Uno dei più grandi vini rossi mai prodotti in Italia. Tanto potrebbe bastare. Ricordiamo questo vino quasi vent’anni fa accanto a Chateau Latour e Chateau Maragaux, entrambi 1982, in un assaggio comparato, dal quale ne uscì trionfatore nello stupore generale.
A distanza di tanti anni questo monumento al sangiovese non ha perso nulla, ma proprio nulla, della sua proverbiale energia. Profumi floreali da grande vecchio fanno da contorno a note di humus. La bocca è di una freschezza e integrità sorprendenti, i tannini sono una carezza, l’acidità quasi sospesa e la lunghezza al palato da restare senza fiato.
Due grandi pietre, un cancello e si entra in un luogo che riesce difficile descrivere per chi non conosce a fondo la Sardegna: come raccontare l’intensità dei profumi, colori mai visti e sentiti, come descrivere il vento, la luce abbacinante e la vista del mare giù in basso che fa da confine. Tutto intorno arbusti, alberi secolari, terra aspra e vigneti antichi, tra i più belli della regione, coltivati ad alberello, eroici perché sopravvivere qui anche per le viti non è facile.