Domaine Pierre Amiot et Fils

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Abbiamo già parlato del Domaine Pierre Amiot et Fils, azienda poco presente nelle guide che contano ma che, per quanto mi riguarda, apprezzo particolarmente per i suoi vini di grande piacevolezza e bevibilità, tra i migliori rapporti qualità prezzo che io abbia trovato in Côte de Nuits.  La famiglia Amiot produce vino a Morey da cinque generazioni e oggi sono i fratelli Didier e Jean-Louis a guidare l’azienda. L’abbassamento delle rese (che in questi anni vanno dai ai 25 ai 45 hl/ha, a seconda della tipologia) e un equilibrato uso del legno (niente legno nuovo sui Village, 30% sui 1er Cru, 50% sui Grand Cru) sono la ragioni della crescita qualitativa che i vini del Domaine hanno mostrato sotto la guida di questa generazione.

Jean-Louis ci racconta che nel 2010 hanno avuto molti meno problemi dei vicini della Côte de Beaune: anche qui hanno avuto episodi di oidio e peronospora, ma c’è stata una sola leggera grandinata e soprattutto bel tempo nel mese di settembre: “Si dice che la qualità dell’annata dipenda dal mese di settembre, e mai come in questo caso è stato vero”. Così a una diminuzione della resa nei Village ha fatto seguito una sostanziale tenuta per i cru. La raccolta è stata tardiva ma i vini hanno avuto una buona evoluzione, ricchi di frutto ma allo stesso tempo fini ed eleganti.

Per lui il 2009 è più ricco e concentrato (anche se, avendo maggior estrazione, i vini in questo momento hanno la tendenza a chiudersi e vanno riassaggiati tra qualche anno), il 2010 ha più eleganza e finezza, in una parola è più borgognone, mentre per quanto riguarda i 2011 li ritiene dei vini di grande piacevolezza ma da bere rapidamente (sembrano in effetti più pronti dei ’10, anche se va tenuto conto della leggera chiusura dovuta all’imbottigliamento recente che ha penalizzato i ’10 in questa degustazione).

Morey Saint-Dénis ‘10
A un naso ancora poco espressivo fa seguito un palato coerente ma più brillante, di buona pienezza e tenuta, piuttosto fine e lungo.

  • Valutazione: tre_quadri


Morey saint-dénis 1er Cru Aux Charmes ‘10

Ricco di note di spezie e frutti rossi, presenta un palato limpido, puro, teso e di grande finezza, nitido, lungo e piacevolissimo.

  • Valutazione: tre_quadri_m

Morey Saint-Dénis 1er Cru Les Millandes ‘10
Al naso emergono note ematiche, per il resto è ancora chiuso, davvero molto indietro nello sviluppo. Il palato conferma questa austerità. Di buon corpo, evidentemente da attendere ancora per concedergli il tempo di esprimersi al meglio, mi sembra comunque meno fine del solito per un 1er Cru e un po’ rustico.

  • Valutazione: tre_quadri

Morey Saint-Dénis 1er Cru Les Blanchards ‘10
Prima annata di produzione per questo premier cru, che fino a tre anni fa gli Amiot lavoravano in mezzadria. Sono solo tre pièce e nonostante i profumi siano ancora poco espressi e con un po’ di riduzione al palato dimostra di essere sempre di buona eleganza e tenuta, emergono bei tannini con un finale molto lungo, nitido e pulitissimo.

  • Valutazione: tre_quadri_m

Morey Saint-Dénis 1er Cru Les Ruchots ‘10
Da un vigneto confinante con Clos de Tart, presenta un naso ricchissimo, speziato, intenso e fruttato. Il palato è lungo, pieno, fresco, con note di frutti di bosco rossi e neri, tannini setosi, in questo momento più pronto dei precedenti e di grande finezza.

  • Valutazione: tre_quadri_m

Gevrey-Chambertin 1er Cru Les Combottes ‘10
Naso tipico, più terroso rispetto ai Morey, e con note di sottobosco e frutti rossi. Il palato è ancora austero, di bella nitidezza ma con un finale in cui acidità e tannini lo rendono un po’ più rigido di quanto mi aspettassi.

  • Valutazione: tre_quadri_m

Clos de la Roche Grand Cru ‘10
Naso elegante, floreale, nitido, con note di piccoli frutti neri. Il palato è ancora troppo giovane ma comunque elegante, fine e con buona polpa, lungo e solido, di buona densità, da attendere con fiducia. Un Clos de la Roche all’altezza della sua reputazione.

  • Valutazione: quattro_quadri

Morey saint-dénis 1er Cru Aux Charmes ’11 (da botte)
Naso fresco, pulito, ricco di frutto, palato di buona tensione e coerente.

  • Valutazione: tre_quadri

Morey Saint-Dénis 1er Cru Les Millandes ’11 (da botte)
Anche in questo caso si rivela un po’ più ruvido e tannico rispetto agli altri, comunque di buon frutto e di bella tensione

  • Valutazione: tre_quadri

Morey Saint-Dénis 1er Cru Les Ruchots ’11 (da botte)
Ricco di polpa e frutto, ben sostenuti dall’acidità e con un finale dinamico di notevole tensione. Bello.

  • Valutazione: tre_quadri_m

Clos de la Roche Grand Cru ’11 (da botte)
Polpa e finezza, frutti di bosco croccanti, fresco e dinamico, profondo, dà già voglia di berselo senza pensarci troppo.

  • Valutazione: tre_quadri_m

Morey Saint-Dénis Blanc ‘10
Come spesso ci è capitato qui in Borgogna i bianchi vengono proposti in degustazione dopo i rossi. In questo caso si tratta di un solo vino e per di più di una rarità, visto che sono solo tre ettari quelli piantati con uve a bacca bianca a Morey, e gli Amiot  ne producono solo due pièce. Naso sul frutto, in particolare frutta a polpa bianca, mentre il palato è molto immediato e piacevole, forse più varietale che tipico e territoriale, quasi un “vin de soif”.

  • Valutazione: tre_quadri

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