120 anni di Nino Negri

Nino Negri 120 anni

120 anni e non sentirli. D’altronde Leonardo Da Vinci lo aveva profetizzato affermando nel suo Codice Atlantico che “La Valtolina fa vini potentissimi”. Era il 1478. La Nino Negri è la cantina bandiera del territorio valtellinese e ha festeggiato alla grande i suoi 120 anni di attività con una importante verticale di Sfursat 5 stelle, sei annate, dal 2013 a ritroso nel tempo, fino alle 1989. È stato un grande evento aperto al pubblico che si è tenuto lo scorso 10 ottobre a Palazzo delle Stelline con un banco degustazione gratuito dedicato alla storia del “signore della Valtellina”.

Evento Nino Negri 120 anni

Era il 1897 quando tutto è iniziato: Nino Negri sposa Amelia Gatti, signora della fortezza di Chiuro. Il vino del Chiavennasca non viene più venduto sfuso ma imbottigliato e distribuito in Italia, poi Europa e Usa. Dopo 50 anni di attività, quando Nino si spegne, gli succede l’enologo che sarà la fortuna dell’azienda, tutt’ora in carica, Casimiro Maule, che punta sulla qualità a ogni costo. Oggi Casimiro ha 40 vendemmie di esperienza alle spalle ed è stato nominato Enologo dell’Anno 2007 per la Guida Gambero Rosso.

“Riscoprire la tradizione migliorandola” è il motto che lo accompagna da sempre: ecco quindi la raccolta delle uve fatta a mano, il trasporto veloce in elicottero, che evita una fermentazione incontrollata… 31 ettari da cui nascono Inferno, Sassella, Grumello, Fracia e Sfursat.

A 120 anni dalla nascita di Nino Negri si è deciso di dedicare al suo fondatore il regalo che più lo avrebbe entusiasmato: un nuovo vino. Un concentrato di storia e passione; nasce così una nuova edizione di Castel Chiuro, un vino tra gli storici dell’azienda, prodotto fino dagli anni ’50, un cameo del castello quattrocentesco che ne porta il nome. Uve della vendemmia 2009, raccolte a mano alla fine di ottobre dai vigneti Grumello e Valgella, a oltre 500 metri di altezza, maturato in legno per cinque anni, poi acciaio e quindi ancora affinato in bottiglia per altri dieci mesi. Aspro e scontroso come la montagna che protegge le viti, il Castel Chiuro si trasforma in una creatura elegante, accettando la doma, il sapore avvolgente per un finale ampio al palato. L’etichetta è stampata su carta marmorizzata, decorata a mano da artisti fiorentini per un motivo sempre diverso che rende unica ogni confezione.

Castel Chiuro Nino Negri

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