Aggiornamento di ottobre 2012. Purtroppo la collaborazione di Gaia Giordano con Coromandel è già terminata. Prossimamente vi aggiornermo sui nuovi progetti della chef e sull'andamento di Coromandel.
Un nuovo passaggio da Coromandel indica la direzione che il locale di Gaia e Katia (e una manciata di altre donne) sta prendendo: siamo a casa. La loro. Stile e personalità, con quel sapore un po' fané - come l'ha descritto un amico. Diversa dai format in circolazione, dai "simili a..." da cui pare non si riesca a prescindere. Qui è il gusto personale - in sala, in cantina e nella cucina - a guidare le danze.
Dunque, come in una casa privata è giusto avvicinarsi, con intimità, fiducia e voglia di condividere. Quei pezzi di arredo trovati con amorevole pazienza qua e là in Italia e all'estero, ognuno custode di un racconto diverso, e quella carta dei vini - naturali, si, ma non solo, macerati, bio e biodinamici, si, ma non solo - sono frutto di scelte fuori dal coro, sul filo di passioni personali.
E poi il menu, meglio sarebbe dire "i menu", visto che al momento sono tre. Poco è dato sapere, si cambia ogni giorno e si andranno a breve a creare dei "classici" di Coromandel, piatti simbolo, o se preferite porti sicuri nel giro delle portate. Cambiare ogni giorno è stimolante e faticoso, e quindi qualche punto fermo, inevitabilmente, verrà a crearsi. Per andare più in là e osare ancora un po'. Questo mi auguro, ma è una mia preferenza. Perché quando entro in una casa mi affido senza voler sapere nulla e mi piace anche un minimo di rischio in più. Come per un tacito accordo.
Una corrispondenza che ho trovato nell'insalatina di benvenuto - acidula, croccante, amarognola, appena ammorbidita dal caprino - o nei cappelletti di concentrato di pomodoro in acqua di pomodoro, un gioco dolce/acido sfrontato e gustoso, ma anche nell'imprevista classicità del ragù di quaglia in bianco a condire gli gnocchetti, appena ringiovanito da qualche mirtillo. Un percorso intervallato da esecuzioni più scolastiche, corrette, ma dove mi è mancato un po' di carattere. Quello delle padrone di casa.
- Valutazione:


Recensione di Erica Battellani del 06/08/2012:
Il nuovissimo locale che vede protagonista ai fornelli Gaia Giordano, chef brillante con un importante bagaglio di esperienze alle spalle, da qualche settimana è aperto anche a cena. E noi ne abbiamo approfittato subito, curiosi come sempre e alla ricerca di un nuovo buon ristorante nel centro storico di Roma.
Da Coromandel la giornata comincia con il rito della colazione, con lieviti e altre bontà home made, prosegue quindi con il pranzo (date un occhiata alla pagina Facebook per sapere l'offerta del giorno, potreste trovare piatti come gli gnocchetti di acqua e farina con crema di zucchine o l'insalata soncino, noci e caprino), per concludersi con la cena. Per il momento Gaia propone a cena solo un "percorso dello chef" a sorpresa e un menu degustazione di tre portate più dessert a scelta. Come dichiarava qualche tempo fa al Gambero Rosso: "non ci sarà una carta, ci sarà solo un menu degustazione... Più un là, poi, dopo un necessario rodaggio, grande menu da dodici portate".
Fra i nostri assaggi migliori segnaliamo i raviolini burrata e alici, un'ottima parmigiana di melanzane scomposta, con mozzarella fritta, melanzane grigliate e sorbetto di pomodoro, la tartare di fassona con vari condimenti e la "zuppetta" di sambuco con frutti di bosco e crumble di mandorle. Ma state certi che tornando troverete ogni volta piatti nuovi, secondo stagione e mercato.
Da segnalare anche una buona selezione di vini, con ricarichi molto giudiziosi, e un servizio attento e cortese.
Coromandel ha cominciato molto bene la sua avventura e siamo sicuri che ci siano ancora ampi margini di miglioramento.