Nuove aperture a Milano: un’estate bollente, dai ristoranti internazionali agli street food gourmet

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Il caldo non sazia l’appetito imprenditoriale della ristorazione a Milano. L’estate nella città meneghina si fa rovente di nuovi progetti, nuovi locali e nuove mete di pellegrinaggio gourmet da provare, anche per chi non è ancora partito per le agognate ferie o per chi sarà costretto a rimanere in città anche ad agosto. La città gastronomica più internazionale d’Italia vede aprire nel suo cuore dai ristoranti di cucina straniera e fusion alle tipicità locali, dagli street food gourmet ai ristoranti super food only, per 10 nuove aperture da non perdere.


10 nuove aperture a Milano da provare nell’estate 2018

Alchimia

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Un ristorante gourmet che farà molto da parlare di sé: Alchimia in viale Premuda 34 è stato creato dal food&beverage manager del Mandarin Oriental di Milano, Alberto Tasinato, insieme a Samuele Serra, presidente della Milano Restaurant Group, Edoardo Veronoli, che ha studiato gli spazi, e Patrizia Riccardi, proprietaria dell’immobile. In cucina la squadra si completa dello chef Davide Puleio, ex sous chef di Pipero a Roma e Valerio Trentani, ex maître del Seta del Mandarin Oriental. Una cucina che vuole portare un po’ di spettacolarità in sala, con un ritorno del servizio al guéridon.

Egalité

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Un tocco di Francia a Milano. In via Melzo 22 in zona Porta Venezia, ha aperto la prima boulangerie francese firmata dal maestro boulanger Thierry Loy, insieme all’architetto e imprenditore Tiziano Vudafieri. Aperto dalle 7 alle 21 si trova ogni tipo di delizia parigina: dai classici croissant al croque monsieur, passando per le tartine e le tarte tatin, senza soluzione di continuità.

FUD

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Si chiama FUD perché food si pronuncia così in inglese. E FUD vuole un po’ fare il verso a tutto quello che è internazionale, loro che dalla Sicilia hanno portato il meglio dei piccoli produttori selezionati da Andrea Graziano. Dopo le aperture a Catania e Palermo sono approdati in via Casale all’8 con uno street food gourmet e una ricca bottega di prodotti siciliani. Partners in crime su Milano i ristoratori Vittorio e Saverio Borgia di Bioesserì in Brera.

Gnoko on the road

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Da street food emiliano che impazzava su strada a localino in zona Abruzzi (in via Tiepolo 1) dove gustare lo gnocco fritto appena fatto con i salumi di Eat in Parma, salumificio di Parma, appunto. “Si dice IL gnocco fritto” redarguiscono Martina e Andrea, come nella vera tradizione emiliana. La pasta dello gnocco viene preparata, lasciata lievitare e tirata a mano davanti agli occhi di chi la ordina, quindi fritta e servita, fumante, per essere mangiata. Carino anche lo “gnocco dello studente” da 1,5 o 2 euro, già ripieno, da sbocconcellare in mobilità.

Pescaria

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Pescaria ha fatto il bis a Milano e ha appena aperto in via Solari al 12. I panini gourmet di Polignano a Mare sono subito stati presi d’assalto dagli amanti del pesce. La strategia di marketing ha colto nel segno, dato che la proprietà è di Brainpull, agenzia che con Domingo Iudice, direttore marketing, l’imprenditore Bartolo L’Abbate e Lucio Mele in cucina, ha venduto oltre 3000 panini in meno di un mese nella prima sede, con il 70% dei clienti reclutati sui social.

Pokeia

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Il pokè hawaiano è il nuovo must di Milano e l’indirizzo giusto per provarlo è in via Magolfa 25/27 in zona Navigli. I protagonisti in campo sono sicuramente di calibro in città: Flavio Angiolillo, che con Mag Cafè, Backdoor 43, 1930 e Iter è l’imprenditore dei cocktail meneghino, e Marco De Crescenzio, co-founder del Milanese Imbruttito. Al ristorante invece Stefania Giotta compone la ciotola pokè con gli ingredienti desiderati (riso, vegetali e proteina) oppure si posso ordinare i signature della carta, accompagnati da cocktail studiati ad hoc. Una nota di merito ai dolci e al delizioso crumble di arachidi che sorregge le sfere golose.

Spacco

La zona è quella di Corso Como (via De Cristoforis 2) ma Spacco nasce per essere molto democratico e semplice, anche solo per una merenda in velocità e non per forza per una cena. Una tasca di pane da spaccare al momento, dove un ripieno da ottima trattoria casalinga completa la diagonale di un panino leggero quanto gustoso. Gli spacchi da non perdere? Il pornozola, con stracciatella al gorgonzola e tartufo nero, e il gambero confit con la salsa al guacamole.

Shimokita

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Un angolo pop del Giappone, come il quartiere di Tokyo di cui porta il nome, in via Archimede 14. Tanti i piatti giapponesi rivisitati in chiavi internazionale. La quarta apertura del gruppo Luca Guelfi, dopo Saigon, Canteen e Petit, sembra costruita apposta per i millennials.  Alternativo e bohémien, hipster e di tendenza, con opere di street art e scritte fluo. Cosa provare? I rolls con gambero e astice marinato allo yuzu, il maialino con marmellata di pomodori verdi e la shabu shabu kobe beef. Ma meglio tenere spazio per il dolce, firmato dalla giovane pastry chef Ilaria Forlani, premiata di recente come Food Designer 2017 ai Foodcommunity Awards di Milano.

Social Market- Fish&Chips

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Il nuovo take away del fish ‘n chips è al Mercato Comunale di Piazza XXIV Maggio, zona Navigli, perfetto per un aperitivo all’anglosassone. Si va dal classico merluzzo bianco fritto in pastella e salsa di piselli fatta in casa agli shrimp&co (gamberoni e melanzane con maionese al rafano) al chick n’ chips (pollo allevato a terra marinato con lime e spezie e salsa allo yogurt ed erbe aromatiche), serviti assieme a patate rustiche con la buccia. Menu curato dall’expertise dello chef Luca Miele di Vista Darsena.

Wagamama

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La catena Wagamama da Londra è finalmente approdata a Milano, proprio accanto al Duomo, in via San Pietro all’Orto. 600 metri quadrati su due piani, 200 coperti e un menu mastodontico di oltre 50 portate per viaggiare in lungo e in largo per l’oriente. Tra i must da provare il Wagamama ramen, il signature della catena (pollo grigliato, maiale barbecue, chikuwa, cozze e gamberi su noodles, in un ricco brodo di pollo con dashi e miso, guarnito con songino e valeriana, menma, cipollotto, wakame e mezzo uovo morbido aromatizzato al tè).

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