5 ragioni per trascorrere un weekend gourmet a Vipiteno e nella Valle Isarco

Vipiteno

Siamo in Alto Adige, al confine con l’Austria, ultima uscita della Modena-Brennero verso Nord.

L’italiano lo parlano e pure bene: l’essere bilingue è tradizione e storia, ma anche un vantaggio per il turismo e il commercio. Basti pensare che Vipiteno ha 6000 abitanti e ben 200 negozi. Il confine è sempre stato luogo di scambio, in primis per la moda. Oggi lo è anche per l’enogastronomia.

Ecco 5 buone ragioni per trascorrere un weekend gourmet a Vipiteno e nei dintorni della Valle Isarco

1. La Gourmetstube Einhorn Stafler e l’annesso Romantik Hotel 4 stelle con Spa

Alzarsi la mattina e vedere le montagne con i prati appena falciati. Respirare aria tersa, fare una passeggiata nel verde, rilassarsi nella piscina di acqua calda o, ancora, testare la sauna alle erbe di montagna. È possibile fare questo e molto altro al Romantik Hotel Stafler di Vipiteno. La colazione è un tripudio di brioche, yogurt con lamponi freschi e, volendo, anche un’omelette fatta al momento.

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Chi vuole gustare i sapori di queste valli e una cucina raffinata e internazionale può prenotare nella Gourmetstube, locale 2 stelle Michelin dello chef Peter Girtler. Troverete, ad esempio, acqua marina e verdura biologica: salmone crudo con cetriolo, patisson e altre verdure con crema di valeriana e Granny Smith. Lo chef ama giocare con la frutta, come nel manzo del Nebraska con spuma di scorzonera, croccante all’aglio fermentato, carciofi e gelato al pomodoro e albicocca, servito con un bicchierino di sedano e pera. Anche i dolci sono da manuale: l’autunno in Alto Adige è un tortino di cioccolato e castagne con prugne, mele, rosa canina, non leggero a fine pasto, ma davvero intrigante.

2. Val di Giovo: una camminata tra antichi mulini e affumicatoi, masi e malghe

È il posto della pace e del relax, tra Vipiteno e Merano, passando per Racines.

Il Maurerhof offre uno spettacolo insolito: si può vedere un vecchio mulino ancora utilizzato per produrre la tradizionale farina di segale, che serve per realizzare il pane nero profumato con fieno greco e finocchietto nel forno a legna.

Qui si trova anche uno dei ristoranti più alti (1540 metri) della Valle Isarco: l’Ungererhofshenke. Con una terrazza magnifica, dove ammirare l’intersecarsi dei pendii montani assaggiando salumi e formaggi locali, accompagnati dal burro lavorato con i nasturtium e dal cren con i mirtilli rossi. Ma meritano anche lo stufato di agnello o i ravioli di patate con i finferli. A fine estate si possono trovare anche i ravioli fritti con mirtilli di bosco, più piccoli e gustosi di quelli cui si è solitamente abituati.

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Oggi ci sono anche degli appartamenti: è l’antico maso della famiglia Rainer, riaperto nel 2010, dove si producono formaggi, compreso il famoso “Graukäse”, tra marzo e aprile, dove c’è un affumicatoio per lo speck e le salsicce, che si lavorano in gennaio e in febbraio, e dove sono quotidianamente al pascolo le vacche che producono il latte per il goloso yogurt.

3. Super yogurt, super latte, super stalle

Il latte è parte dell’economia montana in Alto Adige. E qui il latte è di alta qualità, tanto da essere pagato fino a 70 centesimi al litro. La Latteria di Vipiteno ha un negozio in centro, ricco di gusti spesso introvabili altrove, come torrone o rabarbaro, selezionati formaggi, e un “outlet” all’esterno della fabbrica, che è visitabile su prenotazione.

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Quasi tutti gli allevatori conferiscono alla Latteria, che produce milioni di vasetti, distribuiti in tutta Europa. Una delle stalle più innovative e di recente costruzione è quella del podere Nagelehof, proprio accanto all’Hotel Stafler, ricostruita dopo un incendio nel 2015 e costata quasi 1 milione di euro. Qui un’ottantina di mucche vive accompagnata da musica classica, controllata da un microchip, mangia il fieno dei prati della proprietà, bilanciato con altri alimenti, con 10 metri quadri di spazio per capo e un caldo terreno in compost. Insomma, una stalla modello.

4. Una passeggiata in centro per negozi enogastronomici

La mitica torre delle dodici, che divide la città nuova e quella vecchia, non sempre è aperta ma dà nelle belle giornate una visione a tutto tondo della cittadina altoatesina. Se non si ha voglia di salire in alto le delizie da vedere e gustare non mancano nella Vipiteno gourmet.

Conviene lasciare l’auto nell’ampio parcheggio dove parte la seggiovia del monte Cavallo. A meno che non si dorma, ad esempio, al Rosskopf.

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Da segnalare, in ordine di progressione dal piazzale della stazione all’Adventure Park alla partenza del monte Cavallo: Domanig, tutto per la casa, dove c’è un ampia scelta di stampi, accessori e taglieri per la cucina; Gut&Gerne per la senape biologica, le mele essiccate e i formaggi; Mair Mair – vicino alla chiesa di Santo Spirito, che merita una visita per i suoi affreschi del 1400 – per una buona bottiglia, dal prosecco, ai liquori di tutto il mondo, alla chicche dell’Alto Adige, e infine, “last but not least”, il Maso dello Speck, che oltre ai salumi ha i preparati per canederli e tante specialità firmate Malga Panna.

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5. Tanti eventi per i gourmet a Vipiteno a seconda della stagione: dalla Knödelfest in poi

La Knödelfest richiama circa 3000 visitatori l’anno e si tiene la seconda domenica di settembre. Impegna praticamente tutti i ristoratori di Vipiteno, che, disposti lungo il corso principale della città, cucinano e offrono piatti salati e dolci. Si può decidere di mangiare uno spezzatino di capriolo con knödel ai funghi e cavolo rosso da una parte, il knödel dolce ripieno di albicocche o prugne appena più avanti.

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Non è il solo appuntamento per gli appassionati di buon cibo e vino della Vipiteno gourmet. Dalle giornate dello strudel, ai masi aperti, fino ai Törggelen, quando a fine autunno si può bere il vino nuovo e mangiare le castagne nelle osterie delle vallate: ogni stagione ha i suoi eventi, sempre aggiornati sul sito della Valle Isarco o facilmente individuabili all’ufficio informazioni di piazza Città a Vipiteno.

[Foto di copertina: www.valleisarco.info]


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