Come sviluppare la creatività in cucina

creatività in cucina

Il processo creativo, nella realizzazione di un nuovo piatto o di un menu, ha bisogno sia di immaginazione, sia di fantasia, ma per una buona riuscita è necessario considerare queste due qualità separatamente.

Si commette spesso l’errore di considerare fantasia e immaginazione come strette parenti, se non addirittura come sinonimi.

L’immaginazione è solitamente figlia dell’analisi e consente, secondo un processo deduttivo che va dall’universale al particolare, di riconoscere e ricostruire eventi e situazioni. Il maestro dell’immaginazione, nella letteratura, è Sherlock Holmes.

I piatti che in cucina peccano d’immaginazione non sono necessariamente banali (questo è un altro errore che si tende a fare comunemente), ma denotano una scarsa conoscenza degli ingredienti, del loro comportamento in cottura, e un’insufficiente capacità di padroneggiare una determinata tecnica.

La degustazione alla cieca di prodotti simili tra loro è il più classico degli esercizi di immaginazione. Ma un buon esercizio è anche quello di trovarsi davanti a un piatto e doverne riconoscere tutti gli ingredienti.

È possibile utilizzare solo l’immaginazione, senza fare ricorso alla fantasia.

In maniera opposta, accostamenti poco plausibili e piatti in cui si nota una volontà di stupire fine a se stessa, possono essere fantasiosi, ma mancano sempre di immaginazione.

La fantasia è infatti correlata all’ingegno e potrebbe essere definita come la capacità creare nuovi scenari, così come d’improvvisare. Se lo studio e la conoscenza possono essere di supporto all’immaginazione, la costrizione e l’urgenza – persino il pericolo – possono esserlo per la fantasia.

Sarà capitato anche a voi di avere la strana sensazione che in una trattoria sgangherata, a volte, possa abitare più fantasia che non nella cucina di un grande albergo. Ebbene, spesso è proprio così!

Quanto all’esercitarsi, disporre di un frigo con pochi ingredienti e intorno a quelli dover costruire un intero menu, è certamente una situazione ideale per tirare fuori la fantasia.

Se aver esercitato bene l’immaginazione comporta una soddisfazione sottile e duratura, dal realizzare con successo una fantasia può derivare più facilmente una gioia irrefrenabile. Ma per sviluppare una migliore creatività e, quindi, per essere capaci di costruire un gradino in più nella scala del piacere e del sapere, non bisogna mai smettere di esercitare né l’una, né l’altra.

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