Bevuto da Renzo a Cervere. Si potrebbe cominciare con un “era già tutto previsto”. Ecco allora un Vigna San Giuseppe a modo suo perfetto: intenso e complesso, di grande fascino dal punto di vista aromatico, ma anche fresco e piacevole, con tannini morbidi e setosi, lungo e sfaccettato, tutto da bere. Unica sorpresa: trovare un vino già pronto e forse meno importante di quanto mi aspettavo da quest’annata; malgrado ciò con il passare degli anni Cavallotto si sta rivelando come una delle aziende in grado di proporre alcuni tra i Barolo più classici e nitidi del decennio appena passato.
Soave Classico Vigneti di Foscarino ’07 Inama
I vini di questa prestigiosa cantina raramente mi appassionano e così è successo anche in questo caso. Per di più, la bottiglia appena aperta era assolutamente imperscrutabile, muta e deludente. Molto meglio il giorno dopo, con le sue note floreali al naso e una buona tensione acida al palato. Di discreta complessità, finisce per risultare piacevole anche se per me rimane sempre un vino un po’ troppo “costruito”. In conclusione, quella che si dice “una buona bottiglia” ma niente di più.
Auxey-Duresses Blanc ’07 Deux Montille
Lo stile non è acqua. Lo so, di solito è la classe (a non essere acqua…), ma in questo caso più che di classe innata, visto che si tratta di un semplice Village senza grandi pretese (e dal prezzo più che abbordabile), bisogna parlare dello stile della mano che lo ha vinificato, quella di Alix de Montille. Questo Auxey-Duresses della maison de négoce di Alix ed Étienne de Montille è teso, fresco, con l’acidità a fare da filo rosso alla beva e ha poco degli Auxey che vogliono essere dei piccoli Meursault, giocati tutti sulla morbidezza. Qui si esaltano le note floreali e minerali, con un po’ di frutta a polpa bianca e una grande piacevolezza a fare da sfondo. Da notare che tre giorni dopo l’apertura era ancora godibilissimo.
A.A. Bressanone Valle Isarco Kerner ’07 Pacherhof
Tutto da bere questo Kerner di Pacherhof. Ancora molto fresco e grintoso, ma anche già di buona maturità, presenta note di agrumi, fiori bianchi, qualche sentore speziato, e poi salvia ed erbe aromatiche “come se piovesse”. Oggi è davvero il momento migliore in cui berlo, a distanza di tre anni, con l’acidità ormai ben fusa che fa da motore a un palato di grande dinamismo e che non gioca più a fare il prim’attore. Piacevolissimo.
Arbois Poulsard ’02 Jacques Puffeney
Il Poulsard è il vitigno autoctono a bacca nera più importante del Jura, tanto da costituire l’80% delle uve rosse coltivate in regione. L’Arbois Poulsard di Jacques Puffeney – senza dubbio tra i migliori produttori della denominazione – si presenta con un colore molto scarico, quasi già mattonato, ma con dei profumi che non lasciano dubbi sulla sua vitalità: ancora in evoluzione, si esprimono tenendo insieme sentori di piccoli frutti freschi, nocciola e cuoio. Piacevolissimo al palato, è nitido e verticale, ben sostenuto dall’acidità ma non tagliente e complessivamente scorrevole ed elegante. Una bella sorpresa.
- « Previous Page
- 1
- …
- 31
- 32
- 33
