Alla scoperta dei vini svizzeri. Il Vallese (2^ parte)

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Sempre insieme al nostro “Virgilio” Steve Bettschen siamo andati a visitare altre quattro aziende tra le più importanti del Vallese: Domaines Rouvinez, la Cave des Bernunes, Denis Mercier e Gérald Besse. In certi casi abbiamo assaggiato anche una ventina di etichette, ma alla fine ho deciso di presentare i prodotti più interessanti, e in ogni caso non più di 12 vini per azienda.

Domaines Rouvinez

vallese-rouvinetsIl Domaine Rouvinez è il più grande del Vallese. Azienda familiare, ha intrapreso in questi ultimi anni una politica di acquisizione di vigneti fino ad arrivare a 12 tenute di proprietà, sparse in diversi comuni, per un totale di 86 ettari nei quali coltiva 14 vitigni. Una particolarità è che quasi tutte le tenute (10 su 12) sono state studiate sia dal punto del suolo che da quello climatico per far esprimere al meglio un solo vitigno e quindi sono piantate con una sola varietà. L’azienda ha due cantine: la principale sulla collina della Géronde a Sierre per la vinificazione in legno, l’altra a Martigny per quella in acciaio. La malolattica viene effettuata solo su sylvaner e chasselas, mentre per quanto riguarda la potatura seguono la scuola di Simonit. Ci ha presentato solo i vini di proprietà in uscita (a parte due vecchi Orsat), quindi i 2012 insieme ai Coeur du Domaine ’11. Ora, l’annata 2012 come abbiamo già visto è stata particolarmente difficile e alcuni vini della Rouvinez sono forse un po’ meno brillanti rispetto a quanto espresso in altri millesimi.

http://www.rouvinez.com

Johannisberg Ravanay ’12

Naso leggermente aromatico, fiori, frutta bianca e un palato pulito, per un vino semplice e piacevole.

  • Valutazione: due_quadri

 

Heida Domaine La Leyraz ’12

Da vigne situate nel comune di Saxon, si presenta con un naso speziato, segnato da note di frutta tropicale e sfumature di erbe aromatiche, mentre il palato è coerente e convincente, anche se manca di un filo di spinta nel finale.

  • Valutazione: due_quadri_m

 

Petite Arvine Domaine Château Lichten ’12

Contrariamente alla tradizione e a molti altri produttori, lui propone la Petite Arvine sempre completamente secca. Da vigne situate nel comune di Loèche, è fresca e leggermente aromatica, con note minerali e di mela annurca, un palato coerente, vivo, teso, brillante e sapido, davvero convincente e molto lungo. Una delle migliori Petite Arvine assaggiate nel nostro giro nel Vallese.

  • Valutazione: tre_quadri_m

 

Humagne Rouge Ardévaz ’12

Ancora giovane e da un millesimo complicato, al naso evidenzia tabacco, terra umida e leggere note di spezie dolci, mentre il palato è tutto in rotondità e morbidezza con un finale di frutto dolce, per un risultato davvero un po’ troppo pettinato e con poco carattere.

  • Valutazione: due_quadri_m

 

Cornalin Montibeux ’12

L’annata si sente e tanto. Toni di ciliegia, piacevole e pulito, ma un po’ fragile e senza l’attesa profondità e complessità.

  • Valutazione: due_quadri

 

Coeur de Domaine Blanc ’11

Selezione di petit grain di petite arvine 70%, heida 20% e marsanne provenienti dai vigneti più vocati per queste uve. Fermentato e affinato in legno grande (svizzero) per un anno. Ha un po’ di zucchero residuo (involontario, è rimasto in fermentazione nel 10% di marsanne). Il naso è ricco, grasso, molto intenso. Palato ancora giovane, con note di frutta matura, ricco ma netto e ben sostenuto dall’acidità che gli dà una bella lunghezza. Interessante e da attendere.

  • Valutazione: tre_quadri

 

Coeur de Domaine Rouge ’11

Stesso tipo di selezione del Coeur de Domaine Blanc, in questo caso a base di cornalin 70%, humagne rouge 20% e syrah, e stesso tipo di lavorazione (fermentato e affinato in legno grande svizzero per un anno). Naso su toni di frutto rosso con un po’ di spezie, palato di buona pienezza, manca ancora un po’ di carattere ma è in crescita, comunque ben realizzato e con un finale in cui spiccano gesso e grafite.

  • Valutazione: tre_quadri

 

Ermitage vieux plants ’56 Orsat

Dalle riserve delle Caves Orsat, storica cantina cooperativa rilevata dalla Rouvinez nel 1998, Dominique Rouvinez ci ha proposto questa marsanne di quasi 58 anni, lavorata in maniera classica (cioè con un importante residuo zuccherino, che è l’elemento principale che gli ha consentito di sfidare gli anni in questo modo), dal naso evoluto ma con un palato di grande tenuta, ancora vivo e complesso, in particolare grazie alle spiccate note minerali e saline, con corpo e alcol a sostegno. Il finale ha note di pan di spezie e noci, e soprattutto col passare del tempo nel bicchiere è cresciuta, si è rinfrescata ed è diventata sempre più affascinante.

  • Valutazione: tre_quadri_m

 

Malvoisie Haut de Cry ’66 Orsat

Bevuto a pranzo. Va ricordato che qui la malvoisie è il pinot grigio. Colore dorato carico, ha naso da vino dolce, con sentori di miele e frutta secca, ma il palato si rivela fresco, nitido e vivo, di buona materia e completamente secco, lungo e affascinante nei suoi 48 anni ben portati, in piena sintonia con le raclette che ci hanno servito. Un vino molto piacevole.

  • Valutazione: tre_quadri_m

 

Cave des Bernunes

vallese-berlunesNicolas Zufferey ha iniziato a vinificare nel 1987. Oggi ha 10 ettari tra proprietà e affitto, con 15 vitigni coltivati e 20 etichette, per un totale di 120.000 bottiglie annue. Il 60% delle vigne sono a Sierre, le altre invece si trovano verso Sion, tutte situate sulla riva destra nelle zone considerate più qualitative (anche se ora secondo lui certi vitigni rossi stanno dando buoni risultati anche sulla riva sinistra). Come al solito qui nel Vallese più dei 2/3 della produzione viene venduta direttamente in cantina ai privati. Nessun vino bianco fa la malolattica, tranne il Le Blanc. Da sottolineare la recente realizzazione di una splendida cantina, con vista sui vigneti e le montagne, con uno spazio ristorazione-degustazione dove si organizzano anche concerti. Purtroppo l’impressione che mi ha lasciato la degustazione non è stata all’altezza. Tutti i vini, anche i migliori, mi sono sembrati un po’ incompiuti. Se c’è stata un’azienda rimasta al di sotto delle aspettative in questo viaggio tra i vigneti del Vallese è stata proprio questa.

Chasselas Les Bernunes ’12

Per andare contro la tradizione, che lo vuole morbido e leggermente dolce, ha realizzato un vino molto acido e aggressivo. Di grande tensione minerale, purtroppo fa emergere un fondo di bianco di limone che gli dà toni verdi e poco maturi.

  • Valutazione: due_quadri

 

Chasselas L’Ormy Cuvée des Philosophes ’12

Ce lo propone in magnum. Naso sempre su toni minerali e floreali, con sfumature di frutta bianca, mentre il palato è più compiuto rispetto al precedente, sempre molto grintoso ma più pieno e ricco, con un finale sugli agrumi lungo e di buona piacevolezza. Il vino migliore della degustazione.

  • Valutazione: tre_quadri

 

Païen ’12

Un savagnin leggermente speziato al naso, con note di erbe aromatiche. Il palato è anche in questo caso di notevole grinta, con buon corpo e tenuta, agrumato, con un finale teso in cui emergono toni di fiori bianchi ma anche note un po’ verdi.

  • Valutazione: due_quadri_m

 

Petite Arvine ’12

Al naso è leggermente affumicato, con sentori di agrumi amari (bergamotto). Il palato è particolarmente severo, con un finale sempre un po’ troppo amaro.

  • Valutazione: due_quadri

 

Le Blanc ’10

Da uve sylvaner, riesling e savagnin in parti uguali, vinificate insieme e passate in barrique (nuove, di secondo e di terzo passaggio). Naso molto marcato dal legno, palato vegetale, legnoso, grasso ma anche corto, con un finale di buccia di pompelmo. Un vino che mi lascia francamente perplesso, tanto mi sembra irrisolto, banale e anche un po’ inutile.

  • Valutazione: un_quadro_m

 

Pinot Noir ’12

Lavorato solo in acciaio, al naso emergono anche qui note un po’ vegetali e verdine, ma il palato è molto più convincente, fresco, sul frutto, piacevole e nitido, ben realizzato.

  • Valutazione: due_quadri_m

 

Humagne Rouge ’12

Lavorato in barrique. naso sul frutto rosso con note legnose. Palato ancora troppo marcato dal legno (prevedibile, vista anche l’annata difficile) e poco vivo, che risulta alla fine anche poco preciso.

  • Valutazione: due_quadri

 

Cornalin ’12

Anche questo passato in barrique. Naso con note di frutti rossi e spezie e un palato coerente, morbido, di buon equilibrio e nitidezza, cui manca un po’ di slancio e di complessità in più, ma comunque piacevole.

  • Valutazione: due_quadri_m

 

Syrah ’12

Naso varietale e un po’ estrattivo, con note di viola e ribes. Palato con tannini un po’ ruvidi, forse a causa di un eccesso di estrazione in un’annata come la 2012.

  • Valutazione: due_quadri

 

Marsanne Blanche Surmaturée ’09

Come capita spesso i vini dolci qui nel Vallese hanno una marcia in più. In questa Vendemmia Tardiva comincia ad apparire una piccola nota di tartufo bianco, con sfumature di canditi e zafferano. Vendemmiato a inizio dicembre, è ricco e pieno al palato, in cui spiccano sentori di noci, nocciole al miele e mele cotte. Manca un po’ di freschezza nel finale, ma complessivamente non è affatto male.

  • Valutazione: tre_quadri

 

Denis Mercier

vallese-mercierL’azienda della famiglia Mercier si trova a Sierre e conta 7 ettari tutti all’interno del territorio comunale, con vigneti a circa 600 metri di altitudine, 12 vitigni e 15 etichette, per produzioni ovviamente dalle tirature limitate. Nel comune ci sono 6 differenti suoli, tutti fondamentalmente calcarei e frutto di formazioni geologiche piuttosto recenti. Dopo l’esperienza della caldissima vendemmia 2003 Denis ha deciso di termoregolare la cantina e di fare prefermentazioni a freddo di una settimana sui rossi, senza effettuare solfitaggio sui mosti ma solo dopo la malolattica.

Tutti i vini bianchi invece non fanno la fermentazione malolattica. Fa più follature che rimontaggi e la cantina ha quasi solo vasche in cemento (“l’inox è più pratico ma mi dà meno qualità”). Da sottolineare la posizione sulla petite arvine: contrariamente alla maggior parte degli altri produttori che abbiamo sentito, a suo parere non invecchia benissimo, perché spesso con gli anni si carica di toni amari. La 2011 è stata un’annata molto precoce (la più precoce insieme al 2003), con una vendemmia cominciata il 26 agosto con il pinot nero, la 2012 l’annata difficile che ormai abbiamo imparato a conoscere, mentre la 2013 è stata la più tardiva che lui ricordi, iniziata esattamente un mese dopo la 2011, il 26 settembre.

Tranne quando indicato, tutti i vini degustati ci sono stati presentati in mezzine da 0,375 lt. I vini fino al Cornalin 2011 non vedono legno, a partire dal Cornalin invece sono lavorati in barrique, 20% nuove. Tutti i vini sono AOC Valais. Denis Mercier vuole e ottiene vini giocati principalmente sulla freschezza e la tensione acida, con una nota di merito particolare per le syrah, senza dubbio tra le più buone assaggiate nel Vallese.

 

Fendant ’12

Semplice ma di buona fattura e grinta, nitido e floreale con note di frutta a polpa bianca, risulta piacevole e dal finale ben sostenuto dall’acidità nonostante un leggero tono dolce.

  • Valutazione: due_quadri_m

 

Petite Arvine ’12

Ci sono 5 grammi di zucchero ma non si sentono. Tanta acidità, note di mandarino e altri agrumi, palato ricco ma tesissimo, ancora molto giovane, con tanta grinta e materia molto ben gestite.

  • Valutazione: tre_quadri

 

Petite Arvine ’08

Forse con 10-12 grammi di zucchero, che in questo momento si sentono ma che il vino sta già digerendo. Di solito i vini in cui i toni dolci prendono il sopravvento non mi piacciono ma qui tanta acidità e tanto sale riescono a bilanciare le note dolci senza alcuna aggressività. Fine, lungo e di carattere.

  • Valutazione: tre_quadri

 

Petite Arvine ’09

Annata tutta diversa, meno bella e meno ricca della 2008, e qui in effetti escono fuori delle note amare che gli danno un tono evoluto, ben al di là di quanto ci si potrebbe aspettare. Un vino comunque ancora ben vivo ma più ruvido e aromaticamente meno interessante del precedente.

  • Valutazione: due_quadri_m

 

Païen ’12

Da vigne piuttosto giovani (10 anni, le più giovani dell’azienda). I sentori di spezie e frutta a polpa bianca sono seguiti da un palato ricco, pieno, sapido quasi fino al salato, complesso e con un finale resinoso di bella lunghezza.

  • Valutazione: tre_quadri

 

Marsanne ’11

Da vigne vecchie, le più vecchie dell’azienda con i loro 70 anni, è un vino che esce sempre un anno dopo. Naso un po’ cupo e affumicato, mentre il palato è tutto sul sale e su toni minerali, ricco senza essere pesante. È giovane e va atteso ancora qualche anno per assaporarlo al meglio. Da 3 quadri ora ma in prospettiva…

  • Valutazione: tre_quadri_m

 

Cornalin ’11

Naso molto ricco di frutto, palato pieno e di buona materia che entra maturo e abbastanza morbido, poi esce un po’ il verde e i tannini finiscono un po’ ruvidi. Un vino comunque piacevole e lungo nonostante la rusticità.

  • Valutazione: due_quadri_m

 

Syrah ’11

Ha cominciato a piantare syrah nel 1988. In teoria è diraspato, ma come ci spiega Denis “la diraspatrice è molto vecchia e funziona, diciamo così, a maglie molto larghe lasciando passare molti pezzi di raspi”. Il naso è classico, con note di spezie, frutti neri, liquirizia e sottobosco, mentre il palato è coerente, pieno, ancora leggermente segnato dal legno ma ricco, complesso e lungo, con tannini succosi. Sarà anche stata un’annata calda, ma il risultato è davvero buono, di un livello superiore rispetto a quanto assaggiato finora.

  • Valutazione: tre_quadri_m

 

Syrah ’10

Il syrah si conferma come il vino aziendale per eccellenza. Naso più fresco rispetto al 2011, sul frutto, seguito da note minerali con sfumature di tartufo. Palato nitido, teso e sapido, dal frutto nero ben disegnato, elegante e convincente, lungo, preciso e molto divertente. Proprio un bel bere.

  • Valutazione: tre_quadri_m

 

Syrah ’05

Da bottiglia da 0,75. Naso avvolgente, intenso nei toni di frutto rosso fresco, spezie e sfumature balsamiche. Il palato è teso, lungo, tiene benissimo e ha ancora molti anni davanti, confermando pienamente la riuscita e la grandezza dell’annata. È un vino dinamico, energico e coerente, nitido e con leggeri toni vegetali molto ben controllati.

  • Valutazione: quattro_quadri

 

Cornalin ’05

Da bottiglia da 0,75. Naso fresco dopo 9 anni, bello nei suoi toni di sottobosco anche se con sfumature di affumicatura. Il palato come al solito è più rustico rispetto ad altre uve ma davvero gourmand, lungo e vibrante, con tannini presenti ma succosi e decisamente meno ruvidi della versione 2011. Anche in questo caso l’annata conferma tutte le sue qualità, per un vino da accompagnare a una bella bistecca.

  • Valutazione: tre_quadri_m

 

Ermitage flétrie sur souche ’01

Flétrie sur souche significa “appassito su pianta”, quindi una vendemmia tardiva che spesso vede la presenza di un po’ (o di molta) botrytis. La vocazione del Vallese per i vini dolci non si smentisce. Naso in cui spiccano tartufo bianco e frutta candita, seguiti da datteri e fichi secchi. Il palato è teso, elegante, floreale con note di agrumi, cioccolato, bergamotto. Un vino lungo, profondo e senza nessuna traccia di stucchevolezza. Le uve per la versione 2013 deve ancora raccoglierle. La vigna è dietro il castello, dove il vento freddo non arriva. Probabilmente raccoglieranno tra fine gennaio e inizio febbraio 2014!!!

  • Valutazione: quattro_quadri

 

Gérald Besse

vallese-bessePersonaggio vulcanico. Il nonno già vendeva vino negli anni ’20. Poi lui ha litigato con il padre e a 22 anni ha creato il suo Domaine. Oggi ha un po’ più di 20 ha, di cui 10,5 di proprietà, da cui ottiene circa 180.000 bottiglie l’anno da 14 vitigni diversi. I suoi vigneti sono situati più sul calcare che sul granito (anche se qui teoricamente c’è principalmente granito, come dimostra il grande castagno all’entrata della cantina), a causa di una vena calcarea che attraversa Martigny. Rivendica un grande lavoro sui muretti a secco, che vengono sistemati e a volte completamente rifatti durante l’inverno con i materiali portati tutti a spalla, e un lavoro rispettoso della natura e senza pesticidi anche se non è in regime biologico (“mi servirebbe un gruppo di 6-7 persone tutto l’anno per realizzare una coltura veramente bio”). Capace di improvvisare quando è necessario – ha fatto ripartire ora le fermentazioni del Païen e dell’Ermitage, perché era rimasto ancora dello zucchero, con un pied de cuve fatto con del mosto congelato, realizzato per tutt’altra ragione (per farlo assaggiare ai bambini come se fosse un gelato) – propone dei vini di carattere che vogliono esprimere al meglio le qualità dei vari vitigni in “salsa Martigny”.

http://www.besse.ch/

Champortay Fendant ’12

Naso fresco e pulito, con sentori di frutta bianca e fiori. Palato di grande tensione, lungo e grintoso, con fermentazione malolattica fatta ma senza zucchero residuo, molto piacevole.

  • Valutazione: due_quadri_m

 

Martigny Fendant ’12

Senza malolattica. Naso più floreale, frutta gialla, buona complessità. Palato di buona materia e freschezza, equilibrato ma con meno grinta del precedente.

  • Valutazione: due_quadri_m

 

Martigny Fendant Les Bans ’12

Anche questo niente malolattica. Naso minerale e complesso con toni floreali. Palato teso e vibrante, in cui tornano i toni minerali con sfumature di agrumi freschi, lungo, nitido e di carattere. Tra i migliori Fendant assaggiati (d’altronde per Steve i migliori Fendant si trovano proprio qui a Martigny).

  • Valutazione: tre_quadri

 

Martigny Johannisberg ’12

Da vigne di sylvaner di 50-60 anni. Naso con note di frutta gialla matura e un po’ di spezie. Palato del tutto diverso da quello cui siamo abituati in Alto Adige con lo stesso vitigno: pieno e maturo, segnato da sentori di pera, tanta ricchezza, ma anche una sapidità quasi salina.

  • Valutazione: due_quadri_m

 

Martigny Petite Arvine ’12

Giocato su toni di frutta bianca con sfumature vegetali e di anice, è dritto, teso, piuttosto aromatico ma senza cedimenti e morbidezze, di discreta eleganza.

  • Valutazione: tre_quadri

 

Martigny Païen Les Serpentines ’11

Fermentato e maturato un anno in barrique. Al naso frutta gialla matura, miele e spezie, mentre il palato è di buona materia ma caldo di alcol, comunque coinvolgente e pieno, di buona lunghezza.

  • Valutazione: due_quadri_m

 

Martigny Ermitage Les Serpemtines V.V. ’11

Da vigne del 1945 e del 1947. Naso con leggere note di tartufo, poi toni minerali, fiori e frutta bianca. Il palato è polposo e ricco di materia, lungo e sapido, minerale e complesso, con un finale che nonostante i 14,5° è fresco, nitido e lascia la bocca pulita. Una marsanne davvero splendida.

  • Valutazione: tre_quadri_m

 

Champortay Gamay ’12

Naso sulle spezie e palato piuttosto convincente, è un Gamay di buona tenuta e freschezza fruttato e persistente, molto piacevole.

  • Valutazione: due_quadri_m

 

Martigny Domaine Saint-Théodule Gamay ’12

Naso meno esplosivo e presente del precedente, con note di frutto rosso. Il palato invece è più ricco, denso e complesso, più lungo e serio. Un vino austero, da attendere.

  • Valutazione: tre_quadri

 

Martigny Domaine Saint-Théodule Cornalin ’11

Naso ricco di frutto, nitido, con note di spezie e sottobosco e una leggera affumicatura. Palato succoso, fresco, coerente e lungo, di grande nitidezza e precisione aromatica, con un finale pulito ed elegante.

  • Valutazione: tre_quadri_m

 

Martigny Syrah Les Serpentines ’11

Legnoso, ruvido e un po’ contratto, con un finale asciugante. Forse, come dice lui, bisogna aspettarlo, ma in questo momento non lascia intravedere granché ed è davvero poco gourmand.

  • Valutazione: due_quadri

 

Martigny Petite Arvine Flétrie sur Souche ’06

Raccolta il 13 ottobre perché il favonio stava totalmente bruciando le uve più che farle appassire. 300 gr/lt di zucchero e tanta botrytis, note di albicocche disidratate e crema catalana, leggermente floreale, poi ancora pasticceria e agrumi dolci. Il palato è lungo e convincente grazie alla spiccata acidità a sostegno. Un vino dolce complesso, affascinante, splendido.

  • Valutazione: quattro_quadri

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