Olio Garda DOP annata 2017: di meno, ma più buono

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Si sta concludendo in questi giorni la campagna olearia dell’Olio di Garda DOP. Il consorzio in un comunicato stampa dà la stima del raccolto 2017, caratterizzato da siccità e temperature alte come anche dalle grandinate che a fine estate hanno colpito olive e viti.

Nel complesso si registra un calo delle olive del 30% rispetto all’anno precedente, ma era un dato prevedibile “dopo la scorsa annata all’insegna della grande produzione” spiega Andrea Bertazzi, Presidente del Consorzio. Il calo produttivo è stato tuttavia compensato da rese qualitative molto buone, infatti si conta un +2% rispetto alla campagna 2016.

Questo è stato possibile paradossalmente grazie alle alte temperature, che nelle fasi centrali dell’annata hanno concentrato il succo all’interno delle olive, migliorando il rapporto tra frutti raccolti e olio prodotto durante la fase di molitura.

Per via del grande caldo, le olive sono arrivate a maturazione in leggero anticipo, ma grazie all’attenzione e all’impegno dei produttori i frutti sono giunti al momento della raccolta in ottima salute. “L’olio a denominazione protetta sarà sicuramente meno dell’anno scorso, ma la qualità del prodotto non è messa in discussione” aggiunge il presidente Bertazzi.

Il consumatore potrà acquistare un olio nuovo fruttato, con un buon equilibrio tra amaro, piccante e dolce; un prodotto versatile, capace di accompagnare tanti diversi piatti.

E nel resto d’Italia?*

Ad esclusione della Liguria, il calo di produzione registrato dal Consorzio dell’Olio di Garda DOP segue l’andamento delle regioni del Centro-Nord come Toscana e Umbria, la cui precedente campagna, assieme all’area del Garda, non era stata tuttavia così negativa come nel resto del Paese. Anche Marche e Sardegna hanno segno negativo a causa della forte siccità. Laddove quest’ultima non ha causato una contrazione della produzione però, ha limitato il proliferarsi di patogeni e parassiti ed escludendo la Xylella fastidiosa (in Salento) e il Tripide dell’olivo (in Calabria) non si segnalano problematiche di sorta e la qualità della produzione appare più che buona.

Tutte le regioni olivicole del Centro e del Sud hanno registrato invece segno positivo, con un forte aumento della produzione soprattutto in Basilicata (+247%), Campania (+180%) e Calabria (+161%), portando a un incremento medio del 50% rispetto alla campagna precedente a livello nazionale.

*Dati del Cno – Consorzio Nazionale degli Olivicoltori

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