Massimo Bottura & The World’s 50 Best Restaurants 2015

massimo-bottura

Scrivo questo pezzo con un brivido alla schiena. Sono nato a pochi chilometri da Modena, a Castelfranco Emilia, paese di rezdore dove pare essere nato il tortellino (ma non voglio aprire qui un dibattito storico né tantomeno alimentare un “conflitto”).

Scrissi anni fa un pezzo su Massimo Bottura e ricordo che lo chiamai per avere un po’ di foto. Lui mi disse: “Ma ha mangiato bene?”. Ecco cosa mi colpì di più, la sua sconfinata naturalezza e il suo approccio “popolare”. Da ciò deriva, a mio parere, il suo assoluto rispetto per la tradizione: chiave del suo successo e dei suoi riconoscimenti.

Quando Bottura cominciò a essere noto al grande pubblico, a casa mia si mangiavano da tempo i tortellini alla panna, era il piatto della goduria fanciullesca, la combinazione della sacralità con il gioco, era il piatto dei bambini che meritavano una coccola.

Quando vidi Bottura proporre i tortellini in crema di Parmigiano dissi tra me e me: è un genio assoluto. Ora è un piatto consacrato, la mia personale ratatouille del famoso cartone animato, e se oggi i tortellini sono conosciuti in ogni angolo del pianeta è anche perché Bottura ha giocato e gioca tutt’ora, con lungimiranza e cultura, fra presente, passato e futuro, rendendo senza tempo le sue portate.

Ecco come il grande cuoco modenese si è guadagnato l’olimpo delle principali classifiche mondiali, non ultimo il secondo posto di THE WORLD’S 50 BEST RESTAURANTS 2015.

Cin Cin monsieur Bottura!

 

[Photo credits: Flickr©/Bruno Cordioli]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *