L'Arcangelo

Scritto da Federico Iavicoli Mercoledì 18 Luglio 2012 10:46
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Altre Informazioni

  • Telefono: 06 3210992
  • Giorno chiusura: sabato a pranzo e domenica
  • Fascia di prezzo: 50-70 euro
  • Tipo di locale: ristorante gourmet
  • Carte di credito: tutte
  • Andateci per: la costanza nel tempo, la perfetta esecuzione dei grandi classici di cucina romana, le tagliatelle con regaglie di pollo

Dandini reloaded. C'è qualcosa di nuovo in cucina, anzi d'antico; Arcangelo rinnova e si rinnova puntando sulla tradizione. Ambiente e carta sono un po' diversi, ci si può sedere al bancone, arrivano i tavolini in marmo, i taglieri. Ma lo spirito è quello di sempre: accoglienza d'alto livello, sapienza, trattoria d'alta classe o ristorante chic per gente pratica. I classici della cucina romana finalmente li trovate in carta tutti, a scapito di qualche soluzione creativa relegata nell'angolo (ma non temete, la preparazione di Plasmon e foie gras ha resistito alla piccola rivoluzione). Per nessun motivo al mondo potete perdervi le tagliatelle con regaglie di pollo, l'antichissima "papalina" colpevolmente dimenticata dalla totalità delle osterie romane. Carta dei vini fatta sul campo, figlia di trentennale esperienza e testimone di un'appartenenza tout court di Stefania e Arcangelo al mondo dell'enogastronomia. Astenersi gastrosboroni e paladini del basso costo a tutti costi; per gli altri è come prima, meglio di prima.

 

  • Valutazione:tre_picche_m

 

Recensione di Federico Iavicoli del 26/04/2012:

Un ospite di riguardo che vuole assaggiare piatti di cucina romana “ai massimi livelli”. Un pranzo di lavoro. Un vecchio amico gourmet con cui fare quattro chiacchiere in santa pace mangiando e bevendo bene. Ogni scusa è buona per consigliare il piccolo regno di Arcangelo e Stefania Dandini, due che mangiano pane e ristorazione da quando erano piccoli, e hanno fatto del loro ristorante a due passi da piazza Cavour un ritrovo di appassionati, curiosi e addetti ai lavori.

Tutto qui è curato ai fini della ricerca di un’identità, dove a territorio e tradizione vengono assegnati ruoli precisi. Le materie prime, ove possibile, provengono dal Lazio; la carta non disdegna qualche velleità creativa, ma troverete sempre un angolino riservato a un’amatriciana e una carbonara da sballo, un paio di supplì in grado di accettare qualunque sfida, una trippa da primato cittadino.

Altra passione di Arcangelo è il foie gras, al quale è dedicata, da tempo, una piccola sezione della carta. Ci si diverte pure con i vini, con il vantaggio di prezzi equi e qualche puntata all’estero. Perché Arcangelo, prima di essere ristoratore, è gourmet a sua volta; il suo segreto è forse quello di aver sempre pensato a un locale dove lui stesso, in un raro momento di relax, andrebbe volentieri a trascorrere un’ora o due.

 

  • Valutazione:tre_picche_m

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Ultima modifica Giovedì 02 Agosto 2012 09:18
Federico Iavicoli

Federico Iavicoli

È uno dei massimi esperti di cucina romana e un competente critico gastronomico con la passione per il poker. Non perde occasione per fare nuovi assaggi in Italia (e non solo). Per contattarlo: federico@viadeigourmet.it

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4 Commenti

  • Link del commento paola Sabato 17 Marzo 2012 12:56 inviato da paola

    uno dei miei ristoranti preferiti, tradizione e sperimentazione che si uniscono. qualità eccellente e un ambiente caldo e accogliente che invita alla buona tavola gustata con tranquillità.

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  • Link del commento matteo_canale Domenica 05 Agosto 2012 19:14 inviato da matteo_canale

    credevo che la papalina fosse una variante della carbonara inventata su suggerimento del cardinale Pacelli, poi Papa Pio XI, in un ristornate romano di trastevere... Così dicevano alcuni miei parenti, sempre in Trastevere, che della papalina hanno fatto una variante con panna e piselli che andava forte tra la fine dei '50 e '60 nei pranzi politici e cinematografici al vecchio ristorante Al Pastarellaro...

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  • Link del commento Federico Iavicoli Lunedì 06 Agosto 2012 09:31 inviato da Federico Iavicoli

    La tua osservazione, Matteo, non è sbagliata, nel senso che quella di cui parli tu è la storia della papalina nel dopoguerra. Prima, quando non esisteva neppure la carbonara, sotto il nome di papalina veniva appunto indicata una preparazione di pasta fresca con interiora di pollo spesso arricchita dal tartufo. Cfr. altre preparazioni simili di cucina "alta" dello Stato Pontificio tra la fine del XVIII secolo e la metà del XIX, compresi i vincisgrassi marchigiani (che forse devono il nome all'austriaco Windisch-Graetz, ma sono poi stati "condonati" con gli ingredienti reperibili sul luogo)

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  • Link del commento Federico Iavicoli Lunedì 06 Agosto 2012 09:32 inviato da Federico Iavicoli

    cfr. anche "timballo alla Bonifacio VIII"

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