Sauternes ’89 Château d’Yquem

Difficile dire qualcosa di più o di nuovo sul più famoso vino dolce del mondo. Questa era una bottiglia comprata alla sua uscita sul mercato, alla metà degli anni ’90, quando era caro, anche molto, ma al contrario di oggi ancora acquistabile (allora l’ho pagato circa 150.000 lire, mentre oggi per un’annata di pari livello non si spendono meno di 6-700 euro). Del favoloso terzetto di annate consecutive di quegli anni, ’88, ’89 e ’90, che ho avuto la possibilità di comprare e il piacere di assaggiare, l’89 in questo momento mi sembra la più abbordabile e compiuta. Un vino che conferma tutto quello che si dice sull’Yquem: complessità e freschezza, profondità e multidimensionalità, allungo e dinamicità, con note di albicocca, miele e pan di spezie a dominare una straordinaria ricchezza aromatica. Indimenticabile.

  • Valutazione: quattro_quadri_s

Commenti

  1. dice

    Il Sauternes di Chateau D’Yquem, non a caso è riconosciuto come uno dei migliori passiti del mondo (forse il migliore), anche se da italiano debbo dire che ce ne sono di altrettanto buoni anche da noi, senza girare troppo il Mondo. Potendo disporre di parecchie bottiglie di vino sarebbe interessante provare a fare una degustazione orizzontale alla cieca, sia confrontandolo con gli italiani, sia con altri provenienti dal resto del globo. Le faccio comunque i miei compliementi per il blog.

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