L’Osteria dell’Orologio – Fiumicino

Indirizzo:Via della Torre Clementina, 114 - 00054 Fiumicino (Roma)
Telefono:06 6505251
Sito internet:www.osteriadellorologio.net
Giorno chiusura:lunedì
Fascia di prezzo:50-60 euro
Tipo di locale:ristorante
Carte di credito:tutte
Andateci per:un pasto a base di pesce che soddisfa pancia e palato, ma anche per una cena romantica

Davvero un bel posticino questo ristorante sul molo di Fiumicino, che si confonde un po’ tra l’odore di frittura dei vari chioschi che vendono cartocci di calamari e altro. All’Osteria dell’Orologio invece – senza nulla voler levare al fascino dello street food – si respira decisamente un’altra aria.

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Le recensioni dell’Osteria dell’Orologio:

  • È davvero un gran buon indirizzo per chi cerca una cucina di mare di qualità l’Osteria dell’Orologio di Fiumicino, proprio sotto il Palazzo dell’Orologio. In estate ci si accomoda nel piacevole spazio estivo, dove i tavoli sono apparecchiati con cura e dove a dominare sono i colori chiari.

    La cucina di Marco Claroni, come spiegava anche Luciana Squadrilli nella precedente recensione, è “da osteria” solo nelle porzioni e in qualche primo piatto sostanzioso e dal carattere deciso. Tutto il resto, invece, a partire dagli antipasti e dalla selezione di vini, testimonia la volontà di dar vita a un ristorante di qualità, elegante senza essere pretenzioso, con proposte non scontate. In tavola arriva il pescato locale, freschissimo ed elaborato con una buona dose di creatività.

    Noi vi consigliamo di cominciare con la degustazione di antipasti crudi e cotti (6 portate a 35 euro). Per noi il carpaccio di ombrina e porcini con pesca, timo limonato e kefir, la panzanella con battuto di tonno, friggitelli e caprino, il “prosciutto” di pesce spada affumicato, pizza bianca, fichi e spuma di burro, il baccalà in oliocottura, brodo di limoni e impepata di cozze, il polpo, patate nuove e pomodori, la polpetta di arzilla, lattuga brasata e passion fruit. Tutti davvero ben realizzati, gustosi ed equilibrati, con una nota di merito in particolare per pesce spada e ombrina.

    A seguire abbiamo assaggiato un paio di primi piatti – i conchiglioni con conchiglie, ‘nduja e asparagi di mare (forse il meno riuscito della serata, gustoso ma davvero un po’ rustico) e la buona pasta mista con patate, pomodori verdi, cozze e pesce di fondale, caratterizzata da una piacevole nota piccante – e un buon secondo, l’ombrina, acqua di pomodoro (che forse sarebbe meglio definire “succo”) e orto croccante. Non siamo riusciti ad arrivare al dessert, ma abbiamo assaggiato alcuni golosi petit four insieme al caffè.

    Se a questo aggiungiamo una carta dei vini di buon livello, un servizio giovane e spigliato, in grado di offrire buoni consigli, e un conto più che onesto, non possiamo che consigliare L’Osteria dell’Orologio per una bella cena fuori città.

    • Valutazione: tre_picche_m

  • Recensione di Luciana Squadrilli del 22 ottobre 2013:

    Nonostante alcuni elementi non tradiscano gli intenti dell’insegna – le porzioni sono abbondanti come non ci si aspetterebbe in un ristorante del genere, ma mai eccessive, i prezzi sono più che onesti tenuto conto della materia prima e il servizio è decisamente informale, e non sempre precisissimo – L’Osteria dell’Orologio garantisce infatti una sosta estremamente piacevole e rilassante, soprattutto se il tempo permette di approfittare dei tavoli all’esterno, sufficientemente riparati dal passaggio pedonale e automobilistico (non sempre dagli aromi di frittura di cui sopra e dai bambini un po’ troppo scalmanati che giocano sul marciapiede, ma di questo non si può certo fare una colpa al locale).

    La cucina è incentrata al 100% sul pesce, pescato in zona e scelto prevalentemente tra il repertorio del pesce azzurro povero e meno conosciuto: ecco allora in menu palamita, sgombro, sugherello e lustrino, solo per dirne alcuni. Ad accompagnarlo verdure di stagione e paste artigianali sia secche che fresche, di ottimi produttori.

    Dopo un paio di gustosi appetizer (ottime le alici fritte farcite di patata e accompagnate da zucca in agrodolce) si può cominciare con una selezione di antipasti di pesce crudi o cotti, o scegliere tra le allettanti proposte della carta come i deliziosi calamaretti ripieni di scarole e fagioli su salsa di pomodoro e arancia (in cui fare la scarpetta con il pane fatto in casa, cercando di non farvi vedere dai vicini di tavolo) o il polpo scottato con broccoletti e cacio e pepe.

    Molto intriganti anche le proposte dei primi piatti, dal raviolo di Mauro Secondi reinterpretato dallo chef (non ci è dato di sapere in che modo, perché mancava nel giorno della nostra visita) alle squisite fettuccine alle tre alici, burro e bottarga. Le alici sono salate (sciolte nel burro immagino), marinate e crude: un gioco di sapidità diverse e mai invadenti (nemmeno con l’apporto della bottarga) tenute insieme magicamente dalla morbidezza delicata del burro che non risulta eccessivo. Chapeau.

    Tra i secondi, la palamita in crosta di nocciole su crema di zucca rende una bellissima interpretazione autunnale di questo pesce azzurro che dà sempre grandi soddisfazioni se cucinato bene.

    Quasi tutta incentrata sui bianchi la carta dei vini, con una bella scelta anche di bollicine italiane e francesi.

    • Valutazione: tre_picche

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