La Slovenia che non ti aspetti

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Diciamoci la verità: la Slovenia è un paese che si conosce poco. E sì che sta al confine con l’Italia, che fa da intermezzo con la Croazia e la sua costa, e magari qualcuno ci sarà passato facendo il viaggio in macchina. Gli amanti del gioco la apprezzano per i casinò oltreconfine, da qualche anno i gourmet e gli appassionati di vino l’hanno scoperta anche come meta gastronomica grazie ad alcuni chef – come Tomaz Kavcic e Ana Roš – e a un gruppo di interessanti produttori di vini “naturali”, da Movia a Marjan Simčič.

Ma cosa c’è oltre il Carso sloveno, la valle di Vipava e la minuscola costa tra Friuli e Croazia, dove si trova anche Pirano con il suo rinomato sale, lo sanno in pochi. Eppure Lubjana, la capitale, è una cittadina incantevole, con il bel castello che la sovrasta e il borgo antico attraversato dal fiume Ljubljanica – ricostruito due volte in seguito a spaventosi terremoti, prima nel 1511 e poi nel 1895 – con le stradine pittoresche e i palazzi che alternano lo stile rinascimentale a quello Art Nouveau.

Ancora oltre, verso il confine interno con la Croazia e l’Ungheria, cominciano nomi affascinanti, decisamente più “esotici”: Maribor, Novo Mesto, Ivančna Gorica. Proprio tra queste ultime due, allontanandosi di poco dal tragitto dell’A2 – moderna e scenografica autostrada il cui pedaggio si paga con una “vignetta” adesiva da comprare prima di attraversare il confine – si trova un luogo imperdibile. A seconda dei punti di vista, certo. Siamo in una piccola località (Sadinja) di una frazione (Dvor) del grazioso paese di Žužemberk, tra i boschi fitti attraversati dal fiume Krka, pescosissimo corso d’acqua la cui fauna attira pescatori incalliti da ogni angolo del mondo: le pregiate trote fario, prima di tutto, ma anche trote americane, cavedani e temoli. Questi nomi non vi dicono nulla? La pesca a mosca non rientra nelle vostre attività preferite? Allora forse non avete motivo di venire fin qui… A meno che non vi imbattiate in Boris e Miriam Novak, e nella loro deliziosa Domačija Novak, e non abbiate qualche altra passione che vi guidi nei vostri viaggi.

Per esempio: la buona cucina a base di erbe e verdure del luogo e di trota affumicata, i vini prodotti secondo la filosofia naturale (di cui Boris è un appassionato e informatissimo venditore), il tennis (ci sono due campi di proprietà), le escursioni naturalistiche oppure il dolce far niente e l’idea di restare tutto il giorno a leggere tra il giardino e il porticato accanto al fienile dove sono messe a seccare le pannocchie, sorseggiando una birra o uno sciroppo di fiori fatto in casa, disturbati solo dal gatto che sonnecchia accanto a voi o dal rumore dei trattori e dei cavalli che passano nelle vicinanze. Attività serali? Finire le bottiglie di vino e le grappe fatte in casa che Boris vi propone, e magari attaccare bottone con il tavolo a fianco – dopo la lauta cena preparata da Miriam – parlando di pesca, vino o escursioni, di nuovo.

Se leggendo queste poche righe vi si sono illuminati gli occhi come a noi quando abbiamo trovato per puro caso il bigliettino dell’agriturismo presso un’altra struttura friulana e abbiamo chiesto informazioni al figlio del titolare (Paraschos, produttore tra l’altro dell’ottimo Merlot Skala e di interessanti vini in anfora, secondo la lezione di Josko Gravner), allora vi consigliamo di prenotare subito qualche giorno in questo luogo magico, dove l’impresa di ritemprare spirito e fisico può davvero riuscire. Con un’avvertenza: sarà molto difficile decidersi a partire e potreste scoprire di essere stati contagiati anche voi da un male finora ignoto, il Mal di Slovenia.

www.novakdoma.eu
Camera doppia con colazione, 70 euro
Cena vini esclusi 15 euro

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