Ristorante All’Oro – Roma

Ristorante All'Oro
Indirizzo:via G. Pisanelli, 23 - 00196 Roma
Telefono:06 97996907
Sito internet:www.ristorantealloro.it
Giorno chiusura:sempre aperto solo la sera tranne sabato e domenica
Fascia di prezzo:90 - 110 euro
Tipo di locale:ristorante
Carte di credito:tutte
Andateci per:gli spaghetti con crema d'aglio, canocchie e peperoni cruschi

Il ristorante All’Oro è la creatura di Ramona Anello e Riccardo di Giacinto, un locale ricavato all’interno di un edificio storico a poche centinaia di metri da Piazza del Popolo che ospita anche le suite dell’Hotel The H’All.

Le recensioni del ristorante All’Oro:

  • Da parecchi anni seguiamo Riccardo Di Giacinto e Ramona Anello, da quando aprirono il primo ristorante All’Oro ai Parioli, poi nello spostamento al The First Luxury Art Hotel di via del Vantaggio (dove ora troviamo il ristorante Acquolina), dove riuscirono a ottenere la Stella Michelin.

    Il nuovo All’Oro si trova nella lussuosa location dell’Hotel The H’All Tailor Suite al Flaminio, la cui sala è stata pensata e progettata dallo stesso Di Giacinto. Tra grandi classici di All’Oro – il Rocher di coda alla vaccinara con gelée di sedano (2007) e il riassunto di carbonara (2011) sono due must sempre presenti in carta – e nuove entusiasmanti elaborazioni come lo spaghettone crema d’aglio, canocchie crude e peperoni cruschi, la cucina di Di Giacinto viaggia sempre su alti livelli.

    Tra le invenzioni che maggiormente ci hanno colpito (oltre già citato spaghettone, sorprendente per equilibrio e delicatezza) segnaliamo la gustosa quaglia (petto ripieno, coscia glassata e il suo uovo) e il pollo, davvero squisito, servito con un fondo di cacciatora, puré di patate, carpaccio di asparago, crumble di olive nere e foglia di cappero.

    A effetto il finale: gelato di bufala, ganache di cioccolato, Pan di Spagna, biscotto di mandorle e miele e un rivestimento di zucchero filato sciolto lentamente da un infuso di zenzero e limone versato successivamente.

    Ci piace il nuovo ristorante All’Oro. Per noi un’esperienza di qualità a tutto tondo, grazie anche a un personale sempre attento e gentilissimo che mette a proprio agio. Ricordiamo infine la presenza di un bello spazio all’aperto per l’estate.

    • Valutazione: tre_picche_m

  • Recensione di Erica Battellani del 29/4/2013:

    Ristorante All’Oro al The First Luxury Art Hotel. Nuova sede e nuova vita per il locale di Riccardo Di Giacinto e Ramona Anello, che non solo si sono trasferiti in una location che – finalmente – rende giustizia alla brillante cucina di uno chef di talento, ma hanno anche differenziato l’offerta. Riccardo e Ramona, infatti, hanno riaperto anche il locale di via Eleonora Duse – che ora si chiama Sm’All – dove propongono una cucina di territorio tradizionale.

    Al The First, invece, oltre al ristorante gourmet, c’è il cocktail bar Misceliamo, aperto dalle 11 all’01, e fra una settimana circa si dovrebbe aprire anche il Roof Garden 0°300° Cold and grill, dove si alterneranno crudi a pietanze cotte in forno a legna, con un panorama mozzafiato sul centro di Roma.

    Ma veniamo alla nostra cena. A darci il benvenuto, uno dei migliori assaggi della serata: riduzione di carbonara, in un guscio d’uovo, un piacere per gli occhi e per il palato.

    In carta si ritrovano alcuni classici, come il Rocher di coda alla vaccinara, sempre un grande piatto, ma noi abbiamo optato per piatti che in passato non avevamo assaggiato. Equilibrato e molto gustoso il cotto e crudo di anatra con pannocchia arrosto, foglie di campo e senape antica, davvero eccellente il sushi di fassona con tartufo, Parmigiano e Aceto Balsamico, piacevole la panna cotta di mozzarella di bufala affumicata con crocchette di astice e patate.

    Quindi abbiamo proseguito con gli ottimi cappelletti in brodo “asciutto”, parmigiano, zafferano e limone, in cui il brodo è all’interno dei cappelletti, e con gli gnocchi di pane e mortadella con emulsione di ricotta, pistacchi e Aceto Balsamico Tradizionale (nel nostro caso erano ripieni di salame, peccato, perché troppo dominante rispetto al resto degli ingredienti).

    Cottura perfetta per l’hamburger di seppie, in un panino al nero, accompagnato da un tortino di zucchine e maionese di uova affumicate. In chiusura una deliziosa brioche arrosto, ananas, uvetta e cocco.

    Rispetto a qualche anno fa è anche sensibilmente migliorata la carta dei vini, con tante proposte interessanti. Servizio professionale ed efficiente, perfettamente adeguato all’elegante contesto.

    • Valutazione: tre_picche_m

  • Recensione di Alessandra Tibollo del 07/05/2012:

    Aggiornamento su questo piccolo ma piacevolissimo ristorante All’Oro al quartiere Parioli. Riccardo Di Giacinto non delude, quanto a tecnica ed estro. Abbiamo apprezzato la scelta del menu degustazione “aperto” che consente di costruire il proprio percorso, con l’unico vincolo che tutto il tavolo si adegui. Non solo ci siamo adeguati, ma abbiamo lasciato allo chef il compito di farci una panoramica dei suoi cavalli di battaglia.

    E così è stato, a cominciare dal tiramisù di baccalà e lardo di cinta senese, gradevolissimo. Ma è soprattutto dai primi che si capisce chi si ha davanti, in particolare dalle paste ripiene, come i raviolini di mascarpone con ragout d’anatra. La raccomandazione è “non apriteli, mettete tutto in bocca”, altrimenti si perderebbe la sorpresa di un’esplosione di crema di mascarpone, che ben si sposa con l’anatra. Altro piatto forte i cappelletti in brodo, che il brodo ce l’hanno all’interno, una vera bomba. Per secondo abbiamo assaggiato il maialino con purea di patate e acciughe, talmente tenero da ricordarci la pubblicità anni ’80 del tonno che si tagliava con un grissino!

    A proposito di grissini, a inizio pasto ci è stato servito un piatto di prosciutto San Daniele con pane, grissini e crostini, tutti fatti in casa. E poi un’entrée di benvenuto che era una magnifica parmigiana su uno specchio di sugo fresco di pomodoro.

    Quanto ai dolci, la crostatina di ricotta e pere servita con il semifreddo alla cannella oppure la variazione di cioccolato, dal bianco al nero fondente, ci sono parsi un’altra dimostrazione dell’ottima tecnica di questo giovane chef. E ancora dei petit fours per concludere, fra cui macaron, micro-bignè al melone, tartellette ai frutti di bosco e tartufini al cioccolato.

    • Valutazione:tre_picche

  • Recensione di Indra Galbo del 19/09/2011:

    Finalmente All’Oro! Eh si, mancava proprio lui all’appello qui su Via dei Gourmet. E non ce lo siamo fatto mancare uno dei ristoranti più quotati e premiati della capitale, così ora lo quotiamo noi.

    Ci sediamo, ci viene portata la carta e ci viene spiegato che il menu degustazione qui lo compone il cliente a suo piacimento. Le formule sono due e con prezzi competitivi rispetto ad altri ristoranti gourmet: 4 portate a 65 euro oppure 6 portate a 85.

    Si aspetta un po’ per la carta dei vini, ma alla fine arriva e con grande gioia noto che le prime due pagine siano riservate alle ultime bottiglie presenti in cantina, proposte a prezzi ridotti. Il resto della carta è una bella fotografia della produzione vinicola italiana di livello, ma presenta anche molte etichette d’Oltralpe e di altri “nuovi” paesi produttori. Alla fine decidiamo di optare per quello che un mio caro amico, e giocatore di poker, il giorno dopo ha definito un vero e proprio “all in al buio”, ovvero per un Dolcetto Aldo Conterno 1999. A quanto pare un all in ben riuscito data la bontà di quella bottiglia che magari descriveremo in altra sede.

    Intanto arrivano i piatti ordinati. Cominciamo con dei ravioli di ricotta con burrata, alici e pomodori datterini molto gustosi e soprattutto fatti con una pasta così gialla e intensa che in un ristorante non la vedevo da tempo (w le uova e chi le usa!). Il secondo è riservato alla quaglia, con il petto farcito su un letto di purè (ottima materia prima e ancor più ottima cottura), la coscia laccata con n’duja e miele (la portata più deludente della cena, ben cotta ma dal sapore confuso e senza personalità) e l’ovetto all’occhio di bue. Il rocher di coda alla vaccinara ci è arrivato alla fine su consiglio della maître, in quanto portata dai sapori più marcati degli altri. Il risultato? Beh, senza nulla togliere agli altri piatti, questo è stato il migliore, un perfetto mix di creatività nell’estetica e tradizione nei sapori: impeccabile.

    Il pre-dessert è affidato a una gustosa mousse di fichi e pistacchi. Come dolci ordiniamo un eccezionale cheesecake servito con gelatina di fragole e crema di limone (delicato, elegante nel sapore e perfetto nella consistenza) e una buona crème brûlée alla vaniglia che però ha stupito di più per il gelato alla lavanda e pepe nero con la quale veniva servita.

    Possiamo dire che lo chef Riccardo Di Giacinto con il suo ristorante All’Oro ce la sta mettendo tutta per confermarsi uno dei punti di riferimento dell’alta gastronomia romana e continuando così continuerà ad avere la strada in discesa.

    • Valutazione:tre_picche

 

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Commenti

  1. Erica Battellani dice

    Mi fa molto piacere sapere che finalmente è migliorata la carta dei vini, da sempre punto debole di questo buonissimo ristorante!

  2. Filippo Farina dice

    Esperienza ambigua quella avuta al ristorante All’oro. Io e mia moglie abbiamo optato per il menù degustazione da 85 euro ricevendo portate di ottima fattura e tecnicamente perfette, ottime le presentazioni e buona la qualità delle materie prime. Tutto bene allora? si ci siamo alzati io e mia moglie con la sensazione di qualcosa che era stata assente da quella cena. Forse il cuore.

  3. amalia dice

    uno dei pochissimi ristoranti dove ho mangiano benissimo a Roma. perfetto il menù degustazione, gradevolissimo il servizio, meno gradevoli le sedute e l’arredo (ma questa è solo una questione di gusto personale).
    i migliori soldi spesi in un ristorante!

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