In terra di Barolo

Scritto da Dario Cappelloni Mercoledì 07 Dicembre 2011 15:17
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In occasione di un breve giro in Langa abbiamo assaggiato una serie di vini. Eccone alcuni dei più interessanti.


Barolo Vigna Rionda 2007 Luigi Pira
I vini di Gianpaolo Pira (e in particolare il suo Vigna Rionda) sono vini dal lento sviluppo che il bevitore frettoloso fatica ad apprezzare. Assaggiato adesso questo classico Barolo di Serralunga ci ha fatto una grande impressione a dispetto anche della giovinezza del vigneto (1994). Dai profumi austeri, quasi severi, presenta un palato compatto e coerente con il naso, molto sapido, con un'acidità decisa ma controllata e dei tannini vitali ed equilibrati. Il finale è dinamico e con una speziatura veramente interessante.

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Barolo Sarmassa 2007 Giacomo Brezza
I profumi sono delicatamente floreali e balsamici. La bocca è fresca, classica nella sua «dolcezza», delicata e nervosa al tempo stesso, con tannini morbidi, acidità equilibrata e una progressione travolgente. Il finale è balsamico e profondo per un vino dalla beva accattivante e che sa tanto di tradizione nella sua espressione migliore e più godibile.

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Barolo Bricco Sarmassa 2007 Giacomo Brezza
Che vino! Nel bicchiere troviamo un turbine di menta, violetta, more e addirittura iodio. Al palato è sontuoso ed elegante con tannini dolci e una progressione è nervosa, tesa, sapida,  con un'acidità dall’equilibrio perfetto. La beva è vibrante, il finale è profondo, complesso ed ampio. Giovanissimo ma già meravigliosamente piacevole.

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Barolo Le Gramolere 2006 Giovanni Manzone
Questo vero Cru di Monforte d'Alba viene interpretato dall'azienda Manzone (Giovanni e il figlio Mauro) in maniera assolutamente impeccabile. I profumi ricordano le radici e la menta mentre il palato è complesso, austero, dalla struttura imponente con tannini per «uomini veri», ma lo sviluppo è dinamico, la beva fresca e fragrante e il finale di grande purezza e balsamicità.

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Barolo Le Gramolere Riserva 2004 Giovanni Manzone
Ancora con grandi margini di miglioramento questo Barolo esprime un naso già complesso con note di radici e humus. La bocca è «tosta», potente ed austera, e ha bisogno ancora di tempo per esprimere tutta la sua complessità. In questa fase è davvero molto severo, ma i tannini sontuosi e la bocca saporita lasciano intravvedere un futuro radioso.

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Barolo Le Gramolere Riserva 1998 Giovanni Manzone
Questo 1998 lascia intravvedere cosa potrà diventare la Riserva 2004. Al naso si susseguono menta, tabacco, humus e tartufo bianco. Al palato è carnoso, sensuale, i tannini sono splendidi per compattezza e maturità. E' un vino che esprime un olimpico equilibrio, grande carattere e profondità.

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Barolo Margheria 2007 Massolino
Confessiamo di avere da sempre un certa passioncella per il Margheria di Roberto e Franco Massolino, ma questo 2007 dovrebbe mettere tutti d'accordo. Un vino dove la potenza si sposa a finezza ed eleganza impeccabili, dove frutto e mineralità sono dosati col bilancino. Tannini setosi fanno da guardia ad un palato di grande vitalità e profondità.

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Barolo Vigna Rionda 2006 Massolino (anteprima)
L'arma di distruzione di massa che George W. Bush faceva finta di cercare in Iraq si trova in realtà nel sito di Serralunga e si chiama Vigna Rionda 2006. Avvicinando il naso al bicchiere veniamo quasi aggrediti  da una miriade di spezie, erbe officinali, tabacco e chi più ne ha più ne metta. La bocca è un mostro di eleganza, poderoso ma equilibrato, dinamico. Buonissimo già adesso diventerà un vero monumento a Serralunga.

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Barolo Vigna Rionda 2007 Massolino (anteprima)
Naso classico di Vigna Rionda, con erbe officinali in primo piano cui si accompagna in questa fase una sfumatura di pepe nero. La bocca è austera, ma carnosa, saporita e con una beva di insolita «leggerezza». I tannini sono sì decisi, ma controllati, ben risolti e l'acidità mai sopra le righe. E' certamente molto giovane e da attendere (almeno la sua uscita sul mercato), ma già godibilissimo.

  • Valutazione: tre_quadri_m

 

Ultima modifica Venerdì 07 Dicembre 2012 11:16
Dario Cappelloni

Dario Cappelloni

Per molti anni è stato uno dei principali collaboratori della guida Vini d'Italia del Gambero Rosso e co-curatore del Berebene. Oggi, con immutata passione, continua a viaggiare (e a degustare) per le più importanti regioni vinicole europee.

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