Da Glass bisogna osare. Perché il piatto che sulla carta vi attira di meno - apparentemente troppo ardito oppure con ingredienti che non amate - potrebbe rivelarsi IL piatto della serata. È quello che è successo a noi venerdì sera, assaggiando una proposta tratta dalla nuova sezione del menu dedicata al quinto quarto: cuore di vitella, patate affumicate, habanero, caffè e tartufo nero. Un piatto straordinario, di una delicatezza ed eleganza – pur nell'intensità degli ingredienti – da lasciare senza parole.
Cristina Bowerman ama sorprendere, ma lo fa senza mai dimenticare la piacevolezza e il gusto, e lo fa con sempre maggiore sicurezza e consapevolezza, ottenendo risultati davvero eccellenti.
Ci sono piaciuti moltissimo anche il consommé di seppia e pollo con cappesante, ravanelli e zenzero (un vero e proprio viaggio in oriente), i raviolini di Parmigiano 60 mesi con asparagi e burro d'Isigny, il pastrami di lingua, giardiniera, salsa al ciauscolo e gelato alla senape e le spuntature di maiale glassate al chinotto, bok-choi, lenticchie e carote sottaceto.
In chiusura il torchon di caprino con fragole e rosmarino e il polvoron, cioccolato bianco, rapa rossa e lime.
Servizio professionale e cortese e una carta dei vini sempre più affascinante, con sezioni dedicate alle passioni di Fabio - per ora pinot nero e riesling, ma non si escludono altre "pagine dedicate" a vitigni e denominazioni - e in continuo ampliamento.
Consultate anche la pagina di Dining City dedicata a Glass Hostaria
Recensione del 03/07/2012:
Per quanto possa sembrare paradossale, raccontare un ristorante che si ama molto senza cadere nella banalità e nella retorica è davvero molto difficile. Questa è la ragione per cui tanto ho aspettato a pubblicare le mie impressioni su Glass Hostaria, indiscutibilmente uno dei miei locali preferiti a Roma.
Questa non è tanto la recensione di una cena, quanto piuttosto il collage di tante esperienze fatte alla “corte” di Cristina Bowerman e Fabio Spada in questi ultimi cinque anni.
Nel panorama della ristorazione romana di qualche anno fa, la scoperta di Glass fu quanto di più sorprendente si potesse incontrare. A Trastevere (incredibile!) bando a cacio&pepe e carbonara, ma anche alla classica cucina gourmet. Largo invece agli abbinamenti innovativi, all’utilizzo di prodotti poco conosciuti in Italia e a un menu in continua trasformazione.
Da allora la cucina di Cristina si è evoluta, perfezionata, ma non ha perso la sua caratteristica principale: quella di divertire e soddisfare, creando uno stile diverso da tutti e molto riconoscibile, che potremmo tranquillamente definire fusion (una fusione, appunto, delle origini pugliesi di Cristina, della sua lunga esperienza negli USA e delle tradizioni romane).
Di recente ci siamo molto divertiti da Glass Hostaria… Ecco alcuni dei migliori assaggi: per cominciare, due “viaggi in Oriente”, il calamaro grigliato, bok-choi carote e alga kombu e pancia di maiale e la tartare di filetto di manzo con arancia, capperi, tobiko e salsa al wasabi con micro verdure; quindi il risotto con canocchie mela e dragoncello (al dente e mantecato alla perfezione), e un fantastico piatto “vintage”, le tagliatelle quasi panna prosciutto e piselli (in versione XXI secolo); per secondo le golose moeche impanate, cuore di palma fresco, chorizo Joselito, mela verde, mousse di broccolo romanesco e il petto d'anatra speziato, scorzonera e pannocchiette. La cena si chiude con dessert sempre ottimi, da sostituire, eventualmente, con i deliziosi sorbetti.
Ci tengo poi a sottolineare che nella piacevolezza complessiva di questo locale grande merito è di Fabio Spada e dello staff di sala che accolgono e curano ogni ospite con estrema cortesia e professionalità. Nota di merito infine per una carta dei vini sempre in crescita, con tante belle proposte a prezzi corretti.
Che dire, quindi, se questa recensione vi ha incuriositi, andate subito a provare Glass Hostaria e se invece già lo conoscete tornateci presto, sicuri di godervi una piacevole serata. In ogni caso, ricordatevi di prenotare!