Nuits-St. Georges ’59 Camille Giroud

Emozionante. Difficile definire in altro modo questo vino semplicemente straordinario. Ma cominciamo dall’inizio. Camille Giroud, ora in mani americane, è stata per più di un secolo una piccola maison négociant particolarmente attenta a proporre dei vini da grande invecchiamento. Il 1959 d’altronde fu subito considerata “annata del secolo”, una delle varie annate del secolo, certo, ma che contrariamente ad altre è ancora considerata come uno dei migliori millesimi del ‘900.
Detto questo però va sottolineato che il vino nel bicchiere era un semplice Nuits-St. Georges Village, niente di più, e quindi che l’attesa era comunque relativa. Mi aspettavo un vino interessante, magari affascinante vista l’età, non una vera e propria rivelazione.
Già dal livello e dal colore una bella sorpresa: livello perfetto e colore granato vivo e brillante. Pur aperto e scaraffato sul momento non ha avuto tentennamenti, il naso è risultato subito freschissimo, con note speziate di pepe e cannella, seguito da toni di frutti neri, in particolare mora, e poi sottobosco, terra umida, tartufo. Splendido il palato, con una leggera punta di tannino ad inizio bocca e poi solo puro piacere: scorrevole, elegante, di grande tenuta e precisione aromatica (oltre alle note già evidenziate al naso liquirizia, mirtilli… e così via), lungo e profondo e allo stesso tempo tutto da bere.
Col passare del tempo si è fatto se possibile ancora più complesso e coinvolgente. Che dire… Emozionante.

  • Valutazione: quattro_quadri_s

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