L’Aube, l’altro Champagne

La Côte des Bar, situata nel dipartimento dell’Aube, è la regione più meridionale della denominazione della Champagne. Molto più vicina a Chablis, da cui dista una cinquantina di chilometri, che a Reims o a Épernay, che sono a oltre 150 chilometri, è una delle zone storiche di produzione dello Champagne, anche se c’è voluta una vera e propria rivolta popolare per farla entrare nella prima delimitazione della denominazione del 1927. I comuni interessati sono 63, per 8.000 ettari vitati (poco meno di un quarto dell’intero vigneto dello Champagne). Piantata principalmente a pinot nero (per circa l’80%), vede anche una piccolissima presenza di vitigni ormai abbandonati nelle altre zone, come il pinot bianco, l’arbane o il petit meslier. I vigneti dell’Aube sono situati in terreni collinari, con pendenze che raggiungono anche il 15%, lungo delle strette vallate e con le cime delle colline coperte di boschi. Il suolo è di tipo kymmeridgiano, duro e poco permeabile, e va da marne argillo-calcaree a marne prive di calcare.

vigneti champagne aube

Ecco una serie di Champagne assaggiati durante una visita di qualche mese fa, tutti di piccoli produttori che lavorano solo uve di proprietà.

Brut Réserve Morize Père & Fils

La famiglia Morize è presente a Les Riceys dal 1830 e da tre generazioni ha creato la propria azienda. Oggi conta su 6 ettari vitati. Il Brut Réserve, composto per l’85% da pinot nero e per il 15% da chardonnay, resta per ben 16 anni sui lieviti! La fermentazione malolattica viene svolta solo in certi casi, a seconda dell’annata e della ricchezza acida dei vins clairs. Lungo, cremoso, è ingentilito e quasi cesellato dallo chardonnay. Chiude su note di spezie, con sfumature mentolate e toni floreali.

Valutazione: tre_quadri_m

Brut Millésimé 2000 Morize Père & Fils

Contrariamente a quanto ci si potrebbe attendere da un millesimato di questa zona, il 2000 è un Blanc des Blancs, in cui accanto allo chardonnay troviamo un 5% di pinot bianco. Molto complesso, si presenta con sentori di frutta secca, nocciole e tartufo. Il palato è coerente, con note di cioccolato bianco e miele, lungo e cremoso, ma stupisce piacevolmente grazie a un finale inaspettatamente grintoso e teso di grande freschezza.

Valutazione: tre_quadri_m

Brut Excellence Jacques Defrance

Da quattro generazioni la famiglia Defrance lavora una serie di noti climat per proporre alcuni tra i migliori Champagne della Côte des Bar. L’Excellence è un pinot nero in purezza, principalmente da vins clairs del 2010, poi 2009 e 2008, cui si aggiunge un 30% di vin de réserve, con 5 grammi di zucchero per litro. Molto maturo, di buona complessità, entra morbido, quasi un po’ troppo, ma poi è seguito da una grande tensione. Uno Champagne che dovrebbe piacere proprio a tutti, perché riempie il palato, ma senza pesantezze, anzi con freschezza e grande persistenza.

Valutazione: tre_quadri_m

Brut Millésimé 2002 Jacques Defrance

L’azienda guidata da Christophe Defrance, situata a Les Riceys-Bas, dai 12 ettari vitati aziendali ottiene anche degli splendidi millesimati. Blend paritario di chardonnay e pinot nero, il 2002 esprime al meglio le straordinarie potenzialità dell’annata. Di grande freschezza e tensione, con note di spezie e frutta bianca, al palato è integro e dinamico, fine ed elegante, con un lungo finale sapido e grintoso.

Valutazione: quattro_quadri

Extra Brut Cuvée Heritage Emmanuel Tassin

Parlare di uno Champagne insolito in questo caso è dire poco. La Cuvée Heritage è in effetti un pinot bianco in purezza (la maison Emmanuel Tassin, un po’ meno di 10 ettari di proprietà, ha infatti 2 ettari di 75 anni piantati a pinot bianco). Un solo grammo di zucchero per litro, presenta spiccati toni di albicocca disidratata, è ricco e strutturato, rotondo, complesso, ma sempre di buona freschezza e lunghezza. Un vino intrigante, anche se da interpretare e con una bevibilità non propriamente “immediata”.

Valutazione: tre_quadri_m

Cuvée Perlé Emmanuel Tassin

Blend paritario di chardonnay e pinot bianco. Al naso spiccano agrumi, in particolare pompelmo, e fiori bianchi, mentre al palato ha toni marini, grande sapidità, è complesso e con un lungo finale in cui emergono note di albicocca (qui piuttosto tipiche per il pinot bianco) e il pepe bianco. Affascinante

Valutazione: tre_quadri_m

Brut Prestige 2008 Michel Furdyna

L’azienda della famiglia Furdyna lavora 8 ettari di vigne sparsi in 6 diversi comuni. Blend paritario di chardonnay e pinot nero, con 8 grammi di zucchero per litro, è stato sboccato nel novembre 2016. Sapido, complesso, teso e morbido insieme, ha tanta materia ben gestita. Il finale è pirotecnico, con note di zenzero e pepe bianco.

Valutazione: quattro_quadri

Brut La Loge 2006 Michel Furdyna

100% pinot nero dalla vigna più vecchia (45 anni), 9 grammi di zucchero per litro ma senza aver effettuato la fermentazione malolattica, degorgiato in ottobre 2015. Naso con note di miele, zenzero, frutta bianca e nocciola, palato aristocratico, ben sostenuto, grintoso quasi fino all’austerità, di grande corpo.

Valutazione: tre_quadri_m

Brut Grande Réserve Rollin

Situata nella valle della Sarce, nella parte meridionale della Côte des Bar, la famiglia Rollin gestisce 6 ettari di proprietà, per una produzione di circa 40.000 bottiglie all’anno. Dal 2016 lavora tutto in azoto e senza aggiunta di solforosa. Il Grande Réserve è a base di pinot nero con un 20% di chardonnay, 50% 2010 e 50% da una solera di 18 anni in cuve inox, con 9 grammi di zucchero per litro. Complesso, intenso, con note di frutta bianca e secca seguite da fragoline di bosco, ha un palato ricco (per il frutto e non per lo zucchero), elegante, comunque teso e di buona lunghezza. Uno Champagne da pasto, che riesce a coniugare complessità e piacevolezza.

Valutazione: tre_quadri_m

Brut Privilege 2008 Rollin

Diversa impostazione rispetto alla Grand Réserve: meno zucchero (6 grammi per litro), meno cremosità. Al contrario, uno Champagne tutto giocato sulle sfumature, sussurrato e lungo, profondo, nitido e teso, insomma un millesimato da aperitivo, equilibrato e affascinante.

Valutazione: tre_quadri_m

Brut Blanc Prestige Hübschwerlin

Ecco un autentico “Champagne de garage”, visto che è in spazi davvero ristretti, nella cantina di casa e con attrezzature artigianali molto lontane da quelle scintillanti e tecnologiche che di solito si immaginano, che la famiglia Hübschwerlin realizza le sue etichette. I vigneti sono situati su terreni argillo-calcarei e sono lavorati in biologico, senza diserbanti e con trattamenti a base di alghe. Ben fatto e interessante il Brut Tradition, equilibrato e di notevole finezza, ma è il Brut Blanc Prestige ad averci affascinato: pinot bianco in purezza dall’annata 2014, con solo 1 grammo di zucchero per litro, è floreale, dinamico, quasi salato, con un finale in cui spiccano note di lavanda e frutta bianca, tutto in leggerezza.

Valutazione: tre_quadri_m

Brut Tradition Hübschwerlin

Non millesimato, ma sono tutti Champagne d’annata. Questo è un 2014. 90% pinot nero, 10% pinot meunier, 8 grammi di zucchero per litro. Naso ricco, con note di frutti rossi e spezie. Palato equilibrato e di notevole finezza, lungo e carnoso. Un Pinot Nero di spessore.

Valutazione: tre_quadri_m

Blanc de Noirs Brut René Jolly

Pierre-Eric Jolly gestisce 14 ettari vitati di proprietà su suolo kymmeridgiano, molto duro, 75% a pinot nero e il restante 25% a chardonnay. Il Blanc de Noirs Brut costituisce il 60% della produzione e vede l’assemblaggio di 3-4 annate. 100% pinot nero, è uno Champagne austero e con nerbo, lungo, con note di frutti di bosco, dalla bolla finissima e con un palato di spalla ma anche di grande finezza. Impressionante per un “base”.

Valutazione: tre_quadri_m

Cuvée Speciale RJ René Jolly

Da vini delle annate 2005-2006, quindi con 10 anni di affinamento sui lieviti, è un blend quasi paritario di chardonnay (54%) e pinot nero. Cremoso e ricco, con note di spezie, pan brioche e crema pasticcera ma senza nessun cedimento a toni dolci, è molto lungo e di bella profondità. Esemplare per equilibrio e pienezza.

Valutazione: quattro_quadri

Editio ‘05 René Jolly

La famiglia Jolly possiede dei vigneti a Landreville fin dal XVIII secolo. Blend paritario di pinot nero e chardonnay, l’Edito ’05 è maturato per 8 settimane in barrique (realizzate con legno della regione). Sboccatura pas dosé, è grintosissimo, quasi crudo, petroso, lungo e davvero di grande qualità, con un finale ricco di materia e note di pane grigliato, per un palato che “Krugeggia”.

Valutazione: quattro_quadri


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