Dandini reloaded. C'è qualcosa di nuovo in cucina, anzi d'antico; Arcangelo rinnova e si rinnova puntando sulla tradizione. Ambiente e carta sono un po' diversi, ci si può sedere al bancone, arrivano i tavolini in marmo, i taglieri. Ma lo spirito è quello di sempre: accoglienza d'alto livello, sapienza, trattoria d'alta classe o ristorante chic per gente pratica. I classici della cucina romana finalmente li trovate in carta tutti, a scapito di qualche soluzione creativa relegata nell'angolo (ma non temete, la preparazione di Plasmon e foie gras ha resistito alla piccola rivoluzione). Per nessun motivo al mondo potete perdervi le tagliatelle con regaglie di pollo, l'antichissima "papalina" colpevolmente dimenticata dalla totalità delle osterie romane. Carta dei vini fatta sul campo, figlia di trentennale esperienza e testimone di un'appartenenza tout court di Stefania e Arcangelo al mondo dell'enogastronomia. Astenersi gastrosboroni e paladini del basso costo a tutti costi; per gli altri è come prima, meglio di prima.
Recensione di Federico Iavicoli del 26/04/2012:
Un ospite di riguardo che vuole assaggiare piatti di cucina romana “ai massimi livelli”. Un pranzo di lavoro. Un vecchio amico gourmet con cui fare quattro chiacchiere in santa pace mangiando e bevendo bene. Ogni scusa è buona per consigliare il piccolo regno di Arcangelo e Stefania Dandini, due che mangiano pane e ristorazione da quando erano piccoli, e hanno fatto del loro ristorante a due passi da piazza Cavour un ritrovo di appassionati, curiosi e addetti ai lavori.
Tutto qui è curato ai fini della ricerca di un’identità, dove a territorio e tradizione vengono assegnati ruoli precisi. Le materie prime, ove possibile, provengono dal Lazio; la carta non disdegna qualche velleità creativa, ma troverete sempre un angolino riservato a un’amatriciana e una carbonara da sballo, un paio di supplì in grado di accettare qualunque sfida, una trippa da primato cittadino.
Altra passione di Arcangelo è il foie gras, al quale è dedicata, da tempo, una piccola sezione della carta. Ci si diverte pure con i vini, con il vantaggio di prezzi equi e qualche puntata all’estero. Perché Arcangelo, prima di essere ristoratore, è gourmet a sua volta; il suo segreto è forse quello di aver sempre pensato a un locale dove lui stesso, in un raro momento di relax, andrebbe volentieri a trascorrere un’ora o due.
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