Presentata l’edizione 2015 della guida Osterie d’Italia di Slow Food

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È stata presentata presso la Sala Pietro da Cortona del Palazzo dei Conservatori a Roma l’edizione 2015 della guida Osterie d’Italia di Slow Food. Con la nuova edizione la guida festeggia un compleanno speciale, a venticinque anni  di distanza dalla prima redazione di un testo oggi riferimento del settore gastronomico, che al suo esordio nel mondo dell’editoria fu accolto tiepidamente dalla critica, non in grado di comprendere la portata “rivoluzionaria” di segnalazioni incentrate sull’autenticità della proposta, la genuinità delle materie prime, la qualità dell’accoglienza.

Oggi che concetti come territorio, tradizione e filiera certificata sono spesso abusati, la guida continua a puntare sui valori che dai primi passi di Bra sono stati preservati da una struttura complessa e ramificata come quella di Slow Food, a garanzia della qualità del prodotto. Un progetto editoriale che non vuole essere semplicemente una guida, ma un sistema di connessione dei contenuti elaborati in questi anni, rivestendo un ruolo di mediazione tra il pubblico di consumatori e la rete di realtà diffuse sul territorio italiano.

Sono 1733 i locali selezionati dai 400 collaboratori di Slow Food, 159 in più rispetto all’anno scorso, per la maggior parte osterie che propongono un ottimo rapporto qualità/prezzo, con costi inferiori ai 40 euro per un pasto completo. Le chiocciole, riconosciute alle migliori osterie, salgono quest’anno a 241, di cui 29 solo in Toscana, che insieme a Piemonte, Veneto e Campania guadagna il podio per numero di realtà premiate tra le regioni italiane.

La nuova edizione si conferma attenta alla selezione e alla conoscenza del prodotto, mantenendo i simboli dell’innaffiatoio e dell’insalatiera per indicare rispettivamente i locali con orto e quelli che propongono menu dedicati ai vegetariani. A valutare la qualità della cantina come sempre il simbolo della bottiglia, che quest’anno premia 383 osterie.  Mentre due nuove sezioni fanno il loro esordio in guida: un approfondimento sulle cucine etniche di Milano e uno speciale sui supplì di Roma.

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