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	<title>Via dei Gourmet</title>
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	<description>La tua guida enogastronomica online</description>
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		<title>Domaine Balthazar</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Zaccaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2022 17:28:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Produttori]]></category>
		<category><![CDATA[Rodano]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/domaine-balthazar.html" target="_blank"><img width="300" height="181" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2022/08/Domaine-Balthazar-300x181.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Domaine Balthazar" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2022/08/Domaine-Balthazar-300x181.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2022/08/Domaine-Balthazar.jpg 750w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<p>Il territorio di Cornas senza artifici Il Domaine Balthazar è stato fondato negli anni ’20 del secolo scorso da Casimir Balthazar. Il figlio René ha assunto la direzione nel 1950 e ha cominciato a imbottigliare una piccola quantità di vino negli anni &#8217;70, continuando a vendere la maggior parte del suo vino sfuso. La decisione di dedicarsi completamente alla produzione vinicola arriva, come per molti produttori di questa zona, solo a metà degli anni ’80. L’arrivo di Franck, che lascia una carriera di ingegnere per dedicarsi all’azienda di famiglia, è del 2002.&#160; L’azienda da oltre un decennio è condotta in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/domaine-balthazar.html" target="_blank"><img width="300" height="181" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2022/08/Domaine-Balthazar-300x181.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Domaine Balthazar" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2022/08/Domaine-Balthazar-300x181.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2022/08/Domaine-Balthazar.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<h2 class="wp-block-heading">Il territorio di Cornas senza artifici</h2>



<p>Il <strong>Domaine Balthazar </strong>è stato fondato negli anni ’20 del secolo scorso da Casimir Balthazar. Il figlio René ha assunto la direzione nel 1950 e ha cominciato a imbottigliare una piccola quantità di vino negli anni &#8217;70, continuando a vendere la maggior parte del suo vino sfuso. La decisione di dedicarsi completamente alla produzione vinicola arriva, come per molti produttori di questa zona, solo a metà degli anni ’80. L’arrivo di Franck, che lascia una carriera di ingegnere per dedicarsi all’azienda di famiglia, è del 2002.&nbsp;</p>



<p>L’azienda da oltre un decennio è condotta in <strong>biologico</strong> e tutti i <strong>vigneti sono lavorati a mano</strong> con l’aiuto di un cavallo per le lavorazioni tra i filari. Oggi sono 4 gli ettari piantati a <strong>syrah</strong> (o meglio a <em>petite syrah</em>, l&#8217;antico clone locale, i cui piccoli acini producono un vino di maggiore complessità aromatica rispetto ai cloni moderni), di cui 2 nel lieu-dit Chaillot (1,2 ettari acquistati da Casimir Balthazar nel 1931), uno dei più famosi e stimati della denominazione, cui si aggiunge una piccola parcella di circa 0,3 ettari a Saint-Péray piantata esclusivamente a <strong>roussanne</strong>, per una produzione complessiva che non supera le <strong>15.000 bottiglie annue</strong>.</p>



<p>Una delle ragioni principali della qualità e del carattere dei <strong>Cornas</strong> di Balthazar sono le <strong>vecchie vigne</strong> di proprietà: viti di oltre mezzo secolo a Mazards e soprattutto un impianto del 1914, con alcune viti piantate a fine Ottocento, nella parte più settentrionale di Chaillot, accanto ai vigneti di Thierry Allemand.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="480" height="640" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2022/08/Domaine-Balthazar-Cornas.jpg" alt="Domaine Balthazar Cornas" class="wp-image-37216" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2022/08/Domaine-Balthazar-Cornas.jpg 480w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2022/08/Domaine-Balthazar-Cornas-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></figure></div>



<p>Franck Balthazar sta anche aumentando la superficie vitata aziendale, creando terrazze e piantando vigne sul ripido pendio del Légre sopra Sabarotte su terreni lasciati da molti anni all’abbandono.</p>



<p>Il lavoro in cantina è quanto di più classico si possa trovare: si lavorano solo uve vendemmiate a completa maturità e non diraspate (per conservare l’acidità che il graspo fornisce al vino, visto che per Franck Balthazar il punto debole del Cornas è proprio il tenore poco elevato dell’acidità), la fermentazione avviene in vasche di cemento senza l’uso di lieviti selezionati, per poi maturare in tonneau da 600 litri usati, anche di più di dieci anni, prima dell&#8217;imbottigliamento senza chiarifica né filtrazione.&nbsp;</p>



<p>Il vino di punta di Franck è lo <strong>Chaillot</strong>, che nasce dall’omonimo vigneto, situato su di un suolo a base granitica con elementi argillosi, magro e con pendenze da brivido. Un vino di straordinaria profondità, concentrazione e complessità, da anni tra i migliori Cornas in produzione. Tra le annate assaggiate spicca la 2013, dai toni affumicati e minerali, con note di frutti di bosco e spezie, un palato potente, preciso e dinamico, con tannini setosi e un brillante finale floreale. Ottime anche la 2014, con sentori di pepe e ribes nero, lungo e complesso, e la 2015, annata ricca, calda, dai toni speziati, di frutti di bosco e violetta, con leggere note ematiche e un’acidità e tannini che fanno ben sperare per i prossimi anni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="750" height="1000" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2022/08/Domaine-Balthazar-Cornas-vini.jpg" alt="Domaine Balthazar Cornas vini" class="wp-image-37217" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2022/08/Domaine-Balthazar-Cornas-vini.jpg 750w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2022/08/Domaine-Balthazar-Cornas-vini-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<p>Un altro brillante Cornas è la piccola <strong>Cuvée Casimir</strong>, così chiamato in onore del nonno di Franck, che proviene da due vigneti: le vecchie vigne a Les Mazards combinate con i nuovi impianti a Légre. Da qualche anno Franck propone anche un Cornas Sans Soufre Ajouté, cui si aggiungono altri due rossi, un Côtes-du-Rhône e un Crozes-Hermitage.</p>



<p>Da sottolineare anche la qualità del “semplice” <strong>Cornas</strong>, non più in produzione ma di cui le versioni 2005, dai profumi di frutti di bosco e spezie, con note minerali e di olive nere, e un palato lungo, pieno e teso e 2006, ricco di frutto, intenso, fresco e di notevole progressione finale, sono splendide da bere adesso.</p>



<p><strong>Domaine Balthazar</strong></p>



<p>rue des Violettes, 8&nbsp;<br>Cornas (Rodano)<br>tel. 0033 (0)620054179<br>Email: balthazar.franck@akeonet.com<br></p>
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		<title>Domaine Vincent Dauvissat: l’evidenza del terroir</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Zaccaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Mar 2019 14:54:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Produttori]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/domaine-vincent-dauvissat-levidenza-del-terroir.html" target="_blank"><img width="300" height="182" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2019/03/Vincent-Dauvissat-300x182.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Vincent Dauvissat" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2019/03/Vincent-Dauvissat-300x182.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2019/03/Vincent-Dauvissat.jpg 694w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<p>Considero Vincent Dauvissat uno dei più grandi produttori di vini bianchi del mondo. L’azienda di Vincent è una vera e propria icona dello Chablis, in grado di esprimere attraverso i suoi vini, dal Petit Chablis ai Grand Cru, tutte le sfumature di questo straordinario terroir. Vincent gestisce un po’ meno di 15 ettari di proprietà, di cui 2,70 di Grand Cru (anche se dall’anno prossimo purtroppo ne avrà un po’ meno. L’azienda infatti perderà 2 ettari, in parte perché hanno dovuto ripiantare 40 are di Les Clos, e in parte perché un nipote prenderà delle piccole parti di vigneti situati [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/domaine-vincent-dauvissat-levidenza-del-terroir.html" target="_blank"><img width="300" height="182" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2019/03/Vincent-Dauvissat-300x182.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Vincent Dauvissat" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2019/03/Vincent-Dauvissat-300x182.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2019/03/Vincent-Dauvissat.jpg 694w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div><p>Considero <strong>Vincent Dauvissat</strong> uno dei più grandi produttori di vini bianchi del mondo. L’azienda di Vincent è una vera e propria icona dello <a href="https://www.bourgogne-wines.com/our-wines-our-terroir/our-vineyards/chablis-and-the-grand-auxerrois/chablis-and-grand-auxerrois-the-green-gold-of-the-bourgogne-region,2469,9312.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Chablis</strong></a>, in grado di esprimere attraverso i suoi vini, dal Petit Chablis ai Grand Cru, tutte le sfumature di questo straordinario terroir. Vincent gestisce un po’ meno di 15 ettari di proprietà, di cui 2,70 di <strong>Grand Cru</strong> (anche se dall’anno prossimo purtroppo ne avrà un po’ meno. L’azienda infatti perderà 2 ettari, in parte perché hanno dovuto ripiantare 40 are di Les Clos, e in parte perché un nipote prenderà delle piccole parti di vigneti situati nelle denominazioni Chablis, 1er cru Séchet e Grand Cru Les Preuses), per una serie di vini di grande rigore, dalla longevità e dall’eleganza straordinarie.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-34961" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2019/03/Domaine-Vincent-Dauvissat.jpg" alt="Domaine Vincent Dauvissat" width="694" height="420" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2019/03/Domaine-Vincent-Dauvissat.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2019/03/Domaine-Vincent-Dauvissat-300x182.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 694px) 100vw, 694px" /></p>
<p>Il mese scorso ho avuto occasione di andare a fargli visita. Ecco allora le quattro chiacchiere fatte con Vincent nel tinello di casa Dauvissat, dove abbiamo assaggiato tutti i vini dell’annata 2017.</p>
<blockquote><p>L’azienda nasce negli anni ‘60, dal ‘76 ho lavorato con mio padre, e dall’89 ho cominciato a gestirla io. Con lui avevo provato e sperimentato moltissimo. E sono convinto che i miei figli continueranno su questa strada, perché adorano questo stile di vino e perché tutte le domande che si stanno ponendo me le sono poste anch’io alla loro età, e quindi possiamo parlarne insieme, e poi ci sono ancora le bottiglie di quegli anni da assaggiare per dare le giuste risposte alle loro domande. Tutti i miei vini tengono la sfida del tempo. Quando ho comprato Vaillons, nel ’69, pensavo che, date le caratteristiche del Climat, potesse avere problemi alla distanza, ma anche lui invecchia bene. Lavoro in regime biodinamico, anche se non certificato, dal 2002, realizzando personalmente le varie preparazioni. Non lo scrivo sulle etichette, non è qualcosa che rivendico, è un percorso personale e tale voglio che resti. È come per le onde elettromagnetiche: non voglio che si usino cellulari in cantina, perché non si sa bene se hanno un effetto o no sul vino, e nel dubbio… Uso il minimo di zolfo e rame, ben al di sotto dei limiti dell’agricoltura biologica, perché non si è trovato di meglio, anche se so che non fa bene al terreno, ma non ho trovato un’altra strada. Nel 2016 una delle ragioni, forse la principale, per cui ho perso i due terzi delle uve è stata che non ho voluto fare un trattamento in più. Avevo trattato 3 giorni prima, e secondo le informazioni meteo doveva tornare il bel tempo, e allora ha evitato di rifarne un altro, ma ha cominciato a piovere il giorno dopo e non ha smesso per un mese. Se quel giorno avessi trattato, tutta la fioritura sarebbe stata coperta. So che siamo degli “inquinatori”, utilizziamo i trattori e tutto il resto, ma con la viticoltura specializzata di oggi non è possibile evitare certe cose, non c’è più tutto quello che accompagnava l’economia aziendale, dalla frutta agli animali da cortile.</p>
<p>Ho finito di mettere in bottiglia il 2017 due settimane fa, per una resa complessiva inferiore alla media di circa un terzo. La sequenza di questi ultimi anni è stata impressionante. Nel 2016 ho raccolto solo un terzo di una vendemmia ‘normale’, nel 2015 la metà. 2012, 2013 e 2014 hanno visto anche loro una raccolta ridotta di un terzo. Nel 2018 invece ho realizzato una vendemmia completa, e anche qualcosina in più. Nel 2017 c’è stata tanta pioggia a fine gennaio e inizio febbraio, così su questi terreni calcarei si è costituita una riserva d’acqua e le vigne non hanno mai sofferto la siccità. Sia la stagione precedente alla vendemmia che quella della vendemmia sono state splendide, con tanto sole ma con temperature non troppo alte, e quindi con un’uva perfettamente matura e sana, dalla notevole acidità, superiore a quella ottenuta sia nel 2018 che nel 2016. E quando mi si citano le difficoltà dei bianchi di Borgogna, beh, bisogna ricordare che Chablis non ha niente a che vedere con la Borgogna, e se per questo nemmeno con la Champagne.</p>
<p>La 2017 è un’annata classica, di equilibrio, matura e acida allo stesso tempo, per vini che, se tengono i tappi, dureranno 40 anni. Un’annata in cui davvero esce fuori il terroir, perché a livello analitico alcol e acidità sono praticamente uguali per tutte le etichette, dal Petit Chablis ai Grand Cru, quindi sono le caratteristiche dei vigneti a fare la differenza. Sembrano vini leggeri, ma è solo un’impressione, sono tutti intorno ai 13,5 di alcol. Il bello è che non si sentono”.</p></blockquote>
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</script></p>
<h2>Domaine Vincent Dauvissat: l&#8217;annata 2017</h2>
<h4><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-34962" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2019/03/chablis-les-clos-dauvissat.jpg" alt="chablis les clos dauvissat" width="694" height="420" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2019/03/chablis-les-clos-dauvissat.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2019/03/chablis-les-clos-dauvissat-300x182.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 694px) 100vw, 694px" /></h4>
<h4>Petit Chablis ‘17 Domaine Vincent Dauvissat</h4>
<p>Un Petit Chablis sorprendente per qualità e pienezza, fresco e dalle brillanti note agrumate, di grande grinta e piacevolezza. In un’annata di equilibrio, matura e acida allo stesso tempo, si esprime con grande classicità e tensione. Più che un piccolo Chablis, un vino splendido.</p>
<ul>
<li><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" width="86" height="32" /></span></a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Chablis ‘17 Domaine Vincent Dauvissat</h4>
<p>Da diverse parcelle, molte delle quali nella parte meno ben esposta di Forêts, su suoli simili, anche se un po’ più leggeri e meno compatti rispetto alle argille del premier cru. Sembra leggero, ma fa 13,5 di alcol. Ai toni di cedro e bergamotto fa seguito un palato nitido, preciso, di grinta e tensione, dritto, ma meno sorprendente e meno affascinante del Petit Chablis.</p>
<ul>
<li><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" width="86" height="32" /></span></a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Chablis 1er cru Séchet ‘17 Domaine Vincent Dauvissat</h4>
<p>Situato centralmente sulla riva sinistra del Serein, praticamente di fronte ai Grand Cru, presenta note mentolate e speziate, di anice e pepe bianco. Palato ancora molto indietro, ma già buonissimo, lungo, dritto, stretto e tosto, con uno splendido finale di agrumi verdi, a conferma del tipico carattere del Séchet di Dauvissat, sempre così stretto e cesellato. Un Premier Cru all’altezza dei migliori Grand Cru.</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/quattro_quadri_s.png" alt="quattro_quadri_s" width="134" height="33" /></span></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Chablis 1er cru Vaillons ‘17 Domaine Vincent Dauvissat</h4>
<p>Situato proprio sopra Séchet, dimostra di esserne l’esatto opposto. Pastoso nelle sue note di frutto bianco maturo e albicocca, è molto più maturo e pronto, anche se trova un bell’equilibrio grazie al finale lungo e salato. È meno elegante di Séchet, ma come dire… pesante è un’altra cosa. Secondo Vincent nel Vaillons, nonostante questa precoce maturità del frutto, dopo qualche anno ritornano le sensazioni minerali e col passare del tempo si evidenzia una longevità inaspettata.</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span> </strong><a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/quattro_quadri.png" alt="quattro_quadri" width="100" height="32" /></span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Chablis 1er cru Montée de Tonnerre ‘17 Domaine Vincent Dauvissat</h4>
<p>Solo 30 are di viti giovani che solo adesso cominciano ad avere le qualità per dare un vino dalle caratteristiche di Dauvissat. Al naso si mostra maturo, con note di frutta tropicale, clorofilla e mentolo, mentre il palato è di notevole concentrazione, complesso, con una serrata trama acida che gli dà lunghezza. Nel suolo di questo climat della riva destra si trovano sia le marne bianche, che danno grassezza e materia, che il calcare, che dà grinta e spinta, per vini allo stesso tempo strutturati e grintosi.</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span> </strong><a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/quattro_quadri.png" alt="quattro_quadri" width="100" height="32" /></span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Chablis 1er cru Forêts ‘17 Domaine Vincent Dauvissat</h4>
<p>Si torna sulla riva sinistra. Forêts ha un suolo ricco di pietra affiorante, con una qualità di argilla di notevole complessità. L’entrata sul palato è delicata e talmente setosa che quasi ci si domanda se stiamo bevendo del vino, poi si afferma con note vegetali e floreali fresche ed eleganti, per un profilo aromatico del tutto diverso da quello degli altri vini. Più gessoso, con note floreali e di sottobosco, nel finale acquista volume e si allunga, grazie anche alla ricca trama sapida e acida.</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span> </strong><a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/quattro_quadri.png" alt="quattro_quadri" width="100" height="32" /></span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Chablis Grand Cru Les Preuses ‘17 Domaine Vincent Dauvissat</h4>
<p>I profumi, che accanto ai classici toni agrumati evidenziano una sottile aromaticità, fanno quasi pensare a un Riesling della Mosella. Sul palato, sapido con leggere note balsamiche e di scorza d’arancia, sembra danzare e disegnare un ricamo. Elegantissimo, lunghissimo e complesso, è un vino tutto in finezza. Il mio preferito.</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/quattro_quadri_s.png" alt="quattro_quadri_s" width="134" height="33" /></span></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Chablis Grand Cru Les Clos ‘17 Domaine Vincent Dauvissat</h4>
<p>Tanta materia per questo classico Les Clos, che si dimostra, come sempre nei primi anni di vita, molto chiuso e relativamente poco espressivo. Lungo e complesso, denso e pieno, con importanti toni affumicati, ha bisogno ancora di molto tempo per esprimersi in tutto il suo splendore. Da mettere in cantina e attendere con fiducia.</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/quattro_quadri_s.png" alt="quattro_quadri_s" width="134" height="33" /></span></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quintessenz di Kaltern: una nuova linea e cinque etichette d’eccellenza</title>
		<link>http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/cantina-kaltern-quintessenza-nuova-linea-e-cinque-etichette-deccellenza.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Carlini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2018 07:50:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Produttori]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/cantina-kaltern-quintessenza-nuova-linea-e-cinque-etichette-deccellenza.html" target="_blank"><img width="300" height="182" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/06/Cantina-Kaltern-la-barriccaia-300x182.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="barricaia affrescata cantina kaltern" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/06/Cantina-Kaltern-la-barriccaia-300x182.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/06/Cantina-Kaltern-la-barriccaia.jpg 694w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<p>Avete idea di quanto valga nell’Italia del vino aver il talento di raccontare in modo gradevole una qualche novità? Cantina Kaltern, a Caldaro, in provincia di Bolzano, con la nuova linea Quintessenz ha saputo raccontare un concetto di cooperativa creativa e dinamica che punta alla qualità valorizzando il territorio. La linea Quintessenz parla dell’anima, dell’essenza appunto, di cinque cantine che si fondono nell’arco di un secolo, ma racconta anche l’essenza di cinque vitigni che esprimono un territorio – la provincia vitivinicola più a nord d’Italia &#8211; carico di storia e di tradizione. Nel 2016 l’ultima fusione tra le due storiche [&#8230;]</p>
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<p>Nel 2016 l’ultima fusione tra le due storiche aziende Kaltern e Erste+Neue dà luogo alla nuova <strong>Kellerei Kaltern</strong>, che conta 450 ettari per 650 soci viticoltori. Comincia la rivoluzione, a partire da un nuovo marketing nella bottiglia e nell’etichetta. La parola d’ordine è sostenibilità, evitando al massimo l’utilizzo di erbicidi, seguendo un gruppo di soci che coltivano 15 ettari secondo l’approccio biodinamico. Oggi Cantina Kaltern è pioniera nella biodinamica in tutto l’Alto Adige.<br />
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La linea <strong>Quintessenz</strong> si declina in cinque varietà: Pinot Bianco, Sauvignon, Cabernet Sauvignon Riserva, Kalterersee Classico Superiore e un passito da Moscato Giallo. Vengono utilizzate le migliori uve dei terreni storici posti ad altitudini differenti &#8211; tra 200 e 700m. In vigna si lavora con rese particolarmente basse in modo tale che la pianta concentri tutte le sue energie su pochi grappoli che vengono poi raccolti dalle mani esperte dei vigneron.</p>
<p>Una particolare attenzione viene rivolta alla<strong> Schiava</strong>, che si trova benissimo sulle sponde del lago di Caldaro e che in questi ultimi anni era stata messa un po’ in disparte in favore delle varietà internazionali. Oggi invece <strong>torna attuale</strong> la sua leggerezza e il suo profumo fresco. Come spiega Andrea Moser, enologo della cantina, “la grande sfida è stata quella di concentrare un vitigno come questo nelle zone più vocate, trasmettendo quella che per anni è stata una tradizione unica e incondizionata”.</p>
<p>La degustazione della linea Quintessenz si è svolta alla Rimessa Roscioli, accompagnati da Andrea Moser, il direttore generale Tobias Zingerle e Patrizio Gorini, direttore delle vendite in Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Quintessenz Pinot Bianco 2016 Cantina Kaltern</h3>
<p>Questo vino bussa al palato disinvolto (e ha pieno diritto di farlo). Al naso melone e papaia con una leggera nota vegetale che si assorbe lentamente, all’assaggio è rotondo con un finale leggermente salato e un’acidità fragrante.</p>
<ul>
<li><strong>Valutazione: <img decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" /></strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Quintessenz Sauvignon 2016 Cantina Kaltern</h3>
<p>Da un vigneto collinare esposto verso est a 500 metri sul livello del mare, ben soleggiato e con grande escursione termica, questo Sauvignon sorprende per le delicate note verdi, mentre si apre a sentori di ribes nero e pesca bianca. Suadente al palato, è di grande mineralità e con un buon finale salato.</p>
<ul>
<li><strong>Valutazione: <img decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/quattro_quadri.png" alt="quattro_quadri" /></strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Quintessenz Kalterersee Cl. Sup. 2017 Cantina Kaltern</h3>
<p>Raccolto prima degli altri cru, proviene da una selezione di vecchi vigneti &#8211; tra i 30 e i 70 anni – che si trovano a St. Josef.  Deciso sulle note di ciliegia e lampone che ritornano anche sul finale, ha un’entrata piena e sapida, con un ottimo ritmo e una notevole persistenza.</p>
<ul>
<li><strong>Valutazione: <img decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/quattro_quadri.png" alt="quattro_quadri" /></strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Quintessenz Cabernet Sauvignon Riserva 2015 Cantina Kaltern</h3>
<p>Naso fine, spiccano profumi di spezie, liquirizia e frutti di bosco. All’assaggio è coerente con un tannino avvolgente, rotondo e di buona lunghezza, mentre sul finale torna la liquirizia e qualche richiamo al tabacco.</p>
<ul>
<li><strong>Valutazione: <img decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri.png" alt="tre_quadri" /></strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Quintessenz Passito Moscato Giallo 2014 Cantina Kaltern</h3>
<p>Vendemmia tardiva di uve Moscato Giallo, appassimento in fruttaio per circa cinque mesi, maturazione in tonneau per 24 mesi, per un vino che al naso sprigiona note di mango e buccia d’arancia con un accenno di miele,  mentre al palato è intenso e avvolgente, con un’acidità croccante e un lungo finale.</p>
<ul>
<li><strong>Valutazione:  <img decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" /></strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cantina Kaltern</strong></p>
<p>Via delle Cantine, 12<br />
39052 Caldaro BZ<br />
<a href="http://www.kellereikaltern.com/" target="_blank" rel="nofollow noopener">www.kellereikaltern.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Visita le tre sezioni dedicate alle Storie di vino</strong>:</p>
<ul>
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</ul>
<ul>
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</ul>
<ul>
<li><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori">Produttori</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
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		<title>Dario Coos, alla scoperta delle colline di Ramandolo</title>
		<link>http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/dario-coos.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Carlini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2018 13:26:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Produttori]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/dario-coos.html" target="_blank"><img width="300" height="182" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/05/Dario-Coos-300x182.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Dario Coos" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/05/Dario-Coos-300x182.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/05/Dario-Coos.jpg 694w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<p>Tra le colline di Ramandolo, alla scoperta dei Colli Orientali del Friuli Lasciandomi alle spalle Udine, mi ritrovo alle pendici del monte Bernadia a Nimis, nella zona di produzione vinicola Colli Orientali Friuli: un anfiteatro di vigneti su colline terrazzate. Questa non è la Carnia o il Carso, qui c’è la ponka, un terreno composto da marne e arenarie stratificate, che attrae gli enologi, perché dona ai vini mineralità e salinità.  Tra i produttori più longevi della zona la cantina Dario Coos, in località Ramandolo. Un&#8217;attività che nasce nell’Ottocento quando la famiglia Coos comincia a produrre vino su questi terreni. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/dario-coos.html" target="_blank"><img width="300" height="182" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/05/Dario-Coos-300x182.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Dario Coos" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/05/Dario-Coos-300x182.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/05/Dario-Coos.jpg 694w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div><h2>Tra le colline di Ramandolo, alla scoperta dei Colli Orientali del Friuli</h2>
<p>Lasciandomi alle spalle Udine, mi ritrovo alle pendici del monte Bernadia a Nimis, nella zona di produzione vinicola <strong>Colli Orientali Friuli</strong>: un anfiteatro di vigneti su colline terrazzate. Questa non è la Carnia o il Carso, qui c’è la ponka, un terreno composto da marne e arenarie stratificate, che attrae gli enologi, perché dona ai vini mineralità e salinità.</p>
<p><em> </em>Tra i produttori più longevi della zona la cantina <strong>Dario Coos</strong>, in località Ramandolo. Un&#8217;attività che nasce nell’Ottocento quando la famiglia Coos comincia a produrre vino su questi terreni. Circa dieci ettari vitati, vendemmiati ancora a mano, del resto non potrebbe essere altrimenti fra queste strette terrazze. Nella produzione i vitigni autoctoni prevalgono, poiché come dicono i vignaioli da queste parti “ognuno ha l’uva che si merita”.  Poi nel 1986 comincia la storia moderna della cantina Dario Coos; cinque amici uniti dalla stessa passione decidono di coniugare la tradizione della famiglia con tecniche enologiche moderne.</p>
<blockquote><p>Adottiamo una viticoltura convenzionale, l’attenzione nei confronti dell’ambiente e del nostro territorio è profonda, gestiamo le malerbe con metodi meccanici, che ci hanno permesso di eliminare totalmente disseccanti e diserbanti chimici”: esordisce l&#8217;enologo e responsabile dell’azienda, Matteo Longo.</p></blockquote>
<p>Al contempo in cantina, spiega, si lavora “alla borgognona”: si interviene sul vino il minimo indispensabile preservando la qualità dei mosti. Matteo è un giovane nato e cresciuto in queste zone; i suoi occhi brillano mentre descrivono il lavoro svolto e senza presunzione o fanatismo, parla di rispetto e responsabilità dei tempi della natura e dell’ambiente circostante.</p>
<p>Durante il giro in azienda &#8211; con assaggi dell’ultima annata dalla botte e dalle vasche – Matteo Longo racconta la storia che sta dietro ai vini, parla dell’importanza del luogo e del suolo e, professando modestia, quasi sottovaluta il suo lavoro.  In modo poetico Colette scrisse: “La vite fa sentire all’uomo il sapore della terra. Percepisce, e poi manifesta tramite i suoi grappoli, i segreti del suolo”.</p>
<p><div id="attachment_33637" style="width: 704px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-33637" class="wp-image-33637 size-full" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/05/Dario-Coos-vini.jpg" alt="" width="694" height="929" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/05/Dario-Coos-vini.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/05/Dario-Coos-vini-224x300.jpg 224w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/05/Dario-Coos-vini-300x402.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 694px) 100vw, 694px" /><p id="caption-attachment-33637" class="wp-caption-text">Dario Coos degustazione vini</p></div></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prerogativa della zona <strong>Ramandolo</strong> è l’appassimento in modo naturale delle uve: il microclima unico infatti gioca un ruolo fondamentale per la produzione di vini dolci. Nonostante sia una zona vinicola fredda, l&#8217;esposizione delle colline rivolte a sud tende a mitigare il clima. L’azienda <strong>Dario Coos</strong>, per beneficiare di queste particolari condizioni climatiche, ha deciso di creare due linee differenti di Verduzzo friulano, il vitigno da cui si ricava il Ramandolo, uno vinificato in acciaio e l’altro con una vendemmia tardiva. Vini da meditazione serviti già nel quindicesimo secolo ai banchetti di Papa Gregorio XII durante il Concilio di Cividale. Varietà considerate “anacronistiche”, difficili da produrre e poco promosse dai media, che solo grazie alla tenacia e alla passione sono sopravvissute all’oblio, giungendo oggi a essere rivalutate.</p>
<p>La degustazione è stata molto interessante e parla chiaro: eccellenze di una terra di confine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Ribolla Gialla  IGP delle Venezie 2016 Dario Coos</h2>
<p>Fresco, delicato e di pronta beva: al naso una mineralità sassosa e salina che ricorda la sabbia dopo una giornata di pioggia. Piacevoli le note di pesca bianca e mela renetta.  Con il sentore minerale che torna anche all’assaggio, per un buon finale di media lunghezza leggermente amaro.</p>
<ul>
<li class="even typeTextfield group1"><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri.png" alt="tre_quadri" width="75" height="32" /></span></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Friuliano DOP Friuli 2016 Dario Coos</h2>
<p>Di colore paglierino con lievi riflessi verdolini, al naso è particolarmente espressivo nei suoi toni di pasta di mandorle, frutta gialla e fiori di sambuco. Al palato mostra un buon equilibrio, pieno e minerale, con un finale che lascia una piacevole sensazione balsamica.</p>
<ul>
<li class="even typeTextfield group1"><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri.png" alt="tre_quadri" width="75" height="32" /></span></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Venezia Giulia Malvasia istriana 2016 Dario Coos</h2>
<p>Spessore e alcool non mancano, l’etichetta parla di 15,5%. La Malvasia di Dario Coos fermenta in vasche d’acciaio e rimane a contatto con i lieviti di fermentazione per sei mesi. Il colore è giallo paglierino con riflessi verdi, mentre il naso è notevolmente fruttato, con sentori di albicocca e pesca. Il palato è rotondo, armonico e caldo, gradevole e di buona persistenza.</p>
<ul>
<li><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" width="86" height="32" /></span></a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Venezia Giulia Schioppettino Igt 2015 Dario Coos</h2>
<p>Dopo la macerazione prefermentativa a freddo, utile per acquistare le note speziate, fermenta in acciaio per 5-6 giorni e affina in legno per 8-10 mesi. Al naso risaltano i toni di pepe nero, profumi di sottobosco e un sentore di liquirizia. Il corpo è agile, moderatamente tannico, nel complesso elegante. Un rosso versatile, adatto in tutte le occasioni.</p>
<ul>
<li><strong>Valutazione: </strong><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri.png" alt="tre_quadri" width="75" height="32" /></span></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Venezia Giulia Refosco dal Peduncolo Rosso 2013 Dario Coos</h2>
<p>Maturazione dei grappoli medio-tardiva, parziale appassimento in fruttaio e successiva macerazione dai quindici ai venti giorni. A fine fermentazione segue un affinamento in barrique per almeno dodici mesi. Deciso nelle sue note di mora selvatica e mirtilli, spezie e frutta appassita, è pieno e non smentisce le aspettative. Morbido e piacevole, di buona lunghezza, non è un vino possente, ma brillante e con un buon ritmo.</p>
<ul>
<li><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" width="86" height="32" /></span></a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Pignolo delle Venezie igt 2012 Dario Coos</h2>
<p>È intenso e profondo al naso: tabacco, cacao e liquirizia, ma anche fiori appassiti e note balsamiche. In bocca è potente e potremmo dire ‘pignolo’ appunto: presenta infatti un tannino squillante, è ricco di materia e dal lungo finale. Da attendere qualche anno per gustarlo al meglio.</p>
<ul>
<li><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" width="86" height="32" /></span></a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Ramandolo Il Longhino 2015 Dario Coos</h2>
<p>Il Longhino prende nome dal vecchio cascinale della famiglia e dalla vigna alta di Coos. Nasce dal Verduzzo Giallo e dopo appassimento naturale in fruttaio fermenta in vasche di acciaio. Di colore oro intenso, al naso si fa notare la frutta candita e la vaniglia, mentre all’assaggio è dolce ma non stucchevole e risulta fresco, minerale e di buona persistenza.</p>
<ul>
<li><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" width="86" height="32" /></span></a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Il Ramandolo DOCG di Dario Coos</h2>
<p>È un volo pindarico dotato di forza, di precisione e di stupefacente acidità. Ottenuto da uve appassite e botritizzate, segue una fermentazione in barrique di secondo o terzo passaggio e un affinamento in legno di almeno un anno. Se il naso è complesso ed elegante, con note di frutta secca, zafferano, cannella e miele, al palato è di grande corpo, equilibrato e lungo, con un finale in cui emergono sentori di miele d’acacia e violette.</p>
<ul>
<li><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" width="86" height="32" /></span></a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Il Picolit DOCG 2015 Dario Coos</h2>
<p>Altro fuoriclasse il Picolit, gemma dell’enologia italiana che Veronelli definì &#8220;fermo e aristocratico, [&#8230;] da meditazione”. Vino dolce estremamente prezioso che la sapienza contadina ha saputo ricavare da un vitigno fragile e che oggi resiste solo in questa terra di confine. È così chiamato forse per le dimensioni ridotte dei suoi acini, oppure per la limitatissima produzione dovuta a un parziale aborto floreale, che lascia il grappolo spargolo con acini più piccoli e più dolci. Il Picolit di Dario Coos, dopo appassimento delle uve sui graticci, fermenta in barrique nuove. Al naso è intenso, con note di fiori di campo, pesca e miele. In bocca elegante, setoso, un perfetto connubio tra morbidezza, acidità e mineralità. Ottimo vino da meditazione.</p>
<ul>
<li class="even typeTextfield group1"><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/quattro_quadri.png" alt="quattro_quadri" width="100" height="32" /></span></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dario Coos</p>
<p>Via Ramandolo, 5, 33045 Nimis Ud</p>
<p>Telefono: 0432 790320</p>
<p>&nbsp;</p>
<table border="0" width="600" align="center" bgcolor="#E52B50">
<tbody>
<tr>
<td bgcolor="#ffffff" width="550">
<p style="text-align: center;"><strong>Leggi anche:</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.viadeigourmet.it/viaggi-gourmet/oltre-il-collio-2-vini-e-altri-tesori.html">Oltre il Collio, vini e altri tesori</a></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori">La sezione produttori</a></strong></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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			</item>
		<item>
		<title>Vietti, un grande di Langa</title>
		<link>http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/vietti.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Zaccaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2017 14:08:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Produttori]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/vietti.html" target="_blank"><img width="300" height="182" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/03/vietti-300x182.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="vietti" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/03/vietti-300x182.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/03/vietti.jpg 694w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<p>In questi ultimi mesi sulla storica azienda di Castiglione Falletto, Vietti, dopo la vendita al gruppo Krause, sono state dette tante parole e si è messo in dubbio il livello dei vini e l’autonomia lasciata a Luca Currado per realizzarli. Luca, insieme a Mario Cordero, ha allora deciso di organizzare una degustazione in cantina per spiegare come si lavora in casa Vietti e mostrare il livello dei vini prodotti. La cantina è strutturata su tre livelli, in modo da lavorare per gravità. Ogni vigneto è vinificato separatamente (se la quantità lo permette anche in una sola barrique), per poi travasare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/vietti.html" target="_blank"><img width="300" height="182" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/03/vietti-300x182.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="vietti" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/03/vietti-300x182.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/03/vietti.jpg 694w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div><p>In questi ultimi mesi sulla storica azienda di Castiglione Falletto, <strong>Vietti</strong>, dopo la vendita al gruppo Krause, sono state dette tante parole e si è messo in dubbio il livello dei vini e l’autonomia lasciata a Luca Currado per realizzarli.</p>
<p>Luca, insieme a Mario Cordero, ha allora deciso di organizzare una degustazione in cantina per spiegare come si lavora in casa Vietti e mostrare il livello dei vini prodotti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-28010" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/03/cantina-vietti.jpg" alt="cantina vietti" width="694" height="420" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/03/cantina-vietti.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/03/cantina-vietti-300x182.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 694px) 100vw, 694px" /></p>
<p>La cantina è strutturata su tre livelli, in modo da lavorare per gravità. Ogni vigneto è vinificato separatamente (se la quantità lo permette anche in una sola barrique), per poi travasare il vino in botti grandi (da qualche anno stanno comprando delle Stockinger). Le barrique vengono usate a lungo, fino ai 14 anni di età. Le macerazioni durano dalle 4 alle 6 settimane (le ha ridotte rispetto a qualche anno fa) con steccatura sul cappello. A partire da quel momento si lavora in modo molto borgognone: si interviene sul vino il minimo indispensabile, con permanenza sulle fecce fino a quando è possibile (in pratica appena prima che si evidenzino dei problemi aromatici).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-28011" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/03/botti-vietti.jpg" alt="vietti azienda vinicola" width="640" height="640" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/03/botti-vietti.jpg 640w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/03/botti-vietti-150x150.jpg 150w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/03/botti-vietti-300x300.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Tra i “piccoli accorgimenti” che Luca mette in atto ne vanno segnalati almeno due: in vinificazione viene lasciata sempre una piccola parte di chicchi interi, non pigiati, e circa un 25-30% del vino non svolge la fermentazione malolattica.</p>
<p><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/degustazioni/vietti-degustazione-nuova-annata-2013.html"><strong>Leggi la degustazione della nuova annata 2013.</strong></a></p>
<p><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/degustazioni/vietti-degustazione-nuova-annata-2013.html"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-28009" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/03/degustazione-vietti.jpg" alt="degustazione vietti" width="694" height="420" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/03/degustazione-vietti.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/03/degustazione-vietti-300x182.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 694px) 100vw, 694px" /></a></p>
<p><strong>Vietti</strong><br />
Piazza Vittorio Veneto, 5 – Castiglione Falletto (Cn)<br />
Tel. +39 0173 62825<br />
info@vietti.com<br />
www.vietti.com</p>
<hr />
<p><strong>Visita le tre sezioni dedicate alle Storie di vino</strong>:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/degustazioni">Degustazioni</a></li>
</ul>
<ul>
<li><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/territori">Territori</a></li>
</ul>
<ul>
<li><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori">Produttori</a></li>
</ul>
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		<item>
		<title>Cascina Ca’ Rossa, o dell&#8217;essenza del Roero</title>
		<link>http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/cascina-ca-rossa-o-dellessenza-del-roero.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Zaccaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2017 10:48:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Produttori]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/cascina-ca-rossa-o-dellessenza-del-roero.html" target="_blank"><img width="300" height="182" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/01/cascina-ca-rossa-300x182.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Cascina Ca’ Rossa" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/01/cascina-ca-rossa-300x182.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/01/cascina-ca-rossa.jpg 694w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<p>Molto spesso quando si parla di Cascina Ca’ Rossa e di Angelo Ferrio l’attenzione è rivolta alla grande simpatia della persona, al suo lavoro in vigna, da ormai più di un decennio in regime biologico, o alla sua straripante risata, ma ci si dimentica di parlare della straordinaria qualità dei suoi vini. Qualche giorno fa sono stato in Roero e sono andato a trovarlo, facendo un giro per i vigneti e assaggiando qualche vecchia bottiglia. Chi conosce Angelo sa che solo da poco ha cominciato a mettere da parte uno vero e proprio storico delle sue annate, conservandole come si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/cascina-ca-rossa-o-dellessenza-del-roero.html">Cascina Ca’ Rossa, o dell&#8217;essenza del Roero</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.viadeigourmet.it">Via dei Gourmet</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/cascina-ca-rossa-o-dellessenza-del-roero.html" target="_blank"><img width="300" height="182" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/01/cascina-ca-rossa-300x182.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Cascina Ca’ Rossa" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/01/cascina-ca-rossa-300x182.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/01/cascina-ca-rossa.jpg 694w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div><p>Molto spesso quando si parla di <strong>Cascina Ca’ Rossa</strong> e di <strong>Angelo Ferrio</strong> l’attenzione è rivolta alla grande simpatia della persona, al suo lavoro in vigna, da ormai più di un decennio in regime biologico, o alla sua straripante risata, ma ci si dimentica di parlare della straordinaria qualità dei suoi vini.</p>
<p>Qualche giorno fa sono stato in <strong>Roero</strong> e sono andato a trovarlo, facendo un giro per i vigneti e assaggiando qualche vecchia bottiglia. Chi conosce Angelo sa che solo da poco ha cominciato a mettere da parte uno vero e proprio storico delle sue annate, conservandole come si deve, con il risultato che è difficile fare una verticale in cui tutte le bottiglie diano le giuste garanzie e le sorprese sono all’ordine del giorno. Ma non sempre sono sorprese negative, anzi.</p>
<p>Abbiamo assaggiato in ordine sparso qualche annata dei suoi tre cru, <strong>Roero Audinaggio</strong> e <strong>Mompissano</strong> e <strong>Barbera d’Alba Mulassa</strong>. Beh, difficile trovare vini che esprimano meglio e con questa qualità il carattere e l’identità della riva sinistra del Tanaro. Se, come mi aspettavo, nei Roero di questo decennio ho trovato finezza, equilibrio, eleganza e lunghezza, la vera sorpresa sono state alcune vecchie annate, sia di Roero che di Barbera d’Alba, a dimostrazione che i tannini “roerini”, tipici dei vigneti su solo sabbioso, permettono a questi vini di esprimersi anche dopo diversi anni in maniera splendida. I due vini che seguono sono quelli che mi hanno più colpito per qualità e tenuta.</p>
<p>P.S. Il figlio Stefano da quest’anno si occupa in prima persona della vinificazione del Roero Arneis aziendale, il Merica. Forse anche grazie alla splendida annata 2016, i primissimi risultati che abbiamo sentito (il vino non era ancora imbottigliato) non sono affatto male, anzi…</p>
<p>
<img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="300" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/01/angelo-ferrio-300x300.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="angelo ferrio cascina ca rossa" columns="2" size="medium" link="none" ids="27276,27277" orderby="post__in" include="27276,27277" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/01/angelo-ferrio-300x300.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/01/angelo-ferrio-150x150.jpg 150w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/01/angelo-ferrio.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />
<img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="300" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/01/angelo-stefano-ferrio-300x300.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" columns="2" size="medium" link="none" ids="27276,27277" orderby="post__in" include="27276,27277" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/01/angelo-stefano-ferrio-300x300.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/01/angelo-stefano-ferrio-150x150.jpg 150w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/01/angelo-stefano-ferrio.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />
</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Roero Audinaggio 2004</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-27274 size-medium" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/01/roero-audinaggio-225x300.jpg" alt="roero audinaggio" width="225" height="300" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/01/roero-audinaggio-225x300.jpg 225w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/01/roero-audinaggio-300x400.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/01/roero-audinaggio.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" />Da una vecchia vigna che si inerpica su pendenze proibitive in zona Valmaggiore, il Roero Audinaggio è da sempre il vino di Angelo che più amo, e questo 2004 mi ha nuovamente spiegato perché. Teso, fresco e sapido, ancora giovane nelle sue note floreali e di frutti rossi con accenni balsamici, di liquirizia e di zenzero, è saporito, lunghissimo e persistente. Un vino straordinario per tenuta, intensità e allo stesso tempo piacevolezza di beva. Di solito evito i paragoni con altre zone vinicole, ma questo Audinaggio 2004 è a mio parere contemporaneamente l’espressione della quintessenza dei Roero da terreni sabbiosi e uno dei nebbiolo più borgogneggianti che mi sia capitato di assaggiare.</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/quattro_quadri_s.png" alt="quattro_quadri_s" width="134" height="33" /></span></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Barbera d’Alba Mulassa 1999</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-27275 size-medium" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/01/barbera-mulassa-225x300.jpg" alt="Barbera d’Alba Mulassa " width="225" height="300" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/01/barbera-mulassa-225x300.jpg 225w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/01/barbera-mulassa-300x400.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/01/barbera-mulassa.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" />Impressionante nella sua giovinezza: il frutto è ancora croccante e l’acidità la sostiene perfettamente, dandole lunghezza e freschezza. Questo è forse il primo grande vino realizzato da Angelo e ancora oggi, 17 anni dopo, si esprime con precisione aromatica, nitidezza e tipicità, nelle sue note di terra umida con sfumature speziate, e con un palato pieno, sapido e piacevolissimo. Una grande Barbera, tutta da bere e da godere, a mio parere oggi all’apice della forma.</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span> </strong><a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/quattro_quadri.png" alt="quattro_quadri" width="100" height="32" /></span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cascina Ca&#8217; Rossa</strong></p>
<p>Località Ca&#8217; Rossa 56<br />
12043 Canale d&#8217;Alba (cn) &#8211; ITALY<br />
Tel +39 0173 98348<br />
www.cascinacarossa.com</p>
<hr />
<p>Se vuoi scoprire di più sui vini del Roero leggi anche:</p>
<p><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/degustazioni/roero-audinaggio-2007-cascina-ca-rossa.html">Roero Audinaggio ’07 Cascina Ca’ Rossa</a></p>
<p><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/degustazioni/roero-printi-monchiero-carbone.html">Roero Printi Monchiero Carbone</a></p>
<p><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/degustazioni/roero-arneis-cecu-dla-biunda-monchiero-carbone.html">Roero Arneis Cecu d’la Biunda Monchiero Carbone</a></p>
<p>Per ulteriori informazioni: http://www.consorziodelroero.it/</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/cascina-ca-rossa-o-dellessenza-del-roero.html">Cascina Ca’ Rossa, o dell&#8217;essenza del Roero</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.viadeigourmet.it">Via dei Gourmet</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Domaine Habrard: Laurent Habrard, il vignaiolo felice</title>
		<link>http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/domaine-habrard.html</link>
					<comments>http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/domaine-habrard.html#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Zaccaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2016 11:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Produttori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.viadeigourmet.it/?p=26325</guid>

					<description><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/domaine-habrard.html" target="_blank"><img width="300" height="182" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2016/10/Domaine-Habrard-300x182.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Domaine Habrard" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2016/10/Domaine-Habrard-300x182.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2016/10/Domaine-Habrard.jpg 694w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<p>Da circa 15 anni frequento i vigneti del Rodano, partecipando a Découvertes en Vallée du Rhône o visitando aziende. Dai vari taccuini ho tratto i migliori assaggi. Domaine Habrard Quinta generazione di vignaioli, Laurent Habrard &#8211; che si definisce &#8220;un vignaiolo felice&#8221; &#8211; ha preso in mano l’azienda di famiglia nel 1998, passando in regime biologico nel 2008. Oggi sono 15 gli ettari vitati, concentrati quasi esclusivamente su Crozes-Hermitage (13,50 ettari), con piccole parcelle a Hermitage (0,48 ettari) e Saint-Joseph (0,63 ettari). A Crozes-Hermitage i vigneti si trovano in due aree di produzione: 1/3 a sud della denominazione (nel lieu [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/domaine-habrard.html">Domaine Habrard: Laurent Habrard, il vignaiolo felice</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.viadeigourmet.it">Via dei Gourmet</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/domaine-habrard.html" target="_blank"><img width="300" height="182" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2016/10/Domaine-Habrard-300x182.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Domaine Habrard" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2016/10/Domaine-Habrard-300x182.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2016/10/Domaine-Habrard.jpg 694w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div><p>Da circa 15 anni frequento i vigneti del Rodano, partecipando a <strong>Découvertes en Vallée du Rhône </strong>o visitando aziende. Dai vari taccuini ho tratto i migliori assaggi.</p>
<h3><strong>Domaine Habrard</strong></h3>
<p>Quinta generazione di vignaioli, Laurent Habrard &#8211; che si definisce &#8220;un vignaiolo felice&#8221; &#8211; ha preso in mano l’azienda di famiglia nel 1998, passando in regime <strong>biologico</strong> nel 2008. Oggi sono 15 gli ettari vitati, concentrati quasi esclusivamente su <strong>Crozes-Hermitage</strong> (13,50 ettari), con piccole parcelle a <strong>Hermitage</strong> (0,48 ettari) e <strong>Saint-Joseph</strong> (0,63 ettari).</p>
<p>A <strong>Crozes-Hermitage</strong> i vigneti si trovano in due aree di produzione: 1/3 a sud della denominazione (nel lieu dit Les Chassis, nel comune di Pont de l&#8217;Isère), su colline dai terreni alluvionali, con ciottoli e loess, e 2/3 a nord della denominazione, nei comuni di Gervans e di Erôme, su colline con suoli granitici, prosecuzione di quelli dell’Hermitage. Come da disciplinare le uve coltivate sono <strong>syrah</strong>, con molte delle parcelle tra i 40 e i 60 anni di età, <strong>marsanne</strong>, con alcune piante di oltre 80 anni, e <strong>roussanne</strong>.</p>
<p>Il vigneto di <strong>Saint-Joseph</strong> è piantato esclusivamente a <strong>syrah</strong>, con piante entrate in produzione solo dieci anni fa, su suoli leggeri di gneiss e scistosi, con esposizione a sud.</p>
<p>La perla aziendale è senza dubbio la vigna a <strong>Hermitage</strong>, acquistata da Louis Habrard nel 1971 da Alain de Boissieu, il genero del generale de Gaulle: una parcella con densità di impianto di circa 10.000 ceppi per ettaro e piante vecchie di un centinaio di anni, piantato a uve bianche, quasi esclusivamente marsanne, nel lieu dit Rocoule.</p>
<p>Il Domaine in questi ultimi anni è cresciuto in qualità e precisione stilistica, facendo un vero e proprio cambio di marcia teso a proporre vini più fini ed eleganti senza per questo perdere in pienezza e frutto.</p>
<p>Le Village<br />
7, route des Blancs<br />
26600 Gervans<br />
laurenthabrard.com</p>
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<p style="text-align: right;"><strong> </strong>[Foto di copertina: tonpetitsommelier.com]</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-26331 aligncenter" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2016/10/domaine-habrard-crozes-hermitage.jpg" alt="domaine habrard crozes hermitage" width="596" height="686" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2016/10/domaine-habrard-crozes-hermitage.jpg 596w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2016/10/domaine-habrard-crozes-hermitage-261x300.jpg 261w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2016/10/domaine-habrard-crozes-hermitage-300x345.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 596px) 100vw, 596px" /></p>
<h4>Le degustazioni dei vini del Domaine Habrard dal 2007 al 2015:</h4>
<h5><strong>Crozes-Hermitage Blanc ’13 </strong></h5>
<p>Maturato per il 70% in acciaio e per il 30% in barrique usate. Floreale, con note di pesca, è coerente, con un lungo finale in cui emerge purtroppo una sfumatura dolce un po’ eccessiva, ma complessivamente nitido e piacevole (degustato nel 2015).</p>
<p><strong>Valutazione: </strong><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri.png" alt="tre_quadri" width="75" height="32" /></span></p>
<h5><strong>Saint-Joseph Rouge ’13 </strong></h5>
<p>Nonostante la giovane età delle vigne, l’annata mostra il suo carattere e questo Saint-Joseph risulta elegante, fine e in spinta, tonico e fresco, con un finale lungo e sul frutto (degustato nel 2015).</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" width="86" height="32" /></span></a></p>
<h5><strong>Crozes-Hermitage Rouge ’12 <img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-26334 size-full alignright" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2016/10/Crozes-Hermitage-Syrah.jpg" alt="crozes hermitage syrah" width="300" height="585" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2016/10/Crozes-Hermitage-Syrah.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2016/10/Crozes-Hermitage-Syrah-154x300.jpg 154w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></strong></h5>
<p>Niente solforosa durante la vinificazione, solo all’imbottigliamento, e solo lieviti indigeni. Al naso è esplosivo, ricchissimo di spezie e frutti neri, mentre il palato è giocato principalmente sul frutto, con note di sottobosco. Fresco e gourmand, è un Crozes immediato, succoso, da bere senza pensieri (degustato nel 2015).</p>
<p><strong>Valutazione: </strong><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri.png" alt="tre_quadri" width="75" height="32" /></span></p>
<h5><strong>Hermitage Blanc ’12 </strong></h5>
<p>Un Hermitage Blanc davvero notevole per un 2012, in cui emerge la qualità legata all’età delle vigne (centenarie) e la zona vocata per le uve bianche (Roucoule): ampio, intenso, con aromi speziati, floreali e di pesca gialla, e allo stesso tempo elegante, sapido, fresco e lungo. Unica pecca: nel finale si sente un po’ troppo la nota alcolica, ma ad averne di 2012 così (degustato nel 2015).</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" width="86" height="32" /></span></a></p>
<h5><strong>Crozes-Hermitage Blanc ’11 </strong></h5>
<p>Prima annata certificata biologica (l’azienda ha cominciato la sua conversione nel 2008). Da marsanne in purezza, al naso presenta toni affumicati, con note di frutta bianca e grafite, mentre il palato è lungo, teso, intenso e denso, ricco di materia e con un finale piuttosto sapido (degustato nel 2013).</p>
<p><strong>Valutazione: </strong><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri.png" alt="tre_quadri" width="75" height="32" /></span></p>
<h5><strong>Crozes-Hermitage Rouge ’10 </strong></h5>
<p>Elegante e fresco, nei suoi toni di lampone e grafite, spezie e violetta, ma anche di buona ricchezza. Molto lungo, è di grande nitidezza e finezza, tra i migliori Crozes assaggiati quest’anno (degustato nel 2013).</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" width="86" height="32" /></span></a></p>
<h5><strong>Crozes-Hermitage Blanc ’09 </strong></h5>
<p>Da vigne che vanno dai 40 agli 80 anni. Al naso emergono note di frutta tropicale, con sfumature quasi candite, e il palato è glicerico, pieno e di buon frutto, pur mantenendo scorrevolezza e una bella nitidezza aromatica (degustato nel 2011).</p>
<p><strong>Valutazione: </strong><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri.png" alt="tre_quadri" width="75" height="32" /></span></p>
<h5><strong>Crozes-Hermitage Rouge ’09 </strong></h5>
<p>Un po’ semplice, ha profumi speziati con sentori di frutti neri freschi seguiti da un palato disteso e ricco di frutto (degustato nel 2011).</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/due_quadri_m.png" alt="due_quadri_m" width="62" height="32" /></span></p>
<h5><strong>Saint-Joseph Rouge ’09 </strong></h5>
<p>Nonostante la giovinezza delle vigne ecco un Saint-Joseph davvero convincente, minerale, equilibrato e di carattere, dalla bella tessitura tannica, ma anche morbido e fruttato, con un finale in cui spiccano note di tabacco e frutti neri (degustato nel 2011).</p>
<p><strong>Valutazione: </strong><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri.png" alt="tre_quadri" width="75" height="32" /></span></p>
<h5><strong>Hermitage Blanc ’08 </strong></h5>
<p>Affumicato, speziato, intenso e profondo, davvero ricco e pieno per essere un 2008, è un Hermitage di grande carattere, disteso, nitido e preciso (degustato nel 2011).</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" width="86" height="32" /></span></a></p>
<h5><strong>Hermitage Blanc 2007 </strong></h5>
<p>Meno affascinante del 2005, come c’era da aspettarsi, vista la diversa caratura delle due annate, presenta note di pan di spezie quasi dolci, ha pienezza ma manca di quel quid di eleganza che un Hermitage dovrebbe sempre evidenziare. Il finale è comunque di buona tenuta e lunghezza (degustato nel 2009).</p>
<p><strong>Valutazione: </strong><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri.png" alt="tre_quadri" width="75" height="32" /></span></p>
<h5><strong>Hermitage Blanc 2005</strong></h5>
<p>La vigna di Laurent Habrard è situata tra i vigneti di Jean-Louis Chave e quelli di Marc Sorrel. Vinificazione e maturazione sono realizzate in legno di secondo e terzo passaggio. Spiccano sentori di pera in un profilo molto aperto, ricco e grasso come questa grande annata prescrive, ma con un brillante finale balsamico a rinfrescare, dare nerbo e belle prospettive per il futuro (degustato nel 2007).</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" width="86" height="32" /></span></a></p>
<hr />
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		<title>Domaine Belle: una stella del Rodano settentrionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Zaccaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Oct 2016 16:56:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Produttori]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/domaine-belle-rodano.html" target="_blank"><img width="300" height="182" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2016/10/domaine-belle-300x182.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="domaine belle" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2016/10/domaine-belle-300x182.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2016/10/domaine-belle.jpg 694w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<p>Da circa 15 anni frequento i vigneti del Rodano, partecipando a Découvertes en Vallée du Rhône o visitando aziende. Dai vari taccuini ho tratto i migliori assaggi. Domaine Belle Azienda considerata ormai un riferimento per quanto riguarda Hermitage e Crozes-Hermitage. Fin dagli anni ’30 Louis Belle (il nonno dell’attuale proprietario Philippe) conferiva le uve alla cooperativa di Tain L’Hermitage, ma è Philippe che nel 1990 decide di fondare il Domaine Belle e di imbottigliare i propri vini, aumentando i vigneti di proprietà dai 4 ettari originari a circa 20 ettari nel 2000. Oggi, con l’acquisto di una tenuta a Crozes-Hermitage, [&#8230;]</p>
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<h4>Domaine Belle</h4>
<p>Azienda considerata ormai un riferimento per quanto riguarda Hermitage e Crozes-Hermitage. Fin dagli anni ’30 Louis Belle (il nonno dell’attuale proprietario Philippe) conferiva le uve alla cooperativa di Tain L’Hermitage, ma è Philippe che nel 1990 decide di fondare il Domaine Belle e di imbottigliare i propri vini, aumentando i vigneti di proprietà dai 4 ettari originari a circa 20 ettari nel 2000.</p>
<p>Oggi, con l’acquisto di una tenuta a Crozes-Hermitage, sono 25 gli ettari vitati aziendali, situati su tre denominazioni differenti (Hermitage, Saint Joseph e Crozes Hermitage). I terreni sono diversi: argillo-calcareo bianco, chiamato kaolin, per le uve dei Crozes-Hermitage Les Terres Blanches, Roche Blanche e Cuvée Louis Belle, granito per il Crozes-Hermitage Roche Pierre e per il Saint-Joseph Les Rivoires, ciottoloso per il Crozes-Hermitage Les Pierrelles e sabbioso calcareo per gli Hermitage.</p>
<p>Le rese vanno di solito dai 20 ai 40 hl/ha. Le varie etichette proposte dal Domaine Belle sono tutte segnate da uno stile equilibrato e misurato, impostato più sull’eleganza e la bevibilità che su pienezza e struttura.</p>
<p>510, Rue de la Croix<br />
Les Marsuriaux<br />
26600 LARNAGE<br />
www.domainebelle.com</p>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m14!1m8!1m3!1d11265.477858413095!2d4.86822!3d45.098578!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!3m3!1m2!1s0x0%3A0x32a5d3c1f9160cd1!2sDomaine+Belle!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1477307634075" width="694" height="400" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-26069 aligncenter" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2016/10/domaine-belle-crozes-hermitage-cuvee-louis-belle-rhone-france.jpg" alt="domaine belle crozes hermitage" width="600" height="565" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2016/10/domaine-belle-crozes-hermitage-cuvee-louis-belle-rhone-france.jpg 600w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2016/10/domaine-belle-crozes-hermitage-cuvee-louis-belle-rhone-france-300x283.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Le degustazioni dei vini del Domaine Belle dal 2007 al 2015:</h4>
<h5>Crozes-Hermitage Blanc Roche Blanche ‘13</h5>
<p>Da uve marsanne in purezza da piante di 70 anni, è un bianco ricco e complesso, floreale e minerale, di buona tensione e grinta nonostante la materia (degustato nel 2015).</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" width="86" height="32" /></span></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<h5>Hermitage Blanc ‘12</h5>
<p>Da uve 60% marsanne e 40% roussanne (di 45-50 anni), della sottozona Peléat (e in piccola parte Maison Blanche). Matura 20 mesi e fa la malolattica in barrique. Floreale, elegante, fine, quasi sussurrato, ha certo un altro respiro rispetto al Crozes-Hermitage, ma deve ancora crescere in bottiglia, tanto che in questo momento il Crozes è più vibrante e pieno (degustato nel 2015).</p>
<p><strong>Valutazione: </strong><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri.png" alt="tre_quadri" width="75" height="32" /></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<h5>Saint-Joseph Rouge Les Rivoires ‘12</h5>
<p>I profumi di frutti rossi e sottobosco sono innestati su un palato minerale con note di liquirizia, ricco di grinta, teso ma anche con una pienezza sorprendente per un Saint-Joseph 2012 (degustato nel 2015).</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" width="86" height="32" /></span></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<h5>Crozes-Hermitage Rouge Roche Pierre ‘12</h5>
<p>Ricco, pieno, complesso, è teso e grintoso, intenso e lungo, insomma un Crozes-Hermitage davvero molto bello, soprattutto per un’annata come la 2012 (degustato nel 2015).</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" width="86" height="32" /></span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5>Hermitage Rouge ‘12</h5>
<p>Un grande Hermitage: teso, giustamente tannico e minerale, con grande sapidità e dai toni floreali, lungo e in spinta, complesso e profondo. Splendido (degustato nel 2015).</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span> </strong><a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/quattro_quadri.png" alt="quattro_quadri" width="100" height="32" /></span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5>Crozes-Hermitage Blanc Roche Blanche ‘11</h5>
<p>100% marsanne di 80 anni, fermentazione e maturazione in legno, solo il 30% nuovo. Ai profumi di pepe bianco e agrumi dolci segue un palato lungo e vellutato, affascinante nel suo equilibrio tra sale e dolcezza (degustato nel 2013).</p>
<p><strong>Valutazione: </strong><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri.png" alt="tre_quadri" width="75" height="32" /></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5>Hermitage Blanc ‘11</h5>
<p>Degustato quando era in bottiglia da solo una settimana, ma già di grande fascino. Ancora chiuso al naso, ai sentori di pera, spezie e zafferano ha fatto seguito un palato di buona polpa e lunghezza, molto elegante e insieme complesso (degustato nel 2013).</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span> </strong><a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/quattro_quadri.png" alt="quattro_quadri" width="100" height="32" /></span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5>Crozes-Hermitage Rouge Cuvée Louis Belle ‘10</h5>
<p>Da vigne in media di 50 anni. Fruttato con sfumature speziate, piuttosto ricco ma sempre fine ed elegante, chiude con una spiccata sapidità che gli dà lunghezza e complessità (degustato nel 2013).</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" width="86" height="32" /></span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5>Crozes-Hermitage Rouge Roche Pierre ‘10</h5>
<p>Da una zona situata vicino alla denominazione Hermitage, su granito, e da vendemmia intera, matura 26 mesi in barrique nuove al 60%. Elegante e austero allo stesso tempo, affumicato, minerale, con note di frutti neri e camino spento, è insieme denso e teso, ancora chiuso ma in evidente crescita (degustato nel 2013).</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" width="86" height="32" /></span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5>Hermitage Rouge ‘10</h5>
<p>Da vendemmia intera, matura 26 mesi in barrique nuove all’85%. Legno, poi violetta, frutti neri, grafite e ardesia, per un vino ancora indietro, serrato e da attendere, ma sempre giocato tutto sull’eleganza (degustato nel 2013).</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span> </strong><a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/quattro_quadri.png" alt="quattro_quadri" width="100" height="32" /></span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5>Crozes-Hermitage Rouge Roche Pierre ‘07</h5>
<p>Un 2007 che paga l’annata calda, nonostante il vigneto non sia esposto a sud: compatto, ricco, con note di frutti neri e spezie, di buona nitidezza nei tannini, molto ben realizzato ma meno brillante di altre versioni (degustato nel 2011).</p>
<p><strong>Valutazione: </strong><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri.png" alt="tre_quadri" width="75" height="32" /></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5>Hermitage Rouge ‘05</h5>
<p>Ricco, complesso, con note di grafite e fuliggine al naso, al palato è fresco, con tannini intensi e presenti ma belli, e un finale lungo e succoso in cui spiccano note di frutti neri (degustato nel 2009).</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" width="86" height="32" /></span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5>Hermitage Blanc ‘04</h5>
<p>Le note di eucalipto e frutti bianchi sono sostenute da un palato minerale, insieme fresco ed elegante, ricco di materia, balsamico e lungo, dal finale quasi salato (degustato nel 2007).</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" width="86" height="32" /></span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5>Hermitage Rouge ‘04</h5>
<p>Vinificato e maturato in barrique per il 75% nuova (25% di secondo passaggio), è uno splendido Hermitage, elegante e balsamico, pepato e con note di liquirizia, austero ma intenso, pieno, verticale, terroso, lungo (degustato nel 2007).</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span> </strong><a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/quattro_quadri.png" alt="quattro_quadri" width="100" height="32" /></span></a></p>
<hr />
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		<title>Domaine Taupenot-Merme</title>
		<link>http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/domaine-taupenot-merme.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Zaccaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Oct 2013 09:12:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Produttori]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/domaine-taupenot-merme.html" target="_blank"><img width="300" height="181" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2013/10/Domaine-Taupenot-Merme-300x181.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Domaine-Taupenot-Merme" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2013/10/Domaine-Taupenot-Merme-300x181.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2013/10/Domaine-Taupenot-Merme-694x420.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2013/10/Domaine-Taupenot-Merme.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<p>Il patrimonio viticolo del Domaine Taupenot-Merme disegna una classica azienda borgognona di alto livello: 13 ettari per 19 denominazioni con un&#8217;importante serie di Grand Cru (Charmes-Chambertin, Mazoyeres-Chambertin, Corton e una piccolissima parcella di Clos de Lambrays di 0,04 ettari da cui ottiene circa 200 bottiglie l&#8217;anno – cosa che impedisce al Domaine de Lambrays di avere il monopole &#8211; e che, comprensibilmente, non assaggeremo) e una produzione che (di solito) va dalle 70.000 alle 80.000 bottiglie annue. Il Domaine esiste da 7 generazioni e ci lavora tutta la famiglia. Il lato Taupenot (il padre) ha portato in dote vigneti in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/domaine-taupenot-merme.html" target="_blank"><img width="300" height="181" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2013/10/Domaine-Taupenot-Merme-300x181.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Domaine-Taupenot-Merme" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2013/10/Domaine-Taupenot-Merme-300x181.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2013/10/Domaine-Taupenot-Merme-694x420.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2013/10/Domaine-Taupenot-Merme.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div><p>Il patrimonio viticolo del <strong>Domaine Taupenot-Merme</strong> disegna una classica azienda borgognona di alto livello: 13 ettari per 19 denominazioni con un&#8217;importante serie di Grand Cru (Charmes-Chambertin, Mazoyeres-Chambertin, Corton e una piccolissima parcella di Clos de Lambrays di 0,04 ettari da cui ottiene circa 200 bottiglie l&#8217;anno – cosa che impedisce al Domaine de Lambrays di avere il monopole &#8211; e che, comprensibilmente, non assaggeremo) e una produzione che (di solito) va dalle 70.000 alle 80.000 bottiglie annue. Il Domaine esiste da 7 generazioni e ci lavora tutta la famiglia. Il lato Taupenot (il padre) ha portato in dote vigneti in Côte de Beaune (Saint-Romain, Auxey-Duresses e un mezzo ettaro di Corton in lieu-dit Rognet), mentre il lato Merme ha ereditato i vigneti di un grande Domaine in Côte de Nuits (che è stato diviso con Perrot-Minot).</p>
<p>Ci accoglie Virginie Taupenot-Daniel, dicendoci subito che non hanno più 2010. &#8220;Lavoriamo in coltura biologica non certificata, con vendemmia manuale. Dopo la tavola di cernita diraspiamo al 100%, poi realizziamo una prefermantazione a freddo a 10° dai 4 ai 6 giorni, a seconda delle annate, quindi la fermentazione con solo lieviti naturali da due a tre settimane. I Village e i Premier Cru hanno circa il 30% di legno nuovo, i Grand Cru il 40%. Nel 2012 abbiamo avuto i problemi che hanno avuto tutti, ma in certe zone è stato davvero incredibile: a Saint-Romain abbiamo avuto in sequenza peronospera, oidio, grandine, in luglio colpi di calore e poi i cinghiali hanno mangiato molti dei chicchi che erano restati (insomma, gli sono mancate solo le cavallette&#8230;). In conclusione, 80% in meno&#8221;.</p>
<p>Gli ultimi tre millesimi praticamente per tutti in Borgogna, soprattutto in Côte de Beaune, sono stati particolarmente avari in quantità. Virginie ci descrive così le caratteristiche di questi tre millesimi: &#8220;2012 alla fine sarà straordinario perché avevamo dei grappoli e dei chicchi particolarmente piccoli e ricchi, il 2011 è molto elegante, stile 2007 ma con più di materia, e il 2010 è anche lui molto bello, anche se l&#8217;11 si berrà più facilmente&#8221;. Una visita breve e riuscita a metà: piacevole per la simpatia di Virginie, ma nella quale abbiamo assaggiato pochi vini, senza riuscire ad appassionarci più di tanto per lo stile della maison, trovando una certa ruvidezza nei Village e una profondità e pienezza non all&#8217;altezza della reputazione di certi Cru.</p>
<p>Tutti i 2011 sono presi da vasca.</p>
<p><strong>Chambolle-Musigny &#8217;11</strong></p>
<p>Dai vigneti Les Bussières e La Taupe, presenta profumi di buon frutto, in particolare a bacca rossa, ma un po&#8217; semplice. Il palato è coerente, abbastanza piacevole ma un po&#8217; rustico.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li class="even typeTextfield group1"><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/due_quadri.png" alt="due_quadri" width="49" height="32" /></span></li>
</ul>
<p><strong><br />
</strong><br />
<strong>Gevrey-Chambertin &#8217;11</strong></p>
<p>Naso di buona espressività e pienezza, è un vino di buona materia e lunghezza ma sempre con toni rustici. Il finale evidenzia piacevoli note di piccoli frutti rossi.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li class="even typeTextfield group1"><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/due_quadri_m.png" alt="due_quadri_m" width="62" height="32" /></span></li>
</ul>
<p><strong>Chambolle-Musigny 1er cru La Combe d&#8217;Orveau &#8217;11</strong></p>
<p>I profumi sono allo stesso tempo più ricchi e sottili dei precedenti, con note di frutto e spezie. Il palato, di buona lunghezza e tenuta, è meno ricco di quanto immaginato ma di bella pulizia e grinta, con un finale fresco e fruttato.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li class="even typeTextfield group1"><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri.png" alt="tre_quadri" width="75" height="32" /></span></li>
</ul>
<p><strong><br />
</strong><br />
<strong>Gevrey-Chambertin 1er cru Bel-Air &#8217;11</strong></p>
<p>Tabacco ma con poca precisione, tendente al fumo di sigaretta, al naso, mentre il palato è più preciso ma resta nettamente meno brillante e interessante del Combe d&#8217;Orveau, con tannini più ruvidi e un finale scorrevole ma sempre con poca nitidezza.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li class="even typeTextfield group1"><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/due_quadri.png" alt="due_quadri" width="49" height="32" /></span></li>
</ul>
<p><strong>Mazoyères-Chambertin &#8217;11</strong></p>
<p>Di buona intensità di frutto, con note di pepe, noce moscata e talco al naso, ha un palato chiaramente più ricco e concentrato dei precedenti, molto indietro e nonostante una certa rusticità lascia prevedere un futuro lungo e interessante.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li class="even typeTextfield group1"><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri.png" alt="tre_quadri" width="75" height="32" /></span></li>
</ul>
<p><strong>Charmes-Chambertin &#8217;11</strong></p>
<p>Frutti rossi di bosco, terra e spezie preparano a un palato più charmeur, ampio, piuttosto fine, lungo, di bella nitidezza e precisione. Di gran lunga il migliore della degustazione.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li class="even typeTextfield group1"><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" width="86" height="32" /></span></li>
</ul>
<p><strong><br />
</strong><br />
<strong>Gevrey-Chambertin &#8217;09</strong></p>
<p>Frutti rossi maturi con un po&#8217; di pepe, si dimostra subito di annata più calda, è rotondo, facile da bere, con il frutto in evidenza, in conclusione molto piacevole.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li class="even typeTextfield group1"><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri.png" alt="tre_quadri" width="75" height="32" /></span></li>
</ul>
<p><strong>Mazoyères-Chambertin &#8217;09</strong></p>
<p>Naso ampio e complesso con una bella maturità di frutto, ha un palato di buona materia, pieno e lungo, spesso, da 2009, piuttosto lungo e di discreta tenuta, ma manca dello slancio e della profondità che ci si aspetta da un Grand Cru.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li class="even typeTextfield group1"><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri.png" alt="tre_quadri" width="75" height="32" /></span></li>
</ul>
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		<title>Domaine Arlaud</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Zaccaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2013 12:47:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Produttori]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/domaine-arlaud.html" target="_blank"><img width="300" height="181" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2013/10/Domaine-Arlaud-300x181.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Domaine-Arlaud" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2013/10/Domaine-Arlaud-300x181.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2013/10/Domaine-Arlaud-694x420.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2013/10/Domaine-Arlaud.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<p>Il Domaine Arlaud, nato nel 1942, oggi è guidato dalla terza generazione della famiglia, i fratelli Joseph e Cyprien e la sorella Bertille. L&#8217;azienda non usa prodotti chimici in vigna fin dal 1998, cioè dall&#8217;arrivo alla sua guida di Joseph, diventa biologica nel 2004, con l&#8217;entrata di Cyprien, e dal 2009 comincia a realizzare e utilizzare le prime preparazioni biodinamiche. Cyprien si occupa più della cantina, Joseph più della vigna mentre la sorella Bertille si occupa di cavalli e li abitua al lavoro in vigna, visto che alcune vigne sono lavorate con il cavallo, e poi c&#8217;è ancora il padre [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/domaine-arlaud.html" target="_blank"><img width="300" height="181" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2013/10/Domaine-Arlaud-300x181.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Domaine-Arlaud" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2013/10/Domaine-Arlaud-300x181.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2013/10/Domaine-Arlaud-694x420.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2013/10/Domaine-Arlaud.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div><p>Il <a href="http://www.domainearlaud.com/" target="_blank"><strong>Domaine Arlaud</strong></a>, nato nel 1942, oggi è guidato dalla terza generazione della famiglia, i fratelli Joseph e Cyprien e la sorella Bertille. L&#8217;azienda non usa prodotti chimici in vigna fin dal 1998, cioè dall&#8217;arrivo alla sua guida di Joseph, diventa biologica nel 2004, con l&#8217;entrata di Cyprien, e dal 2009 comincia a realizzare e utilizzare le prime preparazioni biodinamiche. Cyprien si occupa più della cantina, Joseph più della vigna mentre la sorella Bertille si occupa di cavalli e li abitua al lavoro in vigna, visto che alcune vigne sono lavorate con il cavallo, e poi c&#8217;è ancora il padre che, come ci ha detto Cyprien, &#8220;gli lascia fare le loro scelte e i loro errori&#8221;. Dieci anni fa hanno costruito la nuova cantina. Raffigurata sull&#8217;etichetta c&#8217;è la vecchia cantina di Nuits (che risale al XV secolo) ma per lavorare al meglio si sono spostati a Morey.</p>
<p>Come accaduto con <a title="Domaine Paul Pillot" href="http://www.viadeigourmet.it/vino/degustazioni/domaine-paul-pillot.html">Paul Pillot</a>, anche con Cyprien la chiaccherata è stata particolarmente interessante, quindi&#8230; ecco le sue parole.</p>
<p>&#8220;Voglio dei vini che siano potenti non per il tannino o per la fittezza del colore ma che lo siano nella lunghezza, la persistenza. Io sono entrato in azienda nel 2004 e in dieci anni sono cambiate tante cose: siamo passati da una coltura tradizionale a una biologica certificata e dal 2013 biodinamica certificata, e questo ha portato a una notevole diversità nell&#8217;equilibrio dei vini, nella maturità dell&#8217;uva, nel lavoro in cantina. Grazie a questa nuova struttura abbiamo realizzato tavole di cernita successive per tenere solo le uve migliori, abbiamo eliminato le pompe per lavorare solo con la gravità, abbiamo raddoppiato il tempo di fermentazione, ora siamo a 25 giorni, con soltanto tre follature (mentre dieci anni fa il tempo era di 12-13 giorni e ne eseguivamo una al giorno) e senza alcuna filtrazione. Quindi sono cambiate molte cose, spero in positivo, per un risultato che alla fine è diverso ma non è così distante nello stile, o almeno spero che sia così.</p>
<p>Alla fine degli anni &#8217;90 qui in Borgogna molti Domaine hanno cominciato a diradare, e io e mio nonno discutevamo perché per lui buttare a terra l&#8217;uva era un sacrilegio, mentre io non capivo come fosse possibile fare un buon vino senza vendemmia verde, perché per me era evidente che c&#8217;era troppa uva sulla pianta. Oggi, 15 anni dopo, capisco che avevamo tutt&#8217;e due ragione. Nei vent&#8217;anni precedenti la viticoltura moderna (condizionata dalla chimica, dal clima, dalle selezioni clonali) aveva aumentato le rese, quindi era necessario togliere grappoli per ritrovare un giusto equilibrio, ma lui non aveva visto questo cambiamento, quindi per lui ogni grappolo era importante. Oggi, grazie al biologico prima e alla biodinamica poi, abbiamo trovato il giusto equilibrio e non facciamo più vendemmia verde, se non su qualche vigna giovane e in alcuni casi particolari. Ma la viticoltura è proprio così, in perpetuo cambiamento. D&#8217;altra parte il vino lo si fa in un certo anno, con un certo clima, in una certa epoca, con un certo gusto e un certo tipo di consumo, quindi ogni volta cambiano tanti parametri.</p>
<p>Come per quanto riguarda la vendemmia intera: la maggior parte delle volte lavoriamo uve diraspate, ma ogni tanto vi sono anche parziali vendemmie intere. Tutti i grand cru ormai hanno un 30% di vendemmia intera, realizzata sulle vigne più vecchie, per renderli più complessi. A volte ho visto che quando un grappolo è perfetto tutto è buono. La questione non è solo di tenere il graspo, è che il &#8220;frutto&#8221; tutto intero è buono. Per esempio se si mastica il graspo si sentono note di liquirizia. Abbiamo cominciato nel 2008 con tre vini, ora sono sei&#8221;.</p>
<p>In Borgogna si è sempre pensato, e anche le parcelle sono state vendute in questo senso, che per fare una buona cuvée, per lavorare bene e per avere la giusta omogeneità, ci vogliono almeno tre pièce, che corrispondono a un po&#8217; meno di un quarto di ettaro. Può capitare di averne meno, ma in scala borgognona avere tre pièce di vino è molto comune. D&#8217;altronde il gioco in Borgogna è particolarmente difficile, perché non c&#8217;è la possibilità di mescolare uve o vigne diverse in un blend. Il mestiere di vigneron quindi è di riuscire a proporre ogni anno qualcosa di buono, perché non si può dire al cliente &#8220;quest&#8217;anno è stata una brutta annata quindi è cattivo&#8221;. Certo, se comunque non lo riteniamo all&#8217;altezza c&#8217;è sempre l&#8217;ultima risorsa: declassarlo e metterlo in un Village o nel Bourgogne Rouge&#8221;.</p>
<p>L&#8217;azienda realizza circa 60.000 bottiglie all&#8217;anno per 19 etichette. Il 95% sono vini rossi (tenendo conto che un terzo della produzione è di semplice Bourgogne Rouge), mentre per quanto riguarda i bianchi (che non abbiamo assaggiato) vengono prodotti solo un Aligoté e un Hautes-Côtes. come accaduto spesso in questo nostro viaggio, le gerarchie sono pienamente rispettate e le differenze tra Village e Premier da un lato e Grand Cru dall&#8217;altro sono evidenti, se si eccettua lo splendido Aux Combottes e Les Blanchards &#8217;10, quest&#8217;ultimo però evidentemente favorito dall&#8217;annata.</p>
<p>Al momento dell&#8217;assaggio i 2011 non erano imbottigliati, sono stati tutti presi da pièce.</p>
<p><strong>Bourgogne Rouge Roncevie &#8217;11</strong></p>
<p>Da 5 ettari a Gevrey-Chambertin con vigne che vanno dai 30 ai 50 anni. Un base molto classico, tutto sul frutto, semplice, pulito e piacevole.</p>
<ul style="text-align: justify;">
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</ul>
<p><strong>Chambolle-Musigny &#8217;11</strong></p>
<p>Quasi un ettaro di vigne dai 35 ai 60 anni. Naso terroso, con note di frutti neri e un po&#8217; di spezie, mentre il palato è di buona materia, con tannini dolci e piuttosto lungo.</p>
<ul style="text-align: justify;">
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</ul>
<p><strong>Morey-Saint-Denis &#8217;11</strong></p>
<p>Stessa grandezza e stessa di vigna del precedente. Piuttosto elegante al naso, il palato è invece un po&#8217; rustico e meno piacevole dello Chambolle Village, anche se aromaticamente coerente e di buona lunghezza.</p>
<ul style="text-align: justify;">
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</ul>
<p><strong>Gevrey-Chambertin &#8217;11</strong></p>
<p>In questo caso invece si supera appena l&#8217;ettaro, con piante dai 40 ai 50 anni. Al naso si presenta nitido e floreale, mentre il palato ha materia e grinta, con note di frutto nero dolce, non lunghissimo ma molto piacevole</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li class="even typeTextfield group1"><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri.png" alt="tre_quadri" width="75" height="32" /></span></li>
</ul>
<p><strong>Morey-Saint-Denis 1er cru Les Millandes &#8217;11</strong></p>
<p>Da poco meno di mezzo ettaro con vigne relativamente giovani che vanno dai 15 ai 35 anni. Naso sottile e intrigante, con note di spezie e piccoli frutti, palato elegante, in cui tornano i frutti di bosco in modo più sfumato e contenuto. Non esplosivo, ma affascinante.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li class="even typeTextfield group1"><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri.png" alt="tre_quadri" width="75" height="32" /></span></li>
</ul>
<p><strong>Morey-Saint-Denis 1er cru Aux Cheseaux &#8217;11</strong></p>
<p>Vigna ai limiti di Morey, vicina a Chambolle, 0,71 ettari con vigne di 35 anni. Profumi sempre eleganti, in questo caso più sul frutto, con accanto tante spezie. Il palato è fresco, nitido, succoso, davvero ben realizzato ma meno sensuale del precedente.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li class="even typeTextfield group1"><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri.png" alt="tre_quadri" width="75" height="32" /></span></li>
</ul>
<p><strong>Morey-Saint-Denis 1er cru Les Ruchots &#8217;11</strong></p>
<p>Anche questa vigna è situata accanto a Chambolle, della stessa grandezza di Aux Cheseaux ma con vigne di 60 anni. Al naso emergono note di fragoline di bosco, spezie e frutti neri, è abbastanza morbido, con toni di frutto dolce ma anche sensazioni verdi, piacevole ma meno brillante di quanto mi aspettassi.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li class="even typeTextfield group1"><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri.png" alt="tre_quadri" width="75" height="32" /></span></li>
</ul>
<p><strong>Chambolle-Musigny 1er cru Les Châtelots &#8217;11</strong></p>
<p>Quasi aneddotico: 0,07 ettari piantati nel 1978. La difficoltà di vinificare una quantità così piccola forse si fa sentire almeno in parte. Poco espressivo al naso, con note di frutti rossi, tabacco e un po&#8217; di spezie. Il palato è più ricco e di buona materia, abbastanza lungo; sicuramente ben fatto, ma non mi lascia impressioni particolari.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li class="even typeTextfield group1"><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri.png" alt="tre_quadri" width="75" height="32" /></span></li>
</ul>
<p><strong>Gevrey-Chambertin 1er cru Aux Combottes &#8217;11</strong></p>
<p>Quasi mezzo ettaro. Metà della vigna ha 85 anni, l&#8217;altra metà ne ha 50. Nitido nei suoi profumi floreali leggermente speziati e con note di piccoli frutti. Il palato è elegante, ma anche denso e intenso aromaticamente, lungo e coerente con un finale floreale. Un insieme di potenza e finezza. Un grande premier Cru.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li class="even typeTextfield group1"><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" width="86" height="32" /></span></li>
</ul>
<p><strong>Clos de la Roche &#8217;11</strong></p>
<p>Poco meno di mezzo ettaro di vigna relativamente giovane (da 23 a 32 anni), sui terreni meno duri della denominazione (questo Grand Cru è piuttosto grande, quasi 17 ettari, quindi ci sono terreni diversi). La parte alta dà dei vini di grande spessore e potenza, mentre il loro vigneto è lungo la route des grands crus e dà un vino più aperto. E in effetti è elegante e profondo, al naso emergono ricche note floreali con sfumature minerali, mentre il palato è fresco, elegante, teso, con una grande purezza di toni, non potentissimo ma lungo e con tannini davvero setosi.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li class="even typeTextfield group1"><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/quattro_quadri.png" alt="quattro_quadri" width="100" height="32" /></span></li>
</ul>
<p><strong>Charmes-Chambertin &#8217;11</strong></p>
<p>Il Domaine può contare su più di un ettaro di Charmes, con vigne che vanno dai 25 ai 55 anni ma con una media di 50 anni. all&#8217;inizio risente di un po&#8217; di riduzione, poi emergono sentori floreali e di frutti neri. Il palato è profondo, elegante e senza alcuna durezza, setoso, lungo e sempre di grande piacevolezza.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li class="even typeTextfield group1"><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" width="86" height="32" /></span></li>
</ul>
<p><strong>Clos Saint-Denis &#8217;11</strong></p>
<p>0,18 ettari per circa tre barrique o poco meno di vino. Al naso è intenso, complesso, con note di pepe e frutti neri. Palato di maggior spessore rispetto ai precedenti, molto tipico, forse un filo meno elegante ma lungo, con un finale in cui spiccano note minerali e di spezie.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li class="even typeTextfield group1"><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" width="86" height="32" /></span></li>
</ul>
<p><strong>Bonnes-Mares &#8217;11</strong></p>
<p>La vigna (0,21 ettari piantati nel 1979) è sul comune di Chambolle. Naso più elegante, minerale, quasi gessoso, con note speziate e floreali, rispetto al palato, più chiuso e contratto ma sullo stesso tono, ben eseguito, con un lungo finale in cui esce il frutto. Come il precedente, adesso forse non brillantissimo, ma da attendere con fiducia.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li class="even typeTextfield group1"><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/quattro_quadri.png" alt="quattro_quadri" width="100" height="32" /></span></li>
</ul>
<p><strong>Morey-Saint-Denis 1er cru Les Blanchards &#8217;10</strong></p>
<p>Poco più di un quarto di ettaro di vigne di 55 anni acquistato dagli Arlaud nel 2005. Floreale, con sentori di frutti neri e leggermente terroso, con note di frutto dolce e succoso, piacevole e nitido, di buona lunghezza.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li class="even typeTextfield group1"><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" width="86" height="32" /></span></li>
</ul>
<p><strong>Charmes Chambertin &#8217;10</strong></p>
<p>Naso più chiuso e minerale, gessoso, ma anche più profondo e complesso rispetto al &#8217;11, poi emerge il pepe nero. Palato denso e setoso insieme, lungo e ancora un po&#8217; ritroso. Bella interpretazione di una grande annata.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li class="even typeTextfield group1"><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/quattro_quadri.png" alt="quattro_quadri" width="100" height="32" /></span></li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/domaine-arlaud.html">Domaine Arlaud</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.viadeigourmet.it">Via dei Gourmet</a>.</p>
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		<title>Domaine Paul Pillot</title>
		<link>http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/domaine-paul-pillot.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Zaccaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2013 13:03:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Produttori]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/domaine-paul-pillot.html" target="_blank"><img width="300" height="181" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2013/07/Domaine-Paul-Pillot-300x181.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Domaine Paul Pillot" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2013/07/Domaine-Paul-Pillot-300x181.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2013/07/Domaine-Paul-Pillot-694x420.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2013/07/Domaine-Paul-Pillot.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<p>La famiglia Pillot produce vino fin dalla fine dell&#8217;Ottocento e oggi è alla quarta generazione. Paul, il padre di Thierry, nel 1968 ha cominciato ad acquisire delle vigne, passando da un ettaro agli odierni 13, suddivisi secondo tradizione in tante piccole parcelle e creando il Domaine Paul Pillot. Thierry è stato coinvolto nella gestione nel 2004, a 24 anni, e oggi è lui a tenere le redini dell&#8217;azienda. Sono 16 le etichette prodotte, di cui 12 di vini bianchi, con 6 Premier Cru di Chassagne-Montrachet e 2 di Saint-Aubin. Raramente ho incontrato un giovane produttore dalle idee così chiare, e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/domaine-paul-pillot.html">Domaine Paul Pillot</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.viadeigourmet.it">Via dei Gourmet</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/vino/produttori/domaine-paul-pillot.html" target="_blank"><img width="300" height="181" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2013/07/Domaine-Paul-Pillot-300x181.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Domaine Paul Pillot" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2013/07/Domaine-Paul-Pillot-300x181.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2013/07/Domaine-Paul-Pillot-694x420.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2013/07/Domaine-Paul-Pillot.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div><p>La famiglia <strong>Pillot</strong> produce vino fin dalla fine dell&#8217;Ottocento e oggi è alla quarta generazione. Paul, il padre di <strong>Thierry</strong>, nel 1968 ha cominciato ad acquisire delle vigne, passando da un ettaro agli odierni 13, suddivisi secondo tradizione in tante piccole parcelle e creando il <strong>Domaine Paul Pillot</strong>. Thierry è stato coinvolto nella gestione nel 2004, a 24 anni, e oggi è lui a tenere le redini dell&#8217;azienda. Sono 16 le etichette prodotte, di cui 12 di vini bianchi, con 6 Premier Cru di Chassagne-Montrachet e 2 di Saint-Aubin.</p>
<p>Raramente ho incontrato un giovane produttore dalle idee così chiare, e dalle sintesi così efficaci riguardo al suo lavoro e ai suoi obiettivi. Quindi meglio lasciargli la parola.</p>
<p>&#8220;I migliori consigli che mi ha dato mio padre sono legati alla conoscenza dei terroir e a quella del lavoro in vigna. Oggi la cultura del vino è differente rispetto aglii scorsi decenni, come d&#8217;altronde lo è la gastronomia. In effetti non so dire cosa sia effettivamente cambiato, sicuramente una maggiore ricerca della finezza piuttosto che della ricchezza, e inevitabilmente un minor uso di legno nuovo (oggi nelle varie etichette va dal 10% a un massimo del 50%). Per dirla nel modo più semplice possibile, la generazione precedente cercava lo zucchero, noi il sale. Loro intervenivano di più in cantina, volevano ottenere un elevato grado alcolico, mentre oggi noi non lo vogliamo assolutamente. La questione non è dire che noi siamo più bravi dei nostri padri, ma solo che facciamo qualcosa di differente. D&#8217;altronde, non è una questione di &#8220;fare meglio&#8221; delle precedenti generazioni. Infatti, in un certo senso stiamo tornando al modo di lavorare dei nostri nonni.</p>
<p>Un momento decisivo per la mia formazione e la mia crescita personale è stato quando mio padre mi ha spinto ad andare all&#8217;estero, sei mesi in Sud Africa e sei mesi in Australia. Quando sono tornato tutti mi hanno chiesto cosa avevo imparato e cosa avevo riportato da mettere in pratica. Beh, io ho riportato la consapevolezza di quanto sono fortunato a essere nato qui in <strong>Borgogna</strong>, dove posso realizzare 16 vini del tutto diversi tra loro da due soli vitigni, in cui l&#8217;unico lavoro da fare è quello di andare nel vigneto per ottenere il meglio e poi intervenire in cantina il meno possibile. Non ci sono segreti, si lavora la terra e si cerca di far sentire il terroir da cui proviene il vino, punto.&#8221;</p>
<p>Il risultato di questo approccio è una serie di vini di grande qualità, dall&#8217;ottimo rapporto qualità prezzo, perfettamente integri, dinamici e grintosi, tutti giocati sui toni sapidi e tutti differenti l&#8217;uno dall&#8217;altro. Chapeau.</p>
<h3>Bourgogne Aligoté &#8217;11 Domaine Paul Pillot</h3>
<p>Piacevole e fresco, è luminoso, di buona tensione e con note di agrumi. Un ottimo Aligoté.</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><a href="sistema-di-valutazione.html"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/due_quadri_m.png" alt="due_quadri_m" width="62" height="32" /></a></span></p>
<h3>Bourgogne Chardonnay &#8217;11 Domaine Paul Pillot</h3>
<p>Meno brillante dell&#8217;Aligoté, al naso presenta sentori di frutta bianca leggermente speziati, mentre il palato è dritto ma piuttosto semplice.</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><a href="sistema-di-valutazione.html"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/due_quadri_m.png" alt="due_quadri_m" width="62" height="32" /></a></span></p>
<h3>Chassagne-Montrachet &#8217;11 Domaine Paul Pillot</h3>
<p>Da suoli argillosi e profondi, presenta un palato più classico: grasso, robusto, sempre gradevole ma meno affilato della maggior parte delle altre etichette.</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><a href="sistema-di-valutazione.html"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/due_quadri_m.png" alt="due_quadri_m" width="62" height="32" /></a></span></p>
<h3>Chassagne-Montrachet Les Mazures &#8217;11 Domaine Paul Pillot</h3>
<p>Nasce su di un suolo più calcareo rispetto al precedente, evidenziando un&#8217;identità propria, motivo per il quale viene imbottigliato separatamente con il nome del lieu-dit. Più verticale, teso e dritto, si esprime con grinta sempre su toni di agrumi.</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><a href="sistema-di-valutazione.html"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri.png" alt="tre_quadri" width="75" height="32" /></a></span></p>
<h3>Saint-Aubin 1er Cru Pitangerets &#8217;11 Domaine Paul Pillot</h3>
<p>Thierry Pillot crede molto nelle potenzialità dei terreni di Saint-Aubin, con i suoi terreni e il clima fresco, tanto che a suo parere diverse vigne sono all&#8217;altezza di molti cru di Chassagne. Situato su suolo calcareo ghiaioso, da una parcella lavorata da pochi produttori, questo Saint-Aubin ha toni di agrumi al naso che anticipano un palato fresco, teso, graffiante e minerale, con un finale pulito, nitido, molto bello.</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><a href="sistema-di-valutazione.html"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri.png" alt="tre_quadri" width="75" height="32" /></a></span></p>
<h3>Saint-Aubin 1er Cru Charmois &#8217;11 Domaine Paul Pillot</h3>
<p>Proveniente da una vigna di 1.23 ettari, situata su di un suolo più simile a quello di Chassagne, lo Charmois ha note di frutta bianca e agrumi al naso, è gessoso, asciutto e teso, ma allo stesso tempo più largo e ampio del precedente.</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><a href="sistema-di-valutazione.html"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/due_quadri_m.png" alt="due_quadri_m" width="62" height="32" /></a></span></p>
<h3>Chassagne-Montrachet 1er Cru Clos Saint-Jean &#8217;11 Domaine Paul Pillot</h3>
<p>Il Clos Saint Jean è la vigna di più di due ettari situata proprio accanto all&#8217;azienda, che vede la presenza sia di chardonnay che di pinot nero. Ai profumi leggermente balsamici, con note agrumate e minerali, segue un palato teso, roccioso, con note di verbena e ancora agrumi, lungo e affascinanate. Un Premier Cru che rispetta in pieno il suo rango.</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><a href="sistema-di-valutazione.html"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" width="86" height="32" /></a></span></p>
<h3>Chassagne-Montrachet 1er Cru Les Champ-Gains &#8217;11 Domaine Paul Pillot</h3>
<p>Da 0.38 ettari su terreno argilloso nasce Les Champ-Gains, dai sentori di scorza d&#8217;arancio e cedro, mentre il palato è più largo e un po&#8217; meno affilato e verticale del precedente, ma sempre nel tipico stile aziendale.</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><a href="sistema-di-valutazione.html"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri.png" alt="tre_quadri" width="75" height="32" /></a></span></p>
<h3>Chassagne-Montrachet 1er Cru La Grande Montagne &#8217;11 Domaine Paul Pillot</h3>
<p>La Grande Montagne proviene da 0.26 ettari situati su terreno calcare, che danno vita a un vino dritto, teso, con note di frutti a polpa bianca, acidulo, minerale e agrumato, lungo e freschissimo, in cui è stato utilizzato legno nuovo solo per il 10%.</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><a href="sistema-di-valutazione.html"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" width="86" height="32" /></a></span></p>
<h3>Chassagne-Montrachet 1er Cru Les Grandes Ruchottes &#8217;11 Domaine Paul Pillot</h3>
<p>Da un quarto di ettaro di un cru dal terreno calcareo e ricco di ghiaia, ancor più di quello del Romanée, nasce questo Chassagne dal naso ancor più complesso dei precedenti e di grande fascino, in cui spiccano note di frutta bianca. Il palato è sottile e complesso, minerale e succoso, lunghissimo.</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><a href="sistema-di-valutazione.html"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/quattro_quadri.png" alt="quattro_quadri" width="100" height="32" /></a></span></p>
<h3>Chassagne-Montrachet 1er Cru Les Caillerets &#8217;11 Domaine Paul Pillot</h3>
<p>Mezzo ettaro per un vino dai profumi differenti dagli altri, floreali con sfumature di frutti esotici. Il palato è molto più chiuso dei precedenti, mostra un grande potenziale in prospettiva, ma è già molto convincente. Da attendere.</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><a href="sistema-di-valutazione.html"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" width="86" height="32" /></a></span></p>
<h3>Chassagne-Montrachet 1er Cru La Romanée &#8217;11 Domaine Paul Pillot</h3>
<p>Meno di mezzo ettaro su di un suolo argillo-calcareo con viti di circa cinquant&#8217;anni. Naso marino, con sentori di iodio, fiori e frutta bianca, precedono un palato complesso e aereo insieme, molto lungo, sempre dinamico anche se un po&#8217; meno minerale e affilato di altri, giocato soprattutto su toni sapidi di alghe e di frutti di mare. Un vino che riesce a coniugare l&#8217;impostazione della maison per fascino ed eleganza con un corpo e una ricchezza non comuni.</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><a href="sistema-di-valutazione.html"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/quattro_quadri.png" alt="quattro_quadri" width="100" height="32" /></a></span></p>
<h3>Bourgogne Pinot Noir &#8217;11 Domaine Paul Pillot</h3>
<p>Un &#8220;base&#8221; in cui ai toni di frutti rossi e terra bagnata segue un palato talmente teso e dritto da risultare quasi austero, anche se nel finale ritroviamo frutto e piacevolezza di beva.</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><a href="sistema-di-valutazione.html"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/due_quadri_m.png" alt="due_quadri_m" width="62" height="32" /></a></span></p>
<h3>Saint-Aubin Rouge &#8217;11 Domaine Paul Pillot</h3>
<p>Naso terroso e speziato, rispetta il suo rango risultando più complesso del precedente e con un palato succoso, di buona complessità e tensione.</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><a href="sistema-di-valutazione.html"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri.png" alt="tre_quadri" width="75" height="32" /></a></span></p>
<h3>Chassagne-Montrachet Rouge 1er Cru Clos Saint-Jean &#8217;11 Domaine Paul Pillot</h3>
<p>Una parte delle uve non sono state diraspate. Elegante nei suoi toni di frutti rossi, è fine, lungo e polposo, con una ricca nota fruttata sostenuta e rinfrescata da un substrato minerale.</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><a href="sistema-di-valutazione.html"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_quadri_m.png" alt="tre_quadri_m" width="86" height="32" /></a></span></p>
<h3>Chassagne-Montrachet Rouge 1er Cru Clos Saint-Jean &#8217;10 Domaine Paul Pillot</h3>
<p>Intenso e complesso al naso, in cui spiccano note di frutta rossa con sfumature floreali e minerali, si propone con un palato pieno e lungo, aromaticamente coerente, saporito e dal frutto croccante. Uno dei migliori Chassagne Rouge che mi sia capitato di assaggiare.</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><a href="sistema-di-valutazione.html"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/quattro_quadri.png" alt="quattro_quadri" width="100" height="32" /></a></span></p>
<table border="0" width="600" align="center" bgcolor="#E52B50">
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