Découverte en Vallée du Rhône 2011: Côte-Rôtie

Ecco i migliori Côte-Rôtie assaggiati in occasione di Découverte en Vallée du Rhône 2011.

Côte-Rôtie Côte-Brune ’08 Domaine Gilles Barge

Solo 5.000 bottiglie per questa cuvée (in cui è presente un 2% di viognier), considerata dall’azienda il prodotto di punta, che conferma la riuscita nettamente superiore alla media dell’annata 2008. Naso complesso, intenso e minerale, palato ricco, pieno, quasi non da ’08, molto lungo e fresco, per un vino equilibrato e dal finale nitidamente minerale.

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Côte-Rôtie Le Combard ’08 Domaine Gilles Barge

Seconda annata per questo cru prodotto per la prima volta nel 2007, proveniente da terrazze abbandonate dalla prima guerra mondiale e ripiantate nel 2000, con un 92% di syrah e un 8% di viognier. Naso con note di frutto e spezie, seguite da toni leggermente minerali. Palato coerente, succoso, fruttato, di buona lunghezza. La sensazione è che sia tra i migliori 2008 assaggiati.

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Côte-Rôtie Cuvée du Plessy ’08 Domaine Gilles Barge

Da un vigneto piantato negli anni ’50, quasi completamente sulla Côte Blonde e con un 5% di viognier, la Cuvée du Plessy presenta profumi freschi e fruttati, ma complessivamente con un naso ancora chiuso, poco espresso. Meglio il palato, sempre difficile da interpretare ma di buon frutto ed equilibrio.

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Côte-Rôtie Cuvée du Plessy ’07 Domaine Gilles Barge

Nell’annata 2007 le uve sono state raccolte quasi in sovramaturazione. Naso ricco e pieno, con spiccate note di tabacco. Palato sapido, intenso, lungo, teso, vivo, molto bello e senza nessun cedimento.

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Côte-Rôtie Les Becasses ’08 Chapoutier

La Chapoutier da quasi vent’anni è uno dei punti di riferimento per gli amanti dei vini del Rodano. Produttore biodinamico, propone una serie di vino di altissimo profilo. Anche per questo ci ha convinto un po’ meno del solito, nonostante l’annata difficile, questo Les Becasses ’08, affinato in barrique (70% 2° passaggio, 30% 3°), dai profumi di frutti rossi e spezie e dal palato piccolino, un po’ troppo semplice, ma anche ben fatto e pulito.

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Côte-Rôtie La Mordorée ’10 Chapoutier

Più riuscito il La Mordorée ’10, ma sempre un filo al di sotto della reputazione aziendale. Naso fruttato di buona precisione aromatica, palato nitido, coerente, con note di frutto nero, ma anche in questo caso un po’ leggerino. (campione di botte)

  • Valutazione: tre_quadri


Côte-Rôtie Gerine ’08 Domaine André François

Piccolino, come detta l’annata, però succoso, con note di frutti neri e sfumature floreali, di buona scorrevolezza e piacevolmente pulito.

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Côte-Rôtie Les Triotes ’09 Domaine Garon

Les Triotes è la cuvée di base della Famiglia Garon e proviene da vigne giovani, tutte situate su terreno scistoso. Il 2009 è ancora ruvido, ma dimostra di avere materia, spessore e tenuta. Un vino di alto livello, ben superiore a un semplice “prodotto base”, da vedere in prospettiva. (campione di botte)

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Côte-Rôtie Les Rochains ’09 Domaine Garon

L’azienda della famiglia Garon conta 7 ettari, tutti in Côte-Rotie, di cui per ora solo 4 vitati. Les Rochains è dal 2003 il vino di riferimento dell’azienda. Maturato per il 50% in barrique nuove, questo ’09 è chiaramente ancora sul frutto, pieno, già facile da bere, nitido e di buon velluto, con un finale lungo e ricco di polpa. (campione di botte)

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Côte-Rôtie La soute est reine ’05 Didier Gerin

Piccola azienda non solo vinicola (continuano a produrre e vendere frutta), che produce meno di 10.000 bottiglie divise tra due cuvée. Questa proviene dalle vigne giovani, di meno di 10 anni, maturate in legni da 300 e 350 lt., di cui il 10% nuovo. In piena forma, anzi ancora molto giovane, al naso evidenzia freschi e precisi profumi floreali, mentre il palato è grintoso, coerente e di nerbo.

  • Valutazione: tre_quadri_m


Côte-Rôtie La soute est reine ’06 Didier Gerin

La versione 2006 si propone con toni terrosi, un po’ più cupi, un palato di buon peso, ma meno elegante e aereo del 2005, comunque equilibrato e lungo, con tannini di notevole nitidezza.

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Côte-Rôtie Les IV saisons ’09 Didier Gerin

Les IV Saisons è la cuvée proveniente dalle vigne più vecchie, dai 35 ai 42 anni, affinato in démi-muid da 600 litri per 36 mesi, ha profumi intensi ed è ricco, di grande pienezza e complessità. Molto bello in prospettiva, si dimostra comunque già equilibrato e davvero convincente. (campione di botte)

  • Valutazione: quattro_quadri


Côte-Rôtie Les IV saisons ’06 Didier Gerin

Un Côte-Rôtie classico, per materia e struttura, giocato sulla profondità degli aromi e dai tannini eleganti e fini. Solido, espressivo, è un bell’esempio di nitidezza e precisione coniugate alla territorialità.

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Côte-Rôtie ’10 Domaine Jamet

I fratelli Jamet sono dei teorici della cuvée, che ritengono superiore per equilibrio e profondità a qualsiasi cru, e quindi dai loro 8 ettari in Côte Rôtie, suddivisi in 25 parcelle differenti, la maggior parte in Côte Brune, traggono un solo vino, da uve syrah in purezza (sono decisamente contrari alla presenza del viognier). Il loro 2010 è un prodigio per freschezza di frutto e allo stesso tempo di maturità; nitido e molto interessante in prospettiva, è dritto, teso, profondo e molto tipico. (campione di botte)

  • Valutazione: quattro_quadri


Côte-Rôtie ’09 Domaine Jamet

Jean-Paul e Jean-Luc Jamet gestiscono l’azienda di famiglia dal 1986, e in questi anni il Côte Rôtie Jamet è diventato uno dei migliori della denominazione. La loro produzione non supera le 30mila bottiglie annue, tutte marcate da una finezza e un’eleganza che sono ormai il loro tratto distintivo. La metà delle vigne hanno più di 40 anni. Il 2009 evidenzia un naso di pepe e spezie in genere, con note floreali e di frutti rossi. Il palato è ricco, pieno, dinamico, con tanta mineralità, lungo e complesso, forse appena dimostrativo. (campione di botte)

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Côte-Rôtie ’08 Domaine Jamet

Di fronte ad un’annata sfortunata i Jamet hanno preso tutti i rischi, con una vendemmia realizzata molto tardi, tra il 5 e il 15 ottobre. E hanno avuto ragione, perché dopo una primavera e un’estate brutte e piovose, sono arrivate due settimane di bel tempo e di vento freddo del nord che hanno asciugato tutto. Da uve per il 60% non diraspate, con una resa di 28 hl/ha, il 2008 si presenta con un naso tipico, di buon frutto e precisione aromatica, cui fa seguito un palato più piccolo di quanto ci si poteva attendere ma teso, fresco senza note verdi, grintoso senza essere duro.

  • Valutazione: tre_quadri_m


Côte-Rôtie ’95 Domaine Jamet

I fratelli Jamet ci hanno fatto assaggiare anche un ’95, per permetterci di vedere come si esprime nel tempo il loro Côte-Rôtie. Naso maturo e complesso, con spiccate note di pasta di olive nere, spezie e cuoio, seguite da sfumature affumicate e di sottobosco. Il palato è lungo, intenso, complesso, molto fresco – più del naso – con un finale sapido, minerale, croccante. Splendido.

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Côte-Rôtie ’08 Jasmin

Da 5,5 ettari composti da 11 parcelle, tutte assemblate insieme, con un 95% di syrah e un 5% di viognier, nasce questo Côte-Rotie forse un po’ rustico ma energico, sapido, in piena spinta. Complesso e gourmand, è un’ottima riuscita per l’annata.

  • Valutazione: tre_quadri_m


Côte-Rôtie ’09 Jasmin

La 2009 è senza dubbio da considerarsi come una grande annata, che ha visto un clima ideale fin dalla primavera. Un Côte-Rôtie fine, potente, grasso, profondo e lungo, senza la rusticità che a volte ha contraddistinto altri millesimi di questo Domaine. Straordinario. (campione di botte)

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Côte-Rôtie ’09 Nicolas Perrin

Questa piccola maison de négoce è stata creata da Nicolas Jaboulet e dalla famiglia Perrin per realizzare dei vini nel Rodano Settentrionale. Il Côte-Rôtie ’09 è fruttato e di buona pienezza, ma manca di un po’ di grinta e chiude asciugante, con tannini poco nitidi. (campione di botte)

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Côte-Rôtie Vires de Serine ’07 Domaine Niero

Maturato in barrique 100% legno nuovo, come dichiara con evidenza il naso, balsamico con note di viola e spezie. Palato coerente, sempre con sentori di legno un po’ troppo marcati, molto ben fatto ma poco affascinante e trainante.

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Côte-Rôtie ’08 Michel & Stephane Ogier

Il Domaine conta tre ettari in Côte-Rôtie. I vini sono spesso di buona ricchezza e maturità, ma questo 2008 associa ai toni speziati del naso un palato semplice in cui le note legnose sono ancora troppo in evidenza.

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Côte-Rôtie ’09 Michel & Stephane Ogier

La versione 2009 si presenta con lo stesso stile ma con un po’ più di frutto e materia. Il palato tuttavia è un po’ caldo di alcol e poco dinamico.

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Côte-Rôtie ’09 Domaine des Rosiers

Nonostante qualche incertezza nella presa dei campioni di botte, questo Côte-Rôtie ’09 mi sembra molto interessante, con profumi di sottobosco e spezie, palato pieno, intenso e di buon frutto, lungo, minerale, un po’ austero ma interessante(campione di botte)

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Côte-Rôtie ’10 Domaine des Rosiers

Stesso discorso per il 2010, che evidenzia un naso fruttato e di buona intensità, mentre il palato è fresco, nitido, ben realizzato e molto promettente per profondità e sapidità.

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Côte-Rôtie ’09 Domaine J.M. Stephan

Il “base” di questo Domaine si mostra fragrante al naso, con le sue note di piccoli frutti di bosco e spezie, e con un palato coerente, pulito, ricco di polpa, lungo e ben eseguito. Syrah con un 10% di viognier. (campione di botte)

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Côte-Rôtie Côteaux de Bassenon ’07 Domaine J.M. Stephan

Sempre con un 10% di viognier, ha sentori fruttati ma è anche marcato dall’alcol. Il palato risulta meno compatto rispetto al 2009 ma comunque bello, anche se la nota alcolica resta un po’ troppo in evidenza. Difficile da interpretare: da un lato mi sembra un vino da attendere, perché la sensazione è che col tempo uscirà, non tanto per la sua acidità ma per la notevole sapidità, dall’altro lato però mi sembra che si perda un po’ nel finale. Da riassaggiare tra un paio d’anni.

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Côte-Rôtie Côteaux de Tupin ’07 Domaine J.M. Stephan

Da uve 100% serine, provenienti da una vigna del 1941 reinnestata nel ’97. Al naso è completamente diverso dagli altri Côte-Rôtie aziendali, con note di frutti neri a nocciolo e grafite, mentre il palato è coerente, minerale, ancora con tratti di grafite, intenso e complesso, davvero molto tosto, da attendere.

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Côte-Rôtie La Blonde du Seigneur ’09 Domaine Georges Vernay

Domaine famoso soprattutto per i suoi Condrieu, considerati tra i migliori vini bianchi del Rodano. Il vigneto del Côte-Rôtie è tutto esposto a sud. Al naso evidenzia profumi floreali e fruttati con leggere note di spezie, mentre il palato è di buona nitidezza, fresco e piacevole, ma anche un po’ semplice. (campione di botte)

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Côte-Rôtie Indiscrète ’09 Vignobles Verzier Chante-Perdrix

Naso balsamico e minerale, con sfumature di frutto nero. Il palato, ancora segnato dal passaggio in legno, è intenso ma un po’ asciugante. Un vino comunque molto interessante, pieno, da attendere alla prova della bottiglia. (campione di botte)

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