«La guida propone i migliori vini italiani disponibili in enoteca a meno di 10 euro, che rappresentano quasi il 90% della produzione nazionale» racconta il curatore Giancarlo Gariglio. 365 i vini segnalati, presentati in base alla stagione del loro consumo ideale. La presentazione sarà un interessante pretesto per un dibattito più ampio sul vino e le nuove tendenze: Qualità senza compromessi. Tra i partecipanti, oltre a Giancarlo Gariglio, Fabio Giavedoni e Fabio Pracchia, curatori della guida, anche Alice Fiering, autrice di Vino (al) naturale, recentemente pubblicato da Slow Food Editore.
Lunedì 8 alle ore 15,30 si terrà il Laboratorio di degustazione Scoprite i Vini Quotidiani, per assaggiare le migliori etichette della guida di Slow Food (evento su invito – Sala Tulipano Palaexpo).
Al Vinitaly 2013 trovate Slow Food al Padiglione 9 Stand E4.
Domaine Gérard Mugneret
Gérard Mugneret è uno di quei vignaioli di cui forse solo la Borgogna ha il segreto. Produttore con vigne di grande qualità, con Premier e Grand Cru, ha una clientela quasi esclusivamente privata (circa il 70%) che si tramanda le assegnazioni di padre in figlio, un importatore negli stati Uniti e in Gran Bretagna, è presente solo in tre enoteche in tutta la Francia, (con una sola new entry nell’ultimo decennio, Les Caprices de l’Instant a Parigi), e nessun cliente italiano. Avevamo assaggiato i suoi vini in occasione degli ultimi Grands Jours de Bourgogne, e ci erano così piaciuti da chiedergli di poter visitare l’azienda. Dopo qualche tentennamento aveva risposto di si. Al nostro arrivo veniamo accolti da Gérard, che per prima cosa ci domanda di ricordargli perché ha accettato di riceverci, visto che non ha vino da vendere…
Bio non certificato, il Domaine Gérard Mugneret produce 30.000 bottiglie l’anno. Nel 2012 il 40% in meno. A suo dire il 2012 in Côte de Nuits è stato un problema quasi esclusivamente per chi ha vigne vecchie, mentre per chi ha vigne di meno di trent’anni i problemi sono stati molto minori. Loro si sono attestati a un meno 40%, come è accaduto per quasi tutti i produttori della Côte de Nuits con vigne vecchie, tenendo conto che non c’è stata la grandine come nella Côte de Beaune, ma “solo” le malattie che hanno colpito tutta la Borgogna. Il risultato comunque è che negli ultimi tre anni hanno perso un anno di raccolta (-30% nel 2010, -25% nel 2011 e -40% nel 2012).
L’azienda propone uno stile classico, né estrattivo né rustico, con un lavoro in vigna di tipo biologico e biodinamico, ma senza la certificazione (e d’altronde non la vuole nemmeno). Secondo Gérard la sua generazione non ha rivoluzionato niente (“i miei vini sono nello stesso solco di quelli di chi mi ha preceduto, solo con delle sfumature differenti, legate alla crescita di consapevolezza e al mio piccolo tocco personale”), ha preso il meglio di quella dei nonni, cioè il lavoro in vigna, (“già lavoravano in maniera bio, ma senza saperlo, non è il caso di illudersi, non abbiamo inventato nulla”), e di quella dei genitori per quanto riguarda la vinificazione, cioè il lavoro in cantina, (“ha permesso rispetto alla generazione precedente di guadagnare in regolarità nei diversi millesimi rispetto alle enormi variazioni qualitative, che vedevano alla fine poche annate eccezionali e molte annate mediocri”). La filosofia è senza sorprese: grande lavoro in vigna e una sorveglianza attenta con il minimo degli interventi in cantina. “Non controlliamo mai completamente il vino, lo possiamo indirizzare in una precisa direzione, ma chi può dire se tra qualche anno questi vini si saranno davvero evoluti nel modo desiderato? Basti pensare a come certi vini degli anni ’90, tutti realizzati in estrazione, siano invecchiati male. Oggi credo che il modo migliore per fare qualità sia di creare vini equilibrati”.
Tutti i 2011 sono degustazioni da botte.
Vosne-Romanée ’11
Da quindici vigneti diversi, situati su tutto il territorio della denominazione (un terzo a nord, un terzo al centro e un terzo a sud), per un vino che, almeno dal punto di vista geografico – come dice Mugneret – è davvero rappresentativo del Vosne-Romanée. Bello, fresco, sul frutto e croccante.
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Vosne-Romanée 1er Cru Les Brûlées ’11
Naso fresco e intenso, di grande nitidezza, palato sorprendentemente già abbastanza pronto, lungo e con tannini eleganti.
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Vosne-Romanée 1er Cru Les Suchots ’11
Da un vigneto di 38 are piantato negli anni ’60. Tre assaggi da tre pièce differenti, le prime due di secondo passaggio, la terza nuova. Naso più cupo ma sempre di grande nitidezza e precisione, palato minerale e piuttosto austero il primo. Il secondo assaggio propone invece un vino più rotondo e piacevole. Il terzo è più speziato ma anche più ricco di frutto e complessivamente più elegante. Una media tra i tre ha dato …
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Chambolle-Musigny 1er Cru Les Charmes ‘11
Di bella fattura, con nitide note di frutti neri e sfumature di spezie, è fresco e preciso.
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Nuits-San-Georges 1er Cru Les Boudots ‘11
Più cupo rispetto agli assaggi precedenti, pur restando sempre brillante e fresco, è particolarmente elegante per un Nuits, ma c’è da dire che Les Boudots è proprio al confine con Vosne, accanto al Malconsort, e presenta spesso, come in questo caso, dei tannini dalla grana particolarmente fine.
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Echezaux Grand Cru ‘11
Da un vigneto di 60 are, per i 2/3 piantato negli anni ’50 e per 1/3 negli anni ’80. Naso molto chiuso e ancora indietro, più su note floreali, ma intenso e già elegante. Palato teso, profondo, nitido, con note di piccoli frutti e spezie, una notevole lunghezza e tensione, la tessitura dei tannini di grande finezza. Splendido
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Chambolle-Musigny 1er Cru Les Charmes ‘10
Tanto frutto dolce e spezie, un po’ a spiazzarci, ma subito trova eleganza ed equilibrio grazie a un palato coerente, fine, lungo, con tanta bevibilità e piacevolezza, di grande densità ma senza alcuna pesantezza.
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Echezaux Grand Cru ‘06
Si chiude con una 2006, giusto per avere un po’ di prospettiva. Naso intenso con qualche traccia di riduzione, di notevole complessità e pienezza, con note di frutti neri ed erbe aromatiche. Il palato conferma questa caratteristica di tutta la produzione della maison di proporre vini densi e insieme scorrevoli, equilibrati ed eleganti. Alle note di frutto, terra e spezie fa seguito un finale lungo e nitido, per un Echezeaux molto, molto affascinante.
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Green economy protagonista a Vinitaly 2013

Il futuro del vino e il suo successo tra i consumatori passano anche dalla sostenibilità del processo produttivo. Un aspetto al quale i wine lover sono sempre più attenti e che alcune cantine italiane affrontano già da anni con progetti realizzati insieme al mondo della ricerca e delle università. Così la green economy nel vigneto e in azienda fa passi da gigante ed è tra i temi al centro della 47° edizione di Vinitaly, la rassegna internazionale di riferimento del settore, di scena a Verona dal 7 al 10 aprile 2013 (www.vinitaly.com).
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Vinitaly 2013 – le degustazioni

Dal 7 al 10 aprile 2013 torna il Vinitaly a Verona, il 47° Salone internazionale del vino e dei distillati, il più importante evento dedicato al vino in Italia.
Ecco le degustazioni in programma in questa 47° edizione del Vinitaly:
Opera Wine: imponente rassegna dei migliori vini italiani, OperaWine “Finest Italian Wines: 100 Great Producers”(www.operawine.it) è la degustazione evento di Vinitaly dal respiro internazionale, grazie alla collaborazione con la rivista Wine Spectator e alla presenza dei giornalisti delle più importanti testate enologiche e ai grandi trader internazionali. In programma il 6 aprile nel Palazzo della Gran Guardia di Verona, alla vigilia dell’inaugurazione della fiera, OperaWine è dedicata agli operatori specializzati esteri, con particolare attenzione al mercato degli Stati Uniti e alle tendenze degli altri di riferimento, dei quali Wine Spectator è autorevole opinion leader.
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IlMangiadischi: “Selvaggi on the road”, con Matias Perdomo e Andrea Appino
Online sul sito ufficiale www.ilmangiadischi.com (dopo l’anteprima sulla versione online di Rolling Stone) “Selvaggi on the Road“, il nuovo episodio de IlMangiadischi, format gastro-musicale che vede l’incontro/scontro creativo tra due mondi non così distanti come si potrebbe pensare: la musica e la cucina d’autore.
Il titolo e tema del nuovo episodio, “Selvaggi on the Road”, cucito su misura sui due protagonisti Matias Perdomo e Andrea Appino, fornisce l’occasione perfetta per entrambi per raccontare sé stessi, le loro esperienze, le loro passioni gastromusicali.
Originario dell’Uruguay, lo chef Matias Perdomo, parte della sua vita la passa in Argentina e inizia a studiare cucina a 14 anni. A Milano al ristorante Al Pont de Ferr, dove lavora tutt’ora, riesce ad ottenere la stella Michelin grazie al suo stile creativo e controcorrente.
Andrea Appino è compositore, chitarrista e cantante degli Zen Circus, da anni sulla scena musicale italiana. Ha collaborato con grandi musicisti internazionali ed è produttore con la sua etichetta Iceforeveryone Records. A inizio mese è uscito il suo primo album da solista, “Il Testamento”.
IlMangiadischi non si ferma, e dopo l’episodio attualmente in fase di lavorazione con protagonisti lo chef Davide Scabin e il musicista Tommaso Colliva (Calibro 35), a breve (al Vinitaly) sarà registrato l’episodio con Lorenzo Cogo (ristorante El Coq) e Pierpaolo Capovilla (Teatro degli Orrori), al quale è possibile partecipare come ospiti, inviando la propria storia direttamente tramite il sito web ufficiale www.ilmangiadischi.com/partecipa/.
Roma: nuovo appuntamento con Il Mercato della Terra

Domenica 24 marzo torna Il Mercato della Terra in XII Municipio (Roma). Un appuntamento da non mancare se avete voglia di scoprire come nasce un formaggio; se volete saperne di più su ingredienti, lavorazione, stagionatura; se volete provare a realizzare il vostro formaggio in casa.
L’esperienza del Caseificio de Juliis incontrerà la professionalità di Marco Greggio – agronomo ed esperto di filiere agroalimentari – per dare vita al laboratorio di cucina Formaggi in piazza.
I laboratori di cucina rappresentano un fenomeno attivo dei Mercati della Terra, in quanto parte integrante del sistema di difesa della cultura culinaria e della biodiversità di cui Slow Food, da sempre, si fa promotore. Sperimentare in cucina con ingredienti freschi e genuini, conoscere i produttori: tutto contribuisce alla creazione di una rete sociale la cui naturale conseguenza è il rafforzamento dell’economia locale, la difesa dell’ambiente e la promozione di uno stile di vita sostenibile.
Info e prenotazioni: info@slowfoodroma.it
Krumiri Rossi
I Krumiri non sono semplici biscotti, ma una vera e propria leggenda dell’arte dolciaria italiana. E i Krumiri Rossi, simbolo di Casale Monferrato, sono riconosciuti come specialità della città piemontese dal 1878.
Anche quest’anno abbiamo incontrato l’azienda a Taste Firenze e non abbiamo potuto evitare un assaggio di questi buonissimi e fragranti biscotti preparati con farina di grano tenero, uova fresche, burro, zucchero e vanillina. Perfetti per la colazione, ma anche per accompagnare un tè pomeridiano. Attenti a non finire la scatola prima di arrivare a casa!

Portinaro & C. Srl
via Lanza, 17
Casale Monferrato (AL)
Tel. 0142 453030
Domaine de la Galopière
Le sorprese sono sempre dietro l’angolo in un territorio così complesso come la Borgogna, dominato da un numero relativamente piccolo di star mondiali rispetto al grande numero di produttori presenti sul territorio. Non abbiamo perciò esitato quando un amico ci ha detto che dovevamo assolutamente andare a visitare il Domaine de la Galopière a Bligny-lès-Beaune.
Gabriel Fournier ha cominciato a produrre e imbottigliare nel 1982. Oggi la produzione del Domaine de la Galopière è di 40.000 bottiglie annue (con una potenzialità di 60-65.000), con una commercializzazione legata alla vendita diretta, cui affianca piccole quantità esportate principalmente in Cina e in Germania. Non è presente in Italia. Gli piacciono i profumi avvolgenti e la dolcezza, ma anche un frutto croccante e la capacità di invecchiare.
Per i rossi di solito fa sei giorni di macerazione a freddo, poi 18-21 giorni sulle bucce. Dal quel momento in poi assaggia tutti i giorni, per evitare un eccesso di tannino e di estrazione, e poi poco legno nuovo, per avere vini rappresentativi delle varie denominazioni (“un mio Aloxe-Corton deve sapere di humus e terra umida, un Pommard di torrefazione e affumicato”). Per quanto riguarda le uve bianche è sempre tra gli ultimi a vendemmiare, perché vuole delle uve perfettamente mature. La fermentazione alcolica, realizzata con lieviti naturali, dura fino a maggio e oltre (alcune barrique stavano ancora fermentando a fine ottobre, nel periodo della nostra visita) per realizzare dei vini grassi, con una evoluzione progressiva degli aromi del vino.
Da 15 anni non diserba più e ara le vigne. Negli ultimi anni aveva lavorato in regime biologico, ma quest’anno è dovuto tornare al convenzionale, sennò non avrebbe raccolto nulla (come per quasi tutti in Côte de Beaune anche qui il 2012 è stata un’annata difficile, tra oidio, peronospera e grandine, con il 63% in meno di produzione). Questo non vuol dire non provare strade diverse: dopo che l’anno scorso ha dovuto per cause di forza maggiore (si è rotta la diraspatrice) fare vendemmia intera, si è accorto che il vino è rimasto particolarmente fresco e senza note vegetali e quindi sta ragionando se non valga la pena di provare questa soluzione. Come ci ha detto: “ho un anno intero per pensarci su”.
La degustazione è stata un po’ anarchica, sviluppandosi secondo gli estri del momento e finendo per lasciarci l’impressione di un Domaine interessante, di discreto livello – tenuto conto che non può contare su denominazioni di prestigio, escluse Meursault e Pommard, né su 1er Cru o Grand Cru – forse più classico di quanto ci aspettassimo, con vini da invecchiamento che devono attendere almeno dieci anni per esprimersi al meglio, e soprattutto degli ottimi Pommard.
www.domainedelagalopiere.com
Bourgogne Blanc ‘09
Naso fruttato ma poco nitido, mentre il palato è abbastanza pieno e con note di miele.
- Valutazione:

Bourgogne Blanc ‘08
Dominato dai toni tropicali e di frutta bianca, saporito e grasso, quasi al limite dell’eccessivo ma ben riscattato da una buona tensione.
- Valutazione:

Ladoix Blanc ‘10
Naso più minerale, con note di frutti di bosco in sottofondo. Il palato è gessoso, di buona grinta, con un filo di frutto dolce e buona polpa.
- Valutazione:

Meursault ‘10
Di Meursault ne fa davvero pochino, circa 2000 bottiglie. Questo 2010 presenta profumi ancora poco espressi, ma il palato è di buona struttura e tenuta, dominato dalle note minerali e gessose e con un finale in cui escono toni dolci di frutta ben controllati.
- Valutazione:

Meursault les Chevalières ‘10
Sugli stessi toni del Village, questo lieu-dit ha però più materia e presenza scenica, grazie a un frutto dolce e maturo dinamizzato da una notevole grinta.
- Valutazione:

Meursault ‘09
Qui il gusto di Gabriel Fournier per i vini un po’ ricchi e grassi trova il suo compimento grazie a un palato di grande equilibrio, in particolare per un ’09. Ai profumi di verbena, burro e frutta bianca fa seguito un palato pulito e minerale, di buon frutto e pienezza, lungo e con un finale in cui escono delle leggere sensazioni burrose. Molto ben fatto.
- Valutazione:

Aloxe-Corton ‘10
Circa 4.000 bottiglie annue. Naso molto ricco, con note dolci di frutti rossi, palato più brillante e con bella acidità, sempre sul frutto. Un po’ rustico ma quasi didattico nei suoi toni di frutti maturi e humus.
- Valutazione:

Pommard ‘09
Tra le 3500 e le 4000 bottiglie annue. I sentori di frutto e terra, un po’ di fondi di caffè, sono completati da un palato certo molto rustico ma anche ricco di grinta e spinta, con un lungo finale leggermente amaro in cui tornano le note terrose.
- Valutazione:

Pommard ‘10
Più sul frutto fresco al naso, nettamente più preciso e nitido. Palato classico, grintoso, con note di terra e frutti rossi ma più elegante e dal finale più fresco del precedente.
- Valutazione:

Aloxe-Corton ‘08
Ricco di polpa e di struttura, di buona spinta e grinta, ha un finale di frutto fresco un po’ amarognolo ma tenace e di buona nitidezza.
- Valutazione:

Pommard ‘08
Naso e palato minerali, teso, ricco di frutto, fresco e di bella struttura, da bere e da attendere. Un vino esemplare per l’annata.
- Valutazione:

Meursault ‘99
Perfettamente integro, con profumi di erbe aromatiche e miele ma ancora molto fresco nelle sue note di pietra focaia. È rotondo ma non è né pesante né affaticato. Lungo e pieno, è tutto da bere. Un Meursault Village come se ne vorrebbero sempre. Piacevolissimo.
- Valutazione:

Pommard ‘00
Naso nitido, tipico, con note affumicate, di terra ed erbe secche, intenso e coerente al palato, lungo e territoriale, ricco e con tannini sorprendentemente eleganti per la denominazione.
- Valutazione:

Pommard ‘99
Ancora una volta un naso che dimentica le incertezze dei vini più giovani e si rivela intenso e complesso. Il palato è lungo, con tannini ancora in prima fila ma molto belli. Giovane, teso e fresco, deve ancora raggiungere l’apice della forma.
- Valutazione:

Pasqua 10 e lode al Ristorante Pipero al Rex

Per celebrare la Pasqua lo chef Luciano Monosilio del ristorante Pipero al Rex propone un menu di 10 portate, composto da interpretazioni pasquali in stile moderno che vedranno protagonisti coratella, abbacchio, carciofi, foie gras e non solo…
Menu € 100 vini esclusi.
Per info e prenotazioni su DiningCity.com
Gusto Nudo 2013, La Fiera dei vignaioli eretici

Giunge alla sua 6° edizione Gusto Nudo – La Fiera dei vignaioli eretici, la mostra mercato di vini biologici, biodinamici e naturali, in programma da sabato 23 a lunedì 25 marzo 2013 presso gli spazi di Senza Filtro in Via Stalingrado 59 a Bologna: tre giorni per conoscere e assaporare i vini di quasi settanta produttori da tutta Italia e partecipare a degustazioni, incontri, presentazioni di libri e appuntamenti culturali.
Potete consultare il programma dell’evento sul sito ufficiale: www.gustonudo.net
Gusto Nudo
La Fiera dei vignaioli eretici
Sesta edizione
23 | 24 | 25 MARZO 2013
SENZA FILTRO
VIA STALINGRADO 59, BOLOGNA
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