L’uovo alla kok

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di Aldo Buzzi, ed. Adelphi

Per i gastronomi non si tratta di una scoperta sorprendente: questo libro, piccolo capolavoro pubblicato per la prima volta nel 1979, è un classico e un punto di riferimento insostituibile. Leggendolo ci si rende conto che ben pochi riescono a scrivere unendo cucina, arte e vita quotidiana con la piacevole leggerezza – in realtà frutto di una cultura e un’abilità sterminate – di Aldo Buzzi.

La prima parte del libro è dedicata alla descrizione di fatti personali, storici e letterari uniti a ricordi di preparazioni culinarie che spesso includono le ricette stesse. Citazioni di Gadda, Kafka, Edgar Allan Poe e dei futuristi ma anche di Brillat-Savarin e dell’Artusi, perfettamente integrate con racconti della vita quotidiana e opinioni dell’Autore sulla cucina e sulle materie prime (vogliamo parlare dei fagiolini con il filo o delle prugne che sanno di acetone?). La seconda parte contiene le ricette dell’infanzia di Aldo Buzzi, di madre tedesca, che ci racconta come si preparano la frittata di mele, il bowle o gli spekulatius.

Il tono è quello di una conversazione tra amici e il libro si legge d’un fiato: se lo avete già sugli scaffali della libreria, andate a rileggerlo altrimenti correte in libreria a comprarlo, per voi o da regalare.

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