Molto vicino al Naviglio grande ma abbastanza lontano per godersi la tranquillità popolare della zona di Porta Ticinese. Una vetrina che accoglie raccontando di collezionismo nostalgico con ironia e foto di famiglia appese come a casa. Potrebbero essere le prime impressioni di questa trattoria dove si respirano ricordi, dove può capitare di ascoltare i rumori di cucina espressa per capire che non sempre sedersi al tavolo in prossimità delle cucine è una sfortuna.
Dal menu essenziale (di nuovo ironia con una divinità induista stampata fra le portate) pochi piatti della cucina tradizionale e casalinga: borragine al pomodoro (sempre presente nel menu almeno una proposta vegan), risotto giallo con asparagi, minestre e zuppe con verdure di stagione, polpette con salsa di pomodorini e purè, ossobuco e una mitica cotoletta alla milanese. In particolare ci sono piaciuti il risotto, per la presenza generosa di zafferano con gli asparagi cotti a puntino, e inevitabilmente la cotoletta che arriva in tavola grande quanto il piatto e caldissima, accompagnata da patate arrosto (in caso di ripensamenti è possibile optare per un'insalatina amabile). Panatura fragrante che non salta al primo boccone intorno alla fettina alta con l'osso, come vuole tradizione. I dolci fatti in casa sono generosi, buone in particolare le crostate. Carta dei vini contenuta con proposte selezionate con cura e attenzione.
Nella serate estive chiedete uno dei tavoli all'aperto sistemati sotto il pergolato, proprio nel cortile della casa di ringhiera che ospita la Madonnina: il posto migliore dove assaggiare la loro cucina autentica.