Modernist Cuisine

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di Nathan Myhrvold con Chris Young e Maxime Bilet
foto di Ryan Matthew Smith e Nathan Myhrvold

Quando siamo andati a ritirare l’opera alla libreria Fahrenheit di Roma non siamo riusciti a portarla a casa in un solo colpo. 2.438 pagine per più di 20 kg di peso (di cui circa 2 di inchiostro, impiegati per la stampa di 3200 fotografie e 1500 ricette) erano davvero troppi!

Questi numeri danno soltanto un’idea di cosa sia Modernist Cuisine, un’enciclopedia della cucina moderna che praticamente non ha eguali al mondo. Non è quindi un caso il riconoscimento di Best Book of the World ai Gourmand World Cookbook Awards.

Difficile dire cosa ci ha colpito di più, se la bellezza delle immagini – un vero e proprio libro di testo da studiare e interiorizzare per chiunque voglia fare fotografie di food – o la ricchezza dei testi. Un libro straordinario e assolutamente non politically correct nel suo sposare la dimensione scientifica della cucina contemporanea, dalla fisica alla chimica degli ingredienti, e nel suo dedicarsi completamente alla descrizione delle più moderne tecniche di cucina (anche se il primo volume dedicato alla storia e ai fondamentali ci ricorda che il primo sottovuoto in un ristorante risale niente meno che al 1970, o che il primo gelato all’azoto liquido è datato 1976!).

Un’opera in cui perdersi per intere giornate.

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