Yucatàn: Messico e bibite

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La Penisola dello Yucatàn offre a chi la visita diverse possibilità di vivere la vacanza assecondando i propri gusti: si va dalle rovine archeologiche al divertimento sfrenato, dalle spiagge caraibiche più tranquille fino a città di medie dimensioni. Per chi vuole ballare fino a notte fonda e stare in mezzo a una marea di gente, Cancun e Playa del Carmen sono pronte ad accogliervi. I siti archeologici sono tanti e davvero molto particolari. Se siete interessati alla cultura Maya, lo Yucatàn ha molto da mostrare. L’area più famosa è Chichén Itzà, facilmente raggiungibile dalla costa caraibica. Potete arrivarci facendo una tappa a Valladolid, una città piccola e vivibile in cui provare le comidas corridas (pasti da trattoria a prezzo fisso) del Bazar Municipal. Se avete un po’ di tempo in più, vale la pena visitare anche le rovine di Uxmal e dintorni. Una zona archeologica suggestiva e vicina alle località di mare è Cobà: si trova in mezzo alla giungla e molte rovine sono state solo parzialmente restaurate così da farvi sentire un po’ gli Indiana Jones della situazione.

Da non perdere sono anche le rovine di Tulum, non tanto per il valore artistico ma per la posizione: a picco sul mare blu-azzurro dei Caraibi. Tulum è una località la cui notorietà aumenta di anno in anno, pur restando più calma della vicina Playa del Carmen. Lungo la spiaggia potete trovare tanti ristorantini suggestivi. La vista è meravigliosa: prendetevi una birra o un cocktail, un po’ di guacamole e totopos e fate passare la serata. Se avete voglia di cibo messicano, in paese, a qualche chilometro dal mare, ci sono diverse taquerìas. Per gli amanti del mare, bellissime sono le isole Mujeres e Cozumel (la prima più tranquilla, si raggiunge da Cancun, la seconda è decisamente più popolata, considerando le innumerevoli gite che in giornata partono da Playa del Carmen e il collegamento aereo diretto con gli Stati Uniti).

Un’isola poco turistica e che agli amanti del genere potrebbe ricordare i luoghi del libro e film Puerto Escondido è Holbox. È una lingua di sabbia e mangrovie, si trova all’incrocio tra il Mar dei Caraibi e il Golfo del Messico e il turismo la affolla tra giugno e agosto, periodo in cui arrivano in massa gli squali balena (enormi ma innocui e avvicinabili) per nutrirsi di deliziosi micro-organismi che in quel periodo riempiono il mare intorno all’isola. Per il resto dell’anno è turisticamente assai vivibile. Non tutti la considerano un paradiso perché non ha nulla. Non ha locali notturni e faticherete a trovare un posto in cui bere un cocktail. Non ha grandi svaghi. Ha la tranquillità. Ha strade di sabbia. Ha il fascino dell’isola lontana da tutto-e-tutti. Volete provare un ottimo ceviche (pesce crudo marinato in succo di lime con peperoncino, pomodori, cipolla e coriandolo fresco)? Chiedete ai pescatori di portarvi a fare un giro e lo mangerete preparato da loro, in barca.

Qualunque sia il motivo che vi porta a visitare questa zona del Messico sappiate che, al di là della costa che in alcuni periodi dell’anno è ben ventilata, fa caldo e c’è una discreta umidità: i messicani si sono inventati una serie di piacevoli soluzioni per rinfrescarsi e sopravvivere all’afa. Al di là delle varie birre, tutte molto gradevoli (furono gli immigrati tedeschi a produrla per primi in Messico nel XIX secolo), sono tante le soluzioni analcoliche per ritemprarsi, i cosiddetti refrescos. La soluzione più semplice viene dall’acqua aromatizzata con sciroppi di tamarindo o jamaica (l’ibisco, da noi conosciuto come karkadè). Le aguas frescas che si trovano nelle bancarelle in giro per le strade sono composte da acqua, polpa di frutta e farina di mais o di riso. Se la frutta usata è il melone, la bevanda si chiama horchata: il sapore è molto particolare perché si utilizzano anche i semi di melone macinati. Se volete andare sul sicuro, ordinate un licuado (frullato di frutta, latte e miele) di piña (ananas), sandìa (anguria), mango, papaya o qualunque altro frutto vi venga in mente. Ottime sono anche le paletas, i sorbetti di frutta su stecco venduti nelle paleterìas, e i gelati, che in Messico si distinguono in helados e nieves (i primi sono i gelati per così dire industriali, i secondi sono i gelati artigianali, preparati con ingredienti freschi). Se vi propongono chamoyadas e saborines, si tratta di polpa di frutta frullata e ghiacciata servita con sale, peperoncino e lime: rinfrescanti e saporite.

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