Londra sinonimo di junk food: stereotipo da sfatare o dato di fatto?

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Sono reduce da 4 giorni londinesi, dove i ritmi frenetici ti entrano nelle vene e la voglia di trasgredire esplode senza volere. A Londra gireresti orgogliosamente con un “tutone a chiazze tipo dalmata” e berresti un sidro di frutti di bosco freddo con una temperatura esterna di gran lunga più bassa del sidro.

Sul fronte gastronomico è ovvio che se si dispone di un bel po’ di sterline si può mangiare divinamente… ma veniamo a noi!

Se il vostro soggiorno londinese comincia di venerdì non perdetevi Hackney City Farm, non tanto per il cibo quanto per la location. Si trova a pochi passi dal centro (se prendete la Tube scendete alla fermata Angel) ed è un autentico tuffo nella natura, in realtà ben poco incontaminata, ma pur sempre natura. Il menu del café Frizzante è ispirato alla filosofia della cucina italiana ed è basato su ingredienti di stagione spesso provenienti da aziende agricole locali. Gustosa la Wild Mushroom Pie, una torta di funghi e besciamella accompagnata da insalatina del loro orto, ottimo lo spezzatino di cervo cucinato con la birra del birrificio artigianale London Fields Brewery, imperdibili le torte, dai golosissimi brownies di cioccolato alla tipica apple pie.

Sabato vi consiglio il Borough Market. Ordinato, pulito, accogliente, educato… forse un po’ troppo per essere un mercato, in una sola parola molto British. Qui dovete assolutamente cominciare la carrellata d’assaggi da Pieminister (solitamente lo trovate dal lunedì al mercoledì ma durante le festività c’è tutti i giorni), dove troverete le migliori torte salate della città: tortini di Bristol ripieni di ruspante carne inglese, pesce di origine certificata, uova di galline “fortunate” e burro di qualità. Da non perdere il Deerstalker (cervo, vino rosso e lenticchie verdi di Puy).

Domenica andate all’inimitabile mercato di Brick Lane, melting pot di paesi e culture diverse che trasmette un’energia tale da farti pensare che andrà tutto bene.

Tappa obbligatoria per gli amanti del vintage (qui si trova ogni genere di parka, Burberry, occhiali, camicie di flanella e pellicce di dubbia provenienza) è anche un’occasione per provare cibi provenienti da ogni parte del mondo. India, Marocco, Venezuela, Messico, Cuba, Spagna, Giappone, Cina, Malesia, Eritrea Etiopia, Turchia; ciascun paese ha la possibilità di esprimersi gastronomicamente con un banchetto di circa 3 metri per 2.

Un pullulare di gente curiosa e senza pregiudizi anima ogni domenica questo mercato. Degno di nota l’apam balik, un dolce tipico malese che ricorda le spumiglie fatte (male) in casa (quando rimangono mollicce dentro), una specie di crèpe croccante riempita con zucchero e arachidi o crema di mais dolce e latte condensato, descrizione svilente in confronto al sapore unico che le caratterizza.

Se ve la sentite andate anche a The Breakfast Club, di nome e non di fatto visto che è aperto fino alle 22. Qui si può fare sempre colazione dato che in ogni momento in qualche parte del mondo è proprio l’ora della colazione!

Imbarazzante la scelta che poi ricade sul super pancake con frutti di bosco, panna montata e l’immancabile sciroppo d’acero. Struttura architettonica dall’equilibrio precario, da evitare se siete diabetici ma soprattutto se siete timidi, visto che quando ve lo porteranno al tavolo tutta la sala si volterà a guardarlo/vi.

A Londra il junk food è comunque in agguato 24 ore su 24, basti pensare che in quattro giorni sono riuscita ad andare ben tre volte da Polo Bar, punto di riferimento per i frequentatori di Liverpool Street; non tanto per i suoi hamburger quanto per il magnifico fatto salvavita che è sempre aperto. Una manna dal cielo dopo una serata danzante ma anche dopo un pomeriggio passato tra negozi economicamente inaccessibili e il mitico Primark, tra luci ipnotiche e la pioggerellina, fastidiosa in ogni luogo del globo tranne che a Londra.

Alla domanda iniziale non sono riuscita a dare risposta, fatto sta che a Londra il cibo viene sicuramente valorizzato dal contesto, che sia il mercato più ordinato del mondo, il posto più confortevole e accogliente d’Europa o il market più multietnico che si possa immaginare. È proprio il caso di dire che la location fa da protagonista…

Commenti

  1. Salvatore Cosenza dice

    Cornish Pasty e Salt Beef Sandwich al mercato del Borough hanno il loro perché!

    Anche a Camden Town ci sono tantissimi banchetti di cibo etnico proveniente da tutto il mondo!

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