Il pane, di kamut, è quello di Roscioli. Provengono un po' da tutta Italia, invece, materie prime e soci. Questi ultimi sono sei, hanno un progetto di ampio respiro e due di loro, Enrica e Christian, lavorano al laboratorio, un fascinoso buchetto perfettamente incastonato nella parte più bella del quartiere.
"Panino all'italiana", recita il payoff. Non si scalda nulla: non c'è piastra, non c'è mayonnaise, non c'è inganno. Ci sono invece i salumi di Spigaroli (e non solo), il dentice e il baccalà mantecato dal Veneto, il fior di latte molisano, il celebre pesto "Rossi". Di panini ne abbiamo assaggiati due: il Castelsilano, con capocollo, pomodori secchi e fior di latte e lo Zibello, con il culatello e la robiola al profumo di Lambrusco.
Promossi con lode, così come i prezzi, quasi tutti dai 5 ai 10 euro e quasi sempre più vicini ai 5 che ai 10; considerata anche la notevole size (ne basta uno a sostituire tranquillamente un pasto), ci sono parsi più che equilibrati. Aperto dalle 11 alle 15.30 e dalla prima serata fino alle 23.