Osti sull’orlo di una crisi di nervi

Osti sull’orlo di una crisi di nervi

di Valerio Massimo Visintin – Terre Di Mezzo Editore

L’Autore è un critico gastronomico noto per non essere noto: si conosce il suo nome ma non il suo volto, ragione per cui può provare tutti i mangiodromi che vuole senza timore che gli si riservi un servizio speciale. È un aspetto che ho sempre trovato più che sensato anche se trovo un po’ più bizzarra l’abitudine di mostrarsi in pubblico – ad esempio alle presentazioni di un libro – tutto intabarrato. Non seguo il suo blog mangiare.milano.corriere.it, del Corriere della Sera, semplicemente perché non vivo a Milano e le sue critiche si concentrano proprio nel capoluogo lombardo (e può darsi che sia un peccato).

Osti sull’orlo di una crisi di nervi è una raccolta di pezzi, in prevalenza già pubblicati da altre parti, in cui Visintin racconta il suo punto di vista sulla ristorazione e su tutta una serie di fenomeni contemporanei legati al mondo del cibo. In certi momenti sembra esagerato – se vi svegliate alle 5 per andare in fabbrica, vi verrà comunque da commentare “poraccio! questo fa un lavoro terribile!” –, in altri i suoi commenti sembrano un po’ sineddotici – se un ristorante stellato può non essere un granché, non è detto che siano tutti da buttare – oppure non vi troveranno d’accordo (per dire, a me Joia è piaciuto) ma, leggendo, sarete sicuramente costretti ad ammettere che Visintin scrive molto bene e che è divertente.

Possiede un’ironia che molti, parlando di cibo, provano a imitare senza riuscire a essere così scorrevole e a strapparvi ben più di un sorriso. Suvvia, negli ultimi mesi, quante volte avete pensato che: Cracco&company hanno rotto; gli chef che fanno discorsi pseudofilosofici sono ridicoli; le foodblogger che intasano internet con i loro pensieri scopiazzati dovrebbero scomparire tutte per incanto e così via.

Per finire, un consiglio: quando leggete le interviste inventate del capitolo intitolato Almost True, immaginatele recitate da Maurizio Crozza, come quando interpreta l’architetto Fuffas. E poi fatevi una risata.

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