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	<title>Via dei Gourmet</title>
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	<description>La tua guida enogastronomica online</description>
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		<title>Cu_cina Food Roots &#8211; Roma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Beniamino Del Frigo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2019 15:16:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/ristoranti/cu_cina-food-roots-roma.html" target="_blank"><img width="300" height="182" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/cu_cina-food-roots-300x182.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="cu_cina food roots" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/cu_cina-food-roots-300x182.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/cu_cina-food-roots-694x420.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/cu_cina-food-roots.jpg 750w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<p>Il ristorante di Stella Shi nel dark side di Rione Monti &#160; Scopri le altre trattorie di Roma. Leggi le altre recensioni di ristoranti di Roma. Consulta la pagina di ricerca dei ristoranti.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/ristoranti/cu_cina-food-roots-roma.html" target="_blank"><img width="300" height="182" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/cu_cina-food-roots-300x182.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="cu_cina food roots" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/cu_cina-food-roots-300x182.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/cu_cina-food-roots-694x420.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/cu_cina-food-roots.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div><h2>Il ristorante di Stella Shi nel dark side di Rione Monti</h2>
<div class="osc-res-tab tabbable   osc-tabs-left"><div style="clear:both;width: 100%;"><ul class="nav osc-res-nav nav-pills osc-tabs-left-ul" id="oscitas-restabs-1-cu_cina-food-roots-roma-41667"><li class="active"><a href="#ert_pane1-0" data-toggle="tab">Gennaio 2019</a></li><li class=""><a href="#ert_pane1-1" data-toggle="tab">Gennaio 2018</a></li></ul></div><div style="clear:both;width: 100%;"><ul class="tab-content" id="oscitas-restabcontent-1-cu_cina-food-roots-roma-41667"><li class="tab-pane active" id="ert_pane1-0"></p>
<p>Portare avanti un’idea di cucina è certo meglio che riempire una cucina di tante idee. Sembra saperlo bene <strong>Stella Shi</strong>, ideatrice e chef di questo curatissimo locale incastonato dietro al Foro di Traiano, nel dark side del Rione Monti.</p>
<p>L’esperienza è scandita dalla scoperta di mille dettagli. Un’imponente cucina a vista. Tic. Eleganti tavoli in legno senza tovaglie. Tac. Assenza del cestino del pane, in perfetta coerenza con uno stile fusion nel senso più alto del termine. Toc. I prezzi del menu sono scritti in corsivo, con un carattere così millimetricamente preciso, che ci poggi l’occhio solo se lo vuoi. Ogni portata è servita in un piatto specifico pensato per accoglierla. Tutto questo, insieme a un servizio cordiale quanto impeccabile, vi farà ragionare su che cosa significhi, fuori dal circuito delle stelle, prendersi cura della vostra esperienza sotto ogni profilo, farvi stare bene dentro a un buon ristorante e farvi venire voglia di tornarci.</p>
<p><div id="attachment_32339" style="width: 704px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-32339" class="wp-image-32339 size-full" title="La cucina di Cu_Cina Food Roots" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/ristorante_cu_cina_roma.jpg" alt="ristorante cu_cina food roots" width="694" height="420" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/ristorante_cu_cina_roma.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/ristorante_cu_cina_roma-300x182.jpg 300w" sizes="(max-width: 694px) 100vw, 694px" /><p id="caption-attachment-32339" class="wp-caption-text">La cucina di Cu_Cina Food Roots</p></div></p>
<p>La proposta non strizza l’occhio a nessuno, si porta solo dietro quello che delle origini di Stella (Shangai) è rimasto passando per il nord Italia, Roma e Londra, attraverso cucine blasonate e non, e rinforzata, senza perdere identità, da qualche consapevole contaminazione nipponica. I punti più alti della nostra cena sono stati l’inossidabile (letteralmente) <strong>risotto Acquerello con lumachine di mare uovo centenario e lampascioni</strong> e l’<strong>Upside Down</strong>, riuscito finale di cioccolato, che qui si rincorre con nocciola, caramello e passion fruit in un serissimo gioco, è il caso di dirlo, di scatole cinesi. Meno incisiva ci è parsa la rivisitazione dell’insalata nizzarda, ma sempre nell’ambito di un pensiero che va nella direzione giusta, come nel caso del Katsudon servito in cubi e alleggerito fino a conseguenze quasi estreme (non vi sembrerà di mangiare un fritto e non solo perché il vitello sostituisce il maiale, ma perché il trattamento della carne sfugge a un concetto di fritto legato a schemi consolidati).</p>
<p>Da Cu_Cina c’è infine modo di bere in modo più che dignitoso, nonostante la ristrettezza della carta dei vini. Ne avevamo sentite davvero parecchie, su questo locale, di belle e di brutte. La critica che più che ci aveva colpito, proprio da fonte giornalistica, vedeva una chef impegnata “soltanto” al pass (sic!). A parte la singolarità del poter valutare una professionalità di questo tipo vedendola all’opera solo in un minimo scorcio della sua giornata, pur conoscendo il complesso intreccio delle sue responsabilità, crediamo che la miglior risposta Stella la dia sul campo, e da parte nostra ci sentiamo di poter dire che non sia una colpa essere pronti a dirigere una cucina anche se si hanno 25 anni. Chi non è pronta semmai è Roma, per realtà di questo tipo, e ci auguriamo che lo diventi presto.</p>
<ul>
<li><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_picche.png" alt="tre_picche" width="86" height="32" /></span></a></li>
</ul>
<p></li><li class="tab-pane " id="ert_pane1-1"></p>
<h2>Tutte le strade portano a Roma. Anche quelle che da Shanghai virano verso la Puglia.</h2>
<p>Sappiamo bene che non si dovrebbe valutare un ristorante a poche settimane dall’apertura – <strong>Cu_Cina Food Roots</strong> ha aperto i battenti il 9 gennaio – ma eravamo talmente incuriositi dalla storia di questa giovane chef, nata in Italia da genitori cinesi, cresciuta fra Alma (la scuola di <a href="http://www.viadeigourmet.it/news/2017/addio-gualiero-marchesi.html">Marchesi</a>) e ristoranti di alto livello come la Peca di Lonigo e Le Gavroche di Londra che ha deciso di aprire il suo ristorante nel cuore di <strong>Roma</strong>, che non siamo riusciti a resistere alla tentazione di provarlo subito.</p>
<p>E abbiamo fatto bene. Ci siamo infatti imbattuti nella cucina cinese di seconda generazione in Italia, e non solo per l’origine di <strong>Stella Shi</strong>, ma perché per una volta non ci troviamo di fronte a una cucina etnica, né a una cucina fusion, ma a un vero e proprio métissage fra tecniche e prodotti dell’Italia e della Cina, utilizzati in maniera originale e non scontata, poiché frutto della storia personale della chef.</p>
<p><div id="attachment_32338" style="width: 760px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-32338" class="size-full wp-image-32338" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/cu_cina_food_roots_roma.jpg" alt="Cu_cina Food Roots" width="750" height="454" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/cu_cina_food_roots_roma.jpg 750w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/cu_cina_food_roots_roma-300x182.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/cu_cina_food_roots_roma-694x420.jpg 694w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /><p id="caption-attachment-32338" class="wp-caption-text">Cu_cina Food Roots | La sala</p></div></p>
<p>Non siate timorosi e lasciatevi guidare alla scoperta di piatti come i goduriosi panini al vapore “<em>guō baō</em>” ripieni di genovese di agnello e cavolo fermentato, o la delicata cernia marinata alla soia con caffè e miele, salsa di mandorle, verza zenzerata e daikon o, ancora, i vermicelli di patate con cime di rapa, cozze e tè verde (divertente reinterpretazione dei sapori tipici pugliesi). E non possiamo dimenticare l’anatra alle cinque spezie con tuberina e salsa di caldarroste.</p>
<p>
<a href='http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/panini-vapore-cu_cina-roma.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="694" height="420" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/panini-vapore-cu_cina-roma.jpg" class="attachment-large size-large" alt="panini vapore cu_cina roma" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/panini-vapore-cu_cina-roma.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/panini-vapore-cu_cina-roma-300x182.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 694px) 100vw, 694px" /></a>
<a href='http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/cernia-cu_cina-food-roots.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="694" height="420" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/cernia-cu_cina-food-roots.jpg" class="attachment-large size-large" alt="cernia cu_cina food roots" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/cernia-cu_cina-food-roots.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/cernia-cu_cina-food-roots-300x182.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 694px) 100vw, 694px" /></a>
<a href='http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/vermicelli-patate-cucina-roma.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="694" height="420" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/vermicelli-patate-cucina-roma.jpg" class="attachment-large size-large" alt="vermicelli patate cu_cina roma" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/vermicelli-patate-cucina-roma.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/vermicelli-patate-cucina-roma-300x182.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 694px) 100vw, 694px" /></a>
<a href='http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/anatra-cu_cina-food-roots.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="694" height="420" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/anatra-cu_cina-food-roots.jpg" class="attachment-large size-large" alt="anatra cu_cina food roots" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/anatra-cu_cina-food-roots.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/anatra-cu_cina-food-roots-300x182.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 694px) 100vw, 694px" /></a>
</p>
<p>La lista dei dessert spazia dalla proposta più rinfrescante e agrumata all’intensità del cioccolato, dal dolce cremoso al monoporzione stratificato. Noi abbiamo optato per quest’ultimo: <em>Pillow</em>, mousse di cioccolato bianco Valrhona 26%, gelatina al bergamotto, mele verdi al rum e marquise al caffè.</p>
<p><div id="attachment_32345" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-32345" class="wp-image-32345" title="Pillow Cu_Cina Food Roots" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/cu_cina-food-roots-dessert.jpg" alt="cu_cina food roots dessert" width="600" height="600" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/cu_cina-food-roots-dessert.jpg 650w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/cu_cina-food-roots-dessert-150x150.jpg 150w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/01/cu_cina-food-roots-dessert-300x300.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /><p id="caption-attachment-32345" class="wp-caption-text">Pillow</p></div></p>
<p>Carta dei vini piccola ma interessante, con particolare attenzione per le etichette “bio-naturali”, senza essere estrema.</p>
<p>E non sono solo la cucina e i vini a piacerci, ma anche un ambiente che non ricade negli stereotipi romani (né della trattoria, né del moderno bistrot, né tantomeno dei ristoranti cinesi tutti lanterne e drappi rossi), dove a dominare lo spazio troviamo una bellissima e ampia cucina a vista, su cui si affacciano tutti i tavoli, minimali nella curata apparecchiatura.</p>
<p>La sala, coordinata da Simona, la sorella della chef, è affidata a uno staff giovane quanto quello di cucina, spigliato e cordiale, ma anche discreto.</p>
<p>Non vediamo l’ora di tornare da Cu_Cina Food Roots, e ci auguriamo che questo ristorante faccia da apripista ad altre realtà di questo tipo. Nel frattempo, vi consigliamo vivamente di provarlo!</p>
<ul>
<li class="even typeTextfield group1"><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_picche.png" alt="tre_picche" width="86" height="32" /></span></a></li>
</ul>
<p style="text-align: right;"><em>Recensione di Erica Battellani e Paolo Zaccaria</em></p>
<p></li></ul></div></div>
<p>&nbsp;</p>
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<p><strong> Consulta la pagina di ricerca dei ristoranti.</strong></p>
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		<title>La Valle d’Itria da ottobre ad aprile. Sei motivi per visitare sei borghi pugliesi fuori stagione</title>
		<link>http://www.viadeigourmet.it/viaggi-gourmet/la-valle-itria-fuori-stagione.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Beniamino Del Frigo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Oct 2018 11:33:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggi gourmet]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/viaggi-gourmet/la-valle-itria-fuori-stagione.html" target="_blank"><img width="300" height="182" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-6-300x182.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Valle d&#039;Itria" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-6-300x182.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-6.jpg 694w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<p>Incastonata tra le province di Bari, Brindisi e Taranto, la Valle d’Itria comprende alcuni tra i borghi più belli d’Italia, nella zona compresa tra Martinafranca, Cisternino e Locorotondo. Seppure non compresi nella valle vera e propria, anche Ostuni e Ceglie Messapica costituiscono mete di assoluto interesse, così come Alberobello, con i suoi trulli, poco distante. La Puglia fa pensare all’estate, ma per questa zona c’è più di un valido motivo per muoversi fuori stagione. 6 ragioni per visitare la Valle d&#8217;Itria fuori stagione Il clima Se il caldo è amico del mare, lo stesso non si può dire per la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/viaggi-gourmet/la-valle-itria-fuori-stagione.html" target="_blank"><img width="300" height="182" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-6-300x182.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Valle d&#039;Itria" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-6-300x182.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-6.jpg 694w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div><p>Incastonata tra le province di Bari, Brindisi e Taranto, la <strong>Valle d’Itria</strong> comprende alcuni tra i borghi più belli d’Italia, nella zona compresa tra Martinafranca, Cisternino e Locorotondo. Seppure non compresi nella valle vera e propria, anche Ostuni e Ceglie Messapica costituiscono mete di assoluto interesse, così come Alberobello, con i suoi trulli, poco distante. La Puglia fa pensare all’estate, ma per questa zona c’è più di un valido motivo per muoversi fuori stagione.</p>
<h2>6 ragioni per visitare la Valle d&#8217;Itria fuori stagione</h2>
<p><strong>Il clima</strong></p>
<p>Se il caldo è amico del mare, lo stesso non si può dire per la visita in borghi adagiati sulle colline, dove è essenziale muoversi a piedi tra le incantate stradine, tra muri obbligatoriamente dipinti di bianco (esistono addirittura ordinanze comunali in tal senso), strade lastricate, saliscendi. Le scarse precipitazioni, l’inverno mite e le splendide fioriture primaverili sono altri biglietti da visita per visite ai musei e lunghe passeggiate.</p>
<p><strong>L’accoglienza<br />
</strong></p>
<p>Calore e cortesia sono di casa in tutta la regione. Tuttavia, il cosiddetto ‘fenomeno AirBnB’, naturalmente non sempre legato allo sviluppo della celebre azienda, ma a una serie di iniziative della popolazione locale volte a trasformare di fatto, in estate, i centri di questi borghi in un grande struttura alberghiera &#8211; senza quasi soluzione di continuità tra casa e casa &#8211; fa perdere un po’ di autenticità nel contatto con la gente, nella stagione più calda, seguendo lo schema di una gentrificazione fai da te. In autunno, o in primavera, la Valle d’Itria rende ragione alle sue radici, ai suoi ritmi lenti, per vocazione, e per storia. Siamo nella culla della Magna Grecia e della civiltà Messapica, come più di tutti testimonia il museo di Ostuni, oltre al fatto di essere stata fonte di ispirazione per artisti dell’età neoclassica, come Domenico Carella: i suoi dipinti impreziosiscono il Palazzo Ducale di Martinafranca, altra tappa da non perdere.</p>

<a href='http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-2.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="800" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-2.jpg" class="attachment-large size-large" alt="" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-2.jpg 600w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-2-225x300.jpg 225w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-2-300x400.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a>
<a href='http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-4.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="800" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-4.jpg" class="attachment-large size-large" alt="" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-4.jpg 600w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-4-225x300.jpg 225w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-4-300x400.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a>
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<a href='http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-14.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="800" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-14.jpg" class="attachment-large size-large" alt="" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-14.jpg 600w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-14-225x300.jpg 225w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-14-300x400.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a>

<p><strong>Il vino rosso<br />
</strong></p>
<p>La Puglia è terra di vini rossi. Non vorrete certo esagerare con il vostro Primitivo o Negroamaro preferito tra luglio e agosto, anche se esiste, specie nelle vecchie generazioni del luogo, la pessima abitudine di berli freddi. Troppi passi avanti nell’enologia locale sono stati fatti per non rendere omaggio ai migliori rossi pugliesi degustandoli alla corretta temperatura di servizio</p>
<p><strong>I Salumi e i formaggi<br />
</strong></p>
<p>Il capocollo di Martinafranca è un presidio Slow Food (e molti altri ne scoprirete), oltre che un’eccellenza italiana apprezzata in tutta Europa. Accanto ad esso, si fa strada una tradizione norcina modesta nei numeri ma di qualità altissima. Sui formaggi, se volete, la questione è anche più evidente. La lunga tradizione casearia, che va dal caciocavallo alle burrate, agli straordinari pecorini, fino alle più recenti produzioni con latte caprino, valgono un approfondimento, che può essere fatto con maggiore soddisfazione durante la stagione più fresca. Cibus a Ceglie Messapica è il ristorante culto, custode di molte tra le migliori tradizioni locali. Ed è impossibile dimenticare la tradizione dei fornelli, ovvero le macellerie con cucina, autentico must di questi luoghi. E anche in questo caso, tra un forno a legna e un altro, il fresco va d’accordo col caldo.</p>

<a href='http://www.viadeigourmet.it/viaggi-gourmet/la-valle-itria-fuori-stagione.html/attachment/valle-itria-1'><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="800" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-1.jpg" class="attachment-large size-large" alt="" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-1.jpg 600w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-1-225x300.jpg 225w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-1-300x400.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a>
<a href='http://www.viadeigourmet.it/viaggi-gourmet/la-valle-itria-fuori-stagione.html/attachment/valle-itria-11'><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="800" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-11.jpg" class="attachment-large size-large" alt="" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-11.jpg 600w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-11-225x300.jpg 225w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-11-300x400.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a>
<a href='http://www.viadeigourmet.it/viaggi-gourmet/la-valle-itria-fuori-stagione.html/attachment/valle-itria-13'><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="800" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-13.jpg" class="attachment-large size-large" alt="" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-13.jpg 600w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-13-225x300.jpg 225w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-13-300x400.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a>
<a href='http://www.viadeigourmet.it/viaggi-gourmet/la-valle-itria-fuori-stagione.html/attachment/valle-itria-15'><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="800" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-15.jpg" class="attachment-large size-large" alt="" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-15.jpg 600w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-15-225x300.jpg 225w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-15-300x400.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a>

<p><strong>L’olio<br />
</strong></p>
<p>L’annus horribilis della produzione olearia pugliese, dovuto alle problematiche conseguenti alla diffusione della Xylella nel Salento, non ha impedito una buona produzione nell’area della Valle d’Itria. Gli ulivi sono parte integrante del paesaggio e il periodo della raccolta è spettacolare. Assaggiare l’olio nuovo qui, nel periodo compreso tra ottobre e febbraio, è un’esperienza mistica, poterlo fare visitando le aziende, quasi un’esigenza</p>
<p><strong>Alberobello<br />
</strong></p>
<p>Un borgo unico al mondo, a pochi km dalla valle, con un solo vero nemico: la folla. Visitatelo fuori stagione, e vedrete i trulli come non li avete mai immaginati, senza dimenticare una sosta alla pasticceria Martinucci, passata alle cronache in passato per un pasticciotto arrivato fino alla tavola di Barack Obama.</p>

<a href='http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-12.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="694" height="521" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-12.jpg" class="attachment-large size-large" alt="" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-12.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-12-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 694px) 100vw, 694px" /></a>
<a href='http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-7.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="694" height="521" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-7.jpg" class="attachment-large size-large" alt="" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-7.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2018/10/valle-itria-7-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 694px) 100vw, 694px" /></a>

<p><strong> </strong></p>
<table border="0" width="600" align="center" bgcolor="#E52B50">
<tbody>
<tr>
<td bgcolor="#ffffff" width="550">
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<p style="text-align: center;"><strong>Consulta la pagina di ricerca ristoranti</strong></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.viadeigourmet.it/viaggi-gourmet/la-valle-itria-fuori-stagione.html">La Valle d’Itria da ottobre ad aprile. Sei motivi per visitare sei borghi pugliesi fuori stagione</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.viadeigourmet.it">Via dei Gourmet</a>.</p>
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		<title>Fame &#8211; Roma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Beniamino Del Frigo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Dec 2017 22:15:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/ristoranti/fame-roma.html" target="_blank"><img width="300" height="182" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/12/fame-roma-300x182.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="fame roma" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/12/fame-roma-300x182.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/12/fame-roma-694x420.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/12/fame-roma.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<p>Se questo è il nuovo che avanza, ci piace. Giorgio e Giulia gestiscono un piccolo locale alle spalle di piazza Re di Roma perfetto per quattro chiacchiere tra amici, con una manciata di posti a sedere, una grande lavagna con i piatti del giorno, toni caldi, servizio cordiale e sempre sorridente, poche birre artigianali ben scelte. A pranzo l’offerta di Fame bada al sodo, con primi piatti di buona fattura e pietanze del giorno. La sera, spazio ai fametti bites, assaggini che variano ogni giorno in base all’estro di Giorgio. Stagionali e gustosi i nostri ultimi assaggi, come la vellutata [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.viadeigourmet.it/ristoranti/fame-roma.html">Fame &#8211; Roma</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.viadeigourmet.it">Via dei Gourmet</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/ristoranti/fame-roma.html" target="_blank"><img width="300" height="182" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/12/fame-roma-300x182.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="fame roma" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/12/fame-roma-300x182.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/12/fame-roma-694x420.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/12/fame-roma.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div><p>Se questo è il nuovo che avanza, ci piace. Giorgio e Giulia gestiscono un piccolo locale alle spalle di piazza Re di Roma perfetto per quattro chiacchiere tra amici, con una manciata di posti a sedere, una grande lavagna con i piatti del giorno, toni caldi, servizio cordiale e sempre sorridente, poche birre artigianali ben scelte.</p>
<p>A pranzo l’offerta di <strong>Fame</strong> bada al sodo, con primi piatti di buona fattura e pietanze del giorno. La sera, spazio ai <em>fametti bites</em>, assaggini che variano ogni giorno in base all’estro di Giorgio. Stagionali e gustosi i nostri ultimi assaggi, come la <strong>vellutata di carote e zenzero</strong>, lo <strong>sformatino di funghi e cavolo nero con bechamelle vegana</strong>, il <strong>cheesecake di kaki</strong>. Non manca tuttavia qualche proposta di maggiore sostanza, come l’<strong>hamburger di scottona</strong> servito al piatto con pesto e stracciatella.</p>
<div id="attachment_31853" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-31853" class="wp-image-31853 size-full" title="Hamburger Fame Roma" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/12/fame-roma-hamburger-e1513029865633.jpg" alt="fame roma hamburger" width="600" height="545" /><p id="caption-attachment-31853" class="wp-caption-text">Fame Roma, Hamburger di salsiccia di Norcia con cicoria, scamorza e salsa bbq</p></div>
<div id="attachment_31854" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-31854" class="size-full wp-image-31854" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/12/fame-roma-trofie.jpg" alt="fame roma trofie" width="600" height="600" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/12/fame-roma-trofie.jpg 600w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/12/fame-roma-trofie-150x150.jpg 150w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/12/fame-roma-trofie-300x300.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /><p id="caption-attachment-31854" class="wp-caption-text">Fame Roma: trofie al pesto di menta, basilico e lime con granella di mandorle</p></div>
<p>Ma più di tutto, piacciono l’atmosfera e il sorriso dei clienti che vi circondano, che, senza troppe pretese, hanno tutti l’aria di aver trovato quel che cercavano.</p>
<ul>
<li class="even typeTextfield group1"><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/due_cuori_m.png" alt="due_cuori_m" width="72" height="32" /></span></a></li>
</ul>
<table border="0" width="600" align="center" bgcolor="#E52B50">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;" bgcolor="#ffffff" width="550">
<p style="text-align: center;"><strong>Leggi le altre <a href="http://www.viadeigourmet.it/ristoranti-di-roma">recensioni di ristoranti della capitale</a></strong></p>
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</tbody>
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		<title>Nido del Pettirosso &#8211; Roma</title>
		<link>http://www.viadeigourmet.it/ristoranti/nido-del-pettirosso-roma.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Beniamino Del Frigo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2017 15:31:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/ristoranti/nido-del-pettirosso-roma.html" target="_blank"><img width="300" height="182" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/05/nido-del-pettirosso-300x182.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Nido del Pettirosso Roma" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/05/nido-del-pettirosso-300x182.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/05/nido-del-pettirosso-694x420.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/05/nido-del-pettirosso.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<p>In nome della buona cucina, andateci. E fatelo il prima possibile. Perché posti come questi vanno promossi, sostenuti, lodati. Non ne esistono molti, in fondo. Centro di Roma. Una giungla. Di qualità: pochi. Ambiente vintage, come si conviene al quartiere. Pazienza, segno dei tempi. Mezza insegna, che altrimenti – al momento – non si può. Ditelo al Ministero degli Interni: se non altro i clienti cambiano spesso, ma in apparenza potrebbe essere l&#8217;unico vantaggio. Invece c&#8217;è una clientela che cresce, mese dopo mese. Entrate e vi ritrovate in Francia. In sala Patrick Nicolas Torti. Ai fornelli Raul Natividad Grados, scuola [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/ristoranti/nido-del-pettirosso-roma.html" target="_blank"><img width="300" height="182" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/05/nido-del-pettirosso-300x182.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Nido del Pettirosso Roma" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/05/nido-del-pettirosso-300x182.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/05/nido-del-pettirosso-694x420.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/05/nido-del-pettirosso.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div><p>In nome della buona cucina, andateci. E fatelo il prima possibile. Perché posti come questi vanno promossi, sostenuti, lodati. Non ne esistono molti, in fondo.</p>
<p>Centro di Roma. Una giungla. Di qualità: pochi. Ambiente vintage, come si conviene al quartiere. Pazienza, segno dei tempi. Mezza insegna, che altrimenti – al momento – non si può. Ditelo al Ministero degli Interni: se non altro i clienti cambiano spesso, ma in apparenza potrebbe essere l&#8217;unico vantaggio. Invece c&#8217;è una clientela che cresce, mese dopo mese.</p>
<p>Entrate e vi ritrovate in Francia. In sala <strong><span class="_5yl5">Patrick Nicolas Torti</span></strong>. Ai fornelli <strong><span class="_5yl5">Raul Natividad Grados</span></strong>, scuola Caceres, vedi <a href="http://www.viadeigourmet.it/ristoranti/metamorfosi-roma.html">Metamorfosi</a>. Vini, pochi. Servizio: se capite quello che dicono, bravi. Cucina: top cinque di Roma, senza nessun dubbio. Nessun senso, eppure la direzione è precisa: nessun paragone per questo prezzo.</p>
<p>Alla carta: lingua di manzo con sedano rapa salsa all&#8217;huacatay cipolla al sale e mayonnaise di gamberi (segnatelo tra i piatti dell&#8217;anno, qualunque sia il mese in cui stiate leggendo), tonno rosso con salsa al gomasio avocado e miele d&#8217;uva, conchiglioni ripieni di scorfano crudo con con brodo di pesce ed erbe aromatiche, coscia di coniglio con salvia all&#8217;ananas carote arrostite e gelo di mirtillo, tarte tatin con gelato al latte di capra e liquore di pere al Cognac.</p>

<img loading="lazy" decoding="async" width="694" height="420" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/05/nido-del-pettirosso-tonno.jpg" class="attachment-large size-large" alt="nido del pettirosso tonno" link="none" columns="1" size="large" ids="28728,28726" orderby="post__in" include="28728,28726" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/05/nido-del-pettirosso-tonno.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/05/nido-del-pettirosso-tonno-300x182.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 694px) 100vw, 694px" />
<img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="454" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/05/nido-del-pettirosso-coniglio.jpg" class="attachment-large size-large" alt="nido del pettirosso coniglio" link="none" columns="1" size="large" ids="28728,28726" orderby="post__in" include="28728,28726" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/05/nido-del-pettirosso-coniglio.jpg 750w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/05/nido-del-pettirosso-coniglio-300x182.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2017/05/nido-del-pettirosso-coniglio-694x420.jpg 694w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" />

<p>Al Nido del Pettirosso l&#8217;impressione è quella di muoversi tra l&#8217;ottimo e l&#8217;eccellente, su ogni portata. Divertitevi.</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/tre_picche_m.png" alt="tre_picche_m" width="93" height="32" /></span></a></p>
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		<title>Temakinho &#8211; Roma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Beniamino Del Frigo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2015 16:26:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/ristoranti/temakinho-roma.html" target="_blank"><img width="300" height="182" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2015/10/temakinho-roma-300x182.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="temakinho-roma" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2015/10/temakinho-roma-300x182.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2015/10/temakinho-roma-694x420.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2015/10/temakinho-roma.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<p>C’era bisogno di un po’ di Milano a Roma? Tutto considerato sì, a giudicare dal successo di questo piccolo locale che sotto la Madonnina era già di culto e che qui, lungo la street capitolina degli etnici, è diventato una vera attrazione. Perché Roma è stanca della sua stessa stanchezza, dei servizi approssimativi, dell’igiene dubbia, e Temakinho, per sua fortuna, offre qualcosa di diverso. Di più formale, se vogliamo. Formale nel look e persino nei gusti. A ben guardare, tutto è fin troppo ben studiato perché un occhio poco attento possa resistere al fascino di questa cucina giappobrasiliana, avvolta da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/ristoranti/temakinho-roma.html" target="_blank"><img width="300" height="182" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2015/10/temakinho-roma-300x182.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="temakinho-roma" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2015/10/temakinho-roma-300x182.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2015/10/temakinho-roma-694x420.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2015/10/temakinho-roma.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div><p>C’era bisogno di un po’ di Milano a Roma? Tutto considerato sì, a giudicare dal successo di questo piccolo locale che sotto la Madonnina era già di culto e che qui, lungo la street capitolina degli etnici, è diventato una vera attrazione.</p>
<p>Perché Roma è stanca della sua stessa stanchezza, dei servizi approssimativi, dell’igiene dubbia, e <strong>Temakinho</strong>, per sua fortuna, offre qualcosa di diverso. Di più formale, se vogliamo. Formale nel look e persino nei gusti.</p>
<p>A ben guardare, tutto è fin troppo ben studiato perché un occhio poco attento possa resistere al fascino di questa cucina giappobrasiliana, avvolta da un alone di piccolo mistero e divenuta mito nel giro di pochi anni. D’altra parte mito, ce lo dicono da piccoli, vuol dire racconto.</p>
<p>E come lo si crea questo racconto in tempi moderni? Basta rispettare poche regole. Una di queste è porre l’origine dell’oggetto da mitizzare lontano nel tempo e nei luoghi. Deve essere qualcosa di già esistente, di già apprezzato altrove, a cui aggiungere un po’ di colore.</p>
<p>Naturalmente non è necessario sentirsi un po’ ingenui per il fatto di non conoscere le tradizioni culinarie dell’enclave giapponese di San Paolo. Però aiuta, fa parte del gioco. Finisce che dobbiamo assaggiare, metterci al passo.</p>
<p>Scattato il meccanismo, tutto va in discesa, dal momento in cui vi suggeriscono un <strong>cocktail</strong> per accompagnare <strong>rolls</strong> e <strong>temaki</strong>. Un ceviche, perché no, spezzerà la monotonia risocentrica. Pazienza se non è molto ortodosso nel taglio, se il lime si avverte poco o nulla, se sulla materia prima si va bene ma non benissimo. Segue all’incirca il menu di un giapponese cittadino qualunque, aggiungendo un po’ di mango qua, un po’ di maracuja più in là, e poco altro.</p>
<p>Sui 45 euro, con buone possibilità di fare bella figura, consigliandolo a qualcuno, purché non sia tra i nostri lettori.</p>
<div id="stcpDiv">
<ul>
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		<title>Pizza Cube &#8211; Roma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Beniamino Del Frigo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2015 12:29:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Street food]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/street-food/pizza-cube-roma.html" target="_blank"><img width="300" height="182" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2015/10/pizza-cube-roma-300x182.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="pizza cube roma" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2015/10/pizza-cube-roma-300x182.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2015/10/pizza-cube-roma-694x420.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2015/10/pizza-cube-roma.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<p>Son buoni tutti a dire lunga lievitazione, fateci vedere come è davvero il vostro prodotto. Ripetendo questo silenzioso mantra ci aggiriamo per le pizzerie a taglio, a metà negli anni ’10. Pizza Cube, di cui si parla molto poco, è tra gli indirizzi che più ci hanno convinto. Apertura neanche troppo recente (un paio d’anni), non è mai diventata franchising forse per troppo amor dell’arte, a dispetto di un marchio che sembra suggerire il contrario. Dunque materia prima selezionata, fritti eseguiti al momento (ottimi i fiori di zucca), personale sorridente e ben organizzato. Il bancone è un susseguirsi di grandi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/street-food/pizza-cube-roma.html" target="_blank"><img width="300" height="182" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2015/10/pizza-cube-roma-300x182.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="pizza cube roma" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2015/10/pizza-cube-roma-300x182.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2015/10/pizza-cube-roma-694x420.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2015/10/pizza-cube-roma.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div><p>Son buoni tutti a dire lunga lievitazione, fateci vedere come è davvero il vostro prodotto. Ripetendo questo silenzioso mantra ci aggiriamo per le <strong>pizzerie a taglio</strong>, a metà negli anni ’10.</p>
<p><strong>Pizza Cube</strong>, di cui si parla molto poco, è tra gli indirizzi che più ci hanno convinto. Apertura neanche troppo recente (un paio d’anni), non è mai diventata franchising forse per troppo amor dell’arte, a dispetto di un marchio che sembra suggerire il contrario. Dunque materia prima selezionata, <strong>fritti eseguiti al momento</strong> (ottimi i fiori di zucca), personale sorridente e ben organizzato.</p>
<p>Il bancone è un susseguirsi di grandi classici e variazioni sul tema, senza strafare. Menzione speciale per la <strong>pizza con pomodoro, provola e pecorino</strong> e per quella con <strong>mozzarella di bufala e chiodini</strong>.</p>
<p><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <span class="itemExtraFieldsValue"><a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/quattro_fiori.png" alt="quattro_fiori" width="116" height="32" /></a></span></p>
<hr />
<p>Scopri tutte le recensioni di street food in Italia: <a href="http://www.viadeigourmet.it/categoria/street-food">www.viadeigourmet.it/categoria/street-food</a></p>
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		<title>Pino al Mare &#8211; Santa Severa</title>
		<link>http://www.viadeigourmet.it/ristoranti/pino-al-mare-santa-severa.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Beniamino Del Frigo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2015 07:53:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/ristoranti/pino-al-mare-santa-severa.html" target="_blank"><img width="300" height="182" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2015/06/pino-al-mare-s-severa-300x182.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="pino-al-mare" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2015/06/pino-al-mare-s-severa-300x182.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2015/06/pino-al-mare-s-severa-694x420.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2015/06/pino-al-mare-s-severa.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<p>Il litorale del Lazio è attraversato da una specie di linea gotica, più o meno all’altezza di Fregene. A Nord vive il nemico. Non che a Sud sia tutto rose e fiori eduli, ma chi ama la qualità sul litorale nord se la passa davvero male, prova ogni anno a scambiare informazioni tra amici, il problema è che alla fine i posti buoni son sempre quelli. Uno di questi è Pino al Mare, splendido infiltrato. Sopravvive – anzi prospera – perché sa come confondersi. Stabilimento, camere e tanti coperti, ma anche tanta tradizione e tanto saper fare; a questi tavoli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/ristoranti/pino-al-mare-santa-severa.html" target="_blank"><img width="300" height="182" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2015/06/pino-al-mare-s-severa-300x182.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="pino-al-mare" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2015/06/pino-al-mare-s-severa-300x182.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2015/06/pino-al-mare-s-severa-694x420.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2015/06/pino-al-mare-s-severa.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div><p>Il litorale del Lazio è attraversato da una specie di linea gotica, più o meno all’altezza di Fregene. A Nord vive il nemico. Non che a Sud sia tutto rose e fiori eduli, ma chi ama la qualità sul litorale nord se la passa davvero male, prova ogni anno a scambiare informazioni tra amici, il problema è che alla fine i posti buoni son sempre quelli. Uno di questi è <strong>Pino al Mare</strong>, splendido infiltrato. Sopravvive – anzi prospera – perché sa come confondersi.</p>
<p>Stabilimento, camere e tanti coperti, ma anche tanta <strong>tradizione</strong> e tanto saper fare; a questi tavoli sono passate generazioni di bel mondo (persino tra i Vip esistono persone astute), che mangiano fianco a fianco a turisti e allegre famigliole. Al timone la famiglia Vincenzi, con Simone a dare giovane linfa in sala.</p>
<p><strong>Crudi</strong> di giornata ben assortiti, tortino di riso Venere con battuto di gamberi bianchi e lamelle di bottarga, linguine piccanti con zafferano orata e zucchine, <strong>spaghetti alle vongole</strong> da mettere sul dizionario illustrato.</p>
<p>Bella anche la filosofia che permea la scelta del pescato destinato ai secondi piatti. Poche banalità, il resto è polarizzato tra il prestigio dei grandi <strong>crostacei</strong> e le proposte di <strong>pesce povero</strong> (ma anche tanto bello e tanto fresco).</p>
<p>Si torna con piacere, come nei supermercati dei vecchi spot, perché non mancano convenienza, qualità e c’è pure l’ampio parcheggio. Senza contare che, a memoria di uomo, non esistono supermercati con vista mare.</p>
<ul>
<li class="even typeTextfield group1"><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/due_picche_m.png" alt="due_picche_m" width="67" height="32" /></span></a></li>
</ul>
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		<title>Pipero al Rex &#8211; Roma</title>
		<link>http://www.viadeigourmet.it/ristoranti/pipero-al-rex-roma.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Beniamino Del Frigo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2015 07:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/ristoranti/pipero-al-rex-roma.html" target="_blank"><img width="300" height="181" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2012/01/pipero-al-rex-300x181.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="pipero al rex" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2012/01/pipero-al-rex-300x181.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2012/01/pipero-al-rex-694x420.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2012/01/pipero-al-rex.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<p>Da Febbraio 2017 il ristorante Pipero non si trova più all&#8217;interno dell&#8217;Hotel Rex, ma in corso Vittorio Emanuele II. Leggi la recensione di Pipero Roma. Le Recensioni di Via dei Gourmet:</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.viadeigourmet.it/ristoranti/pipero-al-rex-roma.html" target="_blank"><img width="300" height="181" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2012/01/pipero-al-rex-300x181.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="pipero al rex" decoding="async" loading="lazy" srcset="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2012/01/pipero-al-rex-300x181.jpg 300w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2012/01/pipero-al-rex-694x420.jpg 694w, http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/2012/01/pipero-al-rex.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div><p>Da Febbraio 2017 il ristorante Pipero non si trova più all&#8217;interno dell&#8217;Hotel Rex, ma in corso Vittorio Emanuele II. Leggi la recensione di <a href="http://www.viadeigourmet.it/ristoranti/pipero-roma.html">Pipero Roma</a>.</p>
<p><strong>Le Recensioni di Via dei Gourmet:</strong></p>
<div class="osc-res-tab tabbable   osc-tabs-left"><div style="clear:both;width: 100%;"><ul class="nav osc-res-nav nav-tabs osc-tabs-left-ul" id="oscitas-restabs-2-pipero-al-rex-roma-36153"><li class="active"><a href="#ert_pane2-0" data-toggle="tab">Maggio 2015</a></li><li class=""><a href="#ert_pane2-1" data-toggle="tab">Gennaio 2012</a></li></ul></div><div style="clear:both;width: 100%;"><ul class="tab-content" id="oscitas-restabcontent-2-pipero-al-rex-roma-36153"><li class="tab-pane active" id="ert_pane2-0"></p>
<p>Quella proposta da <strong>Alessandro Pipero</strong> è una rivoluzione semplice e antica: misurare il valore di un ristorante osservando il grado di piacere complessivo che il cliente riceve dalla serata.</p>
<p>Nella bianchissima sala del <strong>Rex</strong> ogni senso è coinvolto, ogni disagio bandito anche per chi i ristoranti di lusso non ama o non può frequentarli. In qualunque gioco, per fare la differenza ad alti livelli, ci vogliono sia i fuoriclasse, sia lo spirito di squadra.</p>
<p>Di fuoriclasse qui ce ne sono almeno tre: Alessandro stesso, mente e maestro di cerimonie, ha una faccia così grande e così simpatica che anche se non volesse mettercela, finirebbe lo stesso dappertutto, quindi si è rassegnato ad essere sempre in prima linea da parecchi anni, dentro e fuori il ristorante, compresa una prolificità sui social ai confini del paranormale. Uno che sta sempre avanti, uno che con qualche lustro di onorato servizio alle spalle – sempre nell’eccellenza – puoi sorprendere ad avere l’umiltà di chiedere a un tavolo di turisti una recensione clemente su trip advisor (<em>è il 2015, bellezza, e non puoi farci niente</em>).</p>
<p><strong>Achille Sardiello</strong> è invece un maître di quelli di cui si è perso lo stampo, killer silenzioso del malumore, elegante sempre, pressante mai, qualcuno bravo direbbe che è il vero segreto del successo; in effetti non lo dice mai nessuno, ma il livello della critica in Italia è quel che è.</p>
<p>Poi c’è <strong>Luciano Monosilio</strong>, chef benedetto dal dio del gusto, seguito a ruota dalla sua allegra brigata.</p>
<p>Alessandro, Achille e Luciano: poco più di cent’anni in tre, all’anagrafe, spaventamila anni d’esperienza se si confronta la sapienza che ciascuno di loro ha acquisito con quella di tanti coetanei, persino più acclamati. E lo spirito, si diceva: servono più di due mani per sommare le stelle dei ristoranti che hanno solcato, se così si può dire. Ma varrebbe niente, se non lavorassero all’unisono, meticolosi, di quella meticolosità che solo chi sa essere scanzonato, un passo più in là, può trasformare in benessere.</p>
<p>Vi interessa ancora sapere dei piatti? Tanto, esclusa la maestosa <strong>carbonara</strong>, cambiano un po’ tutti. A metà maggio, <strong>crudo di manzo ripieno di bollito</strong> e servito con i condimenti tradizionali di quest’ultimo sferificati, giochino di consistenze anche tra <strong>seppie e piselli cotti con il wasabi</strong> (che tramezzino che ci verrebbe, la butta lì Pipero, che dei golosi è il re), un memorabile gambero metà cotto e metà crudo, fritto sì, ma solo dalla cintola in giù.</p>
<p>Non ricordiamo altro, anche perché con Alessandro in giro si beve sempre molto e molto bene. Che poi, una volta che sei qui, che ti vuoi criticare? Pensa a goderti la serata.</p>
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<li class="even typeTextfield group1"><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/quattro_picche_s.png" alt="quattro_picche_s" width="145" height="33" /></span></a></li>
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<p></li><li class="tab-pane " id="ert_pane2-1"></p>
<h5>Recensione di Federico Iavicoli del 22/01/2012:</h5>
<p>L’assegnazione della <em><a href="sistema-di-valutazione.html">stella</a> </em>a un locale aperto soltanto da un mese può apparire strana soltanto a chi non conosce <strong>Alessandro Pipero</strong> e la sua straordinaria professionalità. Maître e sommelier di fama nazionale, dopo anni trascorsi alla corte di <a href="http://www.viadeigourmet.it/ristoranti/open-colonna-roma.html">Antonello Colonna</a>, si è messo in proprio, dapprima ad Albano e ora a Roma, presso un piccolo ma confortevole hotel in zona di confine tra Esquilino e Monti, non lontano da via Nazionale.</p>
<p>Alessandro ha sempre avuto fiuto per gli chef; prima di <strong>Luciano Monosilio</strong>, il talentuoso ventisettenne  che dirige la cucina, la sua scuderia ha potuto contare su <em>Danilo Ciavattini</em>, ora all’Enoteca La Torre di Viterbo, e <em>Roy Caceres</em>, ora da <a href="http://www.viadeigourmet.it/ristoranti/metamorfosi-roma.html">Metamorfosi</a>.</p>
<p>Sette tavoli apparecchiati con eleganza, un’accoglienza perfetta, qualche idea brillante nell’organizzazione (fantastica quella della <em>carbonara </em>venduta a peso: 10 euro ogni 50gr.) e una carta dei vini che testimonia l’infinita competenza del patron.</p>
<p>Ma veniamo alle nuove più belle, che son quelle che arrivano dai fornelli: il celestiale <em>crudo di oca in pane croccante con senape al miele e mela verde cotta sotto vuoto</em> è già una sorta un cavallo di battaglia, che ci auguriamo possa restare in carta a lungo, oltre a essere, in assoluto, uno dei piatti più buoni mangiati quest’anno. Note liete anche per quanto riguarda gli <em>spaghetti mantecati di mare</em> (aglio e olio con ostrica frullata e uova di pesce volante), il <em>pollo di Bresse con maionese e ostrica</em>, i <em>tortelli d’abbacchio con spuma di pecorino</em>, il dessert <em>ananas &amp; ananas</em>.</p>
<p>L’ultima nota di merito è per il rapporto qualità/prezzo di un locale che già oggi è da annoverare tra i top cittadini.</p>
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<li class="even typeTextfield group1"><strong><span class="itemExtraFieldsLabel">Valutazione:</span></strong> <a href="http://www.viadeigourmet.it/sistema-di-valutazione"><span class="itemExtraFieldsValue"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.viadeigourmet.it/wp-content/uploads/quattro_picche_s.png" alt="quattro_picche_s" width="145" height="33" /></span></a></li>
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<p></li></ul></div></div>
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