Ristorante Metamorfosi – Roma

metamorfosi-ristorante-roma
Indirizzo:via Antonelli, 30/32 - 00197 Roma
Telefono:06 8076839
Sito internet:www.metamorfosiroma.it
Giorno chiusura:sabato a pranzo e domenica
Fascia di prezzo:100-130 euro
Tipo di locale:ristorante
Carte di credito:tutte
Andateci per:provare una delle cucine più interessanti di Roma

In questo elegante ristorante nel quartiere Parioli potete gustare le eccellenti creazioni dello chef Roy Caceres, che propone una cucina creativa di alto livello, accompagnata da una bella selezione di vini.

Leggi le recensioni del Ristorante Metamorfosi Roma:

  • Sembra un gioco di parole parlare del recente restyling, ma dobbiamo farlo. Metamorfosi, unico nel suo genere, si è rifatto il trucco senza esagerare. È più bello di prima, senza prestare il fianco alle critiche di quelli, come noi, a cui già piaceva.

    Roy Caceres è più in forma che mai e la sua cucina raggiunge a tratti un vero stato di grazia. Per prima cosa occorre superare l’incrocio obbligato con l’ottimo “uovo 65 gradi carbonara”, unico piatto che resiste negli anni in carta, e che forse ha superato la passatina di ceci con gamberi come piatto gourmet più imitato d’Italia degli ultimi trent’anni; incide presumibilmente il fatto che un uovo costi meno di un crostaceo.

    Può capitare di proseguire con due vere magie: il già collaudato risotto opercolato con funghi e nocciole, ma soprattutto la nuova pluma con verza scottata, sedano rapa, mostarda di mele e polvere di alghe e dragoncello, un piatto che senza la polvere di alghe sarebbe da manuale di cucina classica, ma nel quale il contrappunto iodato si mostra capace di far rimbalzare i sapori all’infinito, ora distinti, ora fusi in armonico incanto.

    In parole povere, dopo la pluma si può anche pagare il conto e anche andare a casa. Proponetelo ai vostri commensali: se sono veramente esperti, apprezzeranno. Altrimenti, superato lo stordimento, passate a un predessert di classe (cioccolato bianco, blu cheese e gel di Porto) e concludete con un dolce. In realtà non ricordiamo quale abbiamo mangiato noi, ma è sempre perché stavamo pensando ancora alla pluma.

    La carta dei vini vi ricorderà che nessuno è perfetto, ma considerato che i piatti del menu degustazione sono a sorpresa, apprezzerete che ci sia una discreta scelta sul versante bollicine.

    • Valutazione: quattro_picche_s

  • Recensione di Federico Iavicoli del 28/01/2013:

    Si sono rincorse a più riprese, negli ultimi mesi, voci che volevano Roy Caceres in procinto di abbandonare Metamorfosi. Per nostra e vostra fortuna questo non è accaduto, e a più riprese siamo tornati a trovare lo chef colombiano più amato della città, scoprendolo più in forma che mai.

    Bastano e avanzano le dita di una mano per contare, a Roma, il numero di cucine di tale tecnica, complessità, maturità.

    In un quartiere tradizionalmente restìo alle novità, Metamorfosi è un’isola felice, con interni moderni ed eleganti, illuminazione ben studiata, servizio d’alto livello.

    Se l’uovo 65 gradi carbonara è il piatto simbolo, non da meno ci sono parse proposte come il crudo di wagyu arricchito da ‘nduja e brodo tiepido di funghi, il risotto rosso e cremoso con emulsione di fassona blu del Monviso ed erbe, l’agnello con cavolfiore arrostito, cedro e liquirizia e il dessert di rabarbaro, cardamomo e mela.

    Bene anche i vini, centrati sul menu, senza grandi concessioni alle mode.

    • Valutazione: quattro_picche

  • Recensione di Erica Battellani del 22/06/2011:

    Roy Caceres ha un viso sorridente e solare e modi estremamente gentili. Caratteristiche che si riflettono in una cucina radiosa e appagante. Lo chef colombiano, dopo anni in giro per l’Italia e dopo l’esperienza da Pipero ad Albano Laziale, è approdato nella capitale, in questo moderno locale del quartiere Parioli.

    Tutto fila a dovere, da un servizio attento e professionale a una carta dei vini che, pur non essendo amplissima, offre una selezione di qualità dai ricarichi corretti.

    Ma il bello arriva dalla cucina! Cominciamo benissimo con i vegetali croccanti (una soave tempura) accompagnati dal rinfrescante (e delizioso) sorbetto al carpione, e con un classico di Roy Caceres, l’uovo 65°, in questa stagione servito con pomodoro e basilico. Eccellenti anche i nostri primi: ceci e baccalà in tortello (rivisitazione di un classico romano molto ben riuscita) e “pomodori vestiti” (di una sottile e perfetta pasta) con alici e burrata, un piatto quest’ultimo equilibratissimo nelle note dolci/salate/acide. Ci fermiamo a un solo secondo: agnello croccante alle mandorle con melanzane e crema gelata al “gin epro” (ovvero gin e ginepro), buonissimo.

    L’emozione di una cena davvero piacevolissima si chiude con un dolce che, leggendo sul menu, potrebbe sembrare pesante, mentre si rivela leggero, profumatissimo (grazie alla delicata affumicatura), perfetto per una chiusura in bellezza: cioccolato, banane caramellate e Armagnac.

    • Valutazione: tre_picche_m

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