Sagra nazionale del Gorgonzola: alla scoperta del più celebre erborinato italiano

Sagra nazionale del Gorgonzola

Grasso, puzzolente, venato di verde, piccante, o alla goccia. Avete indovinato? Torna la 19° Sagra nazionale del Gorgonzola!

Sabato 16 dalle 10 alle 23 e domenica 17 dalle 10 alle 20 nel centro storico dell’omonima città a un passo da Milano, l’aria si riempirà dell’inconfondibile aroma dell’erborinato più famoso d’Italia. Stand, ristoranti, gastronomie, gelaterie e tutte le attività gastronomiche dedicheranno uno spazio del loro menu al gorgonzola.

Il menu come sempre è infinito e si passa dai crostini e dall’ormai famoso GorgoSpritz, al mega risotto, che quest’anno sarà abbinato a una composta di mirtilli. Immancabile anche lo stand con la polenta: alla spina o dal maxi paiolo di rame.

Tra le attività in programma, lezioni di cucina con gli chef di PassionQKing, il mercatino Slow Food con produttori e affinatori che proporranno i loro formaggi o i prodotti ad essi legati, l’enoteca con degustazioni di erborinati e altri prelibati presidi Slow Food e, ancora, un incontro dove imparare a fare l’analisi sensoriale del miele e una tavola rotonda: “Erborinati a latte crudo: si può fare? Si può fare!”.

Alla Sagra nazionale del Gorgonzola non mancherà come ormai da tradizione il concorso caseario nazionale “Infiniti Blu”, curato da Slow Food Gorgonzola-Martesana in collaborazione con la delegazione meneghina di ONAF, l’Organizzazione Nazionale degli Assaggiatori di Formaggi.

Qualche cenno sul gorgonzola

Non si conoscono con precisione i natali del gorgonzola. Si hanno però i primi cenni attorno al XV secolo, proprio nella città di Gorgonzola.

Nell’Ottocento si esportava con successo non solo in tutta Italia, ma anche in Inghilterra.

Diventato DOP il 12.6.1996, il gorgonzola è anche una DeCo dal 2009.

Prodotto con latte vaccino cagliato con caglio di vitello, per una forma può volerci anche un quintale di latte. Le tipiche venature verdi, invece, sono date dalle muffe, vari ceppi del penicillium, in particolare la specie roqueforti, inserite mediante piccoli fori durante la fase di maturazione.

Esistono due tipi di gorgonzola: quello dolce, amato dai più, cremoso, dall’aroma meno intenso, con una stagionatura attorno ai 50 giorni, e quello piccante, identico nella produzione, ma con una stagionatura che supera gli 80 giorni.

Anche il Manzoni, nei suoi Promessi Sposi, cita il gorgonzola, nel riposo di Renzo presso la città, quando è in fuga dalla peste. Racconta della locanda in cui gli vengono offerti stracchino e vino. Stracchino perché, proprio come il formaggio stracchino, è fatto col latte delle vacche “stracche”, ovvero stanche, di ritorno in pianura dagli alpeggi estivi.

Per maggiori info sulla Sagra nazionale del Gorgonzola: prolocogorgonzola.it


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