FICO, la Stella perduta di Cracco, il culto dei vini naturali…

carlo cracco

Questa settimana la rassegna stampa di Gabriele Rosso su Giunti Piattoforte è particolarmente interessante e ricca di spunti di riflessione. Si parla innanzitutto delle due grandi notizie che hanno tenuto banco in questi giorni, la perdita della seconda Stella Michelin da parte del ristorante di Carlo Cracco e l’apertura di FICO Eataly World a Bologna. Ma ci sono spunti interessanti anche dall’estero. Scopriamoli su Piattoforte…

Cracco e la verità della stella persa

Nelle ultime ore non si parla di altro, come succede ogni anno nei giorni intorno alla presentazione dell’ormai mitologica “rossa”, la Guida Michelin. Ed è singolare (o forse no?) che proprio nel momento in cui arriva – udite udite – un nuovo tre stelle, che risponde al nome di Norbert Niederkofler, a fare davvero notizia non è lui (o meglio, non solo), ma il celeberrimo Carlo Cracco. Celeberrimo perché diventato negli anni il volto televisivo che ha portato l’alta cucina nelle case degli italiani, sia sotto forma di spot che di trasmissioni “cuciniere” di culto. Conquistandosi quindi una celebrità che ha anche creato invidie, malignità, o per dirla in termini moderni un esercito di fan ma anche di haters che ha pochi eguali. Questo pezzo di Paolo Marchi ha il grandissimo merito di riportare con i piedi per terra tutti coloro che hanno esultato più o meno esplicitamente alla notizia che Cracco ha perso una delle sue due stelle Michelin: in tanti hanno sfoderato il campionario di battute affilato negli anni sul cuoco telegenico per eccellenza, credendo di prendersi la rivincita rispetto a un simbolo di cui non condividono l’esposizione mediatica e il messaggio che porta alle nuove generazioni. Il giornalismo enogastronomico dovrebbe però essere cosa seria: bastava fare qualche domanda in più, come Paolo ha fatto, per rendersi conto che il declassamento era prevedibile e previsto. Il “vecchio” Cracco sta chiudendo, ed è ragionevole ritenere che negli ultimi mesi non ci sia stato un grande investimento di energie sull’insegna destinata allo stop. Oltretutto, lo chef di origini venete riaprirà nel 2018 in una nuova collocazione e ancora non si sa con esattezza la data, anche se dovrebbe essere a inizio anno. Al di là di ogni considerazione possibile sul Cracco-personaggio, qualcuno nutre qualche dubbio che abbia la stoffa per riprendersele, in futuro, quelle due stelle? – Identità Golose http://www.identitagolose.it/sito/it/41/18095/primo-piano/cracco-e-la-verita-della-stella-persa.html [Foto di copertina: Flickr/br1dotcom]

Fico Eataly World a Bologna. Cos’è, com’è nato, come funziona, cosa ci piace e cosa no

L’altro argomento di cui si parla da giorni e che ha segnato la settimana enogastronomica è l’inaugurazione di FICO a Bologna e il press tour che ne ha anticipato l’apertura al pubblico. FICO è un progetto discusso da tempo, e che finalmente vede la luce. Questo pezzo di Massimiliano Tonelli spiega perfettamente cosa ci troveremo di fronte, raccontando pregi e difetti con grande capacità di approfondimento e di guardare la questione con il giusto distacco giornalistico. Insomma, FICO è un progetto fico, un modello che farà scuola, un’occasione per fare cultura alimentare e creare un indotto sostanzioso e un’economia solida. Allo stesso tempo è tutto meno che “contadino”, come il nome vorrebbe far supporre (Fabbrica Italiana COntadina), e soprattutto accetta il rischio di delegare la formazione, centrale nel progetto, ai privati. Sì perché uno dei problemi principali di FICO è l’assenza totale delle istituzioni. E se gli scopi educativi sono così importanti, l’assenza di chi dovrebbe fare da arbitro imparziale nei processi culturali e formativi è grave. Dopodiché c’è da credere a Massimo, sul fatto che un giro a FICO vale davvero la pena farlo – Gambero Rosso http://www.gamberorosso.it/it/food/1046289-fico-eataly-world-a-bologna-cos-e-com-e-nato-come-funziona-cosa-ci-piace-e-cosa-no

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