I Cucci – Palermo

I Cucci Palermo
Indirizzo:Piazza Bologni, 3 – 90143 Palermo
Telefono:091 7477151
Sito internet:www.icuccibistrorante.it
Giorno chiusura:nessuno
Fascia di prezzo:bistrot 15/20 euro; ristorante 35/40 euro
Tipo di locale:ristorante - bistrot
Carte di credito:Visa, Mastercard, Diners, Bancomat
Andateci per:ritrovare sapori autenticamente siciliani in veste nuova, come nel divertente baccalà a sfincione

I Cucci Palermo: un locale in cui ritrovare sapori autenticamente siciliani in nuova veste

Se volete assaggiare piatti e sapori della tradizione siciliana ma non disdegnate un pizzico di innovazione e creatività, o avete voglia di un pranzo o una merenda golosa e veloce lungo tutta la giornata (dalla mattina fino alle 19), I Cucci è un indirizzo da tenere a mente.

Affacciato su una bella piazza che meriterebbe qualche cura in più da parte del Comune, il ristorante dei fratelli Stassi – Giorgio, Nicola e Giuseppe – è un accogliente e moderno locale che nelle giornate di sole ha anche un gradevolissimo spazio all’aperto, in piazza. Il nome deriva dalla parola Kuqe che in Albanese indica chi è rosso di capelli; i fratelli, tutti dalla capigliatura fulva, sono infatti originari di Piana degli Albanesi, paese di cultura Arbëreshë famoso anche per i buonissimi cannoli.

ristorante i cucci palermo

La cucina è affidata alla brava Sarah Bonsangue, cuoca per passione che reinterpreta ricette e prodotti siciliani in maniera spesso originale e sempre convincente. Per esempio ci sono piaciuti molto, tra gli antipasti, il fritto di calamari con patate schiacciate allo zenzero e sale grosso di Mothia e il baccalà “a sfincione” (Palermo – Bagheria A/R): bocconi di baccalà affumicati all’origano di montagna, panati con mollica di pane nero e cotti in forno con due tipi di “conze” che, secondo la tradizione delle due località siciliane, accompagnano solitamente gli sfincioni (la palermitana con salsa di cipolla rossa cotta con estratto di pomodoro acciughe e origano, e la bagherese con salsa di cipolla bianca, acciughe, origano e ricotta fresca).

Molto buona anche la ricetta – riadattata da Sarah – della “pasta alla Milanisa”, versione “povera” della pasta con le sarde che erano soliti preparare gli emigrati siciliani lontani da casa che, non potendo procurarsi le sarde fresche e altri ingredienti, usavano acciughe e altre conserve. Qui invece i bucatini sono conditi con sugo di estratto di pomodoro, acciughe, alici fresche, uva passa, pinoli, finocchietto servatico e “muddica atturrata” di pane nero di Tumminia. Per i secondi si può scegliere tra proposte di carne o di pesce (che variano secondo il pescato) e anche un piatto vegan a base di verdure di stagione di campo e di orto crude e cotte. Ma ci sono anche sontuosi piatti di crudi di pesce, crostacei e conchiglie.

Vale la pena lasciare anche un po’ di spazio per i dolci, come l’imperdibile cannolo di Piana degli Albanesi o il biscotto cremoso agli agrumi (crema di formaggio caprino e ricotta agli agrumi servita con miele, menta fresca e fette di limone accompagnata da croste di biscotto ai cereali, burro e sale di Mothia).

Alla sera il menu si concentra su questo genere di proposte per dare spazio alla cucina di Sarah e permettere di cenare con la dovuta tranquillità. Durante il giorno – fino alle 19, senza pausa – ci sono invece anche i piatti del bistrot, di stampo più internazionale e decisamente più semplici ma sempre ben fatti: zuppe, insalate, piadine e focacce farcite, Club Sandwich, hamburger, taglieri, ma pure panini “gourmet” con pane ai 5 cereali e ripieni golosi (come quello con porchetta di suino nero dei Nebrodi, scarola riccia, cipolla rossa all’agro e bufala affumicata) e qualche piatto di cucina come il tradizionale timballo di anelletti e la cotoletta di maiale a “orecchio d’elefante”.

Valutazione: tre_picche


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