Trapani e dintorni, fra mare e cucina di territorio

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Ci vuole fortuna nella vita. E Trapani è una città che di fortuna ne ha parecchia. Innanzitutto è meravigliosa, con dintorni che fra bellezze naturali e architettoniche non hanno nulla da invidiare a mete più rinomate. Poi il destino ha bussato nuovamente alle porte di questa città quando sono sbarcati gli scafi dell’America’s Cup, nel 2005. L’evento velico ha acceso i riflettori su Trapani, portando un fiume di denaro che ha permesso il restauro di larga parte del centro storico. Infine, sono arrivati i voli low cost all’aeroporto di Birgi. Roma, Milano, Torino e tante altre città collegate con un volo diretto: in pochi minuti si arriva in riva al mare, magari per gustare un bel cous cous al tramonto.

Ed è proprio il cous cous che ci ritorna in mente quando ripenso alla mia meravigliosa vacanza nel Trapanese. Buono, di pesce, di carne e dolce… come si mangia a due passi dalla piccola e bellissima caletta di Makari, nel ristorante Pocho. È un piccolo albergo (12 camere) affacciato sul mare e con una meravigliosa terrazza che la sera si anima per la cena (prezzo fisso 38 euro). La signora Marilù, padrona e animatrice della sala del Pocho, fa anche corsi di preparazione del cous cous.

A Trapani centro, invece, un altro piccolo gioiello merita la citazione. È un bar-tavola calda che già dal nome fa capire la sua essenza “ibrida”: Angelino il ristorantino… È uno dei posti dove si mangia meglio nel trapanese. L’offerta è vastissima: sia in versione fast-food che per pranzo, quando ci si può sedere e si viene serviti al tavolo con i piatti del giorno. Tutto sempre freschissimo e questo ci è piaciuto davvero molto. Assolutamente da assaggiare la rizzuola: una pagnottella fritta ripiena di ragù. Ovviamente meritano anche le arancine, di dimensioni notevoli, e i vari calzoni sia fritti che al forno. Se ci si siede per pranzo, però, le sorprese non finiscono qui: si può trovare il taboulé e il cous cous, ma anche il tortino di alici, le sarde alla beccafico e via dicendo.

A pochi passi dalla spiaggia, la trattoria Al Solito Posto è davvero un locale piacevole per provare una “cucina di mercato” ben realizzata (da provare i polpetti affogati, i tortini di melanzane, il timballo di pasta, le seppie ripiene…).

Altro indirizzo immancabile è l’agriturismo Vultaggio. Una chicca. Si mangia bene e a prezzi contenuti. La particolarità è la serie infinita di antipasti, piccole ciotoline con tante delizie indimenticabili…

Il trapanese è famoso anche per la mattanza, anche se oggi non si può più partecipare a questo cruento “spettacolo”. Il tonno qui è un’istituzione: si trova da tutte le parti. Per fare un po’ di acquisti da portare a casa, due indirizzi gourmet di tutto rispetto. Uno è la gastronomia Renda, dove si possono acquistare specialità di tonno e non solo. La qualità è altissima, però i prezzi non sono propriamente concorrenziali (sicuramente per le classiche scatolette di tonno conviene prendere la macchina e andare direttamente alla fabbrica). L’altro è Nino Castiglione, tonnara San Cusumano. Ha una rivendita dove si possono acquistare le scatole di tonno e di ventresca, ma solo in pacchi da 10 e non al pezzo, il che vi farà sembrare di aver speso un’eresia in tonno, ma quando aprirete anche solo una di quelle scatolette vi ricrederete.

Non potevamo dimenticare il vino, però. A due passi da Trapani c’è Marsala, che ovviamente è la patria del Marsala. Assolutamente da visitare le cantine di Florio e di Pellegrino, che sono i due più grandi produttori della zona. Sono cantine storiche e per questo molto belle. Per la visita, che comprende la degustazione, è consigliabile prenotare.

Itinerario enogastronomico Trapani: qui tutti gli indirizzi.

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