Maggio 2013: Stefano Preli ha lasciato l'Osteria Le Coq. Prossimamente nuovi aggiornamenti.
A pochi giorni dall'insediamento del nuovo chef Stefano Preli siamo tornati a provare l'Osteria Le Coq di Monteverde.
La nuova impronta in cucina è già molto visibile, con alcuni piatti riusciti e altri meno, ma in generale in miglioramento rispetto alle nostre precedenti esperienze.
Noi abbiamo assaggiato gli ottimi gamberi in crosta di riso con maionese al frutto della passione (il piatto migliore della serata, perfetta frittura, ottimo abbinamento), il wafer di baccalà mantecato e pane carasau con salsa al prezzemolo e granita di cipolla rossa, quindi i tortelli di bollito con emulsione di fagiolini e basilico e colatura d'alici (ottimo ripieno, peccato che la pasta fosse decisamente troppo spessa) e il kebab di pesce azzurro con burrata e gazpacho (simile a un piatto realizzato dallo stesso Preli quando lavorava al Pastificio San Lorenzo, ma complessivamente meno convincente e incisivo di quanto ci ricordavamo). In chiusura buone bombette calde su salsa di agrumi e fragole di Terracina.
La carta dei vini si conferma non molto ampia ma interessante.
5/4/2012. Dalla prossima settimana Le Coq cambia chef. Hajit lascia il locale per recarsi a Londra e sarà sostituito da Stefano Preli, fino a qualche mese fa alla guida del Pastificio San Lorenzo. Presto nuovi aggiornamenti...
Recensione del 10/06/2011:
Girovagando in Rete avevo letto alcune recensioni entusiastiche su questo accogliente ristorantino di Monteverde e così un sabato sera abbiamo deciso di provare.
Il locale è davvero grazioso, caldo e accogliente, tutto giocato sui toni chiari. Veniamo accolti con gentilezza e ci accomodiamo nella saletta adiacente all’ingresso. Il menu è attraente e francamente non sembra quello di un’osteria/trattoria – come farebbe presagire l’insegna – ma piuttosto di un ristorante che vuole proporre una cucina abbastanza ricercata, che fa attenzione alle materie prime e non si limita ai classici della tradizione.
Alterniamo i piatti del menu con quelli del giorno indicati sulla lavagna: inizio molto gustoso con le melanzane in timballo di parmigiana con blu di bufala e pesto di basilico (il miglior piatto della nostra cena) e con il tagliere di paleta iberica con bufala di Paestum (l’esempio massimo di essenzialità degli ingredienti!); proseguiamo con spaghettoni con calamari filetti di pomodoro capperi e olive di Gaeta al profumo di agrumi, molto molto invitanti, purtroppo però poco incisivi e un po’ slegati; pensiamo allora di rifarci con le polpette di chianina su purè di patate viola ma (sigh!) la carne esce leggermente bruciacchiata all’esterno compromettendo irrimediabilmente un piatto sulla carta delizioso.
Che dire, peccato, ma forse è solo una serata sfortunata e anche piuttosto affollata. La voglia è quella di riprovare Le Coq presto perché, nonostante le defaillance della nostra cena, la sensazione che ci resta alla fine è quella del classico buon ristorante di quartiere, nel quale si torna volentieri.
Nota di merito, infine, per una carta dei vini piccolina ma che permette di bere bene e a prezzi corretti.