È un mercato difficile, quello del gelato artigianale a Roma, per via di una concorrenza agguerrita e di un pubblico abituato bene. Pensate che la capitale è addirittura la trentaquattresima città in Italia (la trentanovesima al mondo) in cui viene aperta una sede di Grom.
Questo marchio, divenuto un mito in soli otto anni di vita, vanta numerosi tentativi d’imitazione ma non ha un vero corrispettivo in Italia né nel gelato, né nella ristorazione. Magari lo avesse, aggiungiamo: grandi materie prime (con un occhio alla sostenibilità e all’ecologia), lavorazione del prodotto ben collaudata, una valanga di buone idee commerciali, tra le quali i frappé e i “gusti del mese” (anche se quello di giugno, la granita di fiordilatte e menta, non ci ha convinto del tutto).
Nei pozzetti, tra le altre cose, l’irrinunciabile crema di Grom (con biscotti), la frutta di stagione, una nocciola e un caffè sempre notevoli.