Le Tre Zucche – Roma

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Indirizzo:via Mengarini, 43 - 00149 Roma
Telefono:065560758
Sito internet:www.letrezucche.it
Giorno chiusura:domenica
Fascia di prezzo:35-45 euro
Tipo di locale:ristorante
Carte di credito:Visa, Mastercard, American Express, Bancomat
Andateci per:il fegato d’anatra con pan brioche e salsa di fichi secchi

Le Tre Zucche è un ristorante affidabile, che vanta un gran numero di affezionati clienti. L’atmosfera accogliente e informale si coniuga a una cucina che cerca di andare oltre la tradizione e il territorio.

Le Recensioni di Via dei Gourmet:

  • Ne avevamo sentito parlare – sia bene che male (la passata esperienza di Via dei Gourmet non era stata molto positiva) – così la sua fama ci ha incuriositi e abbiamo deciso di provare di persona.

    Dopo un po’ di giri e aiutati dal navigatore abbiamo trovato questo indirizzo della Portuense, che si presenta con il suo arredamento minimal e spazi strettini ma non claustrofobici. In bella mostra molte bottiglie di vino, che fanno colore, ma che – abbiamo notato – non ci sembrano conservate in modo ottimale.

    Ci siamo quindi concentrati sul menu, che si apre con una proposta di degustazione a 35 euro da prendere minimo in due: abbiamo accettato la sfida, ma essendo in tre abbiamo anche pescato qua e là dalla carta. Particolarmente sfiziosi gli antipasti e grazie al tris ne abbiamo assaggiati tre in un colpo: la saporita salsiccia di Norcia su purea di broccolo romano, il delicatissimo flan di zucca e il fiore di zucca ripieno di ricotta.

    Sempre fra gli antipasti ci siamo fatti attirare dal fegato d’anatra con pan brioche e salsa di fichi secchi: meraviglioso. La zuppa della degustazione abbinava ceci, maltagliati e polpettine di baccalà, mentre fra i primi è arrivata una carbonara impreziosita dal tartufo e linguine aglio e olio con alici e stracciata pugliese: tutti piatti non eccessivamente elaborati, ma interessanti. Infine un unico assaggio di secondo, la tenerissima guancia di manzo brasata. Per concludere, i rinfrescanti dolci: il semifreddo al Marsala con pere cotte e un gelato al pistacchio.

    Meritano segnalazione anche dei benefit che non tutti i ristoranti di questo livello offrono: pane fatto in casa, appetizer offerto, così come un assaggio di dessert e dei biscottini per addolcire il conto… Anche se in realtà non ce n’è molto bisogno visto che il conto è leggero.

    • Valutazione: tre_picche

  • Recensione di Erica Battellani del 18/11/2011:

    Quanto influiscono le aspettative sulla percezione di un ristorante? Un’attesa molto elevata può rendere sgradevole un’esperienza “oggettivamente” piacevole o comunque corretta?

    È quello che mi sono chiesta dopo essere stata per la prima volta a cena alle Tre Zucche, un ristorante situato in una zona residenziale a due passi dalla trafficata via Portuense.

    Vengo accolta con cortesia, l’ambiente è semplice, rustico, ma complessivamente gradevole. Dopo qualche minuto scelgo una bottiglia di Bordeaux. La carta dei vini, infatti, offre etichette interessanti a prezzi corretti. Peccato che la bottiglia sia conservata negli scaffali della sala, in cui ci saranno circa 22-23 gradi. Il vino però si rivela in buono stato, non affaticato da una conservazione non ottimale.

    Non amo i menu degustazione perciò scelgo alla carta. Cominciamo con le polpettine di alici alla beccafico su crema di zucca: mi attirano molto, adoro le alici e anche la zucca, quindi non ho dubbi. Peccato che il risultato sia una polpetta ben fritta che tuttavia sa moltissimo di pecorino e pochissimo di alici.
    Poi arrivano le trofie acqua e farina integrale saltate con totani pomodorini e pistacchi di Bronte – ottimo sugo di totani guastato purtroppo da delle trofie che rilasciano troppo amido e rendono il gusto meno netto e preciso (come invece sarebbe stato se fosse stata utilizzata una qualsiasi pasta secca trafilata al bronzo) – e i ravioli farciti di broccoletti stufati mantecati alla gricia, caratterizzati da una pasta troppo spessa che non valorizza un ripieno e un condimento complessivamente gustosi.

    La scelta del secondo ricade sulla guancia di manzo stufata con purea di patate e castagne con tartufo nero, indubbiamente il piatto migliore della serata, ricco ed equilibrato. Un buon gelato conclude la cena.

    Che dire, vista in questo modo sembra un’esperienza da dimenticare, e in effetti per me la sensazione è stata quella, tuttavia, se non avessi sentito parlarne tante volte dagli amici e se la più autorevole guida gastronomica “romana” non gli avesse attribuito un punteggio ragguardevole (77/100), probabilmente avrei avuto un’impressione differente. Certo non esaltante, ma nemmeno negativa.

    Devo comunque segnalare alcuni punti a favore di questo locale: un menu e una lista dei vini dal favorevole rapporto qualità/prezzo, gentilezza nell’accoglienza, una proposta gastronomica che va oltre i classici amatriciana/carbonara/cacio e pepe.

    Una cosa è sicura, presto offrirò una nuova chance alle Tre Zucche, e magari vi potrò raccontare di una serata diversa da questa.

    • Valutazione: due_picche

[Crediti immagini: www.amioparere.com]

Commenti

  1. francesco natale dice

    Il posto secondo me merita una buona considerazione nel panorama romano: si spende come in una trattoria e si mangia come in un ristorante. Anzi, in un buon ristorante. Certo non tutti i piatti sono sempre perfettamente riusciti, e in qualche visita abbiamo persino pensato che una maggiore essenzialità della proposta avrebbe garantito più affidabilità nei risultati. Ma resta un posto in cui ci si diverte, in cui si ha voglia di tornare, dove di mangia e si beve bene senza dover scombussolare la finanziaria di famiglia. Di locali così ne vorrei almeno uno in ogni quartiere di Roma.

  2. Alessandra Tibollo dice

    Sono perfettamente d’accordo con il commento di Francesco Natale! E’ un ristorantino che merita l’assaggio, nonché il riassaggio. Dove si mangia bene e non ci si svena e che ci farebbe piacere di avere sotto casa.
    Ci sono tornata a distanza di poco più di un mese dalla prima visita e con un menu cambiato in diverse voci. Non cambia l’impostazione, ma francamente qualche piatto mi è sembrato meno riuscito della prima visita. Il fegato d’anatra è il caso più eclatante: l’avevo mangiato la prima volta abbinato ai fichi secchi e l’avevo apprezzato molto; meno adesso che è abbinato alle mele.
    Buoni i ravioli di zucca visibilmente home made; meno azzeccati quelli cacio e pepe con ricotta e cioccolato che fanno parte del menù degustazione. Da assaggiare anche la faraona ripiena e complessivamente gradevoli e ben presentati anche i dolci. Confermo il voto (3 picche) ma mi sentirei di consigliare agli “zucconi” di dare una ricontrollata a questo menu invernal-primaverile.

  3. Filippo Farina dice

    Ottimo ristorante che vale sicuramente un giudizio più che positivo, sia per l’ accuratezza delle preparazioni e la bontà dell’offerta, impareggiabile poi per Roma il rapporto qualità prezzo.

  4. Andrea Riccioletti dice

    sono stanco di voi! ho mangiato alle 3 zucche non meno di una volta al mese da ormai un bel po’.e non sono certo uno che va a simpatie..hanno avuto ed erica l’ha centrato in pieno una mancanza in cucina di personale per un periodo,ma quanto di buono abbiano fatto a roma fabrizio in cucina e federico in sala lo ripeterei a gran voce. la noia mortale di questa “cucina romana” non e’ rotta da moltre altre voci attualmente. e mentre pipero ci diverte ed ammalia ( e lo fa eh!) ad un prezzo proibitivo quasi per tutti,le tre zucche ci divertono ancora con menu’ vari e soprattutto non scontati a prezzi ragionevoli.
    ma quante cacio e pepe dobbiamo sopportare in una anno!!
    per la verita’ non cerco sapori dell’infanzia,non cerco sapori di tutti i giorni pur ottimi,io al ristorante mi voglio ogni tanto divertire,e certo rischiare un po’ anche un piatto non perfettamente bilanciato o indovinato come giustamente faceva notare francesco,o una posizione non felice del vino come daniela appuntava..ma il vino si cambia,la “mano in cucina” e la voglia di stupire no!
    siate certi che non troverete 2 menu’ uguali per 3 mesi di seguito alle tre zucche,e questo significa produrre piatti basati su prodotti regionali,su prodotti particolari,su acquisti singolari.
    basta,professione di fede terminata. ora mi vesto e vado da danilo,o al quinto quarto o da cesare,o all’arcangelo sicurissimo di uscirne con un largo sorriso,sono amici piu’ che ristoratori e sanno quanto io li apprezzi,ma non li offendero’ dicendo che hanno per struttura del locale e scelta della clientela un po’ meno fantasia.

  5. dice

    Ci sono stata ieri e non mi è sembrato così male… Ho notato anche io la conservazione dei vini (ok la scelta scenica, ma non molto furba), ma quanto all’esperienza gastronomica nessun appunto. Ho apprezzato il pane fatto in casa, i piccoli appetizer e dolcini offerti alla fine, i piatti tutto sommato semplici ma buoni. Da assaggiare fra gli antipasti sia il fegato d’anatra che il flan di zucca, ben riuscite le linguine con alici (in questo caso ben presenti) e stracciatella, anche noi abbiamo apprezzato la guancia e fra i dolci il gelato al pistacchio era saporitissimo. Forse il voto del Gambero è un po’ esagerato (io gli darei un 73-74), ma il rapporto qualità-prezzo è ottimo, e anche solo per questo io gli darei una seconda possibilità…

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