
Dal 4 al 25 luglio Terranostra – Campagna Amica di Vicenza propone quattro appuntamenti gastronomici sulle montagne vicentine. Quattro le malghe aderenti all’iniziativa che proporranno pranzi e cene a tema, dedicate alla cucina di alta quota in abbinamento a una passeggiata sui luoghi della Prima Guerra Mondiale. Il primo appuntamento si svolgerà venerdì 4 luglio a Col Del Gallo sul Monte Grappa in Località San Giovanni a Solagna. Seguiranno le giornate di sabato 12 e 19 luglio a Malga Pian di Granezza di Lusiana e a Malga Larici di Sotto sull’Altopiano di Asiago. Infine, l’ultimo appuntamento con la rassegna gastronomica sarà venerdì 25 luglio a Malga Novegno in Località Busa Novegno a Schio.
Amedeo Sandri, chef della rivista Cucina Italiana per oltre 15 anni e da punto di riferimento per la gastronomia locale, rivisiterà i piatti della tradizione, per raccontare attraverso i sapori i luoghi della Grande Guerra. Pasticcio di polenta con formaggi morlacco e bastardo, risi e latte profumati al vino, insalata di pecora ed erbe aromatiche e piante spontanee e officinali saranno alcune delle proposte che trasformeranno la cucina di malga in alta cucina.
I pranzi e le cene in malga saranno preceduti da un’escursione storico-naturalistica in compagnia di alcune guide che mostreranno i forti militari, le trincee e i sentieri di guerra, oltre a far conoscere la fauna e la flora del territorio.
È possibile prenotare chiamando direttamente la malga o contattando la segreteria di Terranostra Vicenza (tel. 0444 189613 0444 189638 | mail: terranostra.vi@coldiretti.it). Costo dell’escursione e del pranzo 20-25 euro.
Oltre alle serate gastronomiche Terranostra Vicenza, in collaborazione con ONAF e con i maestri assaggiatori della delegazione di Padova, organizza un corso di degustazione formaggi. I laboratori si svolgeranno domenica 29 giugno e domenica 6 e 13 luglio a partire dalle ore 9.30 a Malga Stazio-El Tabaro Primo Lotto Valmaron di Enego 2000. Per maggiori informazioni: (333 6798314; padova@onaf.it)
Info: www.terranostra.it – www.facebook.com/terranostra.vicenza
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Pizzerie d’Italia del Gambero Rosso 2015: tutti i premiati

È stata presentata oggi a Roma la nuova edizione della guida Pizzerie d’Italia del Gambero Rosso. Sono 45 i locali premiati con la massima valutazione (i tre spicchi per la pizza al piatto e le tre rotelle per la pizza a taglio). Oltre 450 i locali recensiti, dal nord al sud, suddivisi in pizza napoletana, pizza all’italiana e pizza gourmet.
Per la pizza napoletana si conferma leader la Campania con 12 locali Tre Spicchi; la Pizza all’Italiana vede premiati il Lazio con 3 locali e il Piemonte e l’Abruzzo con 1; nella sezione Pizza Gourmet, in testa il Veneto con 3 locali, l’Emilia Romagna, la Toscana e la Lombardia con 2, il Piemonte, il Friuli Venezia Giulia, le Marche, l’Umbria e il Lazio con 1.
Il premio Pizze dell’anno è andato ai locali Mediterraneo in Friuli Venezia Giulia, Bellavista nel Lazio e Villa Giovanna in Campania. Il premio La migliore carta dei vini e delle birre è andato a i Tigli in Veneto e Salvo da Tre Generazioni in Campania.
Cliccate qui per scaricare l’elenco dei premi della guida Pizzerie d’Italia 2015.
Pizzerie d’Italia
Gambero Rosso®
in edicola e in libreria
pp 304 – euro 8,90
Mithos Taverna dell’Allegria – Roma (CHIUSO)
Mithos è una trattoria di quartiere – l’Alberone – in chiave moderna. Ci si accomoda in un ambiente dallo stile vintage oppure nel gradevole spazio all’aperto sulla piazza. La formula da qualche tempo si divide fra bistrot (dove ogni giorno dalle 16 alle 24 è possibile gustare torte fatte in casa e altri dolci insieme a tè e infusi, oppure birre artigianali, vini laziali e cocktail accompagnati da taglieri di formaggi e salumi e altri sfizi) e ristorante (che offre una cucina incentrata soprattutto su prodotti locali, ma non priva di interpretazioni personali e creative).
Le recensioni di Via dei Gourmet:
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Fra i nostri ultimi assaggi abbiamo apprezzato molto le panelle con baccalà mantecato (rivisitazione del tradizionale ceci e baccalà). Buoni anche il fagottino di melanzane, scamorza affumicata e speck in tempura con battuto di basilico e i rigatoni (di grano Senatore Cappelli) alla gricia, ottima la frittura di paranza.
Cosa ormai rara, nel menu di Mithos i contorni sono elencati a parte: noi abbiamo assaggiato le patate al forno e le gustose verdure al wok con salsa di soia e sesamo croccante. I piatti sono accompagnati da una piccola selezione di vini, perlopiù del Lazio, e da birre artigianali.
Ogni domenica la Taverna dell’allegria propone anche la colazione in versione Americana (con uova, bacon, salsicce, ecc.), Internazionale (con yogurt, cereali, frutta…), Romana (con ricottina di bufala, pane tostato, latte o caffè) e Alternativa (con fiocchi di burro, confetture, pane tostato e tè).
Vi segnaliamo infine che dal 29 giugno al 6 luglio 2014 Mithos e Hopificio organizzano il festival “Saperi e Mestieri” che anima il quartiere dell’Alberone con arte, musica e cultura.
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Recensione di Salvatore Cosenza del 23/09/2011:
Nutro da sempre una viscerale simpatia per quei locali nascosti nei meandri dei quartieri di Roma. Trattorie o ristoranti in cui è difficile capitarci per caso.
Il loro successo si basa sul sano passaparola generato da una clientela per lo più abituale. “Mithos – Taverna dell’Allegria” è uno di questi posti ed è tra i migliori nel quartiere Appio Latino.Da poco ha inaugurato il nuovo locale, praticamente di fronte a quello vecchio, ma molto più ampio e arredato con gusto vintage. A conduzione rigorosamente familiare, propone un menu che cambia spesso poiché legato alla stagionalità degli ingredienti, con un occhio di riguardo, ove possibile, per i prodotti a km zero e bio.
Buoni e non banali gli antipasti, tra cui segnalo il tortino di melanzane con ricotta e granella di mandorle e lo sformatino di patate e fiori di zucca con alici. I paccheri dell’ammiraglio potrei definirli un piatto “corale” per il grande numero di specie marine presenti. La tradizione contadina è ben rappresentata dalla cicoria su vellutata di fave, condita da un fantastico olio extravergine pontino, rigorosamente a crudo!
Anche i carnivori possono star tranquilli: ottimo il brasato, servito dopo tre ore di cottura.Hanno un reparto con prodotti biologici in vendita e a breve diventeranno anche pizzeria.
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Mithos is a pleasant trattoria with an outdoor space on the square that offers a cuisine mainly based on local products, with some creative interpretations. We tasted a good gricia (typical Roman pasta) and excellent fried fish. The majority of the wines comes from Lazio.
Un mare di sapori in Emilia Romagna
Da luglio a settembre in Emilia Romagna torna la rassegna “Un mare di Sapori“, manifestazione gastronomica e culturale che guida i partecipanti alla scoperta delle eccellenze di questa regione. L’edizione 2014 è un omaggio ai 2200 anni della Via Emilia e al suo legame con le paste ripiene regionali: cappelletti, tortelli, tortellini, ravioli…
Lungo le 177 miglia romane che collegano Rimini a Piacenza – strada di commerci e di scambio di culture – nei secoli si è sviluppata una cucina ricchissima di proposte (quasi 300 piatti della tradizione) e di prodotti certificati: 39 fra DOP e IGP, cui si aggiungeranno la Piadina Romagnola e la Salama da sugo, consolidando così l’Emilia-Romagna al vertice europeo delle produzioni tutelate.
Fra le novità del cartellone 2014, lo spettacolo teatrale “Æmilia-RoMagna” per quella Via che sfoglia racconti d’impasti e di ripieni, di e con Matteo Belli, in anteprima assoluta.
Fuoco al Mito, l’omaggio al “re dei formaggi”, il Parmigiano-Reggiano, per la prima volta si svolgerà in tre città – Bologna, Ferrara e Cesena – non più solo nelle località di mare. Torna inoltre il tradizionale appuntamento a Cervia per Sapore di Sale e si conferma quello con Tramonto DiVino: i grandi vini dell’Emilia-Romagna in abbinamento ai prodotti tipici DOP e IGP fanno tappa anche a Ravenna, a sostegno della candidatura come Capitale europea della Cultura 2019.
Per ulteriori informazioni e per scoprire l’intero programma di Un mare di sapori, consultate il sito ufficiale dell’evento: www.unmaredisapori.com
Bererosa 2014: il lato sociale del vino

È l’impegno sociale l’arma in più della terza edizione di BereRosa, l’atteso evento promosso dalla rivista Cucina & Vini che celebra i migliori vini – fermi e mossi – en rose della penisola e che dà inizio all’estate romana.
È la donna ad essere al centro delle attenzioni degli organizzatori. Ciò grazie alla partecipazione di Pagaie Rosa Dragon Boat e IncontraDonna, due importanti Onlus che dedicano entrambe il loro interesse ad una patologia di grande rilevanza sociale: il tumore al seno.
Pagaie Rosa Dragon Boat Onlus opera al fine di migliorare la qualità della vita delle donne affette da carcinoma mammario e lo fa in modo del tutto originale, ovvero attraverso la pratica del Dragon Boat, un antico sport cinese. Le 20 atlete della Pink Butterfly – questo il nome della squadra dell’associazione – “pagaiano” su barche a forma di dragone gareggiando in manifestazioni nazionali ed internazionali.
IncontraDonna Onlus è nata nel 2008 e, oltre ad informare in modo corretto chiunque sia interessato, ha come scopo principale quello di formare e supportare le donne operate.
“IncontraDonna onlus partecipa all’evento per promuovere il bere bene – afferma la dott.ssa Adriana Bonifacino, presidente dell’associazione – al fine quindi di sensibilizzare la popolazione e soprattutto i giovani e le donne al bere con moderazione e di qualità. Notoriamente il vino contiene degli antiossidanti che facilitano la prevenzione cardiovascolare e del diabete e la moderata assunzione non incide significativamente sull’insorgere di patologie tumorali. Pertanto la nostra adesione è un segnale alla corretta impostazione degli stili di vita”.
Sempre all’insegna dell’alta qualità la proposta food che accompagna le oltre 150 etichette rosa provenienti da più di 70 aziende vitivinicole nazionali. La Bottega dell’oliva ascolana, Mozao, Pescheria Meglio Fresco, Ristorante Orlando Sapori di Sicilia, Fantastick. Queste le 5 isole street ad insaporire il viaggio tra i rosati d’Italia.
Per finire, BereRosa manderà in vacanza, in due tra le più belle strutture alberghiere dello Stivale, i fortunati vincitori dell’estrazione a cui si partecipa di diritto con l’acquisto del ticket d’ingresso del valore di 10 euro.
È possibile scoprire i nomi delle aziende protagoniste di BereRosa 2014 sul sito web www.cucinaevini.it/bererosa-2014/ e sulla pagina facebook ufficiale bererosa.
Bererosa 2014
Mercoledì 2 luglio, dalle 17 alle 23 – Palazzo Brancaccio – Roma
Ingresso: 10 euro
In prevendita su www.cucinaevini.it
Pizzeria Magnifica – Roma
Dallo scorso settembre alla Balduina c’è una nuova pizzeria dal nome importante: Magnifica. Alla guida Maurizio Valentini, già titolare di diverse pizzerie d’asporto a Roma. Il menu punta l’attenzione sulla selezione delle materie prime e così troverete ben evidenziati ingredienti come i pomodorini De Carlo, le uova biologiche di San Bartolomeo, il Parmigiano Reggiano 24 mesi o la burrata di Andria. Di una cosa però siamo sicuri ormai da anni, mettere insieme ingredienti di alta qualità non significa necessariamente ottenere un risultato eccellente.
L’impasto è una via di mezzo fra una pizza romana e una pizza gourmet, non sottilissimo ma col cornicione basso, e con un fondo croccante e abbastanza resistente. Abbiamo qualcosa da obiettare sul – mancato – equilibrio dei condimenti: gustose, ma un po’ pesanti ed eccessive sia la Tommasino (mozzarella di bufala campana sfilacciata, pomodorini semisecchi De Carlo ed emulsione al basilico) che la Patate (pancetta piacentina Dop, scalogno saltato al Southern Comfort, patate cotte a legna). Nel complesso una pizza cotta in forno a legna che ci è sembrata discreta, non “Magnifica”. Fra i fritti ci è piaciuto il supplì, meno interessante e anche in questo caso pesante la crocchetta al ciauscolo.
In chiusura si va sul sicuro con i dolci di Andrea De Bellis e i tartufi di Pizzo Calabro. Come vuole la tendenza delle pizzerie di qualità romane, non manca una selezione di birre artigianali. Cortese e solerte il servizio.
Salumi, gnocco fritto e Lambrusco al RistoBar C.I.BO.
È arrivata l’estate e il Risto-bar C.I.BO. – insieme alla la formaggeria Limata – saluta la bella stagione proponendo l’ultima serata speciale prima di settembre. Giovedì 3 luglio gli ospiti saranno accolti da un aperitivo gourmet, in cui la briosità del Lambrusco accompagnerà le delizie della salumeria italiana.
In degustazione: coppa, culatta di Langhirano, salami, prosciutti crudi, accompagnati da gnocco fritto e Lambrusco I.G.T. Emilia dell’az. Torre Calzodalla.
Giovedì 3 luglio a partire dalle ore 18.00. Il costo della serata è di 20 euro. È gradita la prenotazione.
Contatti: Risto-bar C.I.BO. con infinita bontà
Via Catanzaro, 4a
tel.: 06 4404825 – 06 44244121
email: info@c-i-bo.it
Volcanic Wines a Montefiascone, Pitigliano e Orvieto

Dal 4 al 6 luglio a Montefiascone, Pitigliano e Orvieto tornano a incontrarsi tutti i vini da territori vulcanici italiani uniti nel network Volcanic Wines di cui fanno parte undici consorzi – Soave, Lessini Durello, Gambellara, Colli Euganei, Pitigliano, Tuscia, Orvieto, Frascati, Campi Flegrei, Ischia, Etna – ai quali si sono aggiunte, per l’occasione, alcune cantine delle Eolie e della Sardegna.
Montefiascone, Pitigliano e Orvieto, appartenenti al distretto vulcanico dei Vulsini, saranno il palcoscenico di tre giornate di ricerca, indagini tecniche, degustazioni nel segno del vulcano.
La manifestazione si aprirà il 4 a Montefiascone con degustazioni riservate a giornalisti e operatori del settore; proseguirà il giorno successivo a Pitigliano con l’incontro “Dentro il Vulcano: il gusto del territorio” volto ad approfondire dal punto di vista tecnico e scientifico il rapporto tra terroir vulcanici e vino – un’ideale continuazione del fortunato convegno tenutosi per Vulcania a Pitigliano 2013.
Il 6 luglio si terrà a Orvieto la grande conclusione con i banchi d’assaggio, aperti al pubblico, dalle 10.30 alle 20.00: in degustazione oltre 150 vini in rappresentanza di più di 80 aziende.
Il ticket per il Banco d’assaggio è di € 10,00 e include il libretto di degustazione.
Per accrediti stampa e blogger:
Ingresso omaggio al banco d’assaggio
Confermare partecipazione entro giovedì 3 luglio
Contattare Francesca Mordacchini Alfani
francesca@carlozucchetti.it
Per ristoratori e operatori:
Ingresso omaggio tramite accredito
Confermare entro venerdì 5 luglio
Contattare Michela
michela@carlozucchetti.it
Dieci giorni di Slow Food Village a Viterbo per valorizzare l’agricoltura familiare nell’era della globalizzazione

Apre le porte domani la prima edizione dello Slow Food Village a Viterbo. In Piazza Plebiscito sarà possibile partecipare ai molti appuntamenti in programma fino al 6 luglio, tra incontri, laboratori del gusto, show cooking, attività per bambini e tante eccellenze gastronomiche del territorio. L’iniziativa, dedicata all’agricoltura familiare nel villaggio globale, nasce dalla collaborazione tra Slow Food Viterbo, Slow Food Lazio e Slow Food Italia, che, con il patrocinio del Comune di Viterbo, celebreranno l’Anno Internazionale dell’Agricoltura familiare indetto dalle Nazioni Unite.
Dieci giorni di manifestazione che vedranno alternarsi sul palco dell’arena ospiti come Oscar Farinetti, Jacopo Fo, Enrico Vaime, Domenico De Masi, ma ci sarà spazio anche per i rappresentanti di alcune realtà imprenditoriali locali, per un contributo sull’attività nell’agroalimentare di qualità. E poi una mostra fotografica dedicata all’agricoltura rurale nel mondo, ideata dall’Università degli Studi della Tuscia, e una grande Area Degustazioni che ospiterà Enoteca, Oleoteca, Botteghe del Gusto e uno speciale spazio Street Food. Qui sarà possibile seguire uno dei molti laboratori del gusto per approfondire la conoscenza dell’enogastronomia locale, o gustare le tipicità della tradizione culinaria del territorio laziale e italiano. La sezione SlowKids coinvolgerà i più piccoli nel mondo delle fattorie didattiche, portandoli alla scoperta dell’orto e degli animali da cortile.
E se non conoscete il centro storico di Viterbo, questa potrebbe essere l’occasione giusta per scoprirlo, visitando l’ottava edizione di Caffeina Cultura, la manifestazione che ospita lo Slow Food Village e anima piazze e cortili della città con incontri, spettacoli, mostre, reading teatrali, esposizione di artigianato locale.
Slow Food Village a Viterbo, dal 27 al 6 luglio, per informazioni www.slowfoodvillage.it
La Slovenia che non ti aspetti
Diciamoci la verità: la Slovenia è un paese che si conosce poco. E sì che sta al confine con l’Italia, che fa da intermezzo con la Croazia e la sua costa, e magari qualcuno ci sarà passato facendo il viaggio in macchina. Gli amanti del gioco la apprezzano per i casinò oltreconfine, da qualche anno i gourmet e gli appassionati di vino l’hanno scoperta anche come meta gastronomica grazie ad alcuni chef – come Tomaz Kavcic e Ana Roš – e a un gruppo di interessanti produttori di vini “naturali”, da Movia a Marjan Simčič.
Ma cosa c’è oltre il Carso sloveno, la valle di Vipava e la minuscola costa tra Friuli e Croazia, dove si trova anche Pirano con il suo rinomato sale, lo sanno in pochi. Eppure Lubjana, la capitale, è una cittadina incantevole, con il bel castello che la sovrasta e il borgo antico attraversato dal fiume Ljubljanica – ricostruito due volte in seguito a spaventosi terremoti, prima nel 1511 e poi nel 1895 – con le stradine pittoresche e i palazzi che alternano lo stile rinascimentale a quello Art Nouveau.
Ancora oltre, verso il confine interno con la Croazia e l’Ungheria, cominciano nomi affascinanti, decisamente più “esotici”: Maribor, Novo Mesto, Ivančna Gorica. Proprio tra queste ultime due, allontanandosi di poco dal tragitto dell’A2 – moderna e scenografica autostrada il cui pedaggio si paga con una “vignetta” adesiva da comprare prima di attraversare il confine – si trova un luogo imperdibile. A seconda dei punti di vista, certo. Siamo in una piccola località (Sadinja) di una frazione (Dvor) del grazioso paese di Žužemberk, tra i boschi fitti attraversati dal fiume Krka, pescosissimo corso d’acqua la cui fauna attira pescatori incalliti da ogni angolo del mondo: le pregiate trote fario, prima di tutto, ma anche trote americane, cavedani e temoli. Questi nomi non vi dicono nulla? La pesca a mosca non rientra nelle vostre attività preferite? Allora forse non avete motivo di venire fin qui… A meno che non vi imbattiate in Boris e Miriam Novak, e nella loro deliziosa Domačija Novak, e non abbiate qualche altra passione che vi guidi nei vostri viaggi.
Per esempio: la buona cucina a base di erbe e verdure del luogo e di trota affumicata, i vini prodotti secondo la filosofia naturale (di cui Boris è un appassionato e informatissimo venditore), il tennis (ci sono due campi di proprietà), le escursioni naturalistiche oppure il dolce far niente e l’idea di restare tutto il giorno a leggere tra il giardino e il porticato accanto al fienile dove sono messe a seccare le pannocchie, sorseggiando una birra o uno sciroppo di fiori fatto in casa, disturbati solo dal gatto che sonnecchia accanto a voi o dal rumore dei trattori e dei cavalli che passano nelle vicinanze. Attività serali? Finire le bottiglie di vino e le grappe fatte in casa che Boris vi propone, e magari attaccare bottone con il tavolo a fianco – dopo la lauta cena preparata da Miriam – parlando di pesca, vino o escursioni, di nuovo.
Se leggendo queste poche righe vi si sono illuminati gli occhi come a noi quando abbiamo trovato per puro caso il bigliettino dell’agriturismo presso un’altra struttura friulana e abbiamo chiesto informazioni al figlio del titolare (Paraschos, produttore tra l’altro dell’ottimo Merlot Skala e di interessanti vini in anfora, secondo la lezione di Josko Gravner), allora vi consigliamo di prenotare subito qualche giorno in questo luogo magico, dove l’impresa di ritemprare spirito e fisico può davvero riuscire. Con un’avvertenza: sarà molto difficile decidersi a partire e potreste scoprire di essere stati contagiati anche voi da un male finora ignoto, il Mal di Slovenia.
www.novakdoma.eu
Camera doppia con colazione, 70 euro
Cena vini esclusi 15 euro
Osteria del Castello – Gaiole in Chianti
La strada che porta all’Osteria del Castello è immersa nel Chianti, in quella parte della Toscana dedicata alle vigne ordinate e alle vecchie case in pietra. Proprietario dell’insegna è Francesco Ricasoli, produttore dei vini Barone Ricasoli, che ha voluto lasciare uno spazio alla ristorazione proprio sotto il suo Castello di Brolio, nel comune di Gaiole in Chianti, dove troviamo anche la sua cantina.
In cucina dal 2008 c’è Franco Sangiacomo, chef conosciuto e apprezzato per la sua cucina schietta e tradizionale, che sviluppa in maniera naturale il carattere della Toscana, senza tralasciare la cura dei dettagli, l’armonia dei sapori e l’estetica del piatto. In questa osteria ricercata, ma legata alle tradizioni della terra di appartenenza, le materie prime utilizzate provengono da produttori locali, dalla carne ai formaggi, passando per le verdure e le erbe aromatiche, che in parte arrivano dall’orto di proprietà (in procinto di essere ampliato).
Il locale è luminoso e il personale di sala giovane e cortese. Lo chef omaggia gli ospiti con un simil culatello della Val di Chiana, del formaggio vaccino stagionato della Fattoria Palagiaccio di Scarperia e una fetta di cetriolo dell’orto dell’Osteria.
In carta, fra gli antipasti, il tortino di melanzane, pomodorini e mozzarella toscana, ma anche l’immancabile selezione di salumi e formaggi della zona. Fra i primi, colorata e delicata la zuppetta di piselli, menta e burrata toscana e i pici cacio, pepe e cipolla fondente (con la tipica pasta del senese fatta in casa con la trafila in bronzo, farine bio Senatore Cappelli e del Faraone, provenienti da Rapolano e Scorgiano). E per secondo la costata di manzo con patate e fagioli toscanelli della Val d’Arno e il piccione in tre cotture (il petto arrosto, la coscia confit e il filetto di petto crudo), accompagnato da spinaci freschi salatati in padella. Per concludere lo zuccotto al Vin Santo di Brolio, il salame dolce con mousse al cioccolato e il semifreddo ai ricciarelli (accompagnato da una crema gialla preparata con le uova dell’Azienda Agricola Orsi Giovanni e Orsi Oriano, della provincia di Pistoia).
La carta dei vini è chiaramente legata alla proprietà. Con la bella stagione è possibile sedersi all’aperto, all’ombra degli alberi che incorniciano i tavolini esterni e, una volta finito il pranzo, visitare il Castello di Brolio per ammirare dalle mura medievali il panorama sconfinato.
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