Verticale Barbaresco Cottà Sottimano

I Barbaresco della famiglia Sottimano sono da diversi anni tra i miei vini preferiti. Li considero un esempio di classicità moderna e intelligente, un’affascinante investigazione del territorio da cui nascono, coniugata alla capacità di aprirsi a sperimentazioni e pratiche che provengono da altre zone vinicole. In occasione di una degustazione ho tirato fuori dalla cantina 7 annate – dal 1999 al 2005 – del Cottà, che ritengo il più profondo e stratificato dei vari cru prodotti dai Sottimano.

Il cru Cottà, una collina che dai 300 metri di altitudine scende fino ai 240, è situato nella parte più occidentale del comune di Neive, al confine tra Neive e Barbaresco, su di un terreno caratterizzato dalle tipiche marne Tortoniane blu-grigie. Il Cottà Sottimano nasce da un vigneto di circa 2,8 ha, con un’esposizione sud/ovest e un’età delle vigne di 45-55 anni. La resa per ettaro è di circa 40q.li/ha, per una produzione che si attesta intorno alle 10.000 bottiglie annue. A una pigiatura molto soffice con diraspatura fanno seguito la fermentazione a temperatura controllata (30°C), con una macerazione sulle bucce che dura in media 18 giorni, senza utilizzo di lieviti selezionati, la svinatura e il travaso in barrique prodotte in Borgogna, nuove per un 25%, dove avviene la fermentazione malolattica. A fine malolattica un altro travaso per separare i fondi, seguita dalla reimmissione in barrique di secondo, terzo e quarto passaggio per 18-20 mesi. L’imbottigliamento avviene senza alcuna operazione di chiarifica o filtrazione.

Barbaresco Cottà 1999

Annata forse un po’ sottovalutata all’uscita e che invece si sta affermando come una tra le migliori degli ultimi cinquant’anni. Dalla seconda decade di Settembre alla metà di Ottobre una costante alta pressione ha regalato giornate soleggiate e una notevole escursione termica che hanno arricchito corpo e profumi.

Appena versato sembra una classica “bottiglia sfortunata”: quasi muto al naso, resta rigido e poco concessivo al palato. Dopo una mezz’ora nel bicchiere si esalta. Naso balsamico, minerale, leggermente affumicato, con sentori di tartufo e sottobosco, seguiti da note di tabacco, spezie e frutti neri. Il palato segue la stessa strada: inizialmente poco nitido e tannico, col passare dei minuti diventa fine ed elegante, molto fresco, sapido, teso e lungo, di grandissima precisione aromatica, con un finale in cui spiccano note di violetta, tartufo, liquirizia. Un classico che alla fine della degustazione uscirà come il più apprezzato dei sette.

  • Valutazione: quattro_quadri

Barbaresco Cottà 2000

Annata celebrata all’uscita, molto calda in particolare da metà Agosto a metà Settembre e di grande ricchezza zuccherina. Come spesso accade con le annate calde, sta cominciando a soffrire la distanza.

Il profilo disegnato dall’annata è completamente diverso dalla mia idea di Cottà. Al naso emergono note di goudron e frutti rossi maturi, con un palato ricco, nettamente più spostato sul frutto che non sulle note floreali e minerali, più morbido e meno lungo. Col tempo nel bicchiere inizia un cammino inverso al ’99, perdendo un po’ della sua nitidezza aromatica, ed emergono sentori di confettura di ciliegie e cuoio conciato, mentre il palato chiude alcolico con ricordi di mon chery.

  • Valutazione: tre_quadri

Barbaresco Cottà 2001

A parte alcuni giorni di freddo intenso ad Aprile, l’annata è stata regolare, con alcune piogge e un abbassamento della temperatura a Settembre che hanno ritardato di qualche giorno la maturazione delle uve. Annata fresca, che si sta rivelando di grande tenuta nel tempo.

Al naso esprime una grande classicità di aromi: fiori secchi, spezie, susina, tabacco, erbe aromatiche e mediterranee. Il palato è bello, teso, vibrante, con tannini ben fusi, sapido e preciso, lungo, aromaticamente più vario e intrigante che potente e assertivo. Col passare dei minuti si conferma di grande finezza e precisione aromatica, con note di tartufo, liquirizia, ribes e sottobosco. Affascinante.

  • Valutazione: quattro_quadri

Barbaresco Cottà 2002

Annata di pioggia e grandine, declassata da molti produttori. Nonostante questo, un Ottobre di buone condizioni meteo ha premiato chi ha creduto in questa vendemmia e lavorato fino in fondo per ottenere il miglior risultato possibile. Oggi diversi 2002 dimostrano di essere di grande piacevolezza, pronti da bere.

Naso meno brillante rispetto ai precedenti ma di buon frutto e freschezza, leggermente agrumato. Austero e meno ricco di corpo rispetto agli altri, è ancora molto vivo e in spinta e il tempo che passa nel bicchiere ammorbidisce un tannino inizialmente un po’ scorbutico senza togliere un frutto croccante e piacevolissimo. Perfetto ora, dopo dieci anni, è un Barbaresco-plaisir tutto da bere, il tipico vino che in degustazione non riesce ad esprimere tutto il suo potenziale. Bevuto a cena qualche mese fa si era tranquillamente meritato mezzo asso in più.

  • Valutazione: tre_quadri

Barbaresco Cottà 2003

Annata torrida e siccitosa, con la somma di calore utile alla pianta a fine Agosto pari a quello di solito raggiunto a inizio-metà Ottobre e un anticipo della vendemmia di circa due settimane. Le rese sono state molto inferiori alla media, fino al 40-50%. Abbastanza celebrata all’uscita, soprattutto dalla stampa anglosassone, oggi sono molti i 2003 che mostrano la corda.

Naso interessante, dalle note di more di gelso e frutti rossi molto maturi, con sfumature di confettura, e un palato tipico dell’annata: a un’entrata di buon frutto fa seguito un centrobocca pieno ma poco vibrante e un finale dalle note di cenere, coi tannini asciutti tendenti al polveroso. Il tempo passato nel bicchiere ce lo restituisce un po’ più evoluto al naso, con sentori di tamarindo, e con un palato che ha mantenuto le note fruttate, che risultano tuttavia un po’ troppo dolci. Buono nonostante l’annata.

  • Valutazione: due_quadri_m

Barbaresco Cottà 2004

Annata regolare, leggermente in ritardo fino ad Agosto ma che ha visto sole, caldo e assenza di precipitazioni per tutto Settembre e Ottobre. Il vero problema è stato una grande generosità produttiva, che ha portato una diluizione eccessiva in molti prodotti.

Naso intenso, fine, elegante e floreale, palato teso, che dimostra di essere ancora molto giovane, lungo, fresco e fragrante, con belle note minerali seguite da ribes, liquirizia e uva spina. Di grande piacevolezza di beva, senza per questo cadere nella banalità, evidenzia l’annata con un centrobocca meno fitto rispetto agli altri e un finale scorrevole e pulito cui manca tuttavia un po’ di incisività e pienezza in più per fare quel salto di qualità che mi aspettavo.

  • Valutazione: tre_quadri_m

Barbaresco Cottà 2005

Annata con andamento climatico nella norma ma con un inizio Settembre e soprattutto un inizio Ottobre piovoso che ha dato vita a risultati contrastanti, in cui è stata la qualità del lavoro del vignaiolo a fare la differenza.

I profumi sono sorprendenti per ricchezza e complessità: frutti rossi, tabacco, spezie, leggere note terrose e balsamiche. Il palato è coerente, fine, verticale e di buona profondità, con tannini evidenti ma dolci e non allappanti. Ancora chiuso e spigoloso ma teso e nitido, con note di ciliegia e mirtilli rossi, minerale, vibrante, è un vino da attendere con fiducia. Una riuscita davvero notevole che darà ancora molte soddisfazioni.

  • Valutazione: tre_quadri_m

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *