Thailandia: Bangkok

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Essendo un’appassionata del cibo di strada, l’idea di andare a Bangkok rappresentava per me la realizzazione di un sogno: nella mia mente quella era la capitale dei banchetti gastronomici e, prima di metterci piede, pensavo che mi sarei fermata ogni dieci metri a gustare specialità prima sconosciute. Una volta arrivata, le cose sono andate molto diversamente. Per la prima volta nella vita ho afferrato in pieno il significato delle parole “caldo” e “inquinamento”. In un bagno di sudore e con gola e narici bruciate, la fame è passata come per magia lasciando un’arsura placabile soltanto con litri di frutta tropicale appena spremuta.

La città raduna una serie di venditori di cibo. Vedere quanti sono, uno dietro l’altro, sui marciapiedi, nei vicoli, in spiazzi rubati alla città, coperti oppure no, vi fa capire quanto i tailandesi amino la varietà gastronomica e come per loro mangiar fuori sia un’abitudine irrinunciabile. Sparsi per la città ci sono diversi mercati in cui trovare tutte le specialità thai riunite in un luogo solo, ma è anche molto divertente osservare i banchetti che si trovano in giro per la strada: immaginate una metropoli, a tratti molto moderna, sui cui marciapiedi si affollano banchetti che non solo vendono cibo ma spesso lo cucinano. Un bel posto in cui passeggiare tra i venditori al lavoro è Chinatown, soprattutto per il caos che regna nel quartiere.

L’aspetto impressionante è la scelta che si ha davanti, in ogni parte della città. Molto belli (e utili, viste le temperature) sono i banchetti che vendono frutta fresca appena tagliata e succhi di mandarino, melograno o altri frutti appena spremuti. Per il resto, il consiglio è di assaggiare tutto ciò che vi ispira. Vi sfido a capire quali siano gli ingredienti delle polpettine o dei ripieni di panini al vapore che mangerete. Io non ce l’ho fatta, ma in un paio di occasioni ho trovato davvero qualcosa di perfetto (una volta invece si trattava chiaramente di polpette composte al 95% di cartilagini di pollo tritate… che dire, i banchetti sono innumerevoli e non sempre la scelta può risultare azzeccata). L’unica dritta da dare è che nella maggior parte dei casi i vari spiedini, polpettine o ravioli ripieni vengono venduti in bustine di plastica in cui il venditore versa una quantità illimitata di salsa agrodolce molto piccante. Se volete sentire in pieno il gusto di quello che state mangiando e volete anche provare a identificarne gli ingredienti, non fatevi mettere la salsa. Devo ammettere che nel caso delle polpette di cartilagine di pollo la salsa era assolutamente indispensabile per riuscire a buttar giù il boccone.

Se la sera, stanchi delle peregrinazioni turistiche diurne, volete mettere i piedi sotto a un tavolo e mangiare tranquilli, Bangkok offre diverse tipologie di locali (compresi ristoranti di alto livello, di solito inseriti all’interno di hotel di lusso). Un ristorante che ho trovato carino, anche piuttosto modaiolo negli arredi, e con una cucina tailandese ottima è il Taling Pling (si trova in Th Pan 60, nella zona di Silom Road). Come bonus aggiuntivo, ha un’aria condizionata da farvi rinascere. Normalmente io odio l’aria condizionata e ho sempre paura che mi faccia prendere la bronchite ad agosto, ma in quelle condizioni quell’oretta di cena passata in un ambiente tipo cella frigorifera mi ha reso una persona finalmente lucida e capace di intendere.

A livello gastronomico, non credo che Bangkok sia una città in cui valga la pena frequentare un ristorante di lusso, tanta (e tanto buona) è l’offerta gastronomica che si trova al di fuori di queste realtà. Una bella esperienza si può comunque fare andando a bere un drink su una terrazza di un hotel-grattacielo. Personalmente, sono stata al Moon Bar del Banyan Tree Hotel: i cocktail non sono niente di che, ma c’è una vista splendida della città dall’alto e soprattutto, dal momento che il bar esterno si trova al 60° piano, potrete finalmente respirare e trovare un po’ di vento.

Un ultimo consiglio su Bangkok, questa volta non gastronomico, riguarda un luogo in cui ritemprarvi, soprattutto se avete girato la città in lungo e in largo. Andate al Wat Pho, un tempio molto interessante con tanti angoli da scoprire in cui si trova una tra le più importanti scuole tailandesi di massaggi: mettetevi in fila, prenotate il vostro massaggio (ci sono diverse possibilità) e affidatevi alle mani esperte dei massaggiatori. Quei piedi che pensavate di aver lasciato sui marciapiedi di Bangkok risorgeranno dopo un’oretta di piacevole sofferenza.

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