Prekmurie, l’altra Slovenia

Prekmurie, l'altra Slovenia

I grandi orange wine come quelli di Movia o Klinec, la cucina stellata di chef come Ana Roš e Tomaž Kavčič, il fascino sempre più contemporaneo e vivace di Lubiana, il verde del Collio Sloveno (Brda) e il blu intenso dei laghi come quelli di Bled e Bohinj, incorniciati da boschi e romantici castelli. Grazie alla bellezza della sua natura e delle sue città e a un repertorio enogastronomico davvero interessante e in gran fermento, e pure alla sua vicinanza – a scavallare da Trieste o dal Collio, è un attimo – negli ultimi anni la Slovenia è diventata una meta molto apprezzata dai viaggiatori italiani.

Tuttavia, anche se non si tratta di un Paese grandissimo (copre una superficie di circa 20km², 1/15 dell’Italia) restano ancora alcune aree a noi poco conosciute, frequentate soprattutto dal turismo proveniente dai Paesi confinanti dell’Europa Centrale. Per esempio la regione di Pomurje, che occupa la parte slovena della Pianura Pannonica, al confine con Austria, Ungheria e Croazia. Attraversato dal fiume Mura – che scorre dall’Austria alla Croazia segnando le frontiere tra i diversi stati per alcuni tratti – il territorio di Pomurje, è diviso dal corso d’acqua in due regioni storiche: da un lato la Stiria (Štajerska), famosa per i suoi vini, e dall’altro Prekmurje (l’Oltremura), un’area rurale insolitamente pianeggiante per questa parte d’Europa, rimasta piuttosto ai margini del processo di modernizzazione che ha trasformato l’ex stato jugoslavo in uno dei Paesi europei più dinamici.

Qui le cose sono rimaste piuttosto simili nel corso degli ultimi decenni, ma non immobili, e l’influenza austro-ungarica si fa sentire ancora forte soprattutto nelle tradizioni gastronomiche, rendendo una gita da queste parti una bella occasione di esplorazione di sapori e usanze poco note: dagli squisiti salumi e carni di Mangalitza – la razza suina ungherese famosa per il pelo lungo e riccio e per il sapore intenso – ai semi di zucca, da cui si ottiene praticamente di tutto (dall’olio alle salse) fino alle insolite ricette tipiche. Eppure, una delle maggiori risorse di questa terra è l’acqua. Ricca di sorgenti geotermiche, oltre che di fiumi, laghi e bacini artificiali, la zona di Prekmurje – un tempo sede del bacino pannonico, un mare ormai scomparso – è famosa per i centri termali di Moravske Toplice (località a poca distanza dalla città di Murska Sobota, centro principale della regione). Ma sono anche molte le aziende che hanno saputo sfruttare la ricchezza d’acqua e l’energia da essa sviluppata per lanciare avventure imprenditoriali di successo, spesso all’avanguardia.

Ecco le scoperte più interessanti – tra assaggi, indirizzi e tradizioni – che abbiamo fatto in occasione di un recente viaggio all’estremità orientale della Slovenia invitati da Best Press Story, agenzia specializzata nel costruire viaggi stampa fuori dai soliti itinerari per far conoscere nuovi volti della Slovenia.

1) La storia

Il Museo di Murska Sobota, la città principale della regione di Prekmurje. Ospitato nel castello d’origine medievale, ricostruito in stile rinascimentale nel Settecento, dal 1995 il Museo – premiato come European Museum of the Year nel 1999 – ospita diverse sezioni molto interessanti (dai ritrovamenti archeologici alle testimonianze antropologiche) che ricostruiscono la storia e la cultura locale dall’Età della Pietra al Ventesimo secolo.

2) Dalla zucca al pomodoro, la regione in vetrina

itinerario slovenia spricer

Ospitato in una bella palazzina d’inizio Novecento di Murska Sobota, il Treasury of Prekmurje Goods (Slovenska ulica 41) è insieme l’ufficio d’informazioni turistiche e una sorta di showroom del meglio dell’artigianato locale, gastronomico e non solo. Curiosando tra gli scaffali si possono scoprire molte delle specialità locali, da assaggiare anche al bancone o seduti ai tavolini del caffè. Dall’olio di semi di zucca al buonissimo “paté” da spalmare sul pane ottenuto dagli stessi semi, dalla pasta di grano saraceno (altro prodotto coltivato in zona da sempre) al miele. Non mancano bevande insolite, come lo špricer – popolare bevanda a base di vino bianco e soda, bevuta come aperitivo – e lo snops (una sorta di grappa) al pomodoro, coltivato nelle serre riscaldate con l’energia geotermica da compagnie come Lušt.

3) La Bogračiada di Murska Sobota

Ogni anno in primavera la città si anima per la giornata dedicata al Bograč, il tipico stufato locale a base di carne (manzo, maiale e cervo), cipolle, patate, spezie e paprika dolce, tutto cotto lentamente nel forno a legna. Le squadre di cuochi casalinghi propongono la propria ricetta per le strade, e i passanti votano la preferita. Durante tutto l’anno, comunque, il Bograč non manca mai nei menu locali. Ne trovate una buona versione alla storica taverna Zvezda, nel centro della città.

4) Cioccolato&co

itinerario slovenia passero

Praline e tavolette preparate nel laboratorio a vista da Tomaž Sotošek, sugli scaffali che circondano il bancone confetture, vino, olio di semi di zucca e salumi, tutti prodotti dell’azienda della famiglia della moglie Jazmina, originaria della Sicilia ma in Slovenia ormai da molto tempo. Passero è il nome dell’azienda e della cioccolateria, e si riferisce proprio al nome italiano dell’uccello raffigurato nel logo. La cioccolata di Tomaž è davvero buona e ai gusti classici si affiancano quelli che prendono ispirazione dal territorio: dalle barrette ai semi di zucca alle praline con ganache al grano saraceno, fino a quelle con il prosciutto!

5) A tutto maiale

itinerario slovenia kodila

E a proposito di maiale: per apprezzare al meglio l’antica tradizione norcina locale e il sapore intenso dei maiali allevati in zona – che siano quelli di razza Mangalitza in arrivo dall’Ungheria o quelli della razza autoctona Krskopolski – l’indirizzo giusto è la Sunkarna Kodila guidata da Janko Kodila. Il prosciuttificio di famiglia dove si lavorano, affumicano e stagionano secondo tradizione (d’influenza ungarica) prosciutti, salami, capocolli, lardo e altro ancora, oggi ospita anche un bel ristorante con terrazza dove assaggiare in pieno relax i prodotti della casa e i robusti piatti a base di carne (non solo suina) preparati dal giovane chef Daniel Sukič, che dal Canada è tornato nella terra dei suoi genitori e della sua fidanzata.

6) Il lato dolce di Pomurje

itinerario slovenia prleska

Per i più golosi, non mancano i dessert locali. La vera gloria dolce del Prekmurje è la Premurska Gibanica che ha poco a che vedere con il quasi omonimo dolce balcano; in questo caso infatti si tratta di un dolce a strati farcito con formaggio quark, mele, noci, uvetta e semi di papavero. Ne abbiamo assaggiato un’ottima versione proprio da Kodila. Nella zona della Stiria, invece, troviamo la Prleška Gibanica: dall’aspetto simile a quello di una pizza ripiena, è composto da un sottile strato di sfoglia croccante (che ricorda la pasta fillo, o la sfoglia dello strudel) ripieno di panna acida, formaggio, uvetta e a volte miele, cotta al forno a legna. Squisita quella proposta alla Domačija Firbas, agriturismo e fattoria didattica nel villaggio di Cerkvenjak dove ci si può fermare per mangiare o per fare scorte dei prodotti della casa – tra cui un delizioso succo di pera e tante conserve di frutta e verdura – ma pure per un soggiorno all’insegna della natura e dell’accoglienza familiare. Si dorme in comode camere, nelle “tende” di legno in giardino (spartane ma suggestive) o nel fienile, tra amache e balle di fieno.

7) I vini: dal Sipon alle bollicine

itinerario slovenia puklavec

Soprattutto la zona della Stiria è famosa per i suoi vigneti e i suoi vini, anche se noi francamente amiamo di più quelli del Collio e del Carso sloveni e della valle del Vipacco. Nella zona di Prekmurje, la cantina da visitare è Marof, che produce ottimi rossi di struttura perfetti per accompagnare la cucina locale. In Stiria, tra I nomi più noti c’è quello della Puklavec Family a Ormož, che abbina i grandi numeri e la grande varietà – tra vitigni autoctoni come il profumato Šipon (o furmint), e quelli internazionali – a una qualità più che discreta soprattutto per le etichette della linea top Seven Numbers. Gli amanti delle bollicine, invece, troveranno pane per i loro denti alla storica cantina Radgonske Gorice – la più antica e grande dell’intera Slovenia – a Gornja Radgona. Fondata oltre 250 anni fa, oggi annovera circa 500 ettari e delle spettacolari grotte sotterranee (un tempo usate come neviere) dove invecchiano le bottiglie di penine, vino spumante realizzato con il metodo Charmat (linea Argento) o champenois (linea Oro). La tradizione della spumantizzazione fu introdotta qui nel 1953 da Alojz Klenovšek, di ritorno dalla Francia, e continua tuttora.

8) L’indirizzo gourmet

itinerario slovenia rajh restaurant

Per una cena raffinata, l’indirizzo da non perdere è il Rajh Restaurant a Murska Sobota, parte dei JRE. Nato come semplice osteria – in un’altra sede – e gestito dalla famiglia Rajh da quattro generazioni, è guidato con garbo da Tanja Rajh e dal marito Damir Pintarich, lo chef che ha dato la svolta gourmet alla cucina, mentre lei si prende cura della sala e dell’accoglienza. Oggi però lui segue da vicino il bistrot-pizzeria di famiglia nel centro della città con la figlia, mentre i piatti del Rajh Restaurant sono realizzati dal figlio Leon. Le proposte prendono spesso ispirazione dalle ricette della nonna ma in chiave decisamente contemporanea, e il risultato è molto interessante, come nel caso del “cuscus” di cavolfiore, prezzemolo, carciofi, melograno e olio di zucca o della bistecca di Mangalitza con crema di funghi e paprika, polenta con olio al prezzemolo e polvere di popcorn. Oltre a una nutrita carta di vini locali (e non solo), c’è anche quella dei gin, dalla Slovenia al Giappone!

9) Expano, la Slovenia si presenta

Il padiglione sloveno all’Expo 2015 di Milano ha avuto così tanto successo che il governo ha deciso di farlo ricostruire in patria, proprio nella regione di Pomurje, vicino al bacino artificiale di Sobota che oggi accoglie anche una spiaggia e un centro sportivo all’aperto. Affidato tramite bando a uno studio locale, Expano è oggi un centro culturale, d’affari e di promozione turistica con una sezione – posta proprio all’ingresso – dedicata alla gastronomia.

10) Il tropico che non c’era

Tra le innovative imprese locali che hanno deciso di approfittare sia dell’ampia superficie piatta che delle sorgenti d’acqua calda che caratterizzano la zona, c’è Ocean Orchids a Dobrovnik. Nata come coltivazione in serra di orchidee creata dai soci e amici Roman Ferenčak e Thomas Jevšnik mettendo a frutto gli studi in agraria, le tecnologie e competenze importate dall’Olanda e appunto le risorse locali – inclusi diversi lavoratori che hanno trovato così uno sbocco lavorativo dopo la crisi di molte altre aziende – oggi OO è anche un lussureggiante giardino tropicale (riscaldato, come le serre, con energia geotermica) dove i visitatori possono ammirare tantissime varietà di fiori e piante d’altre latitudini, dai molti tipi di orchidee agli alberi di cacao e mango.

11) La portentosa black water

Il villaggio di Moravske Toplice, poco distante da Murska Sobota, è famoso soprattutto per il complesso termale Terme 3000 nato intorno alla scoperta della prodigiosa sorgente della “black water” in seguito alle trivellazioni in cerca di petrolio. Incredibilmente ricca di minerali e composti chimici dalle notevoli proprietà, con una temperatura di circa 72 °C alla sorgente, si tratta di un’acqua densa e scura con un distinto odore di idrocarburi (che ci sono, tanto che viene consigliata un’immersione massima di 15 minuti e solo in assenza di ferite aperte). Per chi vuole godersi il relax in un‘atmosfera di pieno comfort, ci sono anche tre strutture alberghiere che hanno delle belle spa con la stessa acqua, gestiti dal gruppo Sava (lo stesso delle terme): il Livada Prestige Hotel, cinque stelle, l’hotel Ajda e l’Hotel Termal (entrambi quattro stelle).


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