Salvatore Tassa ambasciatore della cucina italiana in Messico

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È uno degli chef italiani che più amiamo, un talento indiscutibile e una carriera in costante ascesa. Parliamo di Salvatore Tassa, “cuciniere” – come ama definirsi – delle Colline Ciociare di Acuto (Fr). Da tempo la sua fama ha varcato i confini nazionali, come dimostra la sua avventura a Città del Messico presso EnoTK, il locale gourmet nato da un’idea di Thomas Kiefer, ristoratore di successo, un riuscito mix di precisione tedesca e inventiva latina.
L’obiettivo di Kiefer? Molto semplice, almeno sulla carta. Portare a Polanco, quartiere bene della capitale messicana, la grande cucina italiana. Il rischio? Quello di creare l’ennesima versione stereotipata e approssimativa dell’Italian Style della gastronomia. Da qui l’idea di rivolgersi a uno dei migliori interpreti della cucina del Belpaese, Salvatore Tassa.
“Il mio rapporto con EnoTK va oltre la semplice consulenza – spiega Tassa – Con Kiefer condividiamo passione e una filosofia basata sulla qualità dei prodotti, dei piatti, dell’accoglienza. Ovviamente ho portato la mia visione di ristorazione, ma senza forzatura. Stile italiano, eccellenze italiane ma anche la capacità di creare una contaminazione positiva con alcuni prodotti locali di livello. E i risultati parlano chiaro: in poco tempo EnoTK è diventato un punto di riferimento per i gourmet messicani che qui vengono a scoprire un risotto al parmigiano reggiano con 36 mesi di invecchiamento e si divertono a degustare il pesce locale guarnito di maionese all’olio extravergine, ovviamente italiano, e basilico”.
Il menu è volutamente semplice ma ben studiato, in grado di esaltare una carta di vini importante, con tante etichette italiane. Un paradiso per i winelover che qui trovano oltre 20 etichette servite al calice ma, al tempo stesso, possono abbinarli a piatti ricercati ma con costi contenuti.
“La nostra cucina è molto apprezzata anche da queste parti – conclude il “cuciniere” di Acuto – grazie alla sua capacità di interpretare al meglio qualsiasi prodotto, esaltandone le caratteristiche. Non è certo un caso che questa mia esperienza costituisca una sorta di viaggio andata/ritorno. Perché se è vero che da mesi sto portando il gusto della nostra gastronomia in Messico, è altrettanto vero che alle “Colline Ciociare” ora ci sono alcuni piatti, molto graditi alla mia clientela, dove le contaminazioni messicane sono piuttosto evidenti”.
 

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