
Dal 26 giugno al 6 luglio la Toscana torna ad essere polo di attrazione per amanti della musica e dell’enogastronomia grazie all’evento Melodia del Vino, il Festival Internazionale che unisce musica classica e sapori del luogo.
Cantine e ville fra le più belle della regione ospiteranno concerti di grande valore. Come già avvenuto nell’edizione 2013 anche quest’anno la manifestazione si aprirà nella Cantina Antinori (evento già sold out) a Bargino, nel comune di San Casciano Val di Pesa (FI), per poi attraversare tutta la Toscana fino a chiudere il programma 2014 con una data speciale all’Isola d’Elba.
Il programma 2014 propone sei concerti di musica classica e, prima di ogni esibizione, un aperitivo con degustazione di vini selezionati dalla tenuta ospitante. Le serate iniziano alle ore 19, l’apertura al pubblico è alle 18.30.
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Archives for Giugno 2014
Presentato il libro di Cristina Bowerman: Da Cerignola a San Francisco e ritorno
Cristina Bowerman è il nome di una stella nel firmamento gourmet internazionale. Donna e meridionale, non ha mai dimenticato le proprie origini: “Da Cerignola a San Francisco e ritorno“, per l’appunto!
Edito da Mondadori, è un insolito incontro tra un libro di ricette e un’autobiografia in cui attraverso un originale decalogo, Cristina racconta il suo percorso professionale e umano, infarcito di episodi, ricordi, persone e traguardi. Come quello del 2010, quando fu l’unica donna dell’anno a fregiarsi della Stella Michelin, tanto che Glass, il suo ristorante di Trastevere, divenne un case study alla Bocconi.
159 pagine, 35 ricette dei piatti più significativi della carriera della chef e soprattutto le “10 regole per osare” dedicate a chi sogna di fare il cuoco ma più in generale a chi sta per affrontare un cambiamento radicale della propria vita.
Il libro è stato presentato lunedì presso Romeo Chef & Baker, il locale a Prati di Cristina Bowerman, Fabio Spada e i fratelli Roscioli.
Street Food Italy: anche il cibo è protagonista al Festival Collisioni 2014
Dal 18 al 21 luglio a Barolo torna il festival di letteratura e musica in collina Collisioni. Quest’anno non ci saranno solo musica, pop-star internazionali, stelle del cinema e della letteratura: grazie allo spazio culinario Street Food Italy ci sarà anche l’occasione per degustare alcune delle migliori specialità gastronomiche italiane.
Street Food Italy parte dalle migliori eccellenze del Piemonte, passando per la Toscana e scendendo fino alla Campania, dando vita ad un festival nel festival interamente dedicato al meglio del cibo di strada made in Italy: ravioli al plin con tartufo fresco, salumi toscani e grissini piemontesi, conchiglioni pomodoro e mozzarella, uovo cotto a bassa temperatura con perlage di tartufo, polpette al sugo, bruschette, burro e acciughe e molto altro ancora.
“Street Food Italy” nasce da un’idea di Tartuflanghe, azienda storica nota per il suo tartufo fresco e i prodotti innovativi. In questa occasione il tartufo Tartuflanghe si unisce al riso Acquerello, ai salumi toscani Savigni, alla pasta di Gragnano di Pastificio dei Campi, ai grissini e agli snack bio di La Buona Terra. Il tutto è reso possibile dal supporto dei partner tecnici DOpla, azienda dedicata all’art de la table monouso e Libra, specializzata in forniture per la ristorazione.
Questi prodotti Made in Italy saranno utilizzati per dar vita alle creazioni di Christian Milone (Trattoria Zappatori di Pinerolo), Eugenio Boer (Fishbar de Milan a Milano) e Giuseppe Iannotti (Ristorante Krèsios a Telese Terme), che offriranno al grande pubblico del festival la loro interpretazione di street food a base di eccellenti prodotti italiani.
Per ulteriori informazioni:
www.collisioni.it
www.streetfooditaly.it
Nasce Montepulciano Blog: un nuovo modo per raccontare le terre del Vino Nobile
Il paesaggio straordinario e le ricchezze artistiche basterebbero per giustificare la visita di Montepulciano. Tuttavia si dà il caso che le dolci colline circostanti il nucleo storico della cittadina ospitino ettari di vigneti, per lo più di prugnolo gentile (sangiovese), da cui nasce il Vino Nobile, il primo vino italiano a fregiarsi della Docg.

Sono 70 i produttori che fanno capo al Consorzio sorto nel 1965, dalle millenarie Cantine Contucci alla futuristica ed ecosostenibile Cantina Salcheto.
Oltre al vino, la lista delle eccellenze del territorio è lunga e vale la pena ricordare l’olio extravergine Terre di Siena DOP e il Toscano Igp, il pecorino e il grano della Valdichiana, da cui si producono farine ideali per i pici, la pasta fatta in casa protagonista delle tavole poliziane. Non mancano le specialità di pesce d’acqua dolce, con ricette che risalgono addirittura agli etruschi.
Per raccontare sul web la vita e le esperienze vissute a Montepulciano è nato MontepulcianoBlog, “un aggregatore di esperienze, eventi e narrazioni… aperto al contributo dei lettori, dei visitatori, degli ospiti e di tutti coloro che partecipano al tessuto sociale e culturale della cittadina poliziana”.
Il progetto voluto e realizzato dall’associazione “Strada del Vino Nobile di Montepulciano” è solo l’ultima iniziativa di una comunità desiderosa di condividere le proprie straordinarie ricchezze.
Da segnalare infine i tantissimi eventi che annualmente si svolgono da queste parti, come gli appuntamenti culturali promossi dal Cantiere Internazionale d’Arte o l’emozionante Bravio delle Botti, in cui le diverse contrade si sfidano nella corsa in salita con le botti.
I paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato sono Patrimonio Mondiale Unesco
È il numero 50. L’Italia si conferma leader mondiale fra i paesi con più siti iscritti nel Patrimonio dell’Unesco (davanti alla Cina, a quota 47). Questa volta è toccato agli splendidi paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato (Piemonte) ricevere questo prezioso riconoscimento.
Nella motivazione del Comitato per il patrimonio mondiale dell’Unesco, riunito a Doha (Qatar) per la 38° sessione, si legge che i paesaggi di quelle aree del Piemonte «sono una eccezionale testimonianza vivente della tradizione storica della coltivazione della vite, dei processi di vinificazione, di un contesto sociale, rurale e di un tessuto economico basati sulla cultura del vino». Per questo l’iscrizione di Langhe-Roero e Monferrato è stata nel patrimonio “culturale” e non in quello “paesaggistico”.
La candidatura, lanciata nel 2013 dal territorio di Canelli, è stata poi portata avanti dalla Regione Piemonte, dalle Province di Alessandria, Asti e Cuneo e dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e il Paesaggio.
Enoteca La Torre a Villa Laetitia – Roma
Da febbraio 2016 lo chef dell’Enoteca La Torre a Villa Laetitia è Domenico Stile. Campano, classe 1989, si è formato accanto a chef del calibro di Nino di Costanzo, Gianfranco Vissani, Antonino Cannavacciuolo, Enrico Crippa… Ecco i piatti del menu dell’autunno 2017.

Luigi Picca (restaurant manager), Domenico Stile (chef), Rudy Travagli (sommelier)
Recensione dell’Enoteca la Torre del 22/06/2014
Avviso ai naviganti: se desiderate un locale elegante e ricercato questo fa al caso vostro. Se invece andate alla ricerca dell’understatement cambiate lidi. A dispetto di un’apparenza molto formale, legata all’ambiente, bisogna però dire che il servizio è sì professionale e molto cortese ma non affettato né eccessivamente distaccato.
Questa dicotomia si ritrova anche nella cucina di Danilo Ciavattini – giovane e brillante chef che avevamo incontrato per la prima volta ormai parecchi anni fa al ristorante di Alessandro Pipero ad Albano Laziale – divisa fra piatti di stampo molto (troppo!) classico e guizzi creativi decisamente interessanti (spesso orientati sul sapiente utilizzo delle verdure, protagoniste in molti piatti).
Sicuramente ci saranno persone che non saranno d’accordo con la nostra valutazione, e che apprezzeranno il tentativo dello chef di andare incontro ai desideri della clientela internazionale che frequenta l’hotel (Villa Laetitia, dimora storica della famiglia Fendi) all’interno del quale sorge l’Enoteca La Torre, pur senza snaturare completamente la propria vena creativa, noi preferiremmo invece seguisse l’istinto abbandonando certi canoni che ben si adeguano al contesto alberghiero, meno al moderno gourmet italiano. Tant’è… Fra i due menu “Tra classici e novità” e “I colori dell’orto” (ai quali ci è stato permesso di apportare alcuni cambiamenti e integrazioni, senza alcuna difficoltà) abbiamo apprezzato di più il secondo, e in particolare l’insalata emersa con gelato all’olio di oliva e gelatina di Aceto Balsamico, e la patata “interrata” terriccio ai profumi della terra. Eccellenti – forse il migliore piatto della serata – gli spaghetti con gambero rosso, lavanda limone e midollo di bue (proposta “novità” del primo menu). Troppo pesanti e dal sapore un po’ d’antan il salmone morbido, amaro d’erbe e maionese di fiume e la crème brûlée di baccalà al cacao amaro.
La carta dei vini si distingue per un’insolità profondità, legata agli acquisti realizzati dall’Enoteca nella sua originale sede viterbese. Da sottolineare anche la formula particolarmente interessante di vini al bicchiere, da scegliere tra varie proposte articolate in tre o quattro gruppi di etichette, dai prezzi molto diversi e in grado di accompagnare i vari piatti con il giusto vino in abbinamento.
Un altro Alto Adige da scoprire: Merano e la Val Venosta
Merano, rinomata località termale alle pendici del Gruppo Tessa, deve la sua fama alle proprietà benefiche delle acque al radon che sgorgano in abbondanza da un sottosuolo ricco di minerali. Proprio questo ne ha cristallizzato l’immagine in quella di una placida cittadina, un po’ agée, che non offre particolari spunti ai visitatori in cerca di altro, a vantaggio di località e valli più famose dell’Alto Adige.
Sebbene l’aspetto elegante del centro cittadino e un’urbanistica dal fascino retrò dominata dal grande complesso termale (meritevole di una visita dopo la riuscita e moderna ristrutturazione) siano una componente fondamentale dell’atmosfera che si respira sullo sponde del fiume Passirio, Merano ha molto altro da offrire. A cominciare dalle splendide passeggiate che portano l’attenzione su quanto la natura circostante sia integrata con i sontuosi edifici liberty, i curati giardini dei Grand Hotel, le eleganti vetrine di via Portici. La Passeggiata Tappeiner, in alto sul nucleo abitato, e le passeggiate sul fiume Passirio, su fino al ponte Romano, offrono una gamma di panorami, tra pittoresco e sublime, tale da ispirare il pennello di un pittore romantico. Da non perdere anche i giardini di Castel Trauttsmandorff, ottanta ambienti botanici con piante da tutto il mondo, a conferma del rapporto tra uomo e natura che mantiene l’ecosistema della città.
Merano, a torto poco considerata come meta gourmet, offre poi un felice connubio tra alta cucina di respiro internazionale e straordinari prodotti delle valli circostanti. Da non perdere il Sissi, guidato con entusiasmo da Andrea Fenoglio, che propone in un’atmosfera rilassata una cucina che è espressione del suo eclettico chef, in grado di valorizzare i prodotti del territorio con spirito divertito e divertente, in un gioco di abbinamenti e consistenze particolarmente apprezzabile. Per chi volesse avere un impatto più tradizionale con la cucina del luogo, il ristorante in centro città della Forst (che nasce a pochi chilometri da qui, nel birrificio di Foresta) offre una valida alternativa: non aspettatevi grandi guizzi creativi, ma una solida interpretazione dei classici altoatesini, da gustare nel suggestivo biergarten interno. Prima di lasciare la città dedicatevi all’acquisto delle tante eccellenze gastronomiche che sa offrire il territorio. Il PurSüdTirol fa al caso vostro: curiosando tra i banchi del fornito punto vendita in Corso Libertà vi accorgerete che qui c’è proprio tutto il meglio dei prodotti delle valli, tra succhi biologici, speck e salumi, mele, frutti di bosco, vini locali e molto altro. Scordare il pane potrebbe essere una grave dimenticanza: i forni Ultner Brot e Schimdt – vari sono i punti vendita in città, con farine biologiche rigorosamente locali – vi stupiranno per la vastissima offerta di schüttelbrot, krauterfladen, vinshger’l e altri 70 tipi di pane: qui la panificazione è una cosa seria, e visti i nomi dei prodotti anche un po’ incomprensibile. Volete un consiglio? Affidatevi al profumo!

Ora siete pronti per ripartire alla scoperta della Val Venosta, che da Merano si incunea nell’Alto Adige occidentale fino al Passo Resia, al confine con l’Austria. L’impatto visivo con la valle è suggestivo: a un fondo valle piantato a mele, subentrano dolci pendii vitati e le imponenti cime delle Alpi Venoste e del gruppo dell’Ortles. Un paradiso per l’alpinismo, ma anche per gli amanti della storia, che qui potranno divertirsi a scoprire i castelli che punteggiano il paesaggio e piccoli borghi medievali. Un bonus è costituito dall’efficiente servizio ferroviario che collega tutti i paesi della valle con la moderna linea della Val Venosta, valida alternativa per chi è sprovvisto di mezzo proprio.

Ecco alcune mete e indirizzi degni di nota, il resto lo scoprirete sul cammino. Si comincia con una tappa obbligata per gli amanti della montagna: l’impianto di risalita di Parcines vi consentirà di raggiungere il suggestivo sentiero dei Mille Gradini, per una camminata di media difficoltà della durata di 3-4 ore su uno dei tratti più curiosi dell’Alta via Meranese. Preparatevi ad un saliscendi di 987 scalini a 1500 metri di quota, tra cascate e panorami sulla valle. Lungo il cammino ristoratevi al Maso Pirchhof: inserito a ragione nel circuito di qualità Gallo Rosso, offre, in terrazza o nella stube interna, specialità di produzione propria, come speck, salsicce affumicate, carne di capra, verdure dell’orto, latticello fresco e imperdibili succhi di sambuco, lamponi e ribes. Tornati a valle per una nuova tappa gourmet, arriviamo a Castelbello (Ciardes), dominato dall’imponente maniero del XIII secolo oggi aperto al pubblico. Il ristorante Kuppelrain è un grande esempio di gestione familiare. Jӧrg e i suoi figli declinano prodotti biologici della zona in una cucina sapiente e delicata, che privilegia erbe spontanee, verdure dell’orto, ma anche carne e formaggi di qualità da provare nei due menu degustazione proposti, per un viaggio gastronomico tra i sapori dell’Alto Adige. Se invece preferite una rapida merenda a base di speck, provate quello della macelleria di Anton e Roland Kiem, altra tappa golosa del piccolo borgo.

E poi via, verso Glorenza: le mura medievali perfettamente conservate hanno preservato un’atmosfera d’altri tempi, quasi intrappolando tra i vicoli e gli edifici merlati della città più piccola dell’Alto Adige l’anima del Medioevo. Il Lago di Resia e le innumerevoli leggende sul suo campanile sommerso segnano quasi il termine del nostro percorso: si arriva qui proprio per ammirare la torre campanaria che emerge dalle acque di questo bacino alpino artificiale che nel 1950 sommerse l’antico paese di Curon Venosta. Per una degna conclusione dell’itinerario dirigetevi al Maso Tendershof. Locanda, fattoria, agriturismo e osteria tradizionale, qui si coltivano erbe officinali e si allevano bovini scozzesi Highland tra le rilassanti alture del Passo Resia. Moltissimi i prodotti offerti alla tavola della famiglia Prantl: speck, carni affumicate, burro alle erbe e ai fiori, formaggio di malga, confetture e sciroppi. Accoglienza e panorami difficili da dimenticare.
Ultimi consigli per il pernottamento: vi proponiamo due mete alternative ai tradizionali grandi alberghi di Merano, per una vacanza a portata di tutte le tasche.
Agriturismo Sittnerhof: un maso di epoca altomedievale in città. Situato tra i vigneti a pochi minuti dal centro, mantiene una discreta eleganza rurale, un bel giardino con piscina e una stube del XVII secolo dove gustare abbondanti colazioni casalinghe.
Garni Winklerhof: una distesa di vigneti circonda questa casa tradizionale gestita con amore da Martina Brunner e sua figlia senza lasciare nulla al caso, per una perfetta ospitalità. Siamo a Lagundo, a pochi chilometri da Merano, ma in posizione ottimale per scoprire la Val Venosta. Proprio poco distante passa un suggestivo Waalweg, uno dei sentieri dell’acqua oggi percorribili sulle tracce dei canali di irrigazione che da secoli sostengono l’agricoltura altoatesina. Splendida la vista su Castel Tirolo, raggiungibile attraverso un sentiero che da Lagundo si inerpica tra le vigne.
E Se volete scoprire la viticoltura di qualità della Val Venosta leggete cosa scrive Dario Cappelloni qui: Territori del vino, la Val Venosta.
Indirizzi (visualizzali sulla mappa):
Ristorante Sissi www.sissi.andreafenoglio.com
Via Galileo Galilei 44, Merano Tel. 0473 231062
PUR SüdTirol www.pursuedtirol.com
Corso della Libertà 35, Merano Tel. 0473 012 140
Forsterbräu Merano www.forsterbrau.it
Corso della Libertà 90, Merano Tel. 0473 236535
Panificio Ultner Brot ultnerbrot.it
Corso della Libertà 8, Merano Tel. 0473 236962
Panificio Schimdt www.schmidtbrot.it
Via Leonardo da Vinci 22, Merano Tel. 0473 239505
Maso Pirchhof www.pirchhof.com
Sonnenberg 77/a, Naturno Tel. 0473 667812
Aperto ogni giorno da metà marzo a metà novembre. Cena su prenotazione
Ristorante Kuppelrain www.kuppelrain.com
Via Stazione 16, Castelbello Tel. 0473 624103
Macelleria Keim
Via Statale 13, Castelbello Tel. 0473 624123
Agriturismo Tendershof, www.tendershof.com
Via Paese Vecchio 31, Resia in Val Venosta Tel. 0473 632 011
Da metà giugno a inizio settembre aperto a pranzo e cena. Chiuso il giovedì
Maso Sittnerhof, www.bauernhofurlaub.it
Via Verdi 60, Merano Tel. 0473 221631
Garni Winklerhof, www.winklerhof.it
Via San Cassiano 12, Lagundo (Paese) Tel. 0473 448384
Street Food Festival, il giovedì al Village è gourmet

Tutti i giovedì dal 26 giugno al 21 agosto Città Sant’Angelo Village accoglie gli appassionati di cibo di strada con Street Food Festival, la rassegna estiva dedicata al cibo di strada. Avvalendosi della direzione artistica dello chef Mauro Uliassi, ideatore del progetto Uliassi street good, il festival invaderà le strade del Village con degustazioni gratuite, cooking show, laboratori per i più piccoli e tanto altro.
Città Sant’Angelo Village rafforza il suo legame con il territorio da sempre votato al turismo abbinato alla buona tavola: ognuna delle 8 serate in programma vedrà ai fornelli 3 chef provenienti da una selezione dei ristoranti più apprezzati di Abruzzo e Marche, intenti a preparare nei 3 cooking show (ore 19.30 in piazza blu, ore 21.00 in piazza verde e 22.00 in piazza gialla) una specialità street food reinterpreta in chiave originale. Ogni giovedì dalle 19.30 saranno inoltre offerte al pubblico 6.000 degustazioni gratuite (2.000 per ciascuna delle tre pietanze del giorno) preparate dagli stessi chef, che in alcune serate sarà possibile accompagnare con assaggi di vino e birre artigianali presentati da rinomate cantine e birrifici regionali.
Per accedere alle degustazioni sarà necessario registrarsi, a partire dalle 17.30 di ogni giovedì della rassegna, presso i desk posizionati agli ingressi dell’outlet, e ritirare gli appositi tagliandi da presentare ai rispettivi stand/cucine per ritirare il proprio assaggio.
Ogni appuntamento di Street Food festival sarà focalizzato su una delle tipicità del cibo da strada: si parte il 26 giugno con la serata dedicata al PANINO. La serata inaugurale verrà aperta dal patron dell’iniziativa, Mauro Uliassi, che alle 19.30 in piazza azzurra porterà in tavola uno dei suoi cavalli di battaglia, il panino di porchetta con porchetta. La cucina dello staff Uliassi sarà presente anche nelle serate successive del 3, del 10 e del 17 luglio dando così la possibilità a molti di sperimentare il suo street food d’autore. Sempre il 26 giugno alle 21.00 in piazza verde spazio al giovane Valerio Centofanti del ristorante L’Angolo d’Abruzzo (Carsoli, L’Aquila) e alle 22.00 in piazza gialla Aurelio Damiani, titolare dello storico ristorante Damiani e Rossi (Porto San Giorgio, Fermo).
Il programma completo degli appuntamenti è scaricabile in pdf al seguente indirizzo: http://www.cittasantangelovillage.com/files_upload/FLYER-STREET_FOOD_2014_WEB.pdf
Trapizzino Testaccio – Roma
Il trapizzino, ovvero un triangolo di pizza bianca riempito con i piatti della tradizione romana, è lo street food ideato dal maestro della pizza Stefano Callegari, un format che troviamo anche a Ponte Milvio, a Trastevere e in altre zone di Roma, oltre che a Firenze e negli Stati Uniti.
Leggi le recensioni di Trapizzino Testaccio:
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00100 Pizza si è rifatto il look e ha riaperto sotto la nuova insegna Trapizzino (da qualche mese anche a Ponte Milvio). Nuove ricette si sono affacciate in questa primavera-estate 2014, non meno interessanti degli ormai classici trapizzini con pollo alla cacciatora o con polpette al sugo: deliziosi i trapizzini doppia panna (con stracciatella e alici del Cantabrico), così come quelli con la parmigiana di melanzane, gustosa anche la versione con cicoria ripassata.
Lo street food romano ideato dall’instancabile Stefano Callegari è diventato uno dei riferimenti gastronomici più amati in città. Un’altra stella nel firmamento di Via dei Gourmet 🙂
P.S. Non si effetuano più consegne a domicilio, in compenso troverete un comodissimo packaging per il take-away.
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Aggiornamento del 04/06/2013:
Grande novità per chi abita fra Monteverde, Mura Gianicolensi, Porta Portese, Piramide, Testaccio e Trastevere: ora 00100 pizza arriva anche a casa! Le consegne a domicilio degli ormai mitici trapizzini, dei supplì e delle pizze tonde (Sforno e Tonda style!) sono davvero una news gustosa. Ordinazioni al 389 4886963, consegna gratuita dalle 19 alle 23, ordine minimo 20 euro.
Noi non abbiamo ordinato a casa, ma abbiamo avuto il piacere di riassaggiare alcuni classici imperdibili: supplì con la genovese, trapizzino con coda alla vaccinara e trapizzino alla picchiapò (bollito di manzo con cipolla e pomodoro). Da bere, come sempre, birre di qualità, italiane e straniere.
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Aggiornamento di Erica Battellani del 01/08/2011:
Qualche sera fa, dopo più di un’ora di nubifragio all’evento Cucine d’Italia, abbiamo fatto un gustoso blitz da 00100.
Come al solito ci siamo deliziati con i fantastici trapizzini (questa volta con la coda alla vaccinara e con il bollito alla picchiapò), ma abbiamo provato anche qualche novità “made in Stefano Callegari”: delle buonissime pizzette, piccole e rotonde, perfette da mangiare in pochi bocconi.
Di queste abbiamo assaggiato la versione focaccia pugliese, la pizza in bocca (come un saltimbocca, con prosciutto e salvia) e la Greenwich (con Stilton e riduzione di Porto). Ottime! Fra i fritti, sempre straordinario il supplì alla genovese, molto buono anche il Supplong (con pollo al curry).E se vi viene un dubbio sulla denominazione dei fritti o dei trapizzini date un’occhiata alle F.A.Q.!
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Recensione del 25/04/2011 di Federico Iavicoli:
Quale posto migliore di Testaccio, come luogo d’incontro tra la pizza e la cucina romana più verace? Da un’idea di Stefano Callegari, già titolare di Sforno, è nato un locale molto popolare, nelle spirito e nei prezzi, che in pochi anni è già divenuto un classico.
Qui si viene soprattutto per i trapizzini, la grande trovata di Stefano. Triangoli di pizza bianca (in versione normale o large) riscaldati al momento e riempiti con i piatti del giorno, tutti di tradizione: polpette al sugo, trippa alla romana, bollito alla picchiapò, pollo alla cacciatora. Di recente invenzione, l’intrigante “trabissino”, ripieno di zighinì.
Ottime, in ogni caso, anche pizze in teglia, anche queste spesso ispirate ai classici romaneschi, come la “pizza in bocca” (con prosciutto, vino bianco e salvia, come i saltimbocca), e molto validi i fritti, tra i quali segnaliamo il supplì con la “genovese”.- Valutazione:

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Invented by Stefano Callegari, Trapizzino is an original and popular street food in Rome. It’s a triangular piece of pizza bianca heated and filled with dishes of the day (most of these are traditional Roman recipes): polpette al sugo (meatballs in tomato sauce), trippa alla romana (stewed tripe), pollo alla cacciatora (chicken chasseur), polpo al sugo (octopus in tomato sauce), etc. To drink with trapizzini, beer or Champagne. You can eat Trapizzino here or in the shop in Ponte Milvio square.
Grande degustazione Street Food alla Città del Gusto di Roma

Giovedì 26 giugno 2014, ancora una volta, si celebra l’arte del cibo di strada a Roma. Questa volta l’occasione nasce dalla presentazione della guida Street Food del Gambero Rosso, che si terrà lo stesso giorno alle 18.30 presso la Città del Gusto (via Enrico Fermi, 161). Una guida dedicata ai migliori artigiani del cibo on the road.
A partire dalle 20, sulla Terrazza della Città del Gusto, si terrà una serata speciale di degustazione per celebrare l’uscita della 2° edizione della guida. Cosa si assaggerà? Panini, focacce ripiene, arancine siciliane, pizza in teglia, piadine romagnole, olive all’ascolana, porchetta cotta a legna, saltimbocca napoletani e molto altro ancora, insieme a sorprendenti street food d’autore.
Costo dell’evento: 18 euro
Abbonati speciali: 15 euro
Per ulteriori informazioni e per acquistare il biglietto cliccate qui.
Gualtiero Marchesi inaugura in via Bonvesin de la Riva l’Accademia per Cuochi Compositori

Il maestro dei cuochi torna là dove tutto ha avuto inizio, in via Bonvesin de la Riva a Milano. Gualtiero Marchesi inaugura al civico numero 5 la sua Accademia per Cuochi Compositori. Un luogo di studio, di apprendimento e di sperimentazione, dove formare i cuochi e divulgare i principi di una sana alimentazione, dove la cucina e l’arte, in tutte le sue manifestazioni, potranno contribuire alla definizione del buono e del bello, coinvolgendo sia gli adulti che i bambini. Per questa ragione, all’interno della struttura, tutti i piani di lavoro saranno regolabili in altezza a seconda dell’età dell’allievo.
L’Accademia offre ai cuochi che conoscono già i fondamentali e desiderano affinare le proprie competenze la possibilità di intraprendere un percorso dove accanto al modo di cucinare si intravede anche il senso della cucina.
L’Accademia svolgerà un ruolo complementare rispetto ad ALMA, la Scuola internazionale di cucina italiana di cui Gualtiero Marchesi è Rettore dalla nascita, nel 2004: si potrà passare dalla totale padronanza delle tecniche a un percorso di approfondimento e di affinamento delle capacità personali.
«La cucina non è un fine, è un mezzo. È uno dei linguaggi con cui parlare a se stessi e al mondo – afferma Gualtiero Marchesi – e per raggiungere questa dimensione, bisogna passare dalla condizione, imprescindibile, di esecutore a quella più indefinibile e profonda di compositore».
I futuri cuochi compositori affronteranno un percorso suddiviso in livelli successivi. Ogni master accoglierà un numero massimo di venti partecipanti che dovranno superare un test teorico-pratico d’ingresso.
Tutti i dettagli saranno pubblicati entro il mese di luglio sul sito www.marchesi.it.

