Il biglietto da visita è di quelli importanti, con intenti quasi rivoluzionari, forse eversivi. Fish Market si propone di farvi scegliere pesce fresco al bancone, cucinarvelo e servirvelo più o meno al prezzo di una pizza.
Chi c’è dietro questa formula mai vista in città? Se vi piace andare a ballare, il giro forse lo conoscete già: i proprietari sono gli stessi del Coffee Pot (ex Carrozzerie) a via della Lega Lombarda, uno dei locali più glamour della Roma by night. Anche qui si parla di officine dismesse, stavolta un centro revisioni auto; sventolano sul cancello due bandiere della motorizzazione civile, la vecchia insegna è ancora malcelata da quella del ristorante. Arredamento vintage e prezzi abbordabili fanno sì che tutto intorno a voi sia un fluire di sorridente clientela under 40.
Vediamo però quello che succede, dopo aver prenotato. Le bevande si ordinano (e pagano) a parte, presso l’angolo bar. Al tavolo verrete muniti di un apposito foglio per le ordinazioni, compilando il quale risolverete la questione antipasti (crudi, bruschette, hamburger, cartocci di pesce fritto). Per le preparazioni del pescato del giorno alla piastra, ci si munisce poi di numeretto, si fa la fila al bancone e si sceglie il pesce, che viene pesato davanti a voi. Si torna infine al tavolo e si mangia su piatti di carta riciclata.
Esperienza divertente, la nostra, eccezion fatta per l’ostinato (e riuscito) tentativo di farci passare per un dentice quello che ci pareva (prima e dopo la cottura) irrimediabilmente un pagello. Si naviga tra il discreto e il molto piacevole, invece, con l’hamburger di spigola, i lattarini e i moscardini fritti, i gamberoni arrosto. Con mezzo bianco della casa (Falanghina o Pecorino) non siamo arrivati a spendere 30 euro a testa. Chi scrive di enogastronomia lo sa: tutti chiedono, da una vita, dove poter mangiare pesce fresco spendendo poco. Quando si tratta di Roma, uno guarda l’interlocutore chiedendosi a sua volta se stia scherzando o meno. Fish Market è la risposta allo storico quesito? Siamo usciti con una vecchia hit di Jarabe de Palo in testa.
Se ci portate qualcuno di Bologna, probabilmente ci metterà radici; se ci portate qualcuno di Brindisi, forse storcerà il naso e vi dirà che dalle loro parti… sì, ma allora? Allora andateci, e fateci sapere che ne pensate.

